venerdì 3 maggio 2013

Berlusconi il riformatore

Il governo delle larghe intese ha avuto la fiducia anche del senato, ma poco prima Berlusconi gliel'aveva già tolta. Parlando dell'Imu e della convenzione per le riforme, il cavaliere alleato ha espresso un pensiero semplice: o si fa come dico io o faccio cadere il governo. Prima ancora di cominciare a crederci, dunque, il presidente del Consiglio Letta può scambiarsi di posto con il vice presidente Alfano. Realizzerebbe oltretutto il desiderio che ha confessato in aula: sedere tra i ministri ma non come primo ministro. In effetti non sembra che lo lasceranno guidare.
L'illusione di un Berlusconi affidabile è durata così 24 ore. Si potevano risparmiare anche quelle evitando di resettare la memoria degli ultimi 20 anni. Il Pd, di fronte all'immediato sgretolarsi del suo piano B (o era il piano A?) ha reagito con quel riflesso di responsabilità che tanti insuccessi ha garantito. Ha richiamato i nuovi alleati alla nobiltà del compromesso. I nuovi alleati hanno risposto con la nobiltà, e la grazia, di un Brunetta o di un Gasparri. Immaginate.
Ci toccano le repliche del governo Monti, due mesi dopo. Il Pd a puntellare l'insostenibile e il Pdl ad ammonticchiare quotidiane macerie per scalare la sua rimonta elettorale, regalando il resto a Grillo. Non che gli strateghi democratici e quirinalizi siano così ingenui, anche in questo caso hanno un piano. Concepiscono le larghe intese come il purgatorio necessario per uscire dall'inferno del bipolarismo conflittuale (che pure non gli era sembrato tanto male, all'ora). Tentano ancora di costituzionalizzare Berlusconi, in questo caso adattando la Costituzione a Berlusconi. Che continua a illuderli, presentandosi adesso come il nipote di De Gaulle. Dal bipolarismo conflittuale alla coalizione ricattatoria non c'è chi non veda il progresso. Ora il Pd può coerentemente dare al cavaliere alleato la guida della nuova bicamerale, evitando richieste peggiori. Tipo Lorenzin alla sanità, Quagliariello alle riforme o Lupi alle telecomunicazioni, non si sa mai.
di Andrea Fabozzi - ilmanifesto.it

Nominati 10 viceministri e 30 sottosegretari Cdm completa squadra di governo. Ecco i nomi

Il Consiglio dei ministri ha nominato 40 sottosegretari, di cui 10 sono viceministri. Lo si apprende da fonte qualificata del governo.
Quattro nuove nomine al Ministero dell'economia e delle finanze: il Cdm ha nominato Luigi Casero e Stefano Fassina vice ministri, e Alberto Giorgetti e Pier Paolo Baretta sottosegretari. Lapo Pistelli, Bruno Archi e Marta Dassù Viceministri agli Esteri, e Mario Giro sottosegretario allo stesso Dicastero. Al ministero dell'Interno Filippo Bubbico Viceministro e Domenico Manzione e Giampiero Bocci sottosegretari. Al ministero della Giustizia Giuseppe Beretta e Cosimo Ferri come sottosegretari. Cecilia Guerra viceministro al Lavoro e Politiche sociali, e Jole Santelli e Carlo Dell'Aringa sottosegretari allo stesso dicastero. Al ministero della Salute Paolo Fadda sottosegretario
Ai sottosegretari parlamentari ''non sara' corrisposto lo stipendio aggiuntivo''. Lo ha deciso il consiglio dei ministri. Inoltre ''gli uffici di diretta collaborazione dei viceministri saranno ridotti e uniformati a quelli dei sottosegretari, con la conseguenza che non ci sara' alcun costo aggiuntivo collegato alla suddetta nomina''.

L'Italia ha una pressione fiscale assolutamente insostenibile, a tutto tondo. In prospettiva la pressione deve scendere senza rilassamento fiscale". Lo ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta, nella conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta con il segretario generale dell'Ocse Gurria.
"Questo lo decideremo insieme nella maggioranza", ha detto Letta, rispondendo ad una domanda quali saranno le "misure correttive" per coprire i tagli di tasse preannunciati in Parlamento.
Ci sarà una "task force", un "gruppo di lavoro congiunto tra l'Ocse, la presidenza del Consiglio e il ministero presieduto da Giovannini per mettere a punto idee" sulla disoccupazione giovanile in vista del "prossimo consiglio europeo", ha detto Letta.
"La lotta alla disoccupazione è la stella polare dell'azione, della vita del nostro governo", ha aggiunto il premier ribadendo l'impegno del nostro Paese per arrivare a fare in modo che il vertice europeo di fine giugno sia "dedicato a questo tema". "Ne ho parlato - ha spiegato Letta - con con Van Rompuy, Angela Merkel e ne parlerò con Mariano Rajoy" nella sua prossima visita in Spagna.
L'Italia vede già "la luce alla fine del tunnel" della crisi economica, ha affermato il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, nella conferenza stampa a Palazzo Chigi assieme al premier Letta. Gurria ha aggiunto che "c'é uno sforzo enorme" nel risanamento dei conti pubblici che "deve consolidarsi".
IMU, BERLUSCONI: TENERE FEDE A PAROLA O NO A GOVERNO - ''Non potremmo veramente far parte di un governo, o anche soltanto sostenere dall'esterno un governo che non tenesse fede alla parola che noi abbiamo dato.In termini semplici perderemmo completamente la faccia e non credo che sia assolutamente il caso'': cosi' Silvio Berlusconi al Tg5 a proposito dell'Imu
OCSE: TAGLIARE TASSE SUL LAVORO - L'Italia "ha avviato un ambizioso programma di riforme", che insieme alle misure intraprese dall'eurozona "hanno ridotto i rischi di rallentamento economico, e potrebbero aiutarla a uscire dalla recessione già nel corso del 2013". Lo scrive l'Ocse, nel suo ultimo rapporto sull'economia italiana.

Gli effetti benefici di questi interventi, sottolinea però l'organizzazione, "richiederanno tempo per materializzarsi, a causa del clima di scarsa fiducia, del ritmo lento della ripresa negli altri Paese e della necessità di proseguire sulla strada del consolidamento fiscale".

 In Italia "é impossibile per il momento ridurre in modo significativo il livello complessivo dell'imposizione", ma l'eliminazione delle agevolazioni fiscali senza giustificazioni economiche permetterebbe di aumentare la base imponibile e quindi ritoccare le aliquote marginali "senza impatto sulle entrate". Lo scrive l'Ocse.

Se il deficit dell'Italia sarà sopra il 3% "qualcosa bisognerà fare. E' fondamentale uscire dalla procedura di infrazione": così risponde il capoeconomista dell'Ocse Pier Carlo Padoan a chi gli chiede se saranno necessarie misure correttive sui conti pubblici.

"Se le priorità sono crescita e occupazione la prima cosa da tagliare sono le tasse sul lavoro". "Ridurre le tasse sul lavoro è più importante che ridurre l'Imu", osserva Padoan.
Per ridurre il costo del lavoro, il segretario generale Ocse Angel Gurria afferma che si possono fare tre cose per compensare: "imposte sui consumi come l'Iva, sulla proprietà e sulle emissioni di CO2".

Per l'Italia, la priorità resta "la riduzione ampia e prolungata del debito pubblico", perché "con un rapporto debito/Pil vicino al 130% e un piano di ammortamento del debito particolarmente pesante", il Paese "rimane esposto ai cambiamenti improvvisi dell'umore dei mercati finanziari", si legge nel rapporto Ocse.
Nel suo rapporto sull'economia italiana, l'Ocse rivede di nuovo al ribasso le stime sul Pil per il 2013, prevedendo una contrazione dell'1,5%, contro il -1% previsto nell'outlook del novembre scorso. Il ritorno alla crescita non è previsto prima del 2014, per cui l'organizzazione stima un +0,5%.
Queste previsioni, precisa l'Ocse, sono basate su una "stima conservativa", dato che l'impatto sulla crescita di alcune misure, tra cui "il piano annunciato ad aprile 2013 di ridurre significativamente i debiti arretrati della Pubblica amministrazione", resta "incerto".

Il rapporto deficit/Pil dell'Italia salirà al 3,3% quest'anno, ben al di sopra delle stime del governo, e al 3,8% il prossimo, quando il debito raggiungerà il 134,2% del Pil. E' quanto riporta una tabella del rapporto Ocse sull'Italia, nel quale si rileva che "l'indebitamento netto risulta peggiore rispetto alle stime del governo a causa delle prospettive di crescita più deboli". Le stime del governo sono per un deficit/Pil al 2,9% nel 2013, in lieve calo dal 3% del 2012 (quando l'Ocse rileva invece un 2,9%), e all'1,8% nel 2014.

In Italia, "sebbene il sistema bancario si sia rivelato complessivamente solido, diversi istituti di credito hanno incontrato gravi difficoltà e il settore finanziario resta esposto a rischi sistemici". L'Ocse consiglia quindi al nostro Paese di "incoraggiare le banche ad aumentare gli accantonamenti per perdite e continuare a incitarle a soddisfare le loro esigenze di capitale tramite le emissioni di nuove azioni o la cessione di attività non strategiche".

SACCOMANNI, STIME OCSE? CONTA LA COMMISSIONE UE -Il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni ribadisce come priorità la chiusura della procedura Ue per deficit eccessiva. Su questo punto "le stime Ocse non hanno molta rilevanza", dice, non quanto "le stime che inducono la Commissione, che sono quelle della Bce, a orientarsi per la chiusura della procedura in modo positivo per l'Italia".
"Il nuovo governo avrà il compito di proseguire lungo la strada avviata di consolidamento e di rilancio del Paese", sottolinea il neoministro di fronte alle Commissioni Speciali di Camera e Senato. Dove ribadisce come punto fermo "il rispetto di tutti i vincoli di bilancio". E avverte che il tetto del deficit al 3% resta un "limite invalicabile"
"Ce la mettiamo tutta". Risponde così, a margine della presentazione del rapporto Ocse, il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, a chi gli chiede se sarà possibile uscire fuori dalla recessione già da quest'anno.

"Proseguiamo con fermezza sulla strada delle riforme strutturali, che sono già state iniziate. Riforme che hanno un effetto di sostegno alla crescita. Un effetto sostanziale".

"L'incertezza, che a causa della politica" ha pesato sull'economia italiana "é superata: abbiamo aperto una fase nuova che è importante per stemperare la paralisi reciproca che ha reso la crisi più acuta".

Per gli esodati e per il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, che sono tra le "priorità" da affrontare, "non possono essere assunti provvedimenti improvvisati".

"Nelle prossime settimane, entro fine maggio, al massimo entro i primi di giugno" la procedura Ue sul deficit eccessivo può essere "chiusa". Così il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni spiegando che questo sarebbe un riconoscimento del percorso fatto e un importante segnale per i mercati.

Le stime dell'Ocse "non tengono conto dell'impatto del decreto per la restituzione dei debiti della Pubblica Amministrazione" che ci sarà già nel 2013 e nel 2014. Saccomanni spiega che il decreto è recente e l'organizzazione non ne ha potuto considerarlo.

GIOVANNINI,FAREMO POSSIBILE CON VINCOLI FINANZA - "Faremo quello che dobbiamo e che potremo con le compatibilità finanziarie": così il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini. "Dobbiamo riuscire a mettere in campo strategie e iniziative efficaci. Ma se pensiamo che sia la politica a risolvere questo problema, ci siamo dimenticati che alla fine la crescita la fanno imprese e lavoratori".
"Alle parti sociali è richiesto un impegno straordinario in questa fase i cui segnali mi sembra stiano emergendo". Così il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, alla presentazione del rapporto Ocse. Negli ultimi giorni tra alcune confederazioni sindacali sta succedendo qualcosa di "estrema importanza". "Ritrovare unità, superare le differenze è fondamentale per selezionare al meglio cosa bisogna fare", ha detto il ministro.
"Abbiamo delle emergenze che conosciamo bene, gli esodati e la cassa integrazione in deroga, su cui i numeri sono stati incerti e ho cercato approfondimenti". Così il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Enrico Giovannini, intervenendo alla presentazione del rapporto Ocse.

GURRIA,ITALIA PROSEGUA RIFORME PER RAFFORZARE ECONOMIA  - "In una situazione caratterizzata da recessione e aumento della disoccupazione è a volte difficile vedere la luce alla fine del tunnel. Sono convinto, però, che se si persiste nell'attuale strategia di riforme si otterrà un miglioramento del tenore di vita e l'economia italiana ne uscirà rafforzata e più dinamica". Così il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, alla presentazione del Rapporto. 
ansa