venerdì 10 gennaio 2014

L'amore segreto di Hollande si chiama Julie (Gayet). Il presidente pensa alla querela

Sembrano lontani i tempi in cui Parigi faceva finta che il presidente Francois Mitterand fosse un quieto monogamo accanto alla moglie Danielle e i pochi giornalisti in tutta la Francia a conoscere la sua seconda famiglia tacevano della figlia segreta Mazarine nata dalla relazione con l'amante Anne Pingeot. Eppure oggi un altro presidente socialista, Francois Hollande, si scandalizza per l'«intrusione nella sua vita privata» dopo lo scoop della rivista Closer che racconta del suo nuovo amore con l'attrice 41enne Julie Gayet. Parlando a nome proprio, non come presidente della Repubblica, Hollande dice di «deplorare profondamente» il pregiudizio arrecato «al rispetto della vita privata» al quale ha diritto «come ogni altro cittadino» e annuncia che «esaminerà le conseguenze, anche legali, da trarre».
Non si sa che fine farà quest'azione legale, si sa invece sempre più della donna che potrebbe prendere il posto della tempestosa Valerie Trierweiler, compagna giornalista che a sua volta aveva preso il posto di Ségoléne Royal, anche lei esponente del partito socialista, ex candidata all'Eliseo contro Sarkozy, madre dei quattro figli dell'attuale presidente.

La graziosa Julie ha iniziato oltre venti anni fa la carriera di attrice: oltre 80 tra film, cortometraggi e serie tv. Prima della pubblicazione delle fotografie che il settimanale Closer definisce rivelatrici del presunto legame che la unisce all'inquilino dell'Eliseo, voci in proposito circolavano dal marzo scorso, tanto che la stessa Gayet aveva sporto denuncia contro ignoti il 18 marzo 2013 presso la procura di Parigi per il «pregiudizio arrecato all'intimità della vita privata» e per identificare gli autori della voce diffusa su Internet che la chiamava in causa.
Durante la campagna di Hollande per le presidenziali aveva girato una clip per il Ps a sostegno della sua candidatura in cui definiva Hollande un uomo formidabile. Gayet ha iniziato la sua carriera di attrice a 17 anni a Londra dove ha studiato con Jack Waltzer dell'Actor's Studio. Il debutto al cinema è avvenuto nel 1993 con una piccola parte nel Film Blu di Krzysztof Kieslowski. Attualmente è nelle sale con 'Ames de papier' di Vincent Lannoo.
Il settimanale aveva annunciato sul sito ieri sera intorno alle 23 un'edizione speciale in programma per oggi, "un servizio di sette pagine con le fotografie rivelatrici" della relazione. «Intorno al primo dell'anno il capo dello Stato, casco in testa, raggiunge in scooter l'attrice nel suo pied-à-terre dove il presidente ha preso l'abitudine di trascorrere la notte», scrive Closer. «Fotografie stupefacenti», prosegue il settimanale che solleva anche la questione della sicurezza del presidente. «Il capo dello Stato è accompagnato da una sola guardia del corpo che protegge il segreto di questi incontri con l'attrice e porta pure i croissant».
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Tar annulla le elezioni regionali 2010 in Piemonte

Il Tar del Piemonte ha accolto il ricorso dell'ex presidente della regione Piemonte Mercedes Bresso e ha dichiarato nullo il voto relativo alle elezioni amministrative del 2010 in cui è stato eletto, con 9mila voti di scarto, il governatore Roberto Cota. La decisione dei giudici del Tribunale amministrativo, dopo quasi 4 anni di querelle giudiziaria, apre alla possibilità di voto anticipato rispetto alla scadenza naturale.
Elemento chiave della diatriba, la lista "Pensionati per Cota", capitanata da Michele Giovine, accusato, prima, e poi condannato con sentenza definitiva – a due anni e otto mesi, con esclusione dall'Aula – per firme false. In ballo, dunque, ci sono 27mila preferenze, il triplo dello scarto di 9mila voti che quattro anni fa ha determinato la vittoria di Cota. In realta' l'accertamento penale ha riguardato soltanto i 15mila voti espressi nel collegio di Torino.

In parallelo si sta svolgendo il procedimento per falso, in sede civile, a carico di Giovine.
A complicare e non poco la faccenda, arriva il ricorso contro una delle liste a sostegno questa volta di Mercedes Bresso. Anche in questo caso irregolarità e firme false, reato per cui ha patteggiato Marco Di Silvestro, l'autentificatore di firme. Pensionati e Invalidi per Bresso. Al patteggiamento è seguito il ricorso alla Corte Costituzionale di due consiglieri regionali per chiedere l'annullamento delle liste e dei voti. Cosa accordata il 20 dicembre scorso. In questo caso "ballano" oltre 12mila preferenze.

La sentenza e' stata utilizzata dai legali del Centrodestra, che naturalmente hanno chiesto che si aspetti l'esito del procedimento civile per falso a carico di Giovine. E la decisione dei Tribunale amministrativo non era scontata, sebbene tra i giuristi prevalesse l'idea che si andasse verso l'annullamento del voto.
L'insediamento del governatore leghista Cota, nella primavera del 2010, era stato minato da corsi e ricorsi al Tar e da un lungo riconteggio delle schede elettorali, decisa dal Tar nel luglio 2010. Vicenda chiusa a ottobre con lo stop al riconteggio da parte del Consiglio di Stato che, di fatto, ribalta quanto deciso dal Tar.
La querelle si riapre un anno dopo, con la condanna a due anni e otto mesi di reclusione per il consigliere regionale Michele Giovine, riconosciuto colpevole, con il padre, di aver falsificato le firme, sentenza poi passata in giudicato. Oggi si è arrivati ad un momento chiave con una situazione politica radicalmente diversa da quella di quattro anni fa, con la Lega che di fatto resta ai margini del dibattito politico su future candidature per il Centrodestra piemontese e la Bresso lontana anni luce dal terreno del Pd.
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