martedì 9 aprile 2013

Papa eletto è tradizionalista: poche speranze per i preti sposati. Si era schierato per mantenimento celibato

Papa Francesco I ha le idee chiare (orientate al tradizionalismo)  in merito al celibato dei preti e il rapporto con la pedofilia. «Se c'è un prete pedofilo è perchè porta in sè la perversione prima di essere ordinato. E sopprimere il celibato non curerebbe tale perversione. O la si ha o non la si ha»: lo ha  sottolineato quando era ancora  il cardinale Jorge Bergoglio, in un libro-intervista ('Il gesuità), appena pubblicato a Buenos Aires. Proprio per tali ragioni «bisogna stare molto attenti nella selezione dei candidati al sacerdozio. Nel seminario di Buenos Aires ammettiamo circa il 40% dei candidati, e facciamo un attento monitoraggio sul processo di maturazione», sottolinea il cardinale nel volume scritto dai giornalisti Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin. Nel precisare che la pedofilia rappresenta una «perversione di tipo psicologico previa ad un'opzione di celibato», Bergoglio si dice d'accordo con il Papa, convinto cioè «del mantenimento del celibato». Il cardinale rileva inoltre di «non essere sicuro» che un'eventuale soppressione del celibato «possa portare ad un aumento delle vocazioni». «Se la Chiesa dovesse rivedere tale norma - sottolinea - affronterebbe comunque la questione come un problema culturale di un determinato luogo - per esempio nella Chiesa ortodossa, dove i sacerdoti possono essere sposati - non cioè in modo universale e come un'opzione individuale». «Il 70% dei casi di pedofilia - conclude il cardinale - avviene in un ambiente familiare o di quartiere».
tra da Leggo

Se questo non è un golpe cosa lo è?"



Il M5S vuole un Parlamento in pieno esercizio da ora. Paese al collasso e attività legislativa bloccata. Commissioni subito o partiti commissariati". Così Beppe Grillo sul suo blog in un post dal titolo 'I golpisti' con un fotomontaggio dei colonnelli protagonisti del colpo di stato greco ma con i volti di Monti, Bersani e Berlusconi. 

Le commissioni permanenti di Camera e Senato, necessarie per svolgere l'ordinario lavoro legislativo, non vedranno la luce finché un nuovo governo non avrà ricevuto la fiducia da una maggioranza parlamentare.
È quanto è emerso oggi al termine della conferenza dei capigruppo di Montecitorio e Palazzo Madama, dove Pd, Pdl e Scelta civica hanno ribadito il loro no alla formazione delle commissioni, mentre M5s di Beppe Grillo attuerà da oggi varie forme di protesta contro lo stallo dei lavori parlamentari ad oltre 40 giorni dalle elezioni.

«Il golpe è iniziato da anni -scrive Grillo -. Un golpe alla luce del sole per delegittimare e svuotare il Parlamento. L'Italia non è più una repubblica parlamentare, come previsto dalla Costituzione, ma una repubblica partitica. I partiti hanno sostituito la democrazia. La volontà popolare è diventata una barzelletta. La delegittimazione del Parlamento è avvenuta in due mosse".
"Il governo, che dovrebbe governare, ha di fatto sostituito l'attività parlamentare e legifera attraverso i decreti legge, provvedimenti provvisori avente forza di legge, che dovrebbero essere adottati SOLO in casi straordinari di necessità e urgenza dal governo, ai sensi dell'art. 77 della Costituzione. La seconda mossa è stata la nomina diretta dei parlamentari da parte dei segretari di partito grazie al Porcellum - aggiunge -I partiti hanno occupato il Parlamento con delle sagome di cartone e spossessato della sua funzione legislativa. Se questo non è un golpe cosa lo è?". ​

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