domenica 30 novembre 2014

Stabilità, la Camera vota la fiducia

La Camera ha votato la fiducia al governo sulla legge di stabilità. I deputati si sono trovati di fronte a tre votazioni distinte su altrettanti articoli in cui il provvedimento è stato spacchettato, assicurando in tutte e tre le richieste il pieno sostegno al governo.

Domenica mattina Montecitorio si troverà di nuovo riunito per dare il via libera al testo in sé, così come modificato dalla Commissione Bilancio. Il week end è dunque di pieno lavoro e rappresenta, secondo Matteo Renzi, "un bel messaggio" per tutto il Paese che lavora.

Dalla prossima settimana il testo approderà dunque al Senato dove sono ancora molti i nodi da sciogliere. Innanzitutto la partita fiscale, dagli aggiustamenti sull'Irap a quelli sui minimi e le partite Iva. Il governo dovrà inoltre prendere una decisione sulla tassazione dei rendimenti dei fondi pensione e della rivalutazione del Tfr. La questione, alquanto spinosa e tuttora irrisolta, è stata rimandata al Senato proprio per avere più tempo di analisi e di confronto tra chi all'interno dell'esecutivo (e soprattutto a Palazzo Chigi) vorrebbe mantenere l'aumento previsto dal ddl così com'é, cioè al 26%, e chi invece, considerando i fondi pensione non come una rendita
ma - appunto - come un trattamento previdenziale, punterebbe ad
attutire l'incremento. 

Sul tavolo c'è poi il nodo casa. Ncd continua a farne uno dei suoi cavalli di battaglia, chiedendo a gran voce, e in alcuni casi promettendo, una risistemazione dell'attuale sistema di tassazione. Il governo è fortemente intenzionato a raggiungere una semplificazione distinguendo nettamente, con la local tax, i due livelli di tassazione: comunale e centrale. L'accorpamento di Imu e Tasi porterebbe infatti con sé anche un trasferimento ai Comuni del gettito Imu sugli immobili di categoria D (i capannoni) e allo Stato dell'addizionale Irpef, che andrebbe così a "ricongiungersi" con l'imposta sul reddito. Un fattore questo tecnicamente complesso, considerando soprattutto il fatto che nelle intenzioni del governo la nuova tassa dovrà essere introdotta ad assoluta parità di gettito, non facendo quindi pagare agli italiani nemmeno un euro in più. Per le aliquote dovrebbe essere previsto un range compreso tra il 2,5 e il 5 per mille per la prima casa e tra l'8 e il 12 per mille sulla seconda. Per le detrazioni si partirebbe invece da 100 euro.  

Al Senato si dovrà inoltre affrontare anche la partita Regioni, cercando di alleggerire l'impatto della spending review da 4 miliardi imposta dal governo e dovrà essere trovata una soluzione per i dipendenti delle province. Possibile infine che, dopo il caso vaccini anti-influenzali, la legge di stabilità diventi anche il veicolo per ridurre i tempi e porre sanzioni stringenti sulla farmaco vigilanza.
avvenire.it

sabato 29 novembre 2014

Una famiglia su 4 senza tredicesima, allarme...

Aumentano le famiglie che non possono contare sulla tredicesima. Un italiano su quattro, secondo un sondaggio Confesercenti-Swg, dichiara infatti di non avere nel proprio nucleo familiare nessuno che benefici dello stipendio in più, contro il 22% dello scorso anno. In generale, comunque, grazie alla bassa inflazione e agli aumenti contrattuali le tredicesime quest'anno ammonteranno a 42,3 miliardi, in aumento dello 0,6%, pari a 8 euro in più per ogni lavoratore. 12,8 miliardi finiranno però in mutuo e conti in sospeso.

Il 2014 - per il sondaggio - è stato un anno difficile in cui la situazione dell'Italia è peggiorata, ma il Natale è sempre il Natale e le famiglie spenderanno per i regali 7 miliardi di euro, 270 milioni in più rispetto allo scorso anno, anche se preferiranno la convenienza alla qualità. Il 47% degli italiani si avvicinano alle festività con un atteggiamento "speranzoso". A dare una mano saranno le tredicesime, pari a 42 miliardi (in media +8 euro a lavoratore)
Malgrado l'aumento della spesa, solo il 14% degli intervistati del sondaggio afferma di voler spendere di più per i regali rispetto alle festività dello scorso anno, mentre il 31% opta per una spesa in linea con il 2013 ed il 55% sceglie invece, per quest'anno, di spendere meno. Tra gli italiani permane, quindi, un atteggiamento di grande prudenza e quest'anno la convenienza sarà la parola d'ordine per destreggiarsi tra le vie dello shopping natalizio: il 71% del campione risponde, infatti, che si potrà permettere regali convenienti per festeggiare, mentre solo il 16% preferirà regali di qualità per i propri cari ed, infine, un 13% ammette che non potrà permettersi nessun regalo.
Per i più piccoli si tenderà, però, ad orientare la scelta verso regali utili, come evidenzia la scelta del 43% del campione, ma un 31% non rinuncia alla tradizione dei giochi di una volta ed, infine, un 12% che opterà per sorprese tecnologiche. Il 60% degli italiani, comunque, ridurrà le spese natalizie. Il piccolo aumento delle tredicesime, dovuto alla bassa inflazione e agli aumenti contrattuali, sarà un sollievo, ma solo per alcuni: ben un italiano su quattro, infatti, dichiara di non avere nel proprio nucleo familiare una persona che beneficia dello stipendio in più. Inoltre ben 12,8 miliardi serviranno a pagare mutui e conti in sospeso. Ma i regali che gli italiani vorrebbero trovare sotto l'albero non si comprano con le tredicesime: il 35% vota per la riduzione della disoccupazione, il 30% per un calo delle tasse, il 24% per un contenimento di privilegi e abusi.
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Scie chimiche, ebola e vaccini. Quando la politica strizza l’occhio ai creduloni Il web è il medium perfetto per il complottismo

di
Fabio Tognetti - greereport
complotto cospirazione
Non abbiamo più scampo, è la fine. Centinaia di aerei cisterna solcano quotidianamente i nostri cieli rilasciando nell’aria un reticolo sterminato di scie bianche. Pensate che siano semplici scie di condensa? Macché, il vapore acqueo non c’entra niente! Quelle scie sono composte da tonnellate di metalli pesanti, virus letali, batteri contaminanti e altre orribili schifezze. Sono le scie chimiche, il più terribile complotto che la storia umana ricordi, frutto di un piano segretissimo portato avanti da un Governo ombra, che spietatamente persegue il suo obiettivo: instaurare un nuovo ordine mondiale, rappresentato dall’acronimo NWO (New World Order). Per fare questo, occorre, nell’ordine: sterminare gran parte della popolazione umana, perché siamo ormai troppi sulla faccia della terra. Controllare le menti, per indurre tutti alla cieca obbedienza ogni umano. Manipolare a proprio piacimento il clima, scatenando uragani o siccità a seconda dell’occasione, per colpire nazioni e città nemiche.
E le scie chimiche sono lo strumento per compiere tutto questo. I cambiamenti climatici, mi spiace dirlo, non sono certo dovuti alle emissioni in atmosfera di CO2 e di altri gas serra, come credono gli sciocchi. Tutt’altro. I cambiamenti climatici proprio non esistono, sono solo una bugia, diffusa ad arte dai disinformatori prezzolati, dagli ambientalisti corrotti, dagli scienziati indottrinati per mascherare e nascondere la terribile verità delle scie chimiche.
Questa è, più o meno, la teoria delle scie chimiche (in inglese chemtrails): una delle tante bufale – una volta si diceva leggende metropolitane – che circolano sul web, insieme ad altre amenità sull’11 settembre, HAARP, i Rettiliani, i vaccini, ebola, ecc. 
E’ una teoria priva di fondamento scientifico, ma per sbugiardarla non serve essere scienziati, basterebbe un po’ di buonsenso. Infatti, un complotto globale di così larga scala, implicherebbe il coinvolgimento di milioni di persone: le compagnie aeree, i piloti, gli aiuto piloti e gli assistenti di volo, i controllori, gli addetti ai trasporti, gli addetti alla manutenzione degli aerei, i tecnici, i progettisti. E poi le industrie chimiche e quelle farmaceutiche produttrici dei veleni irrorati nei cieli, e quindi la dirigenza delle aziende, gli operai, i ricercatori, gli addetti al trasporto dei materiali e al carico sugli aerei. Ma anche i governi, nazionali e locali, le forze dell’ordine, gli eserciti, l’aviazione, gli addetti delle dogane, i magistrati. Senza contare tutti i tecnici delle ASL, delle Arpa, delle Università, delle stazioni meteorologiche, pagati per tacere sulla terribile verità. E poi i giornalisti, i divulgatori scientifici, i conduttori TV, gli ambientalisti pagati per raccontare frottole. Infine, ovviamente, i familiari di tutte queste persone. Tiriamo le somme: come minimo siamo, appunto, a qualche milione di persone.  Possibile che un complotto così immenso, macchinoso, spietato, costosissimo e anti-economico, possa realmente funzionare? Ma per piacere.
Come per tutte le altre teorie del complotto, quella delle scie chimiche può essere presa per boutade sulla quale farsi qualche sana risata, come fa l’esilarante pagina Facebook Protesi di Complotto. Però, ci sono aspetti non secondari sui quali soffermarsi.
Il primo è lo stretto legame tra il complottismo e i social media. Digitate le parole scie chimiche su Google: avrete 575.000 risultati. Prima dell’avvento di Facebook, Youtube, ecc., le teorie del complotto, che, si badi bene, sono sempre esistite, erano limitate a una nicchia abbastanza ristretta di popolazione, potendosi “trasmettere” per lo più oralmente. Oggi invece si assiste a un’incredibile diffusione di queste teorie che sfruttano perfettamente il connubio di possibilità offerte dalla rete: le teorie trovano spazio su siti e blog, vengono approfondite su Youtube e trovano la cassa di risonanza ideale in Facebook, diffondendosi in modo virale. Ma ancora non basta a spiegare il successo dei complottisti. Infatti, se la rete è il medium perfetto, va detto che molte persone sono ben predisposte ad accogliere queste teorie. La diffidenza (e in molti casi l’aperta ostilità) nei confronti di ogni forma di mediazione culturale o scientifica (insegnanti, medici, scienziati, giornalisti, politici), il senso di angoscia e di paura delle persone – legato anche alla crisi economica in corso – spalancano le porte alle teorie del complotto. Esse forniscono una chiave di lettura facile per spiegare praticamente ogni cosa: dal mal di pancia alla guerra in Iraq.
Risultato: le teorie complottistiche hanno raggiunto una popolarità molto elevata (si veda questo recente studio sulla diffusione delle teorie del complotto negli USA), tale da modificare significativamente i comportamenti della popolazione. Si veda, per esempio, il crollo delle vaccinazioni in Italia a causa della disinformazione, oppure si pensi a come lo sciachimismo implichi il negazionismo dei cambiamenti climatici antropogenici.
Il secondo è che non è raro che il complottismo trovi una sponda, più o meno consapevole, più o meno interessata, nella politica. Wikipedia elenca ben 14 interrogazioni parlamentari sul tema in Italia, quasi tutte del Pd, l’ultima dell’onorevole Scilipoti. Lo scettro del partito maggiormente complottista è però attualmente detenuto dal Movimento 5 Stelle, che ospita campioni del calibro di Paolo Bernini, Carlo Sibilia, Monia Benini.
Ma l’ultimissima chicca è quella del consigliere della Regione Toscana, Gabriele Chiurli (già in forza alla Lega Nord, ora gruppo misto, ecco qui il suo significativo curriculum vitae), che il prossimo 19 dicembre organizzerà un convegno sul tema, presso nientepopodimeno che la Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio, a Firenze.
Del resto cosa non si farebbe, pur di raccattare qualche voto? E il voto di un complottista vale quanto quello di una persona di buonsenso.

giovedì 27 novembre 2014

Regin, il virus spia creato dagli 007 occidentali

Un virus informatico capace di spiare i pc dei "nemici", creato da un gruppo di 007 né russi o cinesi (normalmente incolpati di simili nefandezze) ma da una task force di un Paese occidentale. Qualcuno ipotizza addirittura da un'alleanza tra Usa e Inghilterra.
Lo ha scoperto nei mesi scorsi la società specializzata in sicurezza Symantec e lo ha battezzato Regin. Da sei anni ruba informazioni dai computer di tutto il mondo, indisturbato, prendendole ai governi, ai gestori telefonici e ai suoi utenti, alle imprese grandi e piccole e ai privati cittadini. Da dove venga e chi lo ha programmato resta un mistero. «Ha una struttura che mostra una competenza tecnica molto avanzata e questo fa pensare che venga utilizzato come strumento di spionaggio e sorveglianza dalle agenzie di intelligence, su commissione di uno o forse più governi».
Regin è pericoloso anche perché è "introvabile". Cioè sfugge ai normali programmi antivirus.

Secondo un primo report diffuso da Symantec, l'obiettivo
preferito da Regin sono stati i provider di servizi internet (48%),
seguiti dalle dorsali di telecomunicazioni, dove transitano le
informazioni mentre si naviga (28%).  Ad essere più colpita dal virus, tra i Paesi del mondo, è la Russia con il 28%. Poi l'Arabia Saudita col 24%. 

Le possibilità di questo malware pare siano incredibili: può
prendere informazioni da un computer, come i dati della carta dicredito salvati dopo una transazione o le credenziali di accesso di un account Facebook. Può scattare un'istantanea di quello che l'utente sta visualizzando sullo schermo. Può carpire una telefonata, un messaggio ricevuto o spedito, oppure entrare in una rete aziendale da remoto e prendere informazioni sensibili. Il tutto con un sistema efficientissimo che ha permesso al virus di rimanere nascosto dal 2008.
«Quello che sta succedendo - ha spiegato l'esperto Forzieri all'AdnKronos- è quello che spesso si pensa possa accadere solamente nei film. Invece è pura realtà».
avvenire.it

Italia-Londra solo andata. Famiglie in fuga per la crisi


Non solo studenti in cerca di fortuna o giovani manager disposti a tutto per scalare i piani alti dei grattacieli della City. A Londra, ultima spiaggia della crisi italiana, son sbarcati anche Salvatore, Flavia, Giuseppe. Figli e disperazione a carico. Salvatore, oltre che coi piccoli di 8 e 10 anni, è partito da Siracusa addirittura con la madre ultrasettantenne e il fratello «ma non c’era scelta, ci siamo mossi per questione di sopravvivenza». Nel senso che, rimasto a casa in mobilità lui, di soldi per vivere non ce n’erano più abbastanza. Giuseppe di ragazzi ne ha tre: «Hanno 25, 23 e 22 anni, sono tutti disoccupati e non conoscono l’inglese. Qui forse avranno una possibilità...». Addio Italia: se è vero (e le stime sono quelle dell’ambasciata) che ogni due giorni a Londra atterra un aereo carico di connazionali per sommarsi agli oltre 500mila presenti in città – una città come Genova trasferita d’un colpo all’estero –, tra questi sempre più spesso ci sono famiglie. Segnate dalla disoccupazione o dal divorzio, stremate dalla povertà. Più spesso, semplicemente, prive di altre vie d’uscita. 

«Ho 46 anni, sono rimasta sola con un ragazzino di 13 anni. Col mio stipendio non arrivo nemmeno a metà mese, non ho nessuno. E mio figlio io voglio mantenerlo». La lettera finisce nel mazzo, sul tavolo della St Peter’s church. Cosa c’entra, una parrocchia, con il boom di emigrazione italiana a Londra bisogna chiederlo a Francesco Di Rosario. Che di mestiere fa l’ingegnere civile, ma nel tempo libero ha deciso di aiutare quelli che – come lui 7 anni fa – arrivano in città e non sanno da che parte girarsi. «Londra come Lampedusa», esagera lui. «Di naufragi qui non ce ne sono, è ovvio, ma l’umanità che incontriamo è ugualmente interrotta, azzerata». La verità è che un paio d’anni fa, nella chiesa italiana più antica della città, si affacciava una decina di italiani al mese. Ora dieci, a volte quindici sono le richieste di aiuto a settimana. Secondo gli ultimi dati elaborati da Migrantes e incrociati con quelli dell’Aire (l’Anagrafe della popolazione italiana residente all’estero) soltanto nel 2013 gli italiani partiti alla volta del Tamigi sono stati quasi 13mila. Nel 2012 la conta si era fermata a 7.500. Un’impennata silenziosa del 71% in un anno.

Il problema? A Londra – magnificata dai media nostrani, tutta finanza e famiglia reale – nell’80% dei casi si arriva senza sapere dove e come vivere il giorno dopo. «E magari pensando che l’inglese imparato alle superiori basti per arrangiarsi». Quando poi ci sono dei bambini di mezzo, l’avventura diventa emergenza. «Col nostro progetto stiamo cercando di intercettare proprio questo flusso di “disperati” – spiega Francesco –. Mi riferisco a quelli che partono all’improvviso, spesso senza avere nemmeno i soldi per tornare se qualcosa dovesse andare storto. A loro, cui chiediamo di contattarci per mail e raccontarci la loro storia, diciamo prima di tutto di aspettare, di non partire». Troppo tardi, per molti. E "Benvenuto a bordo", il progetto della St Peter’s church, assomiglia più a un’àncora di salvezza che a un biglietto di ingresso. Lo sportello, che ha aperto otto mesi fa, svolge la sua funzione soprattutto online: opuscoli e miniere di dati orientano gli italiani desiderosi di trasferirsi a Londra. Cattolici e non, s’intende: il servizio è aperto a tutti. Ci sono istruzioni per l’uso di ogni genere: per imparare la lingua, cercare una casa, sostenere un colloquio di lavoro, telefonare e muoversi coi mezzi pubblici. «E poi ci sono le informazioni specifiche per le famiglie – spiega Francesco –. Molti quando arrivano a Londra pensano che iscrivere i figli a scuola o portarli dal pediatra sia immediato, come avviene in Italia. Non è così e il rischio è quello che i piccoli restino tagliati fuori, per esempio dal sistema educativo, che in Inghilterra ha costi elevati».

Il sito filtra le richieste, ma non basta. In assenza d’altri punti di appoggio (solo il consolato ha avviato un suo progetto in collaborazione con quello della chiesa, che si chiama "Primo approdo"), gli italiani finiscono per sbarcare alla St Peter’s anche fisicamente: «Organizziamo un incontro ogni martedì. Noi siamo un gruppo di volontari, ci alterniamo nella gestione del sito e nell’accoglienza dei connazionali, facciamo quello che possiamo», spiega Francesco. Vaglielo a spiegare, a quelli che arrivano con la valigia, che alla St Peter’s non si può dormire e che il parroco – padre Andrea Fulco ha sostituito da poco il vulcanico padre Carmelo di Giovanni, rientrato a Roma per raggiunti limiti di età – non trova lavoro. «C’è gente che arriva qui direttamente dall’aeroporto, senza aver pensato a una sistemazione per la notte per sé e per i figli. Ora, visto la mole impressionante di richieste, abbiamo messo a punto un volantino salvavita che si può scaricare sempre dal sito o ritirare in parrocchia: ci abbiamo condensato tutte le dritte e i consigli per chi arriva a Londra». 

E poi ci sono quelli che, prima che in chiesa, sono finiti nella ragnatela delle truffe e dei raggiri: sul web fioccano siti di agenzie che propongono invitanti pacchetti “tutto compreso” (viaggio, sistemazione e perfino lavoro). «Abbiamo trovato annunci che, in cambio di 400 sterline, offrono agli italiani un posto letto e un contratto. Ovviamente, una volta dato quell’anticipo, l’agente sparisce coi soldi e il link si dissolve», spiegano i ragazzi della St Peter’s. Il fenomeno delle truffe cresce con l’emigrazione italiana «e ciò che è più triste – racconta ancora Francesco – è che la maggior parte di queste agenzie sono gestite proprio da italiani. Il nostro vademecum vuole aiutare chi arriva anche a non cadere in certe trappole: per esempio aprire un conto corrente in Inghilterra è un’operazione che si può fare da soli, in pochi minuti». Le agenzie, invece, vendono anche quel servizio: 30 o 40 sterline. Una ragazza vaga nell’atrio col foglio in mano: «Tutto utilissimo, ma ora non so dove andare...». Si chiama Linda, ha 20 anni. Francesco le chiede come pensava di fare, per la notte. Lei abbassa la testa e resta in silenzio. «Questa è la parte più difficile. Potete scriverlo per favore, sul giornale, che Londra non è l’Eldorado e che prima di partire bisogna almeno pensare?»
avvenire.it

Precari nella scuola, la Ue: vanno assunti

La Corte di giustizia europea ha bocciato oggi il sistema delle supplenze utilizzato nella scuola statale italiana. "La normativa italiana sui contratti di lavoro a tempo determinato nel settore della scuola è contraria al diritto dell Unione" si legge in una nota della Corte di giustizia Ue di Lussemburgo pubblicata oggi. "Il rinnovo illimitato di tali contratti per soddisfare esigenze permanenti e durevoli delle scuole statali non è giustificato," si legge nella nota. "La normativa italiana non prevede alcuna misura che limiti la durata massima totale dei contratti o il numero dei loro rinnovi," spiega la nota, aggiungendo inoltre che "la normativa italiana non prevede alcuna misura diretta a prevenire il ricorso abusivo a una successione di contratti di lavoro a tempo determinato". 

La sentenza odierna della Corte segue un ricorso presentato da Raffaella Mascolo e Carla Napolitano e altri colleghi assunti in istituti pubblici come docenti e collaboratori amministrativi in base a contratti di lavoro a tempo determinato stipulati in successione. Si tratta di casi di supplenti che hanno lavorato per almeno 45 mesi, seppure non necessariamente in modo continuato, per un periodo di 5 anni. I supplenti hanno contestato nelle corti italiane la legalità di tali contratti, chiedendo "la riqualificazione dei loro contratti in rapporto di lavoro a tempo indeterminato, la loro immissione in ruolo, il pagamento degli stipendi corrispondenti ai periodi di interruzione tra i contratti nonché il risarcimento del danno subito". 

Secondo le stime riportate dalla Corte in una nota stampa, il personale della scuola pubblica assunto con contratti di supplenza sarebbe tra un terzo e due terzi del totale per quanto riguarda le posizioni amministrative, tecniche e ausiliarie, e sarebbe tra il 13% e il 18% della forza lavoro per quanto riguarda i docenti per il periodo tra il 2006 e il 2011. Nella sentenza odierna la Corte sottolinea che la normativa europea prevede che ci siano sanzioni per prevenire e punire abusi nei contratti di lavoro e sottolinea che non è possibile escludere il risarcimento per le vittime di tali abusi, come invece di fatto prevede la normativa italiana. La Corte chiede quindi che l'Italia introduca un tale sistema, ma in nessuna parte della sentenza, tuttavia, si dice che l'applicazione di tale sistema di risarcimenti debba essere applicato in modo retroattivo. 

La sentenza fa esultare i sindacati. "Ora 250mila precari della scuola "possono chiedere la stabilizzazione e risarcimenti per due miliardi di euro, oltre agli scatti di anzianità maturati" scrive l'Anief, l'Associazione professionale sindacale commentando la decisione della Corte di giustizia europea. Il sindacato annuncia ricorsi per l'applicazione del principio della parità di trattamento impugnando i decreti di ricostruzione di carriera che riconoscono solo parzialmente il servizio pre-ruolo. "Adesso sfidiamo il Governo a dare immediata attuazione alla sentenza stabilizzando tutti i precari e non solo quelli iscritti nelle graduatorie a esaurimento. Ma non ci fermiamo qui" ha detto il segretario generale della Flc-Cgil Mimmo Pantaleo. "La Corte Giustizia Europea - ha sottolineato - ha deciso che i precari della scuola con più di 36 mesi di servizio hanno diritto all'assunzione a tempo indeterminato. La sentenza è destinata a fare da apripista e dare una speranza alle centinaia di migliaia di precari di tutte le pubbliche amministrazioni.
avvenire.it

mercoledì 12 novembre 2014

E il parroco disse ai fedeli: "Mi sposo"


L'annuncio di don Mario Marchinu, 56 anni, parroco della chiesa di Santa Maria delle Grazie ad Arezzo. Lascia il sacerdozio dopo 27 anni
AREZZO — Ha convocato i suoi parrocchiani in chiesa via e-mail per una non meglio specificata assemblea. E una volta davanti a loro, ha confessato di essersi innamorato e di aver deciso di cambiare vita e di sposarsi.
Protagonista della vicenda riportata dalla cronaca locale de La Nazione è don Mario Marchinu, 56 anni, appartenente all'ordine dei carmelitani e parroco di Santa Maria delle Grazie, una delle chiese più importanti di Arezzo
Sardo di origine ma ormai trapiantato nella cittadina toscana in tutto il suo cammino clericale, don Mario ha spiegato che il legame affettivo con la donna, iniziato ormai da qualche tempo, è cresciuto al punto da convincerlo a dire stop, dopo 27 anni, al sacerdozio. Secondo quanto riportato da La Nazione i fedeli avrebbero accolto la notizia tra sgomento e incredulità e avrebbero affermato di non aver mai sospettato niente.
Poche ore prima la stesas notizia era invece stata data direttamente all'arcivescovo Riccardo Fontana. "Certo - sono le parole che ha affidato al quotidiano - è un grande dolore prima di tutto per aver perso sul piano pastorale un fratello con il quale avevamo condiviso tante iniziative.  E al tempo stesso il dolore per non averlo saputo prima, negli anni o mesi nei quali la novità si era affacciata".
toscanamedianews

Un anno e 4 mesi di reclusione a don Antonino Cappellari

RAGOGNA. Un anno e 4 mesi di reclusione a don Antonino Cappellari, 74 anni, e 2 anni di reclusione e 2 mila euro di multa a Gilberto Bortoluzzi, 43. Con concessione, per entrambi, del beneficio della sospensione condizionale della pena.
È la sentenza con la quale il gup del tribunale di Udine, Roberto Venditti, ha chiuso il processo sulla clamorosa sparizione di non meno di 870 mila euro: soldi che pre Tonin aveva in parte sottratto ai conti delle parrocchie di Muris e Ragogna e in parte attinto dai suoi stessi risparmi e che aveva interamente consegnato a Bortoluzzi.
Cappellari era accusato di appropriazione indebita e malversazione ai danni dello Stato, mentre Bortoluzzi rispondeva di ricettazione (per avere ricevuto somme di illecita provenienza) e simulazione di reato (per avere falsamente dichiarato in sede d’interrogatorio di averne avuto bisogno, perchè vittima della truffa di un intermediario finanziario).
Nel concludere la discussione, il pm Raffaele Tito aveva chiesto 2 anni e mezzo per il primo e 3 anni e 4 mesi per il secondo. Non prevedendo, quindi, alcuna sospensione condizionale. Il processo è stato celebrato con rito abbreviato e ha quindi garantito a entrambi gli imputati lo sconto di un terzo della pena.
I difensori, avvocati Massimo Cescutti (per il parroco) e Luca Francescon (per il parrocchiano) attenderanno di leggere le motivazioni della sentenza (il deposito è stato fissato entro 60 giorni), prima di decidere se impugnarla o meno davanti alla Corte d’appello.

Pre Tonin, nel frattempo, ha già provveduto a definire le proprie pendenze con la Regione e con la Curia. Per la parte di denaro sottratto alle casse delle parrocchie, infatti, si trattava di contributi che l’amministrazione regionale aveva concesso all’Arcidiocesi per la ristrutturazione della casa canonica.
fonte: messaggeroveneto

La sonda di Rosetta atterrata sulla cometa

È arrivata sulla sua cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko il lander Philae della sonda europea Rosetta. La missione al momento rappresenta un grande successo perché, per la prima volta in assoluto nella storia, uno strumento costruito dall'uomo ha toccato la superficie di una cometa. La sonda Rosetta ha viaggiato per oltre 6 miliardi di chilometri nello spazio per raggiungere la sua cometa bersaglio. La conferma dell'arrivo del lander sulla cometa è arrivata dal Centro dell'Agenzia spaziale europea Esoc, di Darmstadt, in Germania dove c'è la sala di controllo che sta monitorando questa grande sfida europea tecnico-scientifica nella quale l'Italia, attraverso l'Agenzia spaziale italiana ha fornito un sostanziale contributo scientifico, tecnologico e industriale. L'arrivo del lander Philae sulla cometa è stato trasmesso in un collegamento in diretta con Darmstadt nella sede dell'Agenzia spaziale italiana a Tor Vergata, alle porte di Roma.

Una vera e propria esplosione di gioia, un applauso liberatorio, una standing ovation per una delle missioni spaziali più ardite mai realizzate fino ad oggi. Così hanno reagito le decine e decine di scienziati e tecnologi della missione Rosetta quando gli strumenti al Centro Esoc (European Space Operation Center) dell'Agenzia spaziale europea a Darmstadt, in Germania, hanno confermato l'aggancio del lander Philae della sonda Rosetta sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Tutto lo stato maggiore dell'Esa, a cominciare dal direttore generale Jean Jaques Dordain, al presidente dell'Agenzia spaziale italiana Roberto Battiston, nella sede dell'Esoc si sono alzati in piedi per applaudire il successo di oggi. Rosetta ha compiuto un viaggio lungo dieci anni e ha coperto un percorso di oltre 6 miliardi di chilometri nello spazio per arrivare alla sua tappa finale. Un viaggio epico, come lo ha definito Dordain commentando a caldo l'arrivo del lander Philae sulla cometa.

Rosetta ci insegna che bisogna sognare e rappresenta un passo fondamentale per le conoscenze dell'uomo paragonabile allo sbarco sulla Luna: ne è convinto Raffaele Mugnuolo, rasponsabile dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) per la missione Rosetta a margine dell'evento organizzato a Roma da Asi per seguire la discesa sulla cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko. "Rosetta è un passo fondamentale per la scienza e la tecnologia paragonabile a quello fatto con lo sbarco sulla Luna", ha spiegato Mugnuolo. "Ci ha insegnato inoltre che bisogna avere coraggio di pensare cose visionarie - ha proseguito - sognare e immaginare nuove sfide ed è incredibile pensare che il tutto sia stato fatto con tecnologie degli anni '90, oggi considerate vecchie. Nel vedere il successo di Rosetta quindi non possiamo non ringraziare chi quasi 30 anni fa l'ha ideata e sviluppata, e tra questi in particolare ricordiamo Angioletta Coradini, scomparsa pochi anni fa". Scendendo su una cometa, ha spiegato Mugnuolo, sarà possibile fare un passo fondamentale anche nella comprensione del Sistema Solare. "Le comete rappresentano infatti la 'memoria storicà, custodiscono i fotogrammi dei primi momenti di formazione dell'intero Sistema. Informazioni che sui pianeti si sono perse in quanto sono stati trasformati da eventi di vario tipo". Dopo Rosetta, il prossimo sogno, ha aggiunto Mugnuolo, sarà invece quello di riportare campioni di terreno da Marte, e poi un giorno mandarci l'uomo. 

L'attesa (aggiornato fino alle 17) 
La lunga giornata di Rosetta promette di essere ancora più emozionante del previsto: la storica manovra di discesa, la prima mai tentata sulla superficie di una cometa, potrebbe riservare sorprese a causa del problema tecnico al sistema di atterraggio del lander Philae, destinato a posarsi sulla superficie della cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko intorno alle 17,00 di oggi (ora italiana). Fiato sospeso, quindi, per la discesa del lander. Il problema tecnico era stato rilevato nella notte dai tecnici che stanno seguendo la missione dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) dal centro di controllo che si trova in Germania, a Darmstadt. Alle 8,30 del mattino si è deciso comunque di dare il via libera alla separazione di Philae dalla sonda Rosetta e la manovra è avvenuta, come previsto, alle 9,35 italiane. La conferma è arrivata alle 10,03, ossia 28 minuti più tardi: tanto è il tempo necessario perchè il segnale arrivi al Centro di controllo. Rosetta ha 'lanciatò il lander Philae nella traiettoria programmata dei tecnici per raggiungere il sito di atterraggio Agilkia. Quindi la sonda ha cominciato ad allontanarsi per seguire in sicurezza la discesa di Philae. Il primo 'bip', ossia il primo segnale inviato da Philae a Rosetta e da questa spedito a Terra, è stato registrato dopo circa due ore. Nel frattempo la lunga discesa prosegue l'arrivo sulla cometa e intorno alle 17.00 italiane si attende la conferma dell'atterraggio.

La speranza è che questo avvenga su un terreno non accidentato. Nella notte era stato infatti rilevato un problema nella possibilità di attivare il sistema di discesa che impedisce al lander di rimbalzare sul suolo della cometa al momento dell'atterraggio. In particolare sembra non funzionare il piccolo motore a razzo che si trova sul 'tettò del lander e che deve entrare in azione a circa 40 minuti prima che Philae si posi sulla cometa, per rendere la manovra più morbida. Nell'ultima fase della discesa il 'carrellò di Philae libera infatti degli arpioni collegati a cavi di 45 metri, mentre il piccolo motore contrasta la spinta portando il veicolo verso l'alto e mantenendo i cavi in tensione, mentre un altro dispositivo li riavvolge lentamente fino al momento in cui le zampe toccano il suolo. "Abbiamo bisogno di un pò di fortuna nel non atterrare su una roccia o su un pendio ripido", ha detto il responsabile delle operazioni di Philae, Stephan Ulamec.
avvenire.it

Parroco convoca i fedeli in chiesa: "Mi sposo"

La decisione di padre Mario Marchinu della chiesa di Santa Maria delle Grazie ad Arezzo, dopo 27 anni di sacerdozio
Dopo 27 anni di sacerdozio padre Mario Marchinu, 56 anni, dell'ordine dei carmelitani, sardo di origine ma aretino in tutto il suo cammino vocazionale, lascia l'abito talare e si sposa. Il parroco della chiesa di Santa Maria delle Grazie, una delle parrocchie più importanti di Arezzo, ha confessato direttamente ai suoi parrocchiani, convocati in chiesa via e-mail per un'assemblea, di essersi innamorato e di aver deciso di cambiare vita, di volersi sposare. Poche ore prima lo aveva detto all'arcivescovo Riccardo Fontana.
Secondo quanto riporta oggi la cronaca locale de La Nazione, il prete ha spiegato ai parrocchiani di avere un legame affettivo che è cresciuto nel tempo, probabilmente iniziato addirittura da qualche anno, e di fronte al quale ha deciso di dire stop. Niente ha detto della donna, secondo La Nazione non sarebbe unaparrocchiana. I fedeli presenti all'annuncio sono rimasti allibiti, qualcuno si sarebbe messo a piangere: nessuno aveva mai sospettato niente.

"Certo è un grande dolore", ha detto monsignor Fontana intervistato dal quotidiano, "prima di tutto per aver perso sul piano pastorale un fratello con il quale avevamo condiviso tante iniziative. E al tempo stesso il dolore per non averlo saputo prima, negli anni o mesi nei quali la novità si era affacciata".

Firenze.repubblica.it

Milano: Minacciano di pubblicare un video compromettente di un prete. Due arresti

Milano: Minacciano di pubblicare un video compromettente di un prete. Due arresti

Avrebbero estorto ad un prete 35mila euro per non diffondere un suo video compromettente. Per questo sono stati arrestati due cittadini romeni di 30 e 22 anni, a Milano.
Il 20 ottobre "con la minaccia di rendere pubblico un presunto video per lui compromettente" hanno preso il denaro del prete che non ha denunciato.
Ad informare i carabinieri del fatto sono stati i dipendenti della filiale di banca Intesa San Paolo. "A quel punto - si legge nell'ordinanza firmata dal gip di Milano Donatella Banci Buonamici - al fine di capire meglio cosa stava accadendo il parroco veniva invitato dai carabinieri a sporgere formale denuncia - querela (...)".
Il sacerdote ha raccontato di aver dato mille euro al 22enne perché gli aveva raccontato di averne necessità per sostenere le spese del funerale di sua figlia.


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Autogol della tv dei vescovi... Ritirato l'invito a Luxuria

L'intervista è stata fatta saltare per la coincidenza con l'assemblea della Cei. Il direttore: «Non era il caso»
«Separarsi per non sporcarsi con gli altri è la peggiore sporcizia» ha detto Papa Francesco. E a Tv2000, la tv dei vescovi italiani, lo citano adesso, in un momento di fango.
Con mossa a sorpresa hanno invitato per ieri sera Vladimir Luxuria, la transessuale più ubiqua d'Italia. Con mossa a sorpresa hanno poi ritirato l'invito: troppo scottante la coincidenza con l'assemblea della Cei riunita ad Assisi. Le nuove forme di famiglia «hanno l'unico scopo di confondere la gente ed essere una specie di cavallo di Troia» ha detto due giorni fa il presidente dei vescovi, Angelo Bagnasco. Un cortocircuito non solo mediatico.
Clima troppo caldo anche per l'intrepido direttore di Tv2000, Paolo Ruffini (ex Rai3, ex La7). Ieri mattina, racconta Luxuria, le ha telefonato e chiesto di rinviare a un altro momento «per evitare strumentalizzazioni». Luxuria si dice in attesa del prossimo invito: «Mi hanno chiamata per commentare i fatti del giorno, non per parlare di diritti Lgbt. Non mi aspetto certo che il cardinale Bagnasco dica di essere favorevole ai matrimoni gay. Spero in una Chiesa che, come dice papa Francesco, si apra ai figli di Dio e ci dia il conforto della fede. Nemmeno noi Lgbt chiediamo matrimoni religiosi, ma solo civili».
Civili o religiosi, nella Chiesa il tema dei matrimoni tra persone dello stesso sesso non è in discussione. E il discorso di Bagnasco conferma che nelle unioni civili di Renzi la Cei vede all'azione l'astuto Ulisse nascosto nel cavallo. «Temo i greci anche quando portano doni» disse Laocoonte ai troiani, per convincerli a non portarsi in casa i soldati che li avrebbero annientati. Il cavallo di Troia di cui parla Bagnasco.
Non è la prima volta che Luxuria arriva a un incontro caldo con il presidente Cei: ai funerali di don Gallo, il prete genovese di prostitute, tossici e trans, Luxuria aveva ricevuto la comunione dal cardinale Bagnasco. «Nei suoi occhi ho visto una persona non ostile» ricorda. Ieri moltissimi hanno inondato i social e la mail di Tv2000 per impedire l'irruzione di Luxuria nella prima serata dei cattolici italiani. Di loro si lamenta Vladimir: «Mi hanno chiamato cavallo di Troia, come se portassi distruzione».
Lucio Brunelli, direttore news di Tv2000, vero responsabile dell'invito, rimane convinto della bontà dell'iniziativa. La difende su Facebook : «Se un cristiano è tranquillo nella sua identità, può dialogare con tutti. Dialogare non significa concordare con le opinioni del proprio interlocutore, ma confrontarsi in modo rispettoso e fermo con chiunque». Poi azzarda: «Non mi ero reso conto che l'invito sarebbe caduto nella settimana in cui è riunita la Cei». I commenti in rete sono una valanga quasi unanime di critiche. Qualche esempio: «Ha portato il gender nelle scuole», «vi prestate al suo sporco gioco». Alla fine al posto di Luxuria è stato invitato il segretario della Cei, monsignor Nunzio Galantino.

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