lunedì 7 ottobre 2013

La chiesa altra di Francesco vescovo di Roma

di Vittorino Merinas
Dopo aver spaziato nella conversazione tra Francesco ed i giornalisti sul volo da Rio a Roma, è il momento di coordinare quanto raccolto su personalità, stile e pensiero del pontefice e prefigurare le presumibili linee del suo impegno a trarre la chiesa dalle secche del passato e ridarle la capacità di interloquire con la modernità. Altrettanto rilevanti allo scopo la lettera e l’intervista a Eugenio Scalfari e quella al direttore di Civiltà cattolica, successive a quel dialogo, che confermano ed ampliano quanto già lì detto. Nell’insieme una mini-enciclica multitematica su quanto si agita nell’animo di Francesco e già si riverbera positivamente sull’organismo ecclesiastico.
Che Francesco sia un papa “altro” è ormai incontrovertibile. “Altro” non solo per indole e stile, ma anche come figura carismatica e innovatrice sia del ministero papale che del modo stesso di essere della chiesa, prospettando cambiamenti che le restituiscano evangelicità e credibilità.
Un papa che non si è estraniato dalla società e dal contatto anche fisico con la gente, che rifiuta la solitudine della santità papale, che cerca il rapporto col singolo anche quando ha di fronte la massa, parlando al cuore d’ognuno cercandone gli occhi, che dialoga alla pari col credente e l’ateo senza sentirsi domino della verità, che ama il confronto senza taciuti fini di proselitismo, che vive e celebra nella semplicità spogliandosi d’ogni sfarzo d’una sacra regalità. Sei mesi di pontificato ed è già rivoluzione. Testimone indiretto la stampa passata dal descrivere la quotidianità d’una chiesa frustrata e decadente, al prospettarne le fondate speranze di rifioritura. Più ancora, le voci di consenso e di sostegno di teologi già colpiti dai fendenti dell’ex Sant’Uffizio: Hans Kung tra i principi della contestazione, Gustavo Gutierrez ispiratore della Teologia della Liberazione assieme a Leonardo Boff il quale dichiara che con il nuovo papa ha finalmente ritrovato la sua chiesa.
Semi Francesco ne ha già messi a dimora e continua a spargerne. Alla meraviglia della prima scoperta dell’uomo si è ormai sostituita la curiosità per quanto va meditando. Intanto qualche frutto fa capolino. Lo IOR, la banca vaticana supposta per Opere Religiose, ma dal torbido passato, scopre moralità e legalità. Se qualche suo predecessore aveva già tentato, fallendo, di porvi rimedio, Francesco sembra riuscirci, convinto com’è che il denaro sia utile, ma non necessario. La curia romana è sotto cura. Non sarà più corte “lebbra del papato” né domina della chiesa intera. Alcune figure di potere sono già state rimosse, altre lo temono. Il progetto d’una guida collegiale della chiesa sta prendendo forma. Un uomo solo al comando se già è di dubbia evangelicità, certo è negazione del comune buon senso. Gli otto cardinali del neonato Consiglio papale si sono radunati attorno al papa con all’ordine del giorno questo ed altri temi sensibili e urgenti. Insomma, l’opera di riforma dell’apparato ecclesiastico è avviata. Sarà contrastata, ma difficilmente bloccata.
Essa non si limiterà, però, al solo campo amministrativo e di governo, ma, come qualche segnale fa sperare, rivisiterà aspetti della fede e della morale. Capitale il già inferto colpo di timone dato da Francesco per riorientare l’istituzione alla sua ragion d’essere, alla sua evangelicità: chiesa povera per i poveri, i primi destinatari del Regno. Dunque una chiesa della vita, in piena immersione nella realtà d’ogni giorno, che raggiunge ed accompagna le persone nella loro diversità e complessità, nel loro zigzagare su contorti percorsi, nelle periferie dell’esistenza e dell’anima. Chiesa essa stessa sofferente limiti e incertezze, peccatrice nei suoi membri tra peccatori. E’ il chiudersi d’un’età e l’aprirsi a nuovi orizzonti. La fine di orgogliose sicurezze e d’un solo tracciato di vita imposti da un’istituzione che si identifica troppo spesso con lo Spirito santo, presuntuosa maestra di salvezza celeste e terrena dei singoli e del mondo intero. Punto di svolta l’enciclica a due mani Donum fidei che potrebbe por fine al canto ormai fievole e inascoltato della chiesa docente, lasciando spazi aperti ad una chiesa umilmente pellegrina con l’umanità intera. Benedetto XVI “il teologo” che passa il testimone a Francesco “il pastore”.
di Vittorio Merinas - Nuova Società

Porto di Molfetta: truffa da 150 milioni, indagato Azzollini (Pdl)

Per una presunta maxitruffa di circa 150 milioni di euro legata alla costruzione del nuovo porto commerciale di Molfetta (Bari), appaltato nel 2007 ma non ancora realizzato, Guardia di finanza di Bari e Corpo forestale dello Stato stanno eseguendo due arresti domiciliari a carico di un funzionario pubblico e di un imprenditore.

Le indagini sono state avviate dopo una segnalazione del dirigente generale dell'Authority per la Vigilanza sui contratti pubblici, per presunte irregolarità relative all'appalto per l'ampliamento del porto commerciale marittimo di Molfetta. L'Authority era stata invitata a verificare la regolarità dell'appalto su denuncia della 'Società Italiana per Condotte d'Acqua spa' che ipotizzava una limitazione della concorrenza. La denuncia si basava sul fatto che in una clausola del bando di gara del Comune di Molfetta veniva imposto il possesso o la disponibilità di una ''daga stazionaria aspirante-refluente dotata di disgregatore, con potenza installata a bordo non inferiore ad Hp 2.500''. L'Authority ritenne fondata la denuncia e dichiarò illegittimo il bando di gara disponendo un nuovo monitoraggio sull'appalto. Questa verifica si concluse con la contestazione di molteplici irregolarità, poi sottoposte al vaglio della magistratura penale e contabile.

L'area destinata al nuovo porto commerciale di Molfetta viene sottoposta a sequestro nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta maxitruffa da 150 milioni, per la quale vengono arrestati un funzionario e un imprenditore. Nell'indagine sono indagate, a vario titolo, oltre 60 persone.

Gli indagati - ex amministratori pubblici e imprenditori - sono accusati di associazione per delinquere, truffa ai danni dello Stato, abuso d'ufficio, frode in pubbliche forniture, attentato alla sicurezza dei trasporti marittimi e reati ambientali.

Indagato nell'indagine sulla presunta maxifrode il presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama, sen.Antonio Azzollini (Pdl), per molti anni sindaco della cittadina del Barese.

Le indagini, coordinate dalla procura di Trani, hanno accertato che per la realizzazione della diga foranea e del nuovo porto commerciale di Molfetta è stato veicolato in favore del Comune, all'epoca dei fatti guidato da Antonio Azzollini, un ingente 'fiume' di danaro pubblico: oltre 147 milioni di euro, 82 milioni dei quali sino ad ora ottenuti dall' ente comunale, a fronte di un'opera il cui costo iniziale era previsto in 72 milioni di euro. L'opera (appaltata nell'aprile del 2007 con consegna lavori nel marzo 2008) non solo non è stata finora realizzata a causa della presenza sul fondale antistante il porto di migliaia di ordigni bellici, ma non vi è neppure la possibilità che i lavori possano concludersi nei termini previsti dal contratto di appalto assegnato ad un'Ati composta da tre grandi aziende italiane: Cmc (capofila), Sidra e Impresa Cidonio. Secondo l'accusa, dal Comune di Molfetta, pur sapendo dal 2005 (circa due anni prima dell'affidamento dell'appalto) che i fondali interessati dai lavori erano impraticabili per la presenza degli ordigni, hanno attestato falsamente che l'area sottomarina erano accessibile. In questo modo si è consentita illegittimamente la sopravvivenza dell'appalto e l'arrivo di nuovi fondi pubblici, sono state fatte perizie di variante ed è stata stipulata nel febbraio 2010 una transazione da 7,8 milioni di euro con l'Ati appaltatrice.
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Tangenti in Piemonte, 5 arresti

(ANSA) - TORINO, 7 OTT - Blitz dei carabinieri per tangenti sul restauro di dimore storiche in Piemonte. Cinque persone sono state arrestate, tra cui l'ex soprintendente Francesco Pernice e Ezio Enrietti, all'inizio degli anni' 80 presidente della giunta regionale del Piemonte. Sono accusati di turbativa di gare d'appalto insieme a un funzionario della Regione e a due imprenditori. Due i filoni dell'inchiesta: uno su alcuni lavori nella Reggia di Venaria, l'altro i Giardini reali di Torino e la Certosa di Valcasotto.

Dal 2014 più soldi in busta paga

"Nel 2014 i lavoratori italiani avranno un beneficio in busta paga. Ne discuteremo con le parti sociali e ci saranno vantaggi anche per le imprese". Lo annuncia il premier Enrico Letta a "l'Intervista" su Sky Tg24 assumendo un impegno: "La legge di stabilità avrà come cuore la riduzione del cuneo fiscale".
Letta ha definito la disoccupazione giovanile come "il dramma principale dell'Italia". E ricordando le iniziative attuate dal suo governo in materia, allarga lo spettro del discorso: "Bisogna che in Italia il costo del lavoro scenda. E' insopportabile il costo attuale del lavoro. La legge di stabilità avrà come cuore la riduzione del cuneo fiscale. Dobbiamo dare soldi in busta paga ai lavoratori e non solo alle imprese. Ne discuteremo. Nel 2014 i lavoratori italiani avranno un beneficio in busta paga. Ne discuteremo con le parti sociali, e ci saranno vantaggi anche per le imprese".

"Nelle prossime settimane, nei prossimi mesi presenteremo una legge di stabilità e lavoreremo a mettere ordine nelle aliquote dell'Iva. Lo faremo tenendo conto dei problemi della finanza pubblica", sottolinea Letta.

Con 2,5 mld da cuneo in busta paga 250-300 euro - Potrebbe valere tra i 250 e i 300 euro sulla busta paga un ipotetico intervento sul cuneo fiscale di 2,5 miliardi di euro destinato ai lavoratori. E' quanto possibile calcolare considerando l'intervento sulle detrazioni Irpef per il lavoro dipendente e presumendo che del possibile intervento di 4-5 miliardi nella legge di stabilità, metà sia destinato ai lavoratori e metà alle imprese. Il calcolo è solo indicativo perché le variabili sono molte. In questo caso il bonus potrebbe essere erogato in un'unica tranche.
Il calcolo tuttavia è solo indicativo in quanto dipenderà dalle scelte sul cuneo che verranno fatte nei prossimi giorni, dalle risorse che verranno effettivamente stanziate agli strumenti che verranno scelti. Se per le imprese si profila un incentivo per quelle che intendono assumere o investire, per i lavoratori, stando alle risorse possibili, l'unica via sembra quella di un bonus sullo stipendio, come potrebbe essere una tredicesima (2014) più pesante. Secondo fonti sindacali, si può calcolare più o meno per ogni 100 euro di aumento medio di stipendio, attraverso l'aumento delle detrazioni Irpef sul lavoro dipendente, circa 1 miliardo di spesa. Ma tra le ipotesi potrebbero esserci anche quelle di mettere un tetto al reddito, per usufruire delle detrazioni. Come anche c'è il capitolo pensionati. I sindacati nell'incontro di domani a Palazzo Chigi potrebbero chiedere che il sostegno riguardi anche i loro assegni, specialmente per le pensioni più basse. Stando invece ai calcoli che si possono fare sulla base delle cifre sull'erosione fiscale fornite dal ministero dell'Economia nel 2011, le detrazioni per i redditi da lavoro dipendente e da pensione costano 37,726 miliardi. Gli interessati, tra lavoratori e pensionati sono 36,281 milioni per un beneficio pro capite di circa 1.040 euro. Aumentando di 2-3 miliardi di euro la dotazione di queste detrazioni si avrebbe un beneficio secco medio per ciascuno (tra lavoratori e pensionati) di 70-80 euro l'anno. Solo mettendo paletti sulla platea dei beneficiari si potrebbe dunque arrivare a bonus superiori a queste cifre.

 
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