martedì 25 dicembre 2012

Trapani, prete annuncia ai fedeli: "Sarò padre"

Un prete di Trapani ha annunciato ai fedeli presenti in chiesa per sentire la messa che presto avrà un figlio. Vito Lombardo, questo il nome del sacerdote, ha fatto coming out rendendo partecipi i suoi parrocchiani del suo amore per una ragazza di Marsala che tra quattro mesi darà alla luce suo figlio. Secondo quanto riportato dal "Giornale di Sicilia" il religioso abbandonerà l'abito talare e presto si sposerà .
"Carissimi parrocchiani questa è l'ultima messa che celebro, mi sono innamorato e la mia ragazza aspetta un bambino", così don Vito Lombardo, 33 anni, ha gelato i suoi parrocchiani di Xitta, frazione alle porte di Trapani. Il parroco da mesi aveva una relazione segreta con una giovane insegnante di Marsala, che adesso è al quinto mese di gravidanza. Così don Vito ha deciso di assumersi le proprie responsabilità, annunciando il lieto evento ancor prima di fare la richiesta di dispensa alla Santa Sede. Vuole sposarsi don Vito, ma la risposta dal Vaticano non è ancora arrivata e nel frattempo il parroco si è autosospeso e ha fatto ritorno alla sua città, Alcamo.

Don Vito, appassionato di storia dell'arte e curatore di parecchie mostre sul sacro, ha insegnato religione ai ragazzi del liceo scientifico "Fardella" di Trapani e anche tecniche pittoriche all'Accademia di belle arti "Kandivskji" della stessa città. La sua futura moglie, che avrebbe 29 anni, l'ha conosciuta nei corridoi della scuola. Il prete, senza tradire alcun imbarazzo, ha parlato ai fedeli di una "scelta coerente", spiegando di non poter fare diversamente: "Sono innamorato", ha spiegato; e i frastornati fedeli sono già divisi sulla sua decisione. C'è chi non ha perso tempo per manifestare, con qualche commozione, vicinanza al sacerdote; e chi ha preso subito le distanze, girando le spalle a don Vito e alla parrocchia, già provata da un altro scandalo: la diocesi solo poco tempo fa era stata costretta a "licenziare" l'ex prete di Xitta, Nino Treppiedi, sostituito proprio da don Vito.

Ma la vicenda di Treppiedi non ha nulla a che fare con storie rosa: il parroco era stato rimosso meno di un anno fa dal Vaticano, in seguito a uno scandalo che si era abbattuto sulla diocesi di Trapani, allora guidata dal vescovo Francesco Miccichè, e che riguardava presunti ammanchi di denaro dalle casse delle fondazioni Auxilium e Campanile, gestite dalla curia.
tgcom

lunedì 29 ottobre 2012

Sarah, oggi zio Michele in aula

Entra nella sua fase decisiva il processo per la morte di Sarah Scazzi: oggi davanti alla Corte d'assise di Taranto comparirà Michele Misseri, reo confesso dell'omicidio della nipote 15enne ma per la procura colpevole solo della soppressione del suo cadavere. Domani sarà la volta invece della cugina Sabrina e della zia Cosima, accusate invece dell'omicidio.
ansa

domenica 28 ottobre 2012

Nevica su alture Savona e sull'A6

Nevica in Valbormida, sulle alture di Savona e tra Savona e Genova. Le temperature sono scese in picchiata nella notte raggiungendo i 2 gradi a Cairo Montenotte (Savona). Sulla costa ligure il vento da Nord ha portato a forti mareggiate e qualche grandinata sulla costa. Nevischio anche in autostrada, sull'A6 Torino-Savona tra Millesimo e Ceva. Il Centro funzionale di Protezione civile regionale ha emesso un bollettino di avviso per possibili forti temporali pomeridiani.


ansa

mercoledì 19 settembre 2012

Consumatori in catene davanti a Montecitorio

Protesta delle associazioni di consumatori in piazza Montecitorio contro il carovita. Una piccola processione di carcerati, con tanto di manette e palla al piede, ha sfilato oggi davanti a Montecitorio per protestare contro tasse e caro-vita. A guidare il gruppo un 'consumatore' travestito da Mario Monti armato di frustino per rappresentare lo Stato vessatore. E' stata questa la pittoresca manifestazione "2012: Fuga da AlcaTass", inscenata dalle associazioni dei consumatori in occasione della "Giornata nazionale contro il caro-vita". La piattaforma, composta da Associazione Consumatori Utenti, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codacons, Codici, Confconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori con la partecipazione di Coldiretti, Acli Terra e Comitas ha portato al Governo una serie di richieste come la riduzione del carico fiscale, l'introduzione di una patrimoniale, saldi tutto l'anno e abolizione accise antecedenti al 2002. Queste richieste saranno però portate un'altra volta al Governo perché l'incontro con il segretario generale della Presidenza del Consiglio è saltato per motivi formali: la divisa da carcerato non è infatti un abito adatto per gli incontri ufficiali.
ansa

martedì 18 settembre 2012

Muore a 16 anni in ospedale, inchiesta

La Procura di Torino ha avviato indagini preliminari sulla morte, al momento inspiegabile, di un giovane di 16 anni avvenuta lo scorso venerdi' all'ospedale Santa Croce di Moncalieri (Torino). Al momento non vi sono indagati.

Il ragazzo si era presentato al pronto soccorso dell'ospedale Molinette lo scorso 4 settembre con dolori al collo dopo avere giocato una partita di calcio ed era stato rimandato a casa.


L'inchiesta e' stata avviata dopo un esposto dei genitori ai Carabinieri.
ansa

Una cura contro il cancro senza precedenti

Con nuovi studi a confermarne l'efficacia, aumenta tra i ricercatori la convinzione che il cannabidiolo (Cbd) presente nella maijuana rallenta la crescita delle cellule tumorali e inibisce la formazione di cellule che nutrono i tumori, contribuendo così a combattere il cancro e le metastasi.

Già note, poi, le capacità di queste sostanze di ridurre il dolore, la nausea e altri effetti correlati alla malattia e alla chemioterapia.

Come riporta il Newsweek, già nel 2007 uno studio del California Pacific Medical Center mostrava come il cannabidiolo uccida le cellule tumorali nei pazienti con cancro al seno, distruggendo i tumori maligni e "spegnendo" il gene ID-1, una proteina che gioca un ruolo chiave nel diffondere il male alle altre cellule.

Questo gene, nei soggetti sani, è attivo solo durante lo sviluppo embrionale. Ma nei malati di tumore al seno, e di molti altri tumori maligni in stato avanzato, si è visto che questo gene è attivo e provoca le metastasi, favorendo il passaggio della malattia alle cellule sane. "Ci sono dozzine di tumori aggressivi che attivano questo gene", hanno spiegato i ricercatori, e il cannabidiolo riesce a fermarlo, presentandosi quindi come una cura potenzialmente senza precedenti: ferma il male come la chemioterapia ma, a differenza di quest'ultima, che uccide ogni genere di cellula che incontra e devasta il corpo e lo spirito dei malati, riesce a bloccare solo "quella" particolare cellula maligna.
"Il cannabidiolo offre la speranza di una cura non tossica per migliaia di pazienti", ha detto lo studioso McAllister, a capo del gruppo di ricerca. Da allora però non sono ancora stati condotti test clinici, indispensabili per confermare nell'uomo l'effetto visto in laboratorio. McAllister insomma sta ancora cercando fondi per testare sui malati di tumore l'effetto di questa cura. Nel frattempo, il suo gruppo di studio sta analizzando in laboratorio se è possibile e fruttuoso combinare una cura a base di Cbd con una blanda chemioterapia. Le sue ricerche hanno già mostrato che l'effetto del cannabidiolo viene in questo modo  potenziato: i chemioterapici diventano allo stesso più potenti e meno tossici, perché è possibile ridurli drasticamente.
La scoperta dell'efficacia di queste sostanze si deve a Cristina Sanchez, una giovane biologa della Complutense University di Madrid. Stava studiando il metabolismo cellulare, analizzando le cellule tumorali del cervello, che crescono molto più velocemente delle cellule normali. Per caso, notò che queste morivano ogni volta che erano esposte ai tetracannabinoidi, il famoso Thc che provoca gli effetti psicoattivi della marijuana. Proseguì le sue ricerche e nel 1998 pubblicò i suoi studi, dimostrando che il Thc induce l'apoptosi, ovvero la morte delle cellule di una forma particolarmente aggressiva di tumore cerebrale. Successivamente furono molte le conferme, condotte in diversi Paesi, che il Thc e altri derivati della marijuana — i cannabinoidi — hanno effetti direttamente antitumorali (eccone un esempio riguardo al tumore al polmone).
Il primo test clinico sull'uomo fu condotto in Spagna nel 2006. I ricercatori somministrarono THC a nove malati di tumore al cervello, che non avevano avuto benefici dalle terapie tradizionali, inserendolo direttamente nelle cellule malate con un catetere. Tutti e nove videro la proliferazione del tumore ridursi significativamente, e i risultati furono pubblicati su Nature. Nel frattempo gli studiosi della Harvard University trovarono gli stessi effetti per i tumori al polmone. La cosa più sorprendente che notarono fu il fatto che il Thc colpisce solo le cellule tumorali, lasciando indisturbate le cellule sane.
Recenti studi alla St. George's University di Londra hanno poi visto effetti simili sulla leucemia, con test pre-clinici. A fine luglio, l'ultimo congresso della International Cannabinoid Research Society ha messo intorno a un tavolo tutti i maggiori esperti sul tema a Friburgo, in Germania, con interessanti contributi anche da parte di studiosi italiani, che hanno parlato dei cannabinoidi come della "più potente arma a disposizione per l'eliminazione delle cellule tumorali nel cancro alla prostata", mentre ricercatori della Lancaster University hanno riportato simili conclusioni per quanto riguarda il tumore del colon.
Tutto questo apre nuovi e promettenti scenari nella lotta al tumore. Ma è bene specificare che le conseguenze farmacologiche e tossicologiche dell'uso "comune" di cannabis, inteso come droga psicoattiva, sono tuttavia legate non solo direttamente all'assunzione delle sostanze psicotrope, ma anche all'esposizione delle altre sostanze che si producono durante la pirolisi, ovvero il processo di combustione della sigaretta o, meglio, della "canna". I vapori che si producono fumando marijuana e hashish, infatti, contengono ossidi di azoto, monossido di carbonio, cianuri, nitrosammine. Il particolato contiene fenoli, cresoli e vari idrocarburi aromatici, tutti potenzialmente cancerogeni.
wired.it

lunedì 17 settembre 2012

Ecco come una pesante multa di centinaia di euro può colpire solo gli ultimi tra gli ultimi. Un paradosso

Un provvidemento paradossale, che suona un po' come il famoso Comma 22 di Joseph Heller, è stato adottato dal sindaco leghista di Mortara, in Lomellina, Marco Facchinotti. L'ordinanza disposta dal Comune prevede infatti una multa dai 25 ai 500 euro per chiunque venga sorpreso a rovistare nella spazzatura.
Molti cittadini l'hanno definita assurda oltreché ingiusta: non si capisce infatti come possa un senzatetto o un anziano indigente, ridotto per sopravvivere a raccattare rifiuti, pagare una multa da 500 euro. Una sorta di accanimento nei confronti dei più poveri, che mentre imperversa la crisi, con tutte le nuove povertà che essa genera, è risultato ai più decisamente incomprensibile.

Ma a quanto pare l'ordinanza Mortara non è nuova a drastiche soluzioni, visto che qualche anno un’ordinanza simile, che si rifaceva all’articolo 650 del codice penale, disponeva il carcere fino a 3 mesi per gli eventuali trasgressori. L'assessore alla polizia locale, Elio Pecchenino, ha giustificato l'iniziativa come una misura necessaria in quella che definisce una "guerra agli sporcaccioni", volta a punire sostanzialmente chi commette azioni pericolose, al pari di quelli che lasciano rifiuti ingombranti per strada. Ma molti suoi concittadini evidentemente non la trovano convincente.

E' una questione che ha riguardato più volte le amministrazioni leghiste. Anche il sindaco di Terno d'Isola, Corrado Centurelli, un paio di mesi fa era finito al centro di polemiche simili, per aver fatto rimuovere due panchine dal suolo pubblico. Per favorire la viabilità in un passaggio piuttosto stretto, soteneva il sindaco, per impedire agli immigrati di usarle, accusava l'opposizione, riportando le parole delle stesse guardie padane incaricate della rimozione.
Due anni fa invece il sindaco di Adro, a due passi da Brescia, aveva suscitato l'indignazione generale per la scelta di negare la mensa ai bambini i cui genitori non potevano permettersi di pagare la retta. Diverse poi le ordinanze anti-kebab adottate in più comuni, non solo targati Lega, che vietano di fatto l'apertura di negozi agli immigrati in nome di un'azione di garanzia dei prodotti locali. Fra questi amministratori il sindaco di Lucca, Mauro Favilla, che nel 2009 ha addirittura vietato espressamente "l’attivazione di esercizi di somministrazione la cui attività sia riconducibile a etnie diverse", ricevendo il plauso dell'allora ministro dell'agricoltura Luca Zaia.

Nello stesso anno, a Varallo Sesia, in Piemonte, il sindaco Gianluca Bonanno ha ordinato l'installazione di cartelli comunali, scritti in italiano e in arabo, in cui si avvertiva la cittadinanza che in tutte le aree pubbliche della città era vietato indossare burqa, burqini e niqab. Anche in quel caso ci si divise sui motivi reali, ispirati da una visione razzista secondo l'opposizione, destinati secondo la giunta unicamente a favorire l'identificazione delle persone, secondo criteri di pubblica sicurezza.
yahoo.com

domenica 16 settembre 2012

Tartufo in anticipo, multa da 5.100 euro

Un cercatore di Castelnuovo Calcea (Asti) che ha voluto anticipare di 24 ore la raccolta dei tartufi e' stato bloccato da agenti del Corpo Forestale che gli hanno sequestrato 400 grammi del prezioso fungo ipogeo e comminato una multa di 5.100 euro.

La stagione che si e' aperta oggi si concludera' il 31 gennaio. Per il 'Tuber Magnatum Pico' (Tartufo bianco) le previsioni non sono rosee a causa della persistente siccita' dell'estate. La scarsita' del prodotto fara' lievitare i prezzi.
ansa

Pausini mamma: 'Aspettiamo una bimba' Non parteciperà a concerto Campovolo

Laura Pausini annuncia di essere incinta
Laura Pausini futura mamma. La cantante, 38 anni, è in attesa di una bimba dal compagno Paolo Carta. Quello di diventare mamma era da tempo un sogno dell'artista di Solarolo. Intanto oggi è in programma il raduno ufficiale dei membri del fan club al Pala Credito di Romagna a Forlì.
IL PANCIONE DI LAURA PAUSINI SU FB, 'SIAMO FELICI' - "Io e Paolo siamo felici di annunciare che aspettiamo una bimba": Laura Pausini conferma su Facebook di essere in attesa di una figlia insieme al compagno Paolo Carta. E annuncia che non sarà al concerto di Campovolo per l'Emilia. "Volevo che questa notizia arrivasse a tutti direttamente da me - aggiunge nel post Laura, che pubblica anche una sua foto con il pancione - . Siamo contentissimi e chiediamo ai media di rispettare nei prossimi mesi la nostra privacy permettendoci di vivere questa gravidanza fuori dai riflettori".
In circa venti minuti il post con l'annuncio del lieto evento ha superato i 20 mila 'mi piace', a dimostrare la popolarità della cantante di Solarolo. Il Management dell'artista, sempre su Facebook, conferma l'uscita dell'Inedito cd + dvd Live il 27 novembre, ma che "da questo momento i medici le hanno consigliato di osservare un periodo di riposo, di conseguenza tutti gli impegni live previsti (Usa, Australia, Centro-Sud America, Brasile, Messico e Italia) sono annullati. Le date previste per dicembre di Milano e Roma verranno rimborsate".
Laura dovrà rinunciare anche alla conduzione del programma messicano e spagnolo 'La Voz' e alla partecipazione del 22 settembre a Campovolo: "Sono davvero molto dispiaciuta - spiega la Pausini - perché per me sarebbe stato un onore, ma in questo momento devo attenermi a quanto consigliato dai miei medici. Invito comunque tutti i miei fan a partecipare e a farsi sentire, perché sarà un evento straordinario e un gesto di vero aiuto per le popolazioni colpite dal terremoto".
ansa

Prete accusato di pedofilia su 50 seminaristi tra 12 e 14 anni

BUENOS AIRES - La giustizia argentina ha aperto un'inchiesta su un prete accusato di abusi sessuali su almeno 50 giovani seminaristi.Lo rendono noto fonti giudiziarie. Il procuratore generale della Corte di giustizia della provincia nordorientale di Entre Rios, Jorge Garcia, ha avviato il procedimento in seguito alla pubblicazione di un articolo da parte della stampa locale che denuncia gli abusi che sarebbero stati commessi vent'anni fa da Justo Jos‚ Ilarraz, ex direttore del seminario di Parana, 500 km a nordest di Buenos Aires.

Secondo le accuse
della procura, almeno 50 adolescenti di età comprese tra i 12 ed i 14 anni sono stati vittima del religioso tra il 1984 ed il 1992. In un comunicato, l'arcivescovo di Parana ha condannato i «gravissimi errori» del parte del prete pedofilo ed espresso «profonda vergogna ed immenso dolore» per i fatti e le vittime. Secondo la Chiesa argentina, Justo Jos‚ Ilarraz è stato rimosso da ogni funzione sacerdotale.
ilmessaggero.it

Il «prestito» inevaso

Doveva raggiungere circa 30 mila famiglie in difficoltà colpite dalla crisi economica, ma finora solo 1.769 hanno ricevuto il famoso «Prestito della speranza». Restano ancora inutilizzati 22 dei 30 milioni del fondo di garanzia stanziato tre anni fa dalla Conferenza episcopale italiana. Moltiplicato da 144 istituti bancari che inizialmente avevano aderito, il fondo voluto dai vescovi italiani doveva permettere di elargire prestiti per 180 milioni nei primi 18 mesi e altri 120 nella fase successiva, partita a marzo 2011. A riferire i dati, aggiornati al 15 luglio scorso, è stato Livio Gualerzi , dirigente per la gestione delle risorse finanziarie e responsabile per i progetti speciali della Cei. Le cause? Criteri di selezione molto rigidi, scarsa conoscenza dello strumento nelle diocesi italiane e sul territorio, diffidenza nei confronti delle banche. Per rilanciare il «Prestito», ora si punta sul microcredito a piccole imprese e cooperative colpite dal recente terremoto in Emilia-Romagna.
jesus settembre 2012 

Sarajevo, Gerusalemme d'Europa

Lo spirito di Assisi fa sosta a Sarajevo dal 9 all'11 settembre. Assisi fu una grande icona di pace. Lo sarà pure la capitale della Bosnia: l'occasione è quella dei venti anni dal più recente assedio nella storia d'Europa. A quasi cento dalla pallottola che diede inizio alla I guerra mondiale. Sarajevo, città europea nel cui centro storico si incrociano da secoli chiese, moschee, sinagoghe, come a Gerusalemme – così la definì Giovanni Paolo II: «Gerusalemme d'Europa» –. Sarajevo, la città della convivenza e del fallimento della convivenza; Sarajevo è la sfida che è oggi posta di fronte a ogni città. Come essere città di pace? La "tre giorni" di incontri si presenta carica di significato. Tanto più che la cerimonia finale cadrà l'11 settembre. Proprio in quella data e proprio a Sarajevo, dove sono state strumentalizzate durante la guerra, le religioni affermeranno che il futuro è vivere insieme, come dice il titolo dell'Incontro promosso da Sant'Egidio.
Lo diranno le religioni. Lo dice il profondo del cuore umano. Lo dice la Costituzione conciliare Gaudium et spes. A cinquant'anni dal Vaticano II, si tratta di vivere ancora quella responsabilità verso l'intera famiglia umana che fu la cifra del Concilio. La Chiesa e le religioni camminano con l'uomo. Ne condividono l'avventura, le stagioni, e pure questi tempi difficili, poco comprensibili, poco "dominabili". La Chiesa e le religioni vivono anch'esse immerse in quelle rapide della storia di cui parlava Pavel Florenskij: «Siamo nati in una rapida della storia, in un punto di svolta dell'andamento degli avvenimenti storici». È ciò che vive l'umanità oggi, affrontando le nuove rapide della storia. Per superarle ci si barcamena come si può, nelle nostre imbarcazioni individuali o in quelle delle diverse compagini statali. Ma occorre qualcosa di più! Occorrono visioni e ponti. La preghiera per la pace, il dialogo, l'incontro umano, sono ponti gettati sulle rapide della storia.
In Bosnia e dappertutto c'è bisogno di ponti. Penso a Mostar e al dramma di quel ponte che crollava... Chi non costruisce ponti resta preso nei gorghi della divisione. C'è bisogno di ponti. E sta a noi tutti costruirli. Soprattutto a noi cristiani. Non conta se si è importanti o meno, se si è grandi o piccoli. Siamo tutti inadeguati sui grandi orizzonti della globalizzazione. Ma tutti possiamo essere parte di un movimento di avvicinamento e di incontro. Tutti possiamo condividere la grande visione di Wojtyla. Il quale diceva proprio a Sarajevo, 15 anni fa: «Il metodo del dialogo, perseguito con perseveranza e in profondità, deve segnare il rapporto dei cattolici con i fratelli ortodossi e con gli altri fratelli cristiani. Con parola cordiale e atteggiamento sincero i cristiani cerchino poi motivi di incontro e comprensione coi seguaci dell'islam e con gli ebrei. Camminiamo coraggiosamente, come veri fratelli, sulla via della riconciliazione».
Essere cristiani significa amare, servire e difendere l'uomo. È questo lo spirito del Vaticano II. Questo la Chiesa di Sarajevo, a partire dal suo arcivescovo, cardinale Puljic, lo sa e lo testimonia. Vivere con gli altri senza rinunciare alla propria identità, ma ponendola al servizio del bene comune, al servizio dell'uomo. È il messaggio che oggi i cristiani di Sarajevo, Gerusalemme d'Europa e città della Pace, rivolgono ai tanti figli di altre tradizioni religiose.
Antonio Tarzia
jesus settembre  2012 

sabato 15 settembre 2012

Nascono in trentino marchi per turismo accessibile



Nascono in trentino marchi per turismo accessibile
Diventa realtà in Trentino il Turismo Accessibile, con l'approvazione delle linee guida per certificare l'accessibilità di strutture che potranno fregiarsi del marchio "Open", declinato poi in "Open Event" in caso di eventi e di "Open area" per aree di territorio. A gestire i marchi sarà la Fondazione Accademia della Montagna del Trentino. Come spiega l'assessore Tiziano Mellerini "il turismo accessibile rappresenta una delle nuove frontiere di sviluppo dell'offerta turistica, con cui qualsiasi territorio deve saper fare i conti per aumentare la competitività. Nel Turismo Accessibile rientrano persone con disabilità fisica o intellettiva o sensoriale, con esigenze dietetiche particolari come le intolleranze alimentari, con problematiche legate ad allergia, con età avanzata. Si calcola che le persone potenzialmente interessate a un turismo accessibile ammontino a circa 130 milioni". In questo quadro la Provincia autonoma di Trento ha rilevato l'opportunità di sviluppare una buona pratica sul territorio già a partire dai Mondiali di sci nordico che si terranno in val di Fiemme il prossimo febbraio. 
ansa

Il Papa Benedetto XVI ricorda i preti sposati

Benedetto XVI ha reso omaggio oggi al valore del celibato, che ha definito "dono inestimabile di Dio alla Chiesa". Un impegno che nella Chiesa Cattolica e' riservato al clero latino, ma in Medio Oriente ci sono anche altre comunita' cattoliche orientali (a cominciare da quella maronita, maggioritaria in Libano) dove i preti possono sposarsi e il Papa non li ha dimenticati nell'esortazione apostolica "Ecclesia in Medio Oriente", nel quale e' citato anche il ministero dei preti sposati, "antica componente della tradizione orientale". "In quanto servitori della comunione - sottolinea pero' il Pontefice - preti e seminaristi devono offrire una testimonianza coraggiosa e priva di ombre, devono avere una condotta irreprensibile, e devono aprirsi alla diversita' culturale delle loro Chiese (apprendendone, ad esempio, le lingue e le culture), cosi' come alla diversita' ecclesiale ed al dialogo ecumenico ed interreligioso". 

© Copyright (AGI)

Papa: in esortazione MO incoraggia preti sposati di Chiese d'Oriente

 Papa Benedetto XVI ha incoraggiato il lavoro dei preti sposati delle Chiese cattoliche d'Oriente nell'Esortazione apostolica post-sinodale ''Ecclesia in Medio Oriente'' firmata oggi durante un incontro con i cristiani mediorientali nella cattedrale melkita di Harissa.

''Il celibato sacerdotale - recita il documento - e' un dono inestimabile di Dio alla sua Chiesa, che occorre accogliere con riconoscenza, tanto in Oriente quanto in Occidente, poiche' rappresenta un segno profetico sempre attuale. Ricordiamo, inoltre, il ministero dei presbiteri sposati che sono una componente antica delle tradizioni orientali''. ''Vorrei rivolgere - prosegue il pontefice - il mio incoraggiamento anche a questi presbiteri che, con le loro famiglie, sono chiamati alla santita' nel fedele esercizio del loro ministero e nelle loro condizioni di vita a volte difficili. A tutti ribadisco che la bellezza della vostra vita sacerdotale suscitera' senza dubbio nuove vocazioni che tocchera' a voi coltivare''.
asca

Il mondo musulmano è in fiamme, la rabbia dilaga

Il mondo musulmano è in fiamme, la rabbia dilaga: migliaia di islamici sono scesi in piazza oggi dal Nord Africa al Sud-Est asiatico, nel primo venerdì di preghiera dopo la messa in rete su Youtube di un offensivo film su Maometto, costato la vita all'ambasciatore americano in Libia, morto martedì notte insieme a tre connazionali. Sono state attaccate le ambasciate Usa un po' ovunque e le sedi diplomatiche tedesca e britannica in Sudan.
Proprio qui ci sono stati tre dei sette morti rimasti sul terreno negli scontri - in alcuni casi violentissimi, in altri più blandi - con le forze di sicurezza intervenute a impedire saccheggi e vandalismi e a fermare gli assalti con ampio uso di gas lacrimogeni e idranti, ma anche sparando ad altezza d'uomo. In Tunisia vi sono state altre due vittime e una trentina di feriti, alcuni in gravissime condizioni. E poi un giovane ha perso la vita al Cairo, in Egitto, mentre nella Tripoli libanese una persona è stata uccisa nel giorno in cui papa Benedetto XVI, in visita nella capitale Beirut, chiedeva il trionfo della pace e dell'amore sulla guerra e sull'odio.
A Khartoum, in SUDAN, l'ambasciata tedesca è stata temporaneamente invasa da alcune decine di dimostranti che sono anche riusciti a strappare la bandiera tedesca, mentre la grande massa è stata bloccata all'esterno e si è poi avviata, in una marcia furiosa, verso la sede diplomatica statunitense. In diecimila si sono riversati verso il compound senza però riuscire a sfondare. E anche i britannici sono riusciti a difendere i loro edifici, bloccando a distanza i fondamentalisti che agitavano i vessilli neri dell'integralismo e bruciavano - al grido di 'Allah Akhbar' - le bandiere americane e israeliane.
L'altro Paese pesantemente coinvolto nelle rabbiose manifestazioni di oggi è stata la TUNISIA. Anche qui giovani inferociti sono riusciti a penetrare oltre la cinta muraria dell'ambasciata Usa, nonostante le forze di sicurezza sparassero anche ad altezza d'uomo. Sono stati respinti solo dopo alcune ore lasciando sul terreno decine di feriti, due dei quali sono poi morti in ospedale. Nel frattempo, anche la scuola americana a Tunisi era stata incendiata e gravemente danneggiata.
Difficile anche la situazione al Cairo, benché i Fratelli musulmani del presidente Mohamed Morsi avessero ritirato un loro precedente appello a scendere in piazza in tutto l'EGITTO. Centinaia di persone hanno continuato per tutta la giornata a fronteggiare la polizia, schierata massicciamente a protezione dell'ambasciata americana. E in serata è stato trovato nei pressi di una moschea il cadavere di un giovane.
In LIBANO l'uomo ucciso dalle forze di sicurezza aveva dato l'assalto a un fast food americano a Tripoli, seconda città del Paese. Anche qui i feriti sono stati una trentina. In difficoltà, dopo i quattro morti di ieri, anche le autorità yemenite che a Sanaa sono nuovamente intervenute in forze con lacrimogeni e idranti, riuscendo a tenere i manifestanti a circa 500 metri dalla sede diplomatica Usa. La situazione è però molto pesante, tant'é che Washington, dopo aver inviato marines e droni a Bengasi in Libia, ha comunicato l'invio di altri marines a protezione delle installazioni occidentali nella capitale yemenita.
Ma i Paesi che hanno visto oggi gli Stati Uniti sotto attacco con dimostrazioni di massa 'globali' sono stati veramente molti. In IRAN migliaia di persone si sono radunate a Teheran al grido di 'Morte all'Americà e 'Morte a Israele'; in IRAQ altre migliaia di musulmani hanno sfilato a Bassora scandendo 'Non c'é libertà quando si offendono un miliardo di musulmanì. Il continente Africa ha registrato altre dimostrazioni in MAROCCO, MAURITANIA, KENYA e NIGERIA ma qui le forze di sicurezza hanno mantenuto con decisione il controllo delle situazioni più a rischio. Fino all'ALGERIA, dove il governo ha tagliato alla radice il problema, vietando e impedendo qualunque tipo di assembramento. In Asia, dopo l'IRAN la protesta più imponente ha visto diecimila persone in piazza a Dacca, in BANGLADESH: anche qui bandiere americane e israeliane bruciate oltre a slogan rabbiosi contro "gli insulti al nostro grande profeta". Come in numerose città del PAKISTAN, a Giakarta in INDONESIA o in INDIA, a Madras, dove 86 persone sono state arrestate mentre marciavano verso il consolato Usa, e in AFGHANISTAN.
Gli Stati Uniti assicureranno alla giustizia i responsabili di tutti gli attacchi contro di loro. E' il monito che il presidente Barack Obama ha lanciato nel discorso funebre tenuto dinanzi alle bare dei quattro caduti americani dell'assalto di martedì contro il consolato americano di Bengasi (Libia) di martedì. "Tutti i governi - ha poi avvertito Obama - sono obbligati a proteggere i nostri diplomatici nei loro Paesi".
Anche l'ambasciatore degli Stati Uniti a Tunisi, Jacob Walles, è tra gli americani fatti evacuare in seguito all'assalto dei manifestanti. Secondo radio Shems, a garantire la sicurezza del diplomatico, così come del resto del personale dell'ambasciata, é stata la Brigata anti-terrorismo.
MONTI-MERKEL, COMUNE PREOCCUPAZIONE PER VIOLENZE - Il premier Mario Monti e la Cancelliera tedesca Angela Merkel hanno ''espresso una comune preoccupazione nei confronti della situazione in Medio Oriente, a seguito di recenti manifestazioni di violenza''. E' quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi che riferisce di una telefonata tra i due leader europei.
FARNESINA, AVVIATE MISURE PROTEZIONE AMBASCIATE ITALIANE - "La Farnesina ha avviato tutte le misure necessarie per la protezione sia del personale diplomatico che delle comunità italiane" nei Paesi coinvolti in cui si sono verificati i recenti incidenti e scontri legati alle proteste contro un film considerato offensivo verso l'Islam. Lo ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi a margine di un suo intervento oggi alla manifestazione Atreju 'la Festa di Giovane Italia' a Roma.
ansa

venerdì 14 settembre 2012

Vasco Rossi di nuovo ricoverato


Vasco Rossi di nuovo a Villalba, la clinica privata sui colli bolognesi dove la scorsa estate era stato ricoverato per un'osteomielite al torace e una endocardite. Lo riferisce 'il Resto del Carlino', precisando che il rocker si è sentito male l'altra notte mentre era in vacanza a Castellaneta Marina (Taranto) ed è partito in elicottero ieri mattina alla volta di Bologna.

Vasco avrebbe accusato un lieve malore per problemi respiratori, nulla di grave a quanto è trapelato. Nessuna conferma dallo staff dell'artista.

SABATO SCORSO IL CONCERTO IN DISCOTECA - Vasco Rossi è apparso in forma sabato scorso, quando è salito sul palco della discoteca 'Cromie' di Castellaneta Marina (Taranto) per un mini-concerto di 45 minuti davanti a tremila persone. Uno spettacolo deciso pochi giorni prima, per ringraziare la terra che lo ha ospitato nella sua lunga vacanza estiva, ad oltre un anno dai suoi ultimi concerti prima dei problemi di salute che lo avevano portato al ricovero nella clinica privata Villalba di Bologna.

"Voglio ringraziare questa splendida terra e questa bella gente che ho conosciuto", ha scritto Vasco su Facebook a fine agosto. "Persone intelligenti e sensibili con una profonda umanità e dei valori semplici rispettati con entusiasmo e convinzione, che mi ha coccolato senza giudicarmi". Sul social network l'ultimo post di Blasco risale a lunedì scorso: "Ho passato - scrive - buona parte della mia vita a preoccuparmi di cose che non sono mai successe". Vasco Rossi, aveva riferito la scorsa primavera il dottor Paolo Guelfi, direttore sanitario di Villalba, è guarito dai problemi che lo avevano portato al ricovero dell'estate 2011. "L'osteomielite - aveva spiegato il medico - è un'infezione che 'mangia' l'osso, quasi a riassorbirlo. E' dovuta a traumi, e Vasco si procurò questo trauma durante un concerto. Una piccola cosa, che può avere però conseguenze molto gravi. In questo caso è stata curata, il paziente è a posto". Così come per l'endocardite: "Pure quella è stata superata. Si tratta anche in questo caso di un'infezione, ma alla valvola cardiaca. Il rischio è che questa si deformi e quindi debba essere sostituita. Bisogna seguire una terapia adeguata, Vasco l'ha fatta e sta benissimo".
ansa

Scure governo su 18 stipendi d'oro manager

di Giovanni Innamorati
ROMA - Sono 18 i manager pubblici il cui stipendio superava il tetto dei 294.000 euro, imposto dal decreto Salva-Italia, e su cui si abbatte ora la scure del governo. Il dato è stato fornito dal ministro Filippo Patroni Griffi alle commissioni Affari costituzionali e Lavoro della Camera, dopo un controllo che riguarda 37 Amministrazioni Pubbliche su 80 interessate. Alcune amministrazioni - secondo alcune indiscrezioni - hanno già effettuato il taglio dello stipendio, mentre in altri casi il taglio non c'é ancora stato: si attende il raggiungimento del limite massimo prima di far scattare la tagliola. Il ministro è intervenuto ai lavori delle Commissioni che stanno esaminando tre proposte di legge di iniziativa parlamentare che estendono il tetto, previsto dal Salva-Italia, a tutta la platea dei Dirigenti che percepiscono emolumenti, direttamente o indirettamente dallo Stato. Ivi comprese quindi la Rai e le società partecipate dallo Stato.
In questo ambito Patroni Griffi ha riferito i primi dati del monitoraggio sull'applicazione della norma del Salva-Italia, a seguito del Decreto della presidenza del Consiglio di attuazione. Ebbene sulle circa 80 Amministrazioni Pubbliche interessate alla norma (di cui però circa 15 sono Enti Parco con manager che non hanno stipendi molto alti), hanno risposto al questionario del ministro in 37. All'interno di queste Amministrazioni sono risultano esserci solo 18 casi di "scostamento immediato" dal tetto, vale a dire che la sola retribuzione (al di là del cumulo con altre entrate) era superiore al tetto. E' stato quindi operato il taglio in modo da farla rientrare nel limite stabilito dalla legge. Altro tema riguarda le eventuali deroghe al tetto. "Molti di noi - ha riferito Roberto Zaccaria (Pd) - è favorevole a inserire nella nuova legge alcune deroghe per casi particolari. Un Manganelli, un Canzio o un Befera è giusto che abbiano retribuzioni pari alla loro responsabilità". "Il governo - ha detto però il ministro Patroni Griffi - ha ritenuto opportuno, al momento di attuare la norma, di non esercitare la facoltà di deroga. Comunque riferirò al premier questo indirizzo". Come dire, nessuno dei dirigenti pubblici potrà superare la soglia ora prevista per legge.
ansa

A Milano 200 capolavori di Picasso. Dal 20 settembre al 13 febbraio a Palazzo Reale da Parigi

Portrait d'Olga dans un fauteuil - Primavera 1918
Oltre duecento capolavori di Pablo Picasso sono esposti dal 20 settembre al 13 febbraio nel Palazzo Reale. Provengono dal Museo Nazionale Picasso di Parigi, dove sono conservati i lavori che il grande artista spagnolo tenne per sé e che dopo la sua morte passarono allo Stato francese.
Sono opere che coprono tutta la vita di Picasso (Malaga 1881 - Mougins 1973): dagli esordi in Spagna ai primi contatti con l'ambiente artistico parigino, dal periodi "blu" e "rosa" alla sperimentazione cubista, dal "ritorno all'ordine" con la parentesi neoclassica alla metamorfosi stilistica degli anni Trenta, dalle opere di denuncia contro la dittatura franchista e la guerra fino all' ultima e sempre vitalissima stagione creativa. Oltre ad un centinaio di dipinti sono in mostra sculture, ceramiche, disegni, compresi quelli originali di "Parade", il balletto cubista messo in scena da Djaghilev nel 1917.
Molte di queste opere non sono mai uscite dal museo parigino, che ne ha permesso il prestito per questa rassegna in occasione di un periodo di chiusura per lavori di restauro. Vi sono "Donna con le mani giunte", studio del 1901 in preparazione di "Les demoiselles d'Avignon"; "Celestina" (1904) dai grandi occhi; l'esile figura di "Olga", la ballerina russa Olga Koklova, sua prima moglie; "Donne che corrono sulla spiaggia" (1922); "Nudo sdraiato" (1922), la stupenda " Dora Maara" (1937); il dolore espresso dalla "Supplicante" (1937). Del 1951 è poi "Massacro in Corea" con cui Picasso denunciò nuovamente gli orrori della guerra, dopo il famosissimo "Guernica" del conflitto civile spagnolo.
"Guernica" fu esposto nello stesso Palazzo Reale, in occasione della famosa mostra milanese di Picasso, nel 1953. Per questo quadro fu scelta la "Sala delle Cariatidi", con ancora i segni dei bombardamenti del secondo conflitto mondiale. Proprio Picasso, in quella occasione, suggerì di lasciarla così, senza completarne i restauri, come perenne denuncia delle guerre. Il consiglio del grande artista fu accolto ed il salone è rimasto come allora.
ansa

martedì 31 luglio 2012

Picchia e sequestra anziano prete: arrestata badante rumena

Lesioni personali e sequestro di persona: con queste accuse i Carabinieri della Stazione di San Vito dei Normanni hanno tratto in arresto Gina Risu, una badante rumena residente a Gallipoli ma domiciliata in San Vito dei Normanni.


La donna era stata assunta provvisoriamente per accudire don Antonio Termite, 94 anni, ex sacerdote della Basilica di Santa Maria della Vittoria.

Probabilmente sotto l’effetto di sostanze alcooliche, la Risu aggredito e picchiato brutalmente l'anziano prelato e lo ha rinchiuso all’interno della sua stanza. L'uomo però è riuscito ad affacciarsi alla finestra ed a chiedere aiuto.

Allertati da una telefonata i militari dell'Arma sono giunti sul luogo. La donna ha cercato di sviare le indagini fornendo una descrizione dei fatti completamente falsa: ha dichiarato che, nel corso della notte due uomini, dopo aver sfondato la porta d’ingresso, si erano introdotti all’interno dell’appartamento.

La verità è però venuta a galla e la rumena è stata arrestata e tradotta presso la Casa Circondariale di Lecce
brundisium.net

lunedì 30 luglio 2012

Asti: ladri nella parrocchia del Sacro Cuore mentre il prete celebra la Messa

Ieri, ad Asti, in corso Alba, durante la celebrazione della Messa i ladri hanno visitato la canonica della parrocchia del Sacro Cuore. I malviventi forzata la porta con un palanchino sono entrati nella stanza occupata dall'assistente del parroco ed hanno rubato la borsetta: poche decine di euro ed i documenti. Sul furto indaga la Questura.
Sempre ad Asti i ladri hanno visitato un alloggio di via Borsarelli ma sono stati sfortunati. Infatti stavano aprendo la cassaforte quando è arrivata la proprietaria. La donna vedendo un'auto sconosciuta parcheggiata sotto casa e sentendo rumori che provenivano dal suo alloggio ha urlato e con il cellulare ha chiamato il 113. I malviventi sono così fuggiti lasciando sul posto l'attrezzatura che stavano usando per aprire il forziere.
Più fortunati invece i ladri che, nella notte, sono entrati in una casa di Montemarzo d'Asti disabitata in quanto i proprietari erano in ferie. Aperta la cassaforte si sono impadroniti di preziosi e pezzi di argenteria per un valore di circa ottomila euro.
atnews

Jacovitti e non solo

di Domenico Volpi
Sessant'anni fa "il Vittorioso", il giornalino edito dalla Gioventù Italiana Azione Cattolica (Giac), raggiungeva il massimo della sua diffusione, che toccò le 150.000 copie e si mantenne a questo livello nei due anni successivi. È stimolante chiedersi le ragioni di questo successo che fece del settimanale cattolico il più diffuso tra le pubblicazioni per ragazzi (per i bambini c'era lo storico "Corriere dei Piccoli").
È fin troppo ovvio attribuire il maggior merito al grande Jacovitti, che pure ebbe un ruolo fondamentale per i due terzi della vita del giornale. Il grande balzo in avanti - quando nel 1949 presi in mano la redazione "il Vitt" vendeva 90.000 copie - deve aver avuto un complesso di motivi, una serie di punti di forza.
Accanto a Jacovitti - che nel 1952 esibiva con grande varietà in successione la satira piratesca di Capitan Pim e quella di Pippo Ugh dal sapore western, nonché un Pippo cacciatore e un Pippo in Africa - il giornalino ebbe altri due umoristi. Il primo era l'anziano Sebastiano Craveri, con i suoi "Zoolandini", animali antropomorfi che si contrapponevano allo zoo disneyano per l'atmosfera più paesana, bonaria e persino poetica. Il secondo era un giovanissimo Lino Landolfi, che cominciava a proporre il suo Procopio: lanciato sul supplemento "Almanacco Vitt" di quell'anno. Grazie a un ingegnoso accorgimento narrativo, proprio quel personaggio divenne una delle colonne portanti del giornale per gli anni successivi.
Ma c'erano anche, in quel 1952, alcune grandi storie avventurose, pomposamente e impropriamente chiamate "cineromanzi", caratterizzate da forti novità. Ad esempio, il ciclo Le Grandi Acque (testo di Roudolph, disegni di un Giovannini in gran forma) era il primo grande racconto western a fumetti che, in tutta l'editoria italiana, presentava la civiltà dei cosiddetti "pellerossa" in modo positivo, e non imperniava la vicenda in azioni belliche ma nel rapporto di un ragazzo con i suoi sogni (trovare e domare un cavallo) e con la grandiosità della natura. Il ribelle dell'Ulster presentava la lotta degli irlandesi contro l'oppressione inglese all'epoca di Elisabetta i, in pagine assolutamente spettacolari affidate al pennello di Giulio Ferrari, esperto di armi e costumi e collaboratore di Cinecittà.
Un altro grande illustratore, Gianni De Luca - poi colonna de "Il Giornalino" e rinnovatore del linguaggio fumettistico - con la penna di Danilo Forina incantava i lettori ne Il Cantico dell'Arco, la storia biblica di Davide resa anch'essa spettacolare. E ne La casa del padre di Renato Polese ed Eros Belloni echeggiava, in un'avventurosa storia moderna, la parabola del Figlio Prodigo.
L'altro grande elemento di novità, rispetto ai giornalini concorrenti, erano le copertine e i "paginoni". Il passaggio da 8 a 16 pagine, avvenuto alla fine del 1950, apriva nuovi spazi anche al giornalismo e a una presentazione del Vitt che colpisse l'occhio dei lettori: contammo molto sulla perizia di Kurt Caesar, maestro nell'uso della tempera, esperto nei vari settori della tecnica.
(©L'Osservatore Romano 30-31 luglio 2012)

teoria e prassi dell'educazione

Quali sono le priorità irrinunciabili nel formare i formatori?


Il mondo in cui viviamo è caratterizzato da uno sfrenato pluralismo culturale. A volte cercare dei punti comuni sembra un'impresa impossibile. Ciò che i nostri Padri ci hanno consegnato è messo in discussione senza eccezioni e, non di rado, con un'aggressività, che mi pare ben sintetizzata da quell'espressione impiegata dal Papa riguardo a un "Occidente che odia se stesso". In tale cornice, gli obiettivi formativi sono obbligatori: ricuperare il significato della dignità umana, di ogni singolo uomo, superando i vari riduzionismi dell'umano che, da molte parti, fanno giungere il suono delle loro sirene; ricuperare il valore del dialogo, inteso come desiderio sincero di "ascolto dell'altro"; ricuperare il valore contemplativo della vita ordinaria, ovvero la capacità di scoprire l'Assoluto in un approccio alla realtà capace di superare la tentazione imperante del nichilismo. In questa prospettiva l'Università Lateranense sta seguendo da un paio d'anni un articolato progetto formativo, centrato su quattro punti strategici: lo studio dell'emergenza educativa; la formazione dei formatori; lo sviluppo della comunicazione all'interno e all'esterno dell'Università; la promozione della pastorale universitaria, intesa globalmente come accompagnamento efficace, un vero e proprio orientamento, dei membri della comunità accademica nella loro formazione integrale, umana e cristiana.

Come recuperare la "categoria della testimonianza" nella fede vissuta?

Proprio la categoria della testimonianza qualifica in maniera decisiva il profilo del docente nell'Università Lateranense. Ferma restando la "laicità" della professione, della ricerca e dell'insegnamento, chi insegna nell'Università del Papa non può che essere un testimone della fede, un esperto di quella sintesi teologica, a cui deve condurre il nostro insegnamento, qualunque sia la disciplina di partenza.

"First international meeting of young catholics for social justice": può spiegarci di che si tratta?


La situazione giovanile è drammatica. In questo contesto la Chiesa deve chiamare a raccolta tutte le sue energie, spirituali anzitutto, ma anche materiali, perché i giovani possano trovare in essa un porto sicuro. L'intento di questo meeting, che ospiteremo presso la nostra Università, è quello di dar voce a quei giovani che quotidianamente esprimono la loro fede in qualche forma di impegno sociale. I promotori dell'evento sono i giovani del movimento internazionale W4B: We're for Benedict, nato di recente a partire dai social network. Il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, come quello della Giustizia e della Pace, hanno concesso il loro alto patrocinio. Il mio sogno, da figlio di un grande sognatore quale fu don Bosco, è che questa esperienza possa nascere un organismo internazionale di giovani cattolici, impegnati in modo permanente a definire linee comuni di azione nel sociale.

(©L'Osservatore Romano 30-31 luglio 2012)

Estate: per chi resta costi fino a +50%

Analisi di Federconsumatori. solo 1 italiano su 3 in vacanza


Solo il 34% degli italiani - appena 1 su tre - partirà per le vacanze estive. Il resto, non rinuncerà, però, a trascorrere qualche giornata fuori dal comune, per sfuggire alla calura. Le attività più gettonate sono la giornata in piscina, un trattamento in una spa, un giro in bicicletta o a cavallo, una giornata in un parco divertimento. A rilevarlo e' Federconsumatori il quale ha rilevato un incremento forte: dal 2007 ad oggi l'ingresso al museo è aumentato, per esempio, mediamente del 56%.


ansa

Dipendente poste spara a direttrice

Un dipendente dell'ufficio postale di via Vittorio Veneto di Torre del Greco (Napoli) ha sparato alcuni colpi di pistola alla direttrice della struttura e poi e' fuggito. Non si conoscono al momento i motivi del gesto. La donna, Anna Iozzino, 54 anni, e' stata ricoverata all'ospedale Maresca. La polizia e' sulle tracce dell'assalitore. La vittima è ricoverata nell'ospedale Maresca della città e, secondo quanto si è appreso, si troverebbe ora in sala operatoria.


ansa

Usa, matrimonio vietato a coppia di colore in una chiesa del Mississipi

Un prete rifiuta di sposare una coppia perché di colore. E’ accaduto negli Stati Uniti che votato alla Casa Bianca un presidente nero, Barack Obama. L'incredibile vicenda è avvenuta a Chrystal Springs. Il prete è stato minacciato dalla comunità Se avesse celebrato le nozze lo avrebbero licenziato
ilfattoquotidiano

Un prete rifiuta di sposare una coppia perché di colore. E’ accaduto negli Stati Uniti che votato alla casa bianca un presidente come Barack Obama. L’incredibile vicenda è in Mississippi, uno stato che vive ancora la piaga del razzismo. La chiesa battista di Chrystal Springs non ha voluto ospitare Charles e Tè Andrea Wilson che prevedevano di coronare il loro sogno d’amore lì. Intervistato dalla stampa locale, il reverendo Stan Weatherford ha detto che in quella chiesa non si è mai celebrato un matrimonio tra persone di colore da quando è stata aperta nel 1883. Ha aggiunto, inoltre, che i membri della congregazione bianca si sono opposti in modo cosi virulento al matrimonio della coppia al punto da minacciare di licenziarlo. Insomma il sacerdote ha ceduto alle pressioni razziste della comunità. La congregazione ha stabilito che nessuna coppia nera debba sposarsi in quella chiesa di Crystal Spring – ha chiarito Charles – e se il pastore avesse celebrato il matrimonio sarebbe stato cacciato”.

Weatherford, pastore bianco, si è però offerto di celebrare le nozze in una chiesa non lontana dove i fedeli neri sono in maggioranza. I futuri sposi prevedevano di diventare frequentatori abituali della parrocchia battista dopo il matrimonio, ma sono stati costretti a cambiare programma dopo il secco no da parte della congregazione. A Charles e Te’ Andrea non è rimasto che fare dietrofront e comunicare a tutti gli invitati, giunti nel frattempo in chiesa, che il matrimonio non si poteva fare. Se non altro all’indomani il reverendo Weatherford ha ugualmente sposato la coppia, però in un’altra cappella. A spiegare il motivo dello spostamento è stato il neo sposo. “

Lo Stato della Città del Vaticano certamente rientra nell’ambito delle cosiddetta monarchie assolute

Intervista con il costituzionalista Francesco Clementi: «Per capire gli scandali occorre conoscere i meccanismi interni»

GIACOMO GALEAZZI - vaticaninsider.lastampa.it
CITTÀ DEL VATICANO

«Per capire gli attuali scandali, bisogna comprendere il funzionamento del Vaticano». Il costituzionalista Francesco Clementi, docente di diritto pubblico comparato all’università di Perugia e firma della rivista «Il Mulino», ha dedicato alla Santa Sede numerosi saggi.

Professore, su un piano costituzionale il Vaticano è una monarchia assoluta?

«Se consideriamo la teorica sulle forme di Stato e di governo, e i criteri e le caratteristiche che, nel corso del tempo, la dottrina e il costituzionalismo hanno delineato, lo Stato della Città del Vaticano certamente rientra nell’ambito delle cosiddetta monarchie assolute, ossia di quelle forme politico-giuridiche che si caratterizzano per una centralizzazione incontestata cioè, appunto, «ab-soluta» del potere, senza limiti e garanzie precostituite. Non vi sono tecnicamente pesi e contrappesi che giuridicamente possano vincolare il potere e le azioni del Papa. Il Papa è, a tutti gli effetti, un monarca assoluto: libero di decidere, senza limiti».

Quanto conta il Segretario di Stato?

«I limiti di operatività del Segretario di Stato vaticano sono strettamente definiti dal mandato che riceve dal Papa e, ovviamente, dalla sua capacità ,dentro quel perimetro d'azione, di realizzare al massimo le volontà del Papa. In questo senso è davvero un rapporto fiduciario di grande responsabilità, basato sulla massima attenzione, cura e tutela delle volontà del pontefice. In ragione di ciò, la discrezionalità del Papa nella scelta e nella rimozione del Segretario di Stato è massima; come suo primo fiduciario e collaboratore, il Papa ha tutto il diritto di rimuoverlo quando vuole, liberamente e in modo del tutto pure unilaterale, senza cioè dover coinvolgere “de jure” nessuno soggetto, neanche il collegio cardinalizio. Il miglior sistema di pesi e contrappesi rimane la capacità (che un Papa non può non avere) di ascolto e di attenta riflessione prima di decidere, a maggior ragione, se le scelte papali sono aiutate e accompagnate da adeguati e disinteressati consigli».

Nella vicenda del dimissionamento di Gotti Tedeschi dallo Ior, Bertone ha esercitato poteri che gli competevano?

«La mia valutazione, in merito, nasce dalla lettura dei giornali e non si basa, come converrebbe e sarebbe d'obbligo, sulla lettura dei documenti che hanno poi portato alle dimissioni di Gotti Tedeschi. Tuttavia, anche in linea con quanto dicevo, la misura del comportamento del Segretario di Stato, anche in questa vicenda, può essere individuata esclusivamente nel rispetto o meno del mandato ricevuto dal Papa. Si potrà capire meglio la vicenda, che indubbiamente ha fatto molto male per favorire una nuova credibilità internazionale dello Ior, solo leggendo la documentazione. Il Papa ha voluto con grande forza l'impegno di Gotti Tedeschi nel favorire il pieno e consensuale ingresso dello Ior nel circuito bancario internazionale, basato, sempre più su regole di trasparenza e di certificazione, come le caratteristiche Moneyval delineate dal Comitato di esperti del Consiglio d'Europa per la valutazione delle misure di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, ad esempio, indicano".

Il Vaticano si sta adeguando davvero alle norme anti-ricicalggio?

"La scelta del Papa di favorire l'introduzione anche in Vaticano di norme antiriciclaggio sullo stampo delle normative internazionali per favorire l'inserimento dello Ior nella "white list" dei Paesi "virtuosi" è un chiaro segno della volontà del Pontefice di superare le molte resistenze, presenti anche nella stessa Chiesa, che si annidano da più parti per cancellare le zone grigie del passato. L’Istituto per le Opere di Religione (IOR), non è una banca ma un istituto privato, creato nel 1942 da papa Pio XII che, con sede nella Città del Vaticano, ha il compito di “provvedere alla custodia e all'amministrazione dei beni mobili e immobili trasferiti o affidati allo IOR medesimo da persone fisiche o giuridiche e destinati a opere di religione e carità. In questo senso, l'Istituto può accettare depositi di beni da parte di Enti e persone della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, secondo quanto stabilisce il suo statuto. Per l’ordinamento canonico, lo Ior viene considerato una persona giuridica che svolge attività finanziaria, e dunque è un ente pontificio".

A chi risponde il Pontefice?

«Nella sua veste di Sovrano dello Stato della Città del Vaticano, il Papa non risponde a nessuno. Nella sua veste, invece, di vertice del credo cattolico, oltre a Dio, risponde naturalmente a tutti i fedeli, cioè al popolo di Dio. La «macchina», tanto quella dello Stato della Città del Vaticano quanto quella della Santa Sede, può frenare e rallentare decisioni che non condivide, mettendo un po’ di sabbia nel motore. E’ un modo del tutto fraudolento di tradire la fiducia papale e l’obbedienza cieca alle sue decisioni. Tali comportamenti non sono improduttivi di effetti per i trasgressori delle volontà papali, tanto sul piano del diritto canonico quanto sul piano del diritto interno vaticano. Al tempo stesso, ed è la prassi consueta, la struttura istituzionale, in primis i cardinali, possono far conoscere al Papa il proprio pensiero, anche dissenziente. E’ ben noto l'uso di lettere private indirizzate al Papa per segnalare il proprio punto di vista, a maggior ragione se esso abbia come obiettivo un problema grave che, nell'ottica dello scrivente, dipende direttamente dal Papa. Dal punto di vista giuridico, nessuno ha poteri di controllo riguardo all’operato del Papa. Dal punto di vista religioso, tutti i cardinali, oltre che tutti i fedeli, possono esercitare una sorta di "moral suasion" rispetto al suo operare. Ma nulla di più».

Alojz Uran, arcivescovo di Lubiana trasferito e vaticano: dubbi su paternità

Risolto il «giallo sloveno». L’arcivescovo Uran è stato punito dal Vaticano non per il coinvolgimento in un crack finanziario ma per aver abbandonato il celibato
Giacomo Galeazzi
Città del Vaticano

Ora il presule-padre si trasferirà a Trieste. Monsignor Alojz Uran, arcivescovo di Lubiana dal 2004 al 2009, dovrà, su ordine del Vaticano, lasciare la Slovenia a causa delle molte voci secondo le quali avrebbe infranto l’obbligo del celibato per i sacerdoti e avrebbe due figli adulti, entrambi non riconosciuti.«Si tratta di una misura provvisoria, presa per calmare l’opinione pubblica, fino a che la questione non sarà risolta», ha dichiarato alla tv pubblica di Lubiana il portavoce dei vescovi sloveni, Andrej Saje.

«Il problema riguarda la sua presunta paternità, che l’ex arcivescovo ha sempre negato, ma credo che ci siano state delle incomprensioni nella comunicazione tra lui e la Santa Sede e dopo che saranno chiarite Uran potrà tornare in patria», ha aggiunto Saje, smentendo le tesi secondo le quali le sanzioni decise da parte della Congregazione dei Vescovi sarebbero legate allo scandalo finanziario che due anni fa portò la diocesi di Maribor sull’orlo del fallimento. Nel 2009 l’inaspettato pensionamento di Uran, che ora ha 67 anni, fu motivato dalle sue condizioni di salute, dopo una operazione al cuore, ma «subito si sparsero le voci su due suoi presunti figli», che avrebbe nascosto ai suoi superiori in Vaticano.

Il quotidiano di Maribor «Vecer» aveva scritto che «nonostante l’ex arcivescovo abbia categoricamente negato queste accuse, a Roma continuano a sospettare che non abbia detto la verità, anche perchè avrebbe rifiutato il test del Dna». Il portavoce Saje ha confermato che già tre anni fa il nunzio a Lubiana aveva avviato una procedura per «accertare la fondatezza delle voci», mentre ora, è stato chiesto a Uran di ritirarsi dalla vita pubblica slovena e di «trasferirsi a Trieste». Lui, ha aggiunto Saje, ha accettato la decisione e dopo che la questione sarà chiarita «probabilmente potrà tornare in patria».

«La misura è preventiva e non è vero che gli è stato vietato di celebrare le messe solenni», ha concluso il portavoce. Dunque alla giustizia della Santa Sede non si scappa. Così se alla seconda ammonizione del Vaticano per gli ex arcivescovi di Lubiana Alojz Uran e di Maribor Franc Kramberger era scattato il cartellino rosso, ora per monsignor Uran è giunto anche il decreto di esilio. Dovrà abbandonare la Slovenia. Il motivo? La sua presunta paternità. Potrà tornare in patria solo quando lo scandalo sollevato nell’opinione pubblica si sarà quietato.

L’ex arcivescovo sarà accolto in una delle istituzioni ecclesiastiche di Trieste. Secondo la stampa slovena, il Vaticano avrebbe ingiunto al prelato di lasciare il proprio Paese al più presto, al massimo entro la fine dell’anno, ma non si sa per quali infrazioni del codice canonico. I giornali ipotizzano un coinvolgimento in uno scandalo finanziario, ma non escludono un figlio segreto o uno scontro interno fra prelati sloveni. La notizia ha suscitato grande interesse dei media, poichè la Santa Sede decide molto raramente misure punitive così drastiche per i suoi vescovi, ma soprattutto perchè non sono chiari i retroscena della decisione, che sarebbe stata comunicata al prelato in pensione da parte della Congregazione per i Vescovi.

L’informazione è stata rivelata dal parroco di Sentjakob ob Savi, Vlado Bizant, parente di Uran, a capo dell’arcidiocesi di Lubiana dal 2004 al 2009. Bizant ha detto che lo scorso maggio il Vaticano avrebbe proibito all’ex arcivescovo di celebrare le messe solenni e ordinato di lasciare la Slovenia, aggiungendo che Uran ritiene la decisione «ingiusta», ma intende rispettarla. La nunziatura apostolica a Lubiana e l’arcivescovo Anton Stres.
Altri sostengono che al Vaticano non sarebbe piaciuto il fatto che Uran avrebbe celato di avere un figlio, fatto però mai provato. Il «Delo» si spinge a ipotizzare che dietro la drastica punizione ci siano «rapporti personali tesi all’interno del clero sloveno», alludendo che è difficile pensare che il destino di Uran sia stato deciso all’insaputa dell’attuale arcivescovo Anton Stres e il predecessore di Uran, il cardinale Franc Rode, illustre membro della curia vaticana e, fra l’altro, membro della Congregazione per i Vescovi.

vaticaninsider

domenica 29 luglio 2012

Siria: Cantani, ignoti i sequestratori



"Sì siamo stati sequestrati, ma non sappiamo dire esattamente da chi": lo ha detto all'aeroporto militare di Ciampino Oriano Cantani, uno dei due tecnici italiani liberati e giunti a Roma su un Falcon 900.


"Ci ha liberato l'esercito siriano, ma non c'e' stato un blitz", ha aggiunto Oriano Cantani. Alla domanda su come sia avvenuta la liberazione il tecnico di Genova ha replicato "è troppo complicato spiegarlo". Si è appreso che i due saranno ascoltati in Procura di Roma.
ansa

Spazio: navetta russa aggancia stazione

La navetta spaziale russa senza pilota Progress al secondo tentativo è riuscita ad agganciarsi alla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) con il nuovo sistema di attracco Kurs-Na. Nel primo tentativo, alcuni giorni fa, le basse temperature avevano compromesso la precisione degli strumenti. Dopo una breve sosta la navetta "monouso", carica di rifiuti della stazione orbitante, rientrerà bruciandosi nell'atmosfera terrestre
ansa

Fiat: dopo sentenza Sevel riconosce Fiom

Il sindacato commenta, 'rientriamo da porta principale'

Dal primo agosto i lavoratori della Sevel di Atessa iscritti alla Fiom-Cgil avranno riconosciuta la propria rappresentanza sindacale. ''Rientriamo dalla porta principale'' commenta la Fiom. Il 30 aprile scorso il giudice del lavoro di Lanciano (Chieti) aveva dichiarato antisindacale il comportamento della Sevel, e con essa del gruppo Fiat, per aver negato l'efficacia e la legittimita' delle 17 nomine dei dirigenti della rsa Fiom-Cgil e le conseguenti prerogative sindacali.
ansa

Cgil, 750mila disabili disoccupati

Con crisi aziende possono chiedere stop assunzioni obbligatorie


Sono oltre 750 mila le persone con handicap iscritte alle liste di collocamento obbligatorio, secondo la Cgil. Gli ultimi dati del ministero parlano di 752 mila disabili in attesa di lavoro nel 2009, ''e da allora la situazione e' peggiorata perche' le aziende in crisi possono chiedere la sospensione dagli obblighi di assunzione previsti dalla legge 68/99 sul diritto all'impiego dei disabili'', spiega la responsabile politiche per la disabilita' della Cgil, Nina Daita.

L’Osservatore Romano contro i coniugi Gates e la Nestlè

Il giornale del Papa critica l'iniziativa filantropica sulla contraccezione della moglie del fondatore di Microsoft. E ricorda la «furbesca» operazione della Nestlé in Africa
A. TOR.
Città del Vaticano  - vaticaninsider

«L’Osservatore Romano» contro i coniugi Gates e la Nestlè. È un attacco forte e chiaro quello che il quotidiano del Papa mette in prima pagina nell’edizione uscita questo pomeriggio: un’editoriale della collaboratrice Giulia Galeotti, su «controllo delle nascite e disinformazione», intitolato «I rischi della filantropia», definisce «un po’ fuori tiro e obnubilata» dalla «cattiva informazione» la moglie del fondatore di Microsoft, che alla CNN ha appena annunciato di voler spendere nei prossimi otto mesi 450 milioni di euro «per ricercare nuove tecniche di controllo delle nascite, migliorare l’informazione sulla contraccezione e rendere disponibili servizi e strumenti nei Paesi più poveri del pianeta, Africa in testa». Melinda Gates ha infatti «confidato» all’emittente americana «il suo travaglio come credente», consapevole che la sua iniziativa una sfida alla gerarchia ecclesiastica.

Il quotidiano vaticano, per contrastare l’idea di una Chiesa cattolica che «contraria al preservativo, lascia morire donne e bambini per misogina intransigenza» - una lettura definita «infondata e dozzinale» - ricorda invece che la Chiesa «è favorevole alla regolamentazione naturale della fertilità, a quei metodi cioè fondati sull’ascolto delle indicazioni e dei messaggi forniti dal corpo». Un riferimento al metodo Billings, «considerato sicuro al 98 per cento». «L’Osservatore Romano» fa notare come il metodo Billings «agli occhi di una certa parte del mondo» abbia «un duplice inconveniente», perché «trattandosi di un metodo semplice da capire e facile da adottare, è gestibile in autonomia e consapevolezza dalle donne stesse, anche da quelle analfabete senza necessità di alcuna forma di mediazione». E poi perché, «il suo peccato originale e imperdonabile sta nell’essere un rimedio completamente gratuito. Aspetto che, evidentemente, lo rende fortemente inviso alle industrie farmaceutiche, che con la contraccezione chimica ottengono invece guadagni enormi. Come del resto avverrà grazie alla filantropia della signora Gates».

Ma il giornale della Santa Sede riserva una stoccata di notevole impatto anche alla multinazionale Nestlè. «Come è tristemente noto – si legge sulla prima pagina dell’Osservatore – la multinazionale ha fornito in modo furbesco e scorretto alle donne africane latte in polvere per i loro neonati, mediante confezioni omaggio che durano il tempo necessario per far andare via alla neo mamma il latte naturale. A quel punto, la madre è obbligata all’acquisto: attraverso campagne pubblicitarie che presentano l’allattamento al seno come barbaro e quello artificiale come moderno e civile; grazie anche a pressioni psicologiche di vario tipo a opera di fantomatici medici e infermieri. Creando così un bisogno, in nome della beneficenza e in vista del guadagno».

Tibet e Cina: Il falso Panchen Lama “è una marionetta del regime. Le sue parole non contano niente”

di Chen Weijun
Gyaltsen Norbu, scelto da Pechino per rimpiazzare il vero Panchen Lama, visita Lhasa e punta il dito contro chi protesta contro il regime comunista: “Non sono uomini di fede”. Un giovane monaco commenta ad AsiaNews: “È un poveretto che vive in una prigione dorata. Non conosce il Tibet ed è costretto a ballare quando Pechino accende la musica. Abbiamo compassione di lui”. Le dichiarazioni di Norbu fanno parte della strategia del Partito per divenire arbitro dell’ortodossia di tutte le religioni.


Pechino (AsiaNews) - Il falso Panchen Lama "è una povera marionetta nelle mani del regime cinese. Vive in una prigione dorata, non conosce il mondo e tanto meno il Tibet. Le sue dichiarazioni sulle proteste del popolo tibetano schiacciato dal tallone comunista fanno solo sorridere, perché vengono da un pupazzo". È il commento rilasciato ad AsiaNews da un giovane monaco che vive in una lamaseria tibetana, anonimo per ovvi motivi di sicurezza.

Il riferimento è alle frasi pronunciate da Gyaltsen Norbu, il giovane scelto da Pechino per rimpiazzare il vero Panchen Lama riconosciuto dal Dalai Lama, nel corso di una sua rara visita a Lhasa, capitale del Tibet. Parlando ai dirigenti comunisti, Norbu ha detto che "i tibetani che non proteggono la stabilità sociale non sono degni di essere definiti uomini di fede".

Con queste dichiarazioni il ragazzo si pone alla perfezione nella scia del regime comunista, che già da anni cerca di espandere il proprio dominio "religioso" per decidere sull'ortodossia delle varie fedi presenti sul territorio nazionale. Come per i vescovi cattolici, che anche se sono scomunicati dal Vaticano e non hanno più seguito da parte dei loro fedeli vengono definiti dalle autorità "bravi vescovi" e "molto devoti".

Allo stesso modo, Pechino cerca da anni di rimpiazzare le autorità riconosciute del buddismo tibetano. Il caso più eclatante è stato proprio quello del Panchen Lama, che ha il compito - dopo la morte del Dalai Lama - di riconoscerne la nuova rinascita. L'attuale Dalai Lama, Tenzin Gyatso, ha riconosciuto come Panchen Lama il giovane Gedhun Choekyi Nyima il 14 maggio 1995: pochi giorni dopo la polizia ha rapito il bambino di 6 anni e la sua famiglia, da allora scomparsi.

Nel novembre 1995 la Cina ha "scelto" Gyaltsen Norbu come "vero" Panchen Lama, adducendo l'utilizzo di rituali religiosi "più autentici" di quelli del Dalai Lama, per attuare uno stretto controllo sulla pratica religiosa nella regione. Nel 2004 il regime è andato oltre e ha emanato un regolamento secondo il quale tutti i "buddha viventi", autorità religiose molto importanti nel buddismo tibetano, devono essere approvati dal governo. In questo modo sperano di controllare il prossimo Dalai Lama.

Dopo un periodo di "studio" e di isolamento, nel 2010 Norbu ha fatto ingresso anche nella vita politica nazionale, partecipando ai lavori della Conferenza politica consultiva del popolo cinese, organismo che affianca l'Assemblea nazionale del popolo. Da allora si è sempre sentito molto poco: sa di non avere il rispetto dei suoi fedeli e vive chiuso in un monastero di Pechino. Nel grande Tempio dei Lama della capitale cinese - che ospita i troni del Dalai e del Panchen - la sua foto è più piccola rispetto a quella del suo predecessore.

La comunità tibetana, spiega la fonte di AsiaNews, "non lo odia nonostante tutto questo. È considerato un nulla, un ragazzo costretto a ballare quando Pechino accende la musica. Proviamo compassione per lui: ha detto bene il nostro Dalai Lama quando ha elogiato il suo silenzio di questi anni. Non può fare il bene del popolo tibetano, ma potrebbe fare molto più male di quello che fa, se non passa la maggior parte del tempo in silenzio".

Siria: oltre 20mila morti in 16 mesi

Più di 20.000 persone, di cui circa 14.000 civili, sono state uccise in Siria in 16 mesi e mezzo di proteste pacifiche represse nel sangue dal regime e sfociate poi in rivolta armata, che in alcune aree ha è' diventata guerra civile a sfondo confessionale. Lo riferisce oggi l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus). L'Ondus ha finora documentato l'uccisione di 20.028 persone: tra queste 13.978 sono civili e 5.082 membri delle forze governative e 968 disertori.

ansa

Pioggia medaglie per Italia, tris nel fioretto oro nel tiro con l'arco, argento nella pistola

Scherma, arco, pistola: l'Italia delle armi trionfa nella prima giornata di gare a Londra 2012 con un bottino di due ori, due argenti e un bronzo. Con un ultimo tiro da 10 punti Michele Frangilli ha guidato la squadra degli arcieri azzurri, con Marco Galiazzo e Mauro Nespoli, al successo nella finale a squadre contro gli Usa, vinta di misura per 219-218. Un oro giunto a conferma di una tradizione che ha visto lo stesso Frangilli conquistare il bronzo nella prova a squadre nel 1996 ad Atlanta e l'argento nel 2000 a Sydney e Galiazzo laurearsi campione olimpico nella gara individuale ad Atene nel 2004 e vincere l'argento nella competizione a squadre nel 2008 a Pechino. Podio tutto tricolore nel fioretto individuale donne, che ha visto Valentina Vezzali andare a medaglia per la quinta olimpiade consecutiva, ma dovendosi accontentare del bronzo, dopo essere stata sconfitta in semifinale dalla ventiquattrenne Arianna Errigo, che poi si è aggiudicata l'argento.

A batterla in finale laureandosi campionessa olimpionica è stata Elisa Di Francisca. La Vezzali ha ringraziato "il Coni e il pubblico italiano", affermando che l'aver fatto la portabandiera nella cerimonia inaugurale di ieri sera le ha dato "la motivazione per andarmi a giocare il bronzo dopo aver perso la finale". Nel tiro con la pistola ad aria compressa da 10 metri Luca Tesconi, carabiniere lucchese di Pietrasanta, ha vinto una medaglia d'argento che ha tutto il sapore della sorpresa per lui che era stato l'ultimo dei tiratori italiani a qualificarsi per i Giochi di Londra. L'azzurro è stato superato solo da quello che comunque era il favorito della vigilia per il primo posto, il sudcoreano Oh Jing Jong. "Solo quando mi sono trovato sul podio mi sono reso conto di quello che avevo fatto", ha detto Tesconi, che con quella di oggi ha conquistato l'ottava medaglia nel tiro a segno per l'Italia nella storia delle Olimpiadi.

NAPOLITANO 'GRAZIE PER DEDICA,ORO E' PER PAESE' - "Grazie della dedica per la medaglia d'oro nel tiro con l'arco, idealmente la considero rivolta all'intero paese per le prove che sta affrontando". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una telefonata a quello del Coni, Gianni Petrucci. "Complimenti a tutti - ha aggiunto - in particolare alla Vezzali". "L'atleta marchigiana, infatti - ha aggiunto Napolitano -, con la sua quarta medaglia olimpica individuale ha contribuito al migliore esordio del tricolore di cui è stata portabandiera. "Questa medaglia è dedicata al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano" aveva detto l'arciere azzurro Mauro Nespoli, ringraziando il Capo dello Stato per la vicinanza agli atleti italiani ai Giochi "con la visita al Villaggio e la presenza alla cerimonia d'apertura".

LOCHTE ORO 400 MISTI, PHELPS FUORI DA PODIO LONDRA - Ryan Lochte è il nuovo campione olimpico dei 400 misti. L'americano ha vinto l'oro ai Giochi di LOndra in 4'05"18 davanti al brasiliano Thiago Pereira, argento, e al giapponese Kosuke Hagino. Grande sconfitto il campione in carica Michael Phelps, fuori dal podio con il quarto posto. Ottavo l'azzurro Luca Marin. E ora scatta la Pellegrini: la campionessa azzurra si é scaldata con la staffetta 4X100 stile libero a cui non è bastato il record italiano di 3'39"74 comunque per andare in finale. Ilaria Bianchi si è qualificata per la finale olimpica dei 100 farfalla con il tempo di 57"79

400 MISTI DONNE, ORO E RECORD MONDO CINESE YE LONDRA - Primo record del mondo stabilito nel nuoto ai Giochi di Londra. La cinese diciottenne Ye Shiwen ha vinto l'oro stabilendo il crono mondiale in 4'28"43, superando il precedente limite di 4'29"45 dell'australiana Stephanie Rice fatto a Pechino il 10 agosto 2008.

VINOKOUROV VINCE ORO NELLA PROVA IN LINEA - Il kazako Alexander Vinokourov ha vinto la prova su strada di ciclismo, valida per i 30simi Giochi olimpici, aggiudicandosi l'oro. Medaglia d'argento al colombiano Rigoberto Uran Uran. Terzo, staccato di qualche secondo, il norvegese Edvald Boasson Hagen.

Da 'bond girl' a madrina del nuoto. Nel primo giorno di gare all'Acquatic Center di Londra è stata la regina Elisabetta II in persona a 'battezzare' l'esordio dei campioni della piscina: Sua Maestà, ieri sera protagonista durante la cerimonia dei Giochi, è apparsa sulle tribune del'impianto natatorio per una breve visita. In completo azzurro con immancabile cappello, la regina era accompagnata dal marito, il principe Filippo di Edimburgo.
ansa

sabato 28 luglio 2012

Un sacerdote, due campioni dello sport ed un attore saliranno sulla passerella come modelli nella sfilata

Un sacerdote, due campioni dello sport ed un attore saliranno sulla passerella come modelli nella sfilata di moda di Ilario Piscioneri che si svolgerà questa sera a Roccella Jonica.


Questa sera sotto i riflettori dell'anfiteatro saranno protagoniste soprattutto le creazioni originali di alta moda sartoriale di Piscioneri di altre firme dell'Accademia dei sartori. E tra i modelli ci saranno due campioni dello sport del calibro di Andrea Lo Cicero (azzurro del rugby) e Domenico 'Vulcano' Spada (pugile campione del mondo nella categoria pesi medi), l'attore Marco Falaguasta ed il parroco di Roccella Jonica, padre Francesco Carlino. Lo spettacolo sarà condotto da Claudia Andreatti e Attilio Romita e avrà come ospiti i comici Bove & Limardi di Zelig.

Le novità della serata sono state presentate nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il sindaco di Roccella Giuseppe Certomà, il maestro Ilario Piscioneri e Domenico Naccari presidente della Fondazione Calabria Roma Europa.

Riconoscimenti nel corso della serata saranno dati alla memoria del maestro sarto Antonio Russo, ideatore di una nota rassegna di moda che per trent'anni tenne a banco nell'estate roccellese e di Ninetto Muscolo, uno dei primi indossatori a sfilare in quella rassegna
gazzettadelsud

Europei sempre piu' angosciati, meta' teme per lavoro

Sono sempre più angosciati i cittadini europei, che a causa della crisi, temono per il loro posto di lavoro, hanno paura di ritrovarsi precari a vita o di avere seri problemi economici: a lanciare l'allarme, è un sondaggio pubblicato dal quotidiano francese Le Monde, che oggi dedica la prima pagina all'ansia che scuote l'Europa. In particolare, secondo lo studio realizzato in sette Paesi dell'Ue (Italia, Francia, Germania, Spagna, Grecia Polonia e Gran Bretagna) dall'istituto Ipsos-Logica Business per Crédit Agricole Assurances, il 56% degli europei (contro il 20%) dice di temere per il posto di lavoro. Il 63% ha invece paura di crollare nel malessere di un lavoro precario. Mentre il 71% dice che oggi sente di correre più rischi di incappare in difficoltà finanziarie rispetto a cinque anni fa. Ma non è tutto. Sempre secondo lo studio, realizzato su un campione di 7.245 persone dal 2 al 5 maggio, il 47% degli europei si ritiene meno protetto rispetto al 2007. Dati che vanno letti come "un effetto destabilizzante della crisi", commenta Brice Teinturier, vicedirettore generale di Ipsos France, sottolineando che questo sondaggio "dimostra il sentimento di grande vulnerabilità degli europei nell'attuale contesto". Al livello Ue, a preoccupare di più sono i rischi finanziari (44%), seguiti dai rischi medici (40%) e la disoccupazione (39%). Anche se non tutti percepiscono allo stesso modo l'accezione stessa di 'rischio'. Per il 77% dei greci, ad esempio, il rischio è un fattore "piuttosto stimolante", collegato alla "fortuna" (68% degli intervistati) o all'ambizione (51%). Insomma, ad Atene esporsi al rischio è una qualità di vita che va valorizzata e insegnata. "E' l'atteggiamento di chi non ha nulla da perdere", osserva Teinturier. In modo contrario la pensano invece i tedeschi. Per il 57% di loro, i rischi sono infatti un pericolo che "va piuttosto evitato". Ma è sbagliato trarre da questi numeri la solita opposizione tra nord e sud Europa, visto che anche gli italiani, come i tedeschi, pensano che esporsi al rischio finanziario sia un "pericolo" (58%) e il 73% dice addirittura che bisogna scongiurarlo. Quanto ai francesi, sottolinea lo studio, "oggi sono tra gli europei che si sentono più esposti ai rischi della vita, qualunque essi siano". Con un punto positivo, il sistema di protezione sociale, sia pubblica che privata, che è ritenuto efficace da una maggioranza di cittadini d'oltralpe contro disoccupazione e precariato. Con il timore, però, che "questo modello stia vivendo i suoi ultimi giorni e poi sarà il caos". E sempre in Francia, secondo un altro sondaggio realizzato dall'istituto Credoc per il quotidiano Le Parisien, quasi la metà dei francesi, il 42%, quest'anno non andrà in vacanza. A causa del potere d'acquisto sempre più ridotto e della crisi economica, nel corso del 2012, solo il 58% dei francesi ha potuto offrirsi l'agognato riposo. Di fronte a questi dati, il ministro del Turismo, Sylvia Pinel, pensa a un piano per facilitare la partenza delle famiglie più povere e ridurre quella che in Francia non è più soltanto definita la "frattura sociale", ma la "frattura turistica" tra ricchi e poveri
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«L'Ilva non lascerà Taranto»

Lo sciopero a oltranza dei lavoratori dello stabilimento Ilva di Taranto, che era stato indetto ieri pomeriggio, poco prima della notifica del provvedimento di sequestro da parte della magistratura, terminerà domani mattina alle 7. Lo annunciano in una nota Fim, Fiom e Uilm. Si tratta, però solo di una tregua. È stato fissato infatti uno sciopero di 24 ore con assemblea pubblica dalle ore 7 del 2 agosto, il giorno prima dell'udienza in cui il tribunale del riesame esaminerà il ricorso dell'azienda contro il provvedimento di sequestro e l'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di otto tra dirigenti ed ex dirigenti dell'Ilva.


«GRUPPO RIVA NON VUOLE LASCIARE LA CITTA'»

​"Non c'è alcuna intenzione da parte del gruppo Riva di lasciare Taranto" lo ha affermato il presidente dell'Ilva Taranto Bruno Ferrante nel corso di una conferenza stampa in cui, pur ribadendo il rispetto per il ruolo della magistratura, ha rivendicato il pieno di diritto di tutelarsi. "Se c'è diponibilità al confronto Ilva non si sottrae - ha aggiunto - noi siamo sicuri che in questo Paese si possano coniugare ambiente, salute, sicurezza, lavoro e impresa".

IL 3 AGOSTO UDIENZA RIESAME

È stata fissata al 3 agosto l'udienza del Tribunale del Riesame sul provvedimento del gip del Tribunale di Taranto Patrizia Todisco che ha disposto gli arresti domiciliari per otto dirigenti ed ex dirigenti dell'Ilva e ha sequestrato gli impianti più importanti nell'ambito dell'inchiesta sul presunto inquinamento ambientale dello stabilimento siderurgico. Il collegio è presieduto da Antonio Morelli. Entro cinque giorni dovrebbe svolgersi anche l'interrogatorio di garanzia degli otto dirigenti finiti agli arresti domiciliari. Le due procedure quelle degli interrogatori davanti al gip e l'udienza del Riesame viaggiano su binari diversi, "prescindono uno dall'altro", spiega il procuratore capo Franco Sebastio.

SQUINZI: A RISCHIO VOCAZIONE INDUSTRIALE DEL PAESE

"Siamo molto preoccupati per lo stabilimento Ilva di Taranto", così il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, interviene all'indomani dei provvedimenti del gip di Taranto. Il leader degli industriali sottolinea che "non sono solo a rischio le sorti della prima acciaieria di Europa, di decine di migliaia di lavoratori e di un intero territorio; ad essere a rischio, proprio in un momento così delicato per l'Italia, è la stessa vocazione industriale del nostro paese. Un provvedimento di questo tipo colpisce un'azienda che ha lavorato nel corso degli anni per adeguarsi alle norme ambientali e rappresenta un segnale difficile da comprendere per gli investitori, soprattutto esteri".

LA PERIZIA: IN 13 ANNI 386 DECESSI PER EMISSIONI IMPIANTO

In 13 anni di osservazione, dal 1998 al 2010, "sono attribuibili alle emissioni industriali 386 decessi totali (30 per anno), ovvero l'1.4% della mortalità totale, la gran parte per cause cardiache". È quanto emerge dagli atti giudiziari che hanno portato al sequestro dell'Ilva di Taranto. Il dato - contenuto nel provvedimento cautelare - è stato riferito dal perito Francesco Forastiere durante la sua audizione nel corso dell'incidente probatorio.

Il perito ha spiegato che l'esame ha riguardato una coorte di 321.356 residenti nei Comuni di Taranto, Statte e Massafra. "Sono altresì attribuibili - scrive il gip riportando passaggi dell'audizione di Forastiere - 237 casi di tumore maligno con diagnosi da ricovero ospedaliero (18 casi per anno), 247 eventi coronarici con ricorso al ricovero (19 per anno), 937 casi di ricovero ospedaliero per malattie respiratorie (74 per anno), in gran parte nella popolazione di età pediatrica (638 casi totali, 49 per anno)". "In conclusione - annota il gip Patrizia Todisco - l'esposizione continuata agli inquinanti dell'atmosfera emessi dall'impianto siderurgico ha causato e causa nella popolazione fenomeni degenerativi di apparati diversi dell'organismo umano che si traducono in eventi di malattia e di morte". "I periti hanno più volte ribadito, nel corso dell'esame orale, come - sottolinea il gip - 'lo stato di salute della popolazione di Taranto sia di indubbia compromissione, e che a causa dell'inquinamento ambientale in atto 'la situazione sanitaria di Taranto sia grave, tenuto anche conto del confronto con la popolazione dell'intera regione Puglia".

CLINI: MORTI E MALATI NON CAUSATI DA IMPIANTI IN FUNZIONE

"Deve essere separata dal punto di vista temporale, l'origine delle malattie" rilevate nelle analisi epidemiologiche "dalla situazione attuale. L'inquinamento da diossina in atmosfera, negli ultimi tre anni, è diminuito di centinaia di volte". Lo dice il ministro dell'ambiente Corrado Clini a Skytg24. "È un errore pensare che le morti che ci sono state in decenni siano causate dagli impianti di oggi", aggiunge Clini. E ribadisce quando scandendo: "I casi di morte e di malattia riscontrati in decenni di analisi, non possono essere riferiti alla situazione attuale degli impianti, che sono diversi, per emissioni e tecnologie, da quelli in uso 15 anni fa".
avvenire.it

Ilva: Arcivescovo Taranto, anni di omissioni dietro crisi ambientale

(Adnkronos) - La chiusura dell'impianto Ilva di Taranto e' il frutto di "di anni di omissioni" nella tutela dell'ambiente e del territorio. E' quanto afferma, in una nota diffusa oggi, l'arcivescovo di Taranto in merito alla decisione della magistratura di fermare l'attivita' dello stabilimento. "Come era prevedibile - afferma monsignor Filippo Santoro - e' arrivata la notizia che annuncia il provvedimento adottato dalla magistratura del sequestro senza licenza d'uso di ampi settori dello stabilimento Ilva di Taranto".


"Anni di omissioni - aggiunge - hanno fatto si' che risultasse vano il lavoro della politica degli ultimi tempi". "Le ferite del territorio - spiega ancora - dell'ambiente, i danni subiti dagli agricoltori, gli allevatori, i miticoltori, le gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini non potevano essere ignorate dalla magistratura alla quale, come e' noto, non spetta il compito di negoziare soluzioni ma quello di applicare le leggi".

"In questo momento - rileva l'arcivescovo - desidero far sentire forte la mia vicinanza agli operai di Taranto: la Chiesa non vi lascera' soli. Vi invito pero' alla responsabilita' e al buon senso".