mercoledì 6 marzo 2013

I papabili statunitensi spingono per un pontefice progressista: largo ai preti sposati

I papabili statunitensi spingono per un pontefice progressista aperto anche ai preti sposati. In base a un sondaggio pubblicato da New York times-Cbs, 7 secondo il quale sette americani su dieci ritengono che Papa Benedetto XVI e il Vaticano abbiano fatto un lavoro scarso nella gestione degli abusi sessuali. I cattolici americani reputano la Chiesa statunitense e i suoi vescovi lontani dalla realtà e ritengono che il prossimo Papa dovrebbe guidare la Chiesa in una direzione più moderna su temi come il controllo delle nascite e la possibilità di preti sposati.
grr.rai.it

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La redazione dei sacerdoti lavoratori sposati auspica un accodo tra i cardinali elettori per l'elezione di un Papa progressista prete sposato

Sondaggio: americani per papa giovane e preti sposati

I cattolici americani reputano la chiesa statunitense e i suoi vescovi lontani dalla realta' e ritengono che il prossimo Papa dovrebbe essere ''piu' giovane, con nuove idee'' e guidare la Chiesa in una direzione piu' moderna su temi come il controllo delle nascite e i preti sposati. Lo rivela un sondaggio del New York Times-Cbs, secondo il quale 7 americani su 10 ritengono che Benedetto XVI e il Vaticano abbiano fatto un lavoro scarso nella gestione degli abusi sessuali

ansa

E' morto Hugo Chavez 'Tragedia per Venezuela'

Il presidente del Venezuela, Hugo Chavez, operato nei mesi scorsi di cancro, e' morto a Caracas alle 16,25 ora locale. Lo ha annunciato in tv il vice presidente e suo delfino designato, Nicolas Maduro. La morte di Chavez ''e' una tragedia storica per la nostra patria'', ha detto Maduro. Circondato dai ministri del governo 'bolivariano', Maduro ha fatto ''un appello a tutti i connazionali di ogni eta' affinche' siano militanti della pace e della serenita' della nostra patria''. ''Noi, i suoi compagni - civili e militari - raccogliamo la sua eredita', il suo progetto e le sue bandiere. Che viva Chavez!''.
''Vivremo e vinceremo!'': queste le ultime parole dell'ultimo tweet pubblicato da Hugo Chavez sulla sua pagina nel sito di microblogging, @chavezcandanga, che lo scorso 18 febbraio ha superato i 4 milioni di follower, facendo del presidente venezuelano ''il leader piu' seguito dell'America Latina e del mondo, in proporzione alla popolazione nazionale'', come sottolinea la propaganda governativa, per non dover dire che era secondo dopo Barack Obama.
Dopo la morte del presidente Hugo Chavez, le forze armate 'bolivariane' del Venezuela sono dispiegate in tutto il Paese per far rispettare la Costituzione: lo ha detto il ministro della Difesa, Diego Molero.
Hugo Chavez si è ammalato perché "è stato attaccato", come è successo con il leader palestinese Yasser Arafat, aveva detto ieri il vicepresidente venezuelano, Nicolas Maduro, sostenendo che "una commissione speciale di scienziati" potrà confermare questa tesi. Maduro ha denunciato l'esistenza di un ''piano per destabilizzare'' il Venezuela dietro la malattia del leader.
Il ministero degli esteri venezuelano ha comunicato l'espulsione di un secondo funzionario dell'ambasciata statunitense a Caracas, dopo quello annunciato oggi dal vicepresidente Nicolas Maduro. Si tratta di Debling Costal ed entrambi sono accusati di ingerenza e cospirazione. Gli Stati Uniti respingono le accuse di cospirazione mosse dalle autorita' del Venezuela riguardo alla malattia di Hugo Chavez. ''Sono accuse assurde'', ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato.
''Gli Stati Uniti confermano il loro appoggio al popolo venezuelano'', lo afferma Barack Obama secondo cui oggi ''si apre un nuovo capitolo della loro storia''.
I funerali di Hugo Chavez si svolgeranno venerdì 8 marzo. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri di Caracas, Elias Jaua, precisando che il Venezuela rispetterà sette giorni di lutto dopo la morte del presidente. Le scuole rimarranno chiuse tre giorni, ha aggiunto.
Il ministro degli Esteri venezuelano, Elias Jaua, ha annunciato che sarà il vicepresidente Nicolas Maduro ad assicura la presidenza ad interim dopo la morte di Hugo Chavez, e non il presidente dell'Assemblea Nazionale, Diodado Cabello, una decisione che secondo alcuni analisti potrebbe rappresentare una violazione della Costituzione. "Nella Costituzione è chiaramente stabilito quello que bisogna fare: ora che si è registrato una assenza assoluta, dovrà assumere (la presidenza) il vicepresidente, per convocare le elezioni nei prossimi 30 giorni", ha detto Jaua, in una intervista trasmessa da TeleSur, aggiungendo che nel suo ultimo discorso pubblico, lo scorso 8 dicembre, Chavez ha chiesto al governo di "accompagnare" a Maduro "e questo è quello che farem ora". L'articolo 233 della Costituzione venezuelana stabilisce che in caso di "assenza assoluta del presidente eletto prima di aver preso possesso del suo incarico, si procederà ad indire una nuova elezione universale, diretta e segreta nei 30 giorni consecutivi e seguenti e nel frattempo l'incarico della Presidenza del Venezuela andrà al presidente dell'Assemblea Nazionale", cioé Cabello. Lo stesso articolo prevede la possibilità di affidare l'incarico presidenziale ad interim al vicepresidente solo se "l'assenza assoluta del presidente avviene nei primi quattro anni del suo periodo costituzionale", cioé se il presidente eletto ha assunto il suo nuovo mandato. Chavez, rieletto nello scorso ottobre, non ha mai assunto formalmente il suo nuovo mandato, con il giuramento rituale dinnanzi alla Corte Suprema di Giustizia: la cerimonia era prevista per lo scorso 10 gennaio, ma è stata annullata a causa del ricovero del presidente all'Avana, e la stessa Corte Suprema ha autorizzato la sua sospensione sine die, fino al momento in cui le condizioni mediche di Chavez avrebbero permesso il suo svolgimento.
ansa

Le mani sul Vaticano

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Tra le mura del Vaticano ormai non è più un segreto: il papa è in fin di vita. In Curia l'inquietudine sale, perché il conclave imminente si prospetta come un vero e proprio scontro di civiltà. Sul trono di Pietro potrebbe salire il palestinese Gabriel Sader oppure Thomas Simpson, il gesuita appoggiato dai cardinali conservatori e dai vertici israeliani e americani. La Chiesa si trova a un bivio storico. Così, per evitare lo smacco di un papa arabo, lo schieramento di Simpson dà il via a una misteriosa operazione che ruota attorno al luogo in cui duemila anni fa venne celebrata l'Ultima Cena, e dove per i cristiani tutto ha avuto inizio. Ma sul tavolo delle trattative non ci sono solo le rivendicazioni della Chiesa sul Cenacolo. La sanguinosa guerra tra cardinali è infatti appena cominciata. Luca Ferrari, giovane e brillante monsignore, e Carmen Mendoza, affascinante storica dell'arte, cercheranno di far luce sulle trame occulte, la corruzione e i privilegi acquisiti o venduti a caro prezzo fra le Mura Leonine. Perché proprio alla corte del papa si nascondono le più scioccanti verità. Carlo Marroni, esperto vaticanista e corrispondente diplomatico, ci conduce dentro le stanze segrete del Vaticano, tra insospettabili meccanismi di potere e delicati equilibri geopolitici in bilico tra finzione e realtà. E se l'elezione del nuovo pontefice potesse davvero cambiare il corso della Storia? 

Le mani sul Vaticano TitoloLe mani sul Vaticano
AutoreMarroni Carlo
Prezzo
Sconto 25%
€ 7,42
(Prezzo di copertina € 9,90 Risparmio € 2,48)
Dati2013, 348 p., rilegato
EditoreRizzoli  (collana Rizzoli Max)
 Disponibile anche in ebook a € 6,99
In libreria, dal bancale dei libri apparentemente tutti uguali che urlano fin dai titoli di libri perduti, manoscritti segreti e misteri religiosi, mi lascio attrarre da questo volume che apparentemente ricade in pieno nella categoria: colori e caratteri sembrano confermare la mia impressione.
E invece l’abitudine di leggere la bandella con le informazioni sull’autore mi ricorda – avrei dovuto rammentarlo senza leggerlo – che Carlo Marroni, l’autore, è il vaticanista de Il Sole 24 Ore (qui edito da Rizzoli). Mi incuriosisco e rimango soddisfatto della scelta di comprarlo.
Il volume ha davvero poco del romanzo esoterico-religioso-settario, e nonostante la presenza di una bella, ricca e giovane esperta d’arte e di un giovane piacente monsignore, l’opera si rivela un resoconto asciutto e realistico (almeno per quanto possiamo immaginare, leggendo cronache e reportage) delle manovre politiche, finanziarie, giornalistiche e diplomatiche che precedono l’inizio di un conclave per l’elezione del nuovo papa e delle mediazioni e delle consultazioni nelle quali tutti gli attori coinvolti, dai cardinali ai giornalisti, dai banchieri ai politici, si tuffano con sapienza forgiata nei secoli. Le cordate geo-politiche e gli interessi finanziari sono descritti con dovizia di dettagli; in particolare, colpisce l’abilità dell’eloquio riportato, i mille modi di dire-non-dire e di dire-attraverso, la grande abilità dei cardinali coinvolti nei giochi in pieno svolgimento addirittura ben prima della morte del papa. Si mostrano le bocche di fuoco giornalistiche e finanziarie pronte a sparare senza sosta e senza limiti.
Insomma, la politica vaticana, quella di livello piú alto.
Buon lavoro dell’editor: sono pochissimi i refusi presenti nel volume.
La copertina, come accennato sopra, è “strillata” su toni cupi di colore Maio - linkiesta.






Città del Vaticano, il Codacons denuncia il cardinale

Attraverso una nota, i cattolici democratici associati al Codacons hanno inviato un esposto, riguardo l’apertura dell’indagine sugli abusi sessuali insabbiati dallo stesso Cardinale, chiedendo alla Procura della Repubblica di Roma, di convocare il prelato e sentirlo in merito allo scandalo degli abusi sessuali.
I cattolici democratici hanno dichiarato: “Pochi giorni fa, quando ancora non era chiaro se il Cardinale sarebbe giunto o meno a Roma, abbiamo inviato un esposto alla Procura, chiedendo di aprire delle indagini sullo scandalo degli abusi sessuali che sarebbero stati insabbiati negli Usa, proprio dal Cardinale Roger Mahony. Riteniamo infatti utile chiarire se tra le vittime degli abusi coperti dalla Chiesa, e per i quali è in corso una inchiesta negli Stati Uniti che vedrebbe coinvolto proprio Mahony, vi siano anche minori o cittadini italiani. Ora, considerata la presenza del Cardinale nella capitale, crediamo sia doveroso da parte dei magistrati convocare il prelato, prima dell’inizio del conclave e in ogni caso prima della sua partenza per il ritorno negli Stati Uniti, al fine di acquisire elementi utili sulla vicenda. In tal senso abbiamo inviato oggi una formale richiesta in Procura”.