lunedì 28 ottobre 2013

Miss Italia: vince la 19enne siciliana Giulia Arena

(dell'inviata Giorgiana Cristalli)

JESOLO (VENEZIA) - Anche il prossimo anno, e con ogni probabilità anche nel 2015 e 2016, la casa televisiva di Miss Italia sarà La7. Ad annunciarlo, in una affollata conferenza stampa a Jesolo, è stato l'amministratore delegato dell'emittente, Marco Ghigliani, all'indomani della finale della 74/esima edizione del concorso, trasmessa ieri sera. Anticipando la decisione in merito all'opzione prevista dal contratto (da esercitare entro due settimane), La7 ha comunicato subito l'intenzione di continuare la partnership con l'organizzazione Miren di Patrizia Mirigliani. Commentando gli ascolti della serata, una lunga maratona tv, durata dalle 20:30 all'1:15 circa, il direttore di rete Paolo Ruffini ha detto: ''Siamo pienamente soddisfatti perché i dati (media di 937 mila spettatori e 5,5% di share) sono superiori a quello che La7 fa normalmente in questa collocazione''.
Patrizia Mirigliani è sollevata: "Questo annuncio mi fa molto piacere. Grazie a La7 - ha detto - abbiamo salvato la possibilità di mandare in onda il concorso. Questa è la Miss Italia che mi sono guadagnata, superando molte difficoltà. Sono orgogliosa di essere stata per la prima volta anche produttrice del programma. Ho dimostrato che i costi di produzione si possono abbattere, risparmiando rispetto alle precedenti edizioni", prodotte da Rai1, rete di Miss Italia per 25 anni. "Portare a casa la finale 2013 è stato quasi un miracolo: i tempi di realizzazione del programma sono stati davvero esigui, un mese", ha aggiunto Ruffini, sottolineando il profilo 'giovane e istruito' del pubblico che ieri ha seguito la finale. "Ottimo - ha detto il direttore - anche il riscontro sulle donne di età compresa tra i 15 ai 64 anni, in particolar modo fino ai 24 anni".
Cresce il pubblico laureato (share 7,2%) e diplomato (share 6,4%). La serata ha toccato picchi di 1,5 milioni di telespettatori nel singolo minuto (in particolare quando Massimo Lopez ha imitato Papa Francesco). Nel momento dell'incoronazione picco di share al 16,09%. Il 5,5% di share, spiega una nota de La7, è un dato superiore del 35% rispetto alla media di rete stagionale nella stessa fascia oraria; al contempo l'ascolto medio è cresciuto del 28%. La serata ha contattato, complessivamente, quasi 8,7 milioni di spettatori diversi tra loro, ''un dato di visibilità molto alto per la rete'', commenta l'ad Ghigliani. Grazie a questo evento, La7 è stata la rete più vista in assoluto per 24 minuti consecutivi (dalle 00:50 alle 01:13) con share del 13,95%; La7 è stata inoltre la seconda rete altri 38 minuti (in pratica dalle 00:15 in poi) e terza rete per 33 minuti (più o meno dalle 23:38 in poi). Valerio Zoggia, sindaco di Jesolo, gioca al rialzo: "Speravo - ha detto - che la città avesse più visibilità su La7", ma anche su questo fronte ci sarà tempo per riflettere perché già da domani - hanno detto all'unisono Patrizia Mirigliani e Paolo Ruffini - "si inizierà a lavorare all'edizione 2014".
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Il giorno delle energie rinnovabili «Ora basta finanziare chi inquina»

Una nuova energia dai fori imperiali di Roma. L'Italia delle rinnovabili, convocata da Legambiente, Greenpeace e Wwf, si è fatta vedere e ascoltare per tutta la giornata approfittando della strada chiusa al traffico dall'amministrazione Capitolina. Dietro lo slogan «Il futuro passa per un'energia pulita ed efficiente», migliaia di cittadini, associazioni, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni hanno pacificamente occupato l'antica via per dire sì a un rinnovamento concreto, che parta dall'ambiente.
Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, spiega: «Ogni tanto bisogna dare notizie positive, siamo arrivati al 35% della produzione di energia tramite rinnovabili, nel 2005 eravamo solo al 15%. Bisogna continuare così, ogni famiglia spende dai 2.500 ai 3.000 euro di bollette: i costi potrebbero essere dimezzati convertendoci al solare, alle biomasse, all'eolico». I promotori di «Mobilitiamoci per un'Italia rinnovabile» si pongono nel lungo termine quattro sfide che Legambiente considera ambiziose, ma da intraprendere. Primo l'autoproduzione dell'energia contro i divieti imposti dalla burocrazia e dalle leggi. Secondo la legalità, perché neanche l'energia green è più al sicuro dalle infiltrazioni mafiose. Terzo: stop al finanziamento delle energie fossili. Quarto: rilanciare il mercato dell'edilizia attraverso la riqualificazione energetica. Il rilancio del settore delle costruzioni all'insegna del rinnovabile è stato al centro del dibattito pomeridiano nello stand predisposto per le conferenze. Oltre ai rappresentanti delle associazioni, c'erano numerosi sindaci che parlavano della convenienza di politiche locali green dopo averle sperimentate. Per esempio il sindaco del piccolo centro toscano di Santaluce ha puntato sull'eolico col pieno consenso dei cittadini. «A volte - prosegue Zanchini - basta informare nella maniera corretta per evitare conflitti fra i gruppi di cittadini e le istituzioni».
Il Wwf, tra i promotori della manifestazione, con una divertente istallazione che riproduceva i panda in fuga dal carbone ha catturato l'attenzione di migliaia di passanti che si sono fatti fotografare dietro agli animali simbolo dell'associazione, aderendo in questo modo alla campagna «Riprendiamoci l'energia» che chiede lo stop a tutti i tipi di finanziamenti delle energie fossili. Anche i volontari di Greenpeace erano intenti a raccogliere le firme, questo mese con una ragione in più: tentare di liberare i 30 attivisti arrestati alla fine di settembre dalla polizia russa mentre protestavano contro le trivellazioni nell'Artico. Fra di loro il napoletano Cristian d'Alessandro e due giornalisti free lance. Dice Giorgia, volontaria del gruppo di Roma: «Oggi siamo in piazza con la campagna Save the artic e oltre a nuove politiche energetiche chiediamo al governo una maggiore attivazione per la liberazione dei nostri attivisti. La ministra Bonino si mostrata disponibile e la mamma di Alessandro ha scritto una lettera a Napolitano, ma interessi forti ci legano alla Russia quindi occorre agire con forza sul piano politico e diplomatico».
L'associazione Libera ha voluto sottolineare quanto è importante la lotta per l'ambiente per combattere la criminalità organizzata: «Quest'anno due grosse operazioni condotte dalle forze dell'ordine hanno dimostrato che anche il mercato delle energie è ormai contaminato dalle infiltrazioni mafiose. Dobbiamo impedire che questa espansione continui e chiediamo alle istituzioni italiane maggior impegno e collaborazione per combattere questi fenomeni». Consistente anche la presenza d'imprenditori e aziende «bio»: erano presenti Almaviva green e altri leader del settore, ma anche piccoli produttori di biomasse e pannelli solari che chiedono al governo capacità e volontà di programmazione. Spiega Maria Laura Cantarella Cattaneo, di Studio applicazione energia solare: «L'energia verde non è una cosa da ricchi, ma un percorso che tutti sappiamo di dover intraprendere. Il Governo dovrebbe facilitare la conversione alle rinnovabili togliendo incentivi ai combustibili fossili e programmando interventi e investimenti nel settore».
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