martedì 1 ottobre 2013

Aprirsi alla modernità è un dovere: così Papa Francesco

(ANSA) - ROMA, 1 OTT - Aprirsi alla modernità è un dovere: così Papa Francesco in un colloquio col fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari, pubblicato oggi sul quotidiano. In un dialogo in Vaticano, Bergoglio ha parlato a Scalfari dei suoi piani per una riforma della Curia. Da oggi a giovedì Francesco si riunisce con il Consiglio degli otto cardinali, il 'G8 della Chiesa', istituzionalizzato ieri con un chirografo dello stesso pontefice.

Vajont: 50 anni fa la frana del monte Toc I morti furono 1910. Tra gli imputati uno solo andò in carcere ma c'è un suicidio

di Alberto Boccanegra

VENEZIA - Sono le 22.39 del 9 ottobre 1963. E' in questo istante che un'enorme frana di roccia di circa due chilometri quadrati di superficie e 260 milioni di metri cubi di volume, si stacca dalle pendici del Monte Toc, dietro la diga del Vajont, tra il Friuli e il Veneto. L'enorme massa, un corpo unico, piomba nel sottostante lago artificiale nel quale l'11 aprile, con la terza ed ultima prova di invaso, l'acqua ha raggiunto quota 700,42 metri sul livello del mare.
Lo schianto solleva un'onda di 230 metri d'altezza e ben 50 milioni di metri cubi di materiale solido e liquido in sospensione si alzano. La metà della massa d'acqua scavalca la diga, abbattendosi nella sottostante valle del Piave, provocando la distruzione di sette paesi (Longarone, Pirago, Maè, Rivalta, Villanova, Faè, Codissago, Castellavazzo). L'altra parte dell'onda sale la valle e va a 'colpire' i paesini friulani di Erto e Casso e una miriade di borghi. Verso Longarone, allo sbocco del Vajont, l'onda è alta 70 metri e produce un vento sempre più intenso, che porta con sé, in leggera sospensione, una nuvola nebulizzata di goccioline. Tra un crescendo di rumori, le persone si rendono conto di ciò che sta per accadere ma non possono più scappare. Lo stesso 9, la prima notizia dell'ANSA titola 'Disastro notte zona del Vajont' e parla di decine di case spazzate via, di morti e feriti, di collegamenti interrotti. La geografia dei luoghi, già sconvolta dalla realizzazione della diga, cambia per sempre.
L'ondata rade al suolo le case ma anche scheggia le altre montagne mentre la cicatrice sul Monte Toc ha la forma di una 'M' gigantesca. I morti accertati sono 1.910 (di cui 1450 solo a Longarone), a cui si aggiungono i 10 caduti sul lavoro durante gli anni di costruzione della diga. Che stesse per succedere qualche cosa alla vigilia del disastro se n'era accorto Alberico Biadene, Direttore costruzioni della Sade, che l'8 ottobre a neppure 24 ore dal disastro, chiede ai vertici della società costruttrice - la Sade - di far scattare l'allarme e provvedere con un piano di evacuazione delle cittadine di Erto e Casso. Il 9 ottobre, prima dell'onda assassina, la frana 'sussurra' che sta per muoversi con gli alberi, là dove resterà la 'M', che si inclinano.
E' mezzogiorno poi quando alcuni operai, in pausa pranzo, vedono ad occhio nudo il movimento della montagna. Uno di loro tra le 15 e le 16 vede degli alberi cadere ed alcune zolle rotolare a valle. Gli animali, nelle stalle e nei cortili passano dal silenzio assoluto all'agitazione, gli uccelli scompaiono. Alle 22 il geometra Giancarlo Rittmeyer telefona a Biadene, a Venezia, per comunicare la sua preoccupazione, dato che la montagna ha cominciato a cedere visibilmente. 39 minuti dopo la telefonata è il disastro e lo stesso geometra è tra le vittime. Solo alle prime luci dell'alba gli occhi dei sopravvissuti possono vedere ciò che è accaduto, mentre la diga, li guarda intatta. Il greto del Piave è stato raschiato dall'onda che ha cancellato del tutto Longarone. Case, chiese, alberghi, osterie, monumenti, piazze e strade sono sommerse dall'acqua che gli ha sradicati dalle fondamenta. Della stazione ferroviaria non rimangono che lunghi tratti di binari piegati come fuscelli. Svetta solo il campanile di Pirago, graziato dall'onda assassina. Il 10 ottobre il Gazzettino fa tre edizioni del giornale. Questi i titoli che aprono le 'prime': "Disastro alla diga del Vajont"; "Disastro alla diga del Vajont", edizione straordinaria; "Le prime fotografie", ultima straordinaria. Il Corriere della Sera, il 10 ottobre, apre a tutta pagina con il titolo "L'onda della morte" e sul posto manda a raccontare l'accaduto Giorgio Bocca e il bellunese Dino Buzzati. Subito scatta la commissione d'inchiesta ministeriale e il Presidente della Repubblica Antonio Segni accorre nella valle del Piave e, vedendo il disastro dall'alto dell'elicottero, piange.
Del Vajont, lo stesso Segni, si ricorda nel suo messaggio di fine anno. Per una ferita mai chiusa l'iter processuale è eterno. Nel 1968, il Giudice istruttore di Belluno, Mario Fabbri, deposita la sentenza contro lo stesso Biadene, l'unico che farà un periodo in carcere, ed altre 10 persone di cui due nel frattempo decedute mentre una terza, alla vigilia del processo, si suicida. Il processo di primo grado si tiene nel tribunale dell'Aquila con le prime tre condanne, nel 1969, a sei anni di reclusione di cui due condonati. Nel 1970, sempre all'Aquila, si tiene l'Appello e ad essere condannati, qui, sono sempre Biadene e una seconda persona. Sentenza confermata in Cassazione nel 1971 ma l'unico a pagare è Biadene (cinque anni di reclusione di cui tre condonati).
Negli anni '70 inizia la battaglia per i danni, in sede civile, con un travagliato percorso: la sentenza di primo grado del Tribunale di Belluno è del febbraio del 1997. La Corte d'Appello di Venezia conferma la condanna per la Montedison (Sade vi era entrata), a risarcire il Comune di Longarone per i danni materiali e morali. Non si andrà in Cassazione. L'ultimo atto del percorso si chiude con l'Enel, ora proprietaria della diga, che paga penali ai comuni di Erto e Casso. In tutto si va a transazioni per 22 miliardi di lire per le parti lese poi rivalutati in 77.
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Berlusconi: 'Stop al governo, subito il voto'. Fuorionda contro Colle. Replica: 'Delirante'

Berlusconi: 'Stop al governo, subito il voto'. Ma nel Pdl e' caos. E spunta un fuorionda del Cavaliere contro Napolitano. 'Ministri? Tutto chiarito. Non siamo estremisti. Deciso tutto da solo', ha detto Berlusconi. Ma Alfano contro Sallusti: 'No a metodo Boffo'. Affondo Osservatore Romano: 'Crisi irresponsabile'. Franceschini: 'Proposta irricevibile'. Letta mercoledì in Parlamento. Su La7 Cav 'intercettato': 'Intervento Colle su sentenza Mondadori'.

Silvio Berlusconi alla Camera per la riunione dei gruppi congiunti del Pdl. A palazzo Grazioli c'e' stato un vertice tra il Cav e lo stato maggiore del partito. A via del Plebiscito la delegazione ministeriale del partito guidata da Angelino Alfano. Il vice premier insieme agli altri ministri del Pdl, Nunzia De Girolamo, Beatrice Lorenzin, Maurizio Lupi, Gaetano Quagliariello, ha rassegnato in mattinata le dimissioni dal governo in modo irrevocabile. La decisione di far dimettere i ministri è stata mia, ha detto, a quanto si apprende, Berlusconi, nel corso della riunione dei gruppi del Pdl. "Dobbiamo restare uniti, non dobbiamo dare all'esterno l'impressione che sta dando il Pd, i panni sporchi si lavano in casa. Quello che hanno fatto i ministri lo hanno fatto in buona fede ma abbiamo chiarito tutto", ha detto, a quanto raccontano, il Cavaliere nel corso della riunione del Pdl. "Per il bene del Paese assicuriamo che in una settimana votiamo la cancellazione della seconda rata Imu, la legge di stabilità, purche' non aumenti la pressione fiscale, la cancellazione dell'Iva e poi torniamo al voto e vinciamo", ha affermato Berlusconi ai gruppi Pdl. Il 4 ottobre si terrà la manifestazione del Pdl in piazza Farnese, hanno deciso i gruppi nel corso della riunione a cui ha preso parte Silvio Berlusconi. La nostra esperienza di governo è finita, ha detto, a quanto si apprende, Silvio Berlusconi ai parlamentati del Pdl.
Silvio Berlusconi, in una telefonata 'fuori onda', trasmessa  da 'Piazza Pulita', su 'La7', riferisce che qualcuno gli ha raccontato di un intervento del Capo dello Stato sulla Cassazione sostanzialmente per favorire De Benedetti nella vicenda del Lodo Mondadori e fargli avere, al termine dell'operazione, 200 milioni in piu'. Il Colle risponde a stretto giro di posta e in quattro righe esprime tutta l'indignazione di Giorgio Napolitano: ''Quel che sarebbe stato riferito al senatore Berlusconi circa le vicende della sentenza sul lodo Mondadori e' semplicemente un'altra delirante invenzione volgarmente diffamatoria nei confronti del Capo dello Stato''. Un 'fuori onda' che il primo presidente di Cassazione Giorgio Santacroce definisce, parlando con l'ANSA, ''pura fantascienza''.
"Una crisi che appare irresponsabile provocare non solo per le sue ripercussioni economiche, ma per le ricadute sulla credibilità dell'intera classe politica italiana". E' quanto scrive l'Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede in un articolo dal titolo: "L'Italia costretta a uno nuova crisi politica". "Il timore - scrive il giornale vaticano - è che il tessuto condiviso di regole sul quale si basa ogni convivenza civile, lacerato nel corso di questi anni da un confronto politico esasperato, rischi di uscire definitivamente compromesso da una chiamata permanente allo scontro". "E solo sullo sfondo, purtroppo - aggiunge -, rimangono i problemi irrisolti della disoccupazione e delle scarse risorse a disposizione, per esempio, degli enti locali, alcuni dei quali hanno denunciato proprio in questi giorni di essere sull'orlo del collasso finanziario".
Cicchitto, o ritiro dimissioni ministri o fiducia - "O congeliamo le dimissioni dei ministri e, così facendo, vengono meno le ragioni per un voto di fiducia oppure il Pdl deve votare la fiducia". Così Fabrizio Cicchitto al termine della riunione del Pdl, sottolineando che questo è l'unico modo per fare ciò che Berlusconi ha detto e cioè votare delle misure in pochi giorni".
Il premier Enrico Letta interverrà al Senato mercoledì alle 9.30 per vedere se il suo Governo ha ancora la fiducia del Parlamento. Il suo discorso e la seduta nel complesso verranno trasmessi in diretta tv, così come richiesto in Conferenza dei capigruppo dal ministro Franceschini, ("i cittadini devono sapere che succede"). Il premier Letta interverra' poi nel pomeriggio, a partire dalle 16, alla Camera.
Fitch, da tensione politica rischi rating Italia- ''La potenziale caduta del governo italiano ''mette a rischio gli obiettivi di bilancio e ''crea incertezza in un periodo cruciale''. Lo scrive l'agenzia di rating FItch. ''Un'incertezza prolungata'' o ''una minor fiducia sul calo del debito/Pil dal 2014'' sono ''inneschi potenzialmente negativi per il rating''. ''Se le turbolenze politiche impediscono di presentare la legge di bilancio 2014 alla Ue il 15 ottobre o l'Italia non riesce a centrare gli obiettivi del patto di stabilità, sarebbe più difficile da ottenere in caso venga chiesto'' il sostegno della Ue e della Bce. Lo scrive l'agenzia di rating Fitch.
Si registra la prima conseguenza della crisi di governo: il termine per la presentazione degli emendamenti al decreto legge Imu slitta a giovedì. E' quanto si apprende da fonti parlamentari.
Sallusti, ministri Pdl come quel genio di Fini - "Eversivo e' alzare le tasse, liberale è non farlo". E' titolato così l'editoriale de "Il Giornale" di oggi che ha suscitato la reazione irata di tutti i ministri del Pdl, Angelino Alfano in testa. Il direttore scrive che i ministri "con qualche distinguo di forma e di sostanza, si adeguano, ma non condividono al punto di ventilare un loro futuro fuori da Forza Italia, non si capisce se sulle orme di quel genio di Gianfranco Fini", fatto questo che ha spinto i ministri a evocare il "metodo Boffo". Altra stoccata è ai professori, "in primis Quagliariello". "Si sa come sono fatti i professori: galantuomini che sanno tutto, ma che sanno fare poco, se non appunto i professori. I precedenti non mancano". E il direttore cita in proposito la Fornero. Sallusti definisce "eversiva" la decisione di alzare le tasse e il comportamento "preconcetto e fazioso dei membri della Giunta". "Eversivo è il complice silenzio di Napolitano". E sulla collegialità della decisione sulle dimissioni "durante le centinaia di vertici convocati da Berlusconi" non si è certo parlato "di Milan o del tempo". Cosa immaginavano i ministri "di uscire dal Parlamento e restare al governo a metter su tasse? Mistero".
"E' bene dire subito al direttore de Il Giornale" che "noi non abbiamo paura". "Se il metodo Boffo ha forse funzionato con qualcuno, non funzionerà con noi". E' quanto affermano in una nota congiunta tutti i ministri del Pdl in risposta all'Editoriale de Il Giornale di oggi.Questa la dichiarazione integrale sottoscritta da Angelino Alfano, Nunzia De Girolamo, Beatrice Lorenzin, Maurizio Lupi, Gaetano Quagliarello, in merito a quanto pubblicato oggi, su Il Giornale, a firma del direttore Sallusti: "E' bene dire subito al direttore de Il Giornale, per il riguardo che abbiamo per la testata che dirige e una volta letto il suo articolo di fondo di oggi, che noi non abbiamo paura. Se pensa di intimidire noi e il libero confronto dentro il nostro Movimento politico, si sbaglia di grosso"."Se intende impaurirci con il paragone a Gianfranco Fini, sappia che non avrà case a Montecarlo su cui costruire campagne. Se il metodo Boffo ha forse funzionato con qualcuno, non funzionerà con noi che eravamo accanto a Berlusconi quando il direttore de Il Giornale lavorava nella redazione che divulgo' l'informazione di garanzia al nostro presidente, durante il G7 di Napoli, nel 1994", conclude.
''Sono allibito, neppure io ho paura. Ho già pagato con la detenzione squallide minacce alla libertà di espressione. Punto''. Così, parlando con l'ANSA, il direttore de 'Il Giornale' Alessandro Sallusti ha replicato ai ministri del Pdl che lo hanno accusato di usare ''il metodo Boffo''. Il direttore del quotidiano non ha voluto aggiungere altro.
Sindacati, serve vero governo paese,assemblee-presidi - Cgil, Cisl e Uil "esprimono la loro preoccupazione per la crisi istituzionale causata dall'irresponsabilità di chi vorrebbe anteporre interessi personali alle condizioni del paese". Serve, chiedono, "un vero governo del paese". E preannunciano assemblee nei luoghi di lavoro, presidi, volantinaggio dai supermercati alle chiese.
Squinzi, rischiamo commissariamento Europa  - ''Mi auguro che tutta questa instabilità non porti a una precettazione da parte dell'Europa e a una gestione commissariale''. Lo afferma il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, a proposito dell'attuale crisi politica.
Epifani, no a governo stentato con trasfughi - ''E' troppo presto per fare pronostici sul futuro del governo Letta. Ma dico no a governi con trasfughi che viva una vita stentata''. Lo ha detto Guglielmo Epifani a Radio 24. Il leader del Pd accusa il Pdl di avere provocato, con le le sue scelte sul governo, il nuovo aumento dello spread registrato questa mattina. "Il centrodestra sta facendo saltare in aria il Paese ed era evidente che lo spread sarebbe ripartito. Il Pdl sta facendo saltare il Paese. Vediamo come finisce. Non spero in elezioni anticipate, ma non le temo'.
Fassina, conti sotto controllo, rispetteremo 3% - I conti pubblici italiani sono ''sotto controllo'' e il Paese sarà in grado di mantenere il deficit sotto il 3% del pil. Lo ha assicurato il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina, in un'intervista a Bloomberg Television, aggiungendo che sarà rispettata la scadenza del 15 ottobre per la presentazione della legge di stabilità.
Franceschini, intenzione chiedere fiducia - "Ci sono delle formalità da rispettare. La questione di fiducia si pone su risoluzioni che devono presentare i gruppi. Ma la volontà del Governo è di andare al chiarimento e porre quindi la questione di fiducia". Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Franceschini al termine della conferenza dei Capigruppo del Senato.
Renzi, ascolteremo Letta, poi valuteremo - "Ascolteremo ciò che il presidente del Consiglio dirà mercoledì al Senato; dopo che avremo ascoltato, valuteremo". Così il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha risposto ai cronisti che, a margine del Consiglio comunale, gli chiedevano del governo, del congresso del Pd e di altri temi nazionali sui quali il sindaco di Firenze era rimasto in silenzio per due giorni dopo il precipitare delal situazione politica.
Grasso, eventi sfuggono di mano ad artefici - "Gli eventi sembrano sfuggire di mano anche ai loro artefici creando una situazione di incertezza che già stamattina abbiamo visto produrre danni su mercati ed economia tanto da spingere il presidente di Confindustria e i sindacati a lanciare un allarme". Il presidente del Senato Grasso commenta cosi' la crisi del Governo. In occasione della cerimonia in ricordo di Emilio Colombo Pietro Grasso dice che "non possono essere gli italiani le vittime di un panorama politico in continuo divenire in cui l'unica cosa stabile è l'instabilità".
P. Chigi: Merkel a Letta, auspico stabilità in Italia - Nel pomeriggio c'e' stata una "affettuosa" telefonata della cancelliera tedesca Angela Merkel al premier Enrico Letta. Lo riferiscono fonti di palazzo Chigi che sottolineano come la cancelliera abbia anche ribadito a Letta "l'auspicio per la stabilità politica dell'Italia e per la continuità nell'azione di governo".
Casini, elezioni ora salto nel buio - "Le elezioni ora sarebbero un salto nel buio che vedrebbe la vittoria di qualcuno sulle macerie dell'Italia". Così il leader centrista Pierferdinando Casini commenta, dopo un lungo faccia a faccia con Monti, l'intenzione di Berlusconi di andare al voto al più presto.
Franceschini, proposta Cav assolutamente irricevibile - La proposta di Berlusconi di una settimana per approvare legge di stabilità e Iva è "assolutamente irricevibile". Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini a 'Otto e mezzo' aggiungendo che "ci vuole un minimo di serietà". "Ci vuole un minimo di serietà - ha detto Franceschini - perché abbiamo tutto il mondo che ci guarda, ci sono i mercati che ci guardano e i cittadini italiani preoccupati" dalle conseguenze di questa instabilità. E poi "ci sono regole: la legge di stabilità ha i suoi tempi, sull'Iva, anche lì è una battuta perché stanotte scatta l'aumento". "Mercoledì Letta ascolterà il dibattito. Il Consiglio dei ministri ha già autorizzato la fiducia e c'è l'orientamento a mettere la fiducia perché serve un'operazione di chiarezza. Serve un'assunzione di responsabilità", ha detto il ministro per i rapporti con il Parlamento Dario Franceschini a 'Otto e mezzo'.
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Melania: a Parolisi trenta anni in appello

La Corte d'Assise d'Appello dell'Aquila ha condannato a 30 anni anni Salvatore Parolisi per l' omicidio della moglie Melania Rea. In primo grado i giudici avevano pronunciato la sentenza di ergastolo.


Giudici popolari, "è stata dura" - "E' stata dura". E' l'unico commento uscito dalla bocca di uno dei giudici popolari della Corte d'Assise d'Appello dell'Aquila che ha confermato, di fatto, la colpevolezza di Parolisi. I sei giudici popolari sono usciti tutti insieme con bocche assolutamente cucite e non hanno voluto rilasciare altre dichiarazioni.

Legale Parolisi, si aspettava sentenza diversa - "Salvatore si aspettava qualcosa di diverso, non dico l'assoluzione, ma... Ora non ci resta che accettare il verdetto, non ci resta che attendere le motivazioni": così uno degli avvocati di Parolisi, Nicodemo Gentile, all'uscita della Corte d'Appello dell'Aquila. "E' importante aver eliminato l'ergastolo - ha concluso il legale - ma ci aspettavamo una sentenza leggermente più umana".

Legale Rea, in udienza video e chat hard 
- L'intervento del legale della famiglia Rea, Mauro Gionni, è stato incentrato su alcune prove per smontare le repliche della difesa di Salvatore Parolisi. In udienza, come ha raccontato lo stesso Gionni, è stato mostrato un video che mostra Parolisi sullo stesso luogo del delitto mentre dondola la figlia Vittoria con gli stessi abiti di quel triste 18 Aprile, una video chat con l'amante Ludovica, nella quale i due si mostrano reciprocamente le parti intime, ma soprattutto un filmato del 20 Aprile, giorno in cui è stato ritrovato il cadavere di Melania, nel quale sono evidenti macchie di sangue rappreso che secondo la difesa di Salvatore potrebbero aver dato vita a quell'impronta sullo chalet che potrebbe dimostrare l'innocenza dell'ex caporalmaggiore. Gionni ha invece spiegato che i militari della scientifica si sono addirittura sporcati i guanti con quel sangue e che quindi quell'impronta può avere quel tipo di origine. La chat hard con Ludovica è stata mostrata, ha spiegato Gionni, per contestualizzare la lettera prodotta dalla difesa di Parolisi nella quale Salvatore dice alla moglie di volerle bene: la chat è di soli quattro giorni prima la lettera spedita alla moglie. Il procuratore generale Romolo Como, secondo quanto riferito, ha chiesto la conferma dell'ergastolo, la difesa di Parolisi si è invece espressa per una assoluzione.
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