mercoledì 22 gennaio 2014

INCHIESTA Arresto monsignor Scarano, spuntano relazioni omosessuali tra sacerdoti


SALERNO - L'arresto di questa mattina di monsignor Nunzio Scarano, di don Luigi Noli e il provvedimento di sospensione del notaio Bruno Fraunfelder hanno avuto ripercussioni anche in Vaticano. Infatti la Gendarmeria della Santa Sete ha bloccato e congelato conti correnti e gestioni finanziarie allo Ior (la banca vaticana) in capo a Scarano per due milioni e 232mila euro. Poi, «quando si arriverà all'esito finale dell'inchiesta penale del Vaticano su monsignor Nunzio Scarano ci si porrà la domanda del cosa fare di questi soldi» è quanto trapela da fonti della Santa Sede. DOSSIER - Non appena avuta notizia dell'inchiesta a Salerno a metà giugno, i conti di mons. Scarano sono stati subito esaminati dallo Ior che ha vagliato 10 anni di transazioni bancarie, realizzando un report di 100 pagine che è stato consegnato all'Autorità di informazione finanziaria (Aif) vaticana che poi ha inviato la documentazione al Promotore di Giustizia. Il tutto, fatto pressochè unico nella storia dei rapporti tra Italia e Vaticano, è stato poi messo a disposizione degli inquirenti italiani. Ciò che è avvenuto in seguito, in base alle rogatorie, riguarda gli accordi internazionali tra le autorità vaticane ed italiane, in particolare tra Aif e l'Unità di informazione finanziaria (Uif) italiana.
SESSO - C'è un passaggio a sfondo sessuale nell'ordinanza che incastra Scarano. E riguarda una telefonata tra "monsignor 500" e don Luigi Noli (l'altro sacerdote arrestato). L'intercettazione, che presenta numerosi omissis, fa riferimento a dei rapporti omossesuali che vedono coinvolti i due sacerdoti. Parlano i due sacerdoti, è il 9 febbraio del 2013: «Scarano e Noli ricordano di un’esperienza particolare - scrivono i finanzieri - vissuta laddove Scarano parla della relazione di …omissis.. che gli diceva: “A bello allora vuol dire che quello che ti ho dato quella sera non ti basta, ti devo dare il resto?’” E Luigi risponde: “…. Mamma mia, quella sera indimenticabile, un animale è diventato!” E ad un certo punto Nunzio definisce …omissis.. possessivo nei suoi confronti e Noli risponde: “Ti vuole tutto per sé. Immaginati se sapesse che con me…».
corriere,it

Monsignor Scarano intercettato: ai parenti gli alimenti destinati ai bisognosi

Monsignor Nunzio Scarano distribuiva ai propri parenti i generi alimentari che riceveva in elemosina e che ufficialmente venivano inviata alla Casa degli anziani di Salerno: emerge anche questo dalle intercettazioni telefoniche contenute nell'ordinanza di custodia cautelare notificata oggi al prelato dalla Guardia di Finanza.

L'11 aprile 2013, in particolare, Scarano, conversando con tale Giovanni, "dice che la settimana prossima dovranno arrivare gli altri pelati e li distribuisce alla propria famiglia"; nota il gip: "Mentre lui riferisce al telefono a tutti i propri interlocutori che li distribuisce alla Casa degli anziani!".

La sintesi della telefonata con Giovanni prosegue: "Nunzio chiede se ha tolto tutti i pelati dal garage (quelli della volta precedente che

pure ha riferito di distribuire alla Casa degli anziani, sottolinea il gip); Giovanni dice che li ha barattati con Mimmo per avere dell'olio e del vino. Nunzio dice di darli alla madre e di dare quattro o cinque cartoni di vino ad Enrico quando viene".
Sentite come persone informate sui fatti, la coordinatrice della casa e la presidente della società municipalizzata che la gestisce hanno riferito di non avere mai ricevuto offerte o donazioni di generi alimentari dal monsignore.
napoli.repubblica.it

Amanti. Tutti e due sacerdoti. Entrambi riciclatori di denaro attraverso lo Ior, la banca Vaticana

Amanti. Tutti e due sacerdoti. Entrambi riciclatori di denaro attraverso lo Ior, la banca Vaticana. Don Luigi Noli, il prete di 55 anni arrestato oggi a Salerno insieme all’ex responsabile dell’Apsa, il 62enne monsignor Nunzio Scarano, di quest’ultimo era da trent’anni il compagno.
Questo dettaglio sulla vita privata di monsignor Scarano era emersa negli atti giudiziari già un anno fa, quando la Guardia di Finanza di Roma iniziò ad ascoltare le telefonate del monsignore poi finito in carcere su ordine del gip di piazzale Clodio, per corruzione. Era l'alba del 28 giugno scorso, quando Scarano fu ammanettato la prima volta dai finanzieri di Roma nella casa canonica di don Noli, presso la parrocchia di San Filippo e Giacomo, a Fiumicino.
I due sacerdoti avevano pernottato insieme così come hanno dormito insieme questo lunedì sera, nella lussuosa residenza salernitana di 700mq di Scarano, alla vigilia dell’arresto avvenuto anche stavolta all’alba. Don Noli, da quando il monsignore ha ottenuto i domiciliari per motivi di salute, risulta essersi trasferito in pianta stabile a casa del compagno, ufficialmente per poter accudire il recluso. Ed effettivamente emerge dagli atti un sentimento di affetto e un rapporto di mutua assistenza tra i due preti.
Dopo il primo arresto di Scarano in quelle circostanze imbarazzanti, don Noli è stato allontanato da Fiumicino su decisione della Curia. Provvedimento motivato, presumibilmente, proprio dal diffondersi in ambienti vaticani delle voci sulla relazione tra i due visto che su Noli, nell’inchiesta romana, non erano emersi in quel periodo elementi che potessero farlo ritenere coinvolto.
Ora invece si sa che Luigi Noli avrebbe partecipato a pieno titolo nelle spregiudicate manovre finanziare del monsignore mettendogli in pratica a disposizione il suo conto corrente presso la Banca Popolare di Rieti e coinvolgendo in queste operazioni anche alcuni suoi familiari.
In particolare don Noli, ogni mese, in corrispondenza degli accrediti mensili del suo stipendio, versava sistematicamente assegni di pari importo a favore di Scarano il quale poi li versava su conti Ior facendo così, sostanzialmente, perdere a quel denaro tracciabilità. “Scarano dispone liberamente del mio conto corrente… Anche del libretto degli assegni…Abbiamo deciso di avere tutto in comune”, si è giustificato don Noli il 29 maggio 2013 nel corso di un suo interrogatorio citato nell’ordinanza. D’altra parte, scorrendo le pagine del documento cautelare notificato ieri, si leggono alcuni passaggi che spiegano non solo la natura del rapporto tra i due, ma anche come di quella relazione fossero a conoscenza in tanti. Ad esempio Massimiliano Marcianò, amico intimo e accompagnatore di Scarano durante le sue trasferte salernitane, ha dichiarato: “Tra Nunzio e don Luigi Noli c’è un rapporto particolare che a mio avviso va ben oltre un normale rapporto di amicizia, sono di fatto la stessa persona e condividono praticamente tutto”.
Viene citato nell’ordinanza anche uno stralcio di un’intercettazione telefonica tra Noli e Scarano che ha per oggetto argomenti di natura erotica che fanno riferimento a relazioni di natura omosessuale in cui sarebbero coinvolti in situazioni promiscue altri uomini di cui l’identità è coperta dagli omissis. Annotano i finanzieri a margine dell’informativa su una telefonata intercorsa alle dieci di sera tra Scarano e don Noli, il 9 febbraio del 2013: «Scarano e Noli ricordano di un’esperienza particolare vissuta laddove Scarano parla della relazione di …omissis.. che gli diceva: “A bello allora vuol dire che quello che ti ho dato quella sera non ti basta, ti devo dare il resto?’” E Luigi risponde: “…. Mamma mia, quella sera indimenticabile, un animale è diventato!” E ad un certo punto Nunzio definisce …omissis.. possessivo nei suoi confronti e Noli risponde: “Ti vuole tutto per sé. Immaginati se sapesse che con me…».
Proprio la natura del rapporto tra Scarano e don Noli ha secondo gli inquirenti rilevanza dal punto di vista investigativo: “Dunque – scrive la finanza - questo particolare rapporto tra Nunzio Scarano e Luigi Noli, che porta quest’ultimo a sentirsi un tutt’uno con il primo, superiore pertanto ad un mero rapporto di fraterna spiritualità e affettuosa amicizia, non può che implicare, a ragione, la piena consapevolezza, da parte di costui, degli affari illeciti in cui Scarano è versato”.
corriere.it

Prodotto il primo fascio di antimateria. Al Cern di Ginevra

Per la prima volta è stato  prodotto e intrappolato un fascio di antimateria. E' un altro successo del Cern di Ginevra: dopo la scoperta del bosone di Higgs, la caccia ai segreti della materia ha segnato un altro punto. Si è infatti aperta la possibilità di osservare più da vicino e in dettaglio i segreti della materia nella quale, come in uno specchio, le particelle hanno la stessa massa ma opposta carica elettrica rispetto alla materia ordinaria.

Pubblicato sulla rivista Nature Communications, il risultato è stato ottenuto nell'esperimento Asacusa, frutto di una collaborazione internazionale al quale l'Italia partecipa con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Nei fasci di antiparticelle prodotti al Cern e fatti scorrere all'interno di una sorta di cilindro lungo tre metri e mezzo, i ricercatori hanno individuato 80 atomi di anti-idrogeno, in un punto del cilindro collocato a circa 2,7 metri dalla sorgente di anti-particelle e nel quale le influenze dei magneti erano ridotte al minimo. Il fascio di anti-atomi è stato catturato ''in volo'', bombardandolo con microonde.

''Adesso saremo in grado di studiare più in dettaglio le caratteristiche dell'antimateria'', dice Luca Venturelli, dell'Infn di Brescia e dell'Università di Brescia, che coordina il gruppo italiano della collaborazione Asacusa.
I nuovi dati potrebbero portare ad una risposte che i fisici di tutto il mondo attendono da decenni: perché non vediamo l'antimateria se, subito dopo il Big Bang, era presente in una quantità pari a quella della materia? Se vengono a contatto, infatti, materia e antimateria si annichilano a vicenda. Eppure ''attorno a noi vediamo soltanto materia, ma non abbiamo mai trovato nemmeno un anti-atomo: dove sia finita l'antimateria è un mistero'', osserva Venturelli.

Questa disparità, che i fisici chiamano 'asimmetria', è un autentico rompicapo. Confrontare atomi di idrogeno e di anti-idrogeno costituisce uno dei modi migliori per eseguire test di alta precisione sulla simmetria tra materia e antimateria. Gli spettri di idrogeno e anti-idrogeno sono previsti essere identici: ogni piccola differenza tra loro potrebbe aiutare a risolvere il mistero dell'asimmetria e aprire una finestra sulla "nuova fisica".

Il prossimo passo dell'esperimento Asacusa sarà quindi produrre e analizzare fasci di antiparticelle sempre più ricchi e stabili. Il futuro sa di fantascienza perché l'antimateria potrebbe diventare una straordinaria fonte di energia, per esempio per realizzare motori di astronavi interplanetarie come quelli immaginati nella serie Star Trek.
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Italicum spacca il Pd. Renzi: 'O riforme o voto'

Il nuovo presidente? "Deciderà l'assemblea del Pd. A me piacerebbe che non fosse uno dei miei, del mio giro ristretto". Così Matteo Renzi a 'Porta a Porta', commentando le dimissioni di Gianni Cuperlo da presidente del Pd. "La discussione" sul rimpasto "è durata da 17 ai 18 nanosecondi. Ad Enrico ho detto: 'per me fai te. Se vuoi chiedere una mano, te la diamo ma non da me. Non avrai mai da me la richiesta di uno sgabello, di uno strapuntino. L'idea che si fa politica per trattare le poltrone non esiste". Sostiene Renzi.

"Uno dei temi più contestati è la mancata espressione delle preferenze. Lo confesso: sono un sostenitore delle preferenze. Purtroppo sul punto si e' registrata una netta ostilità di Forza Italia". Lo scrive il segretario del Pd nella e-news. "Adesso possiamo dire che questa legislatura e questo governo non hanno più alibi. È il momento di correre. Basta chiacchiere, bisogna fare". Renzi chiede di approvare "rapidamente l'elenco di provvedimenti di 'Impegno 2014'" e mette tra le priorità il piano per il lavoro e la scuola.

Poi il segretario del Pd avverte: "Il passaggio di oggi è decisivo, senza riforme la legislatura rischia". E rivolto ai deputati in assemblea, Renzi sottolinea che "il Pd è centrale, se riusciamo facciamo tutti insieme le riforme". "Se falliamo noi falliscono tutti, se riusciamo noi cambia l'Italia". Infine illustrando la riforma della legge elettorale. "Chi non mi ha mai creduto - spiega - oggi deve prendere atto della realtà: nessuno trama contro Enrico Letta".

Gianni Cuperlo si dimette da presidente del Pd. "Mi dimetto perché sono colpito e allarmato da una concezione del partito e del confronto al suo interno che non può piegare verso l'omologazione, di linguaggio e pensiero": così scrive Cuperlo in una lettera al segretario Renzi in cui spiega il perchè delle sue dimissioni da presidente del Pd. "Mi dimetto - spiega Cuperlo - perché voglio bene al Pd e voglio impegnarmi a rafforzare al suo interno idee e valori di quella sinistra ripensata senza la quale questo partito semplicemente cesserebbe di essere. Mi dimetto perché voglio avere la libertà di dire sempre quello che penso. Voglio poter applaudire, criticare, dissentire, senza che ciò appaia a nessuno come un abuso della carica che per qualche settimana ho cercato di ricoprire al meglio delle mie capacità". "Ancora ieri, e non per la prima volta, tu hai risposto a delle obiezioni politiche e di merito con un attacco di tipo personale", scrive Cuperlo.
"Ritengo non possano funzionare un organismo dirigente e una comunità politica - e un partito lo è in primo luogo - dove le riunioni si convocano, si svolgono, ma dove lo spazio e l'espressione delle differenze finiscono in una irritazione della maggioranza e, con qualche frequenza, in una conseguente delegittimazione dell'interlocutore. Non credo sia un metodo giusto, saggio, adeguato alle ambizioni di un partito come il Pd e alle speranze che questa nuova stagione, e il tuo personale successo, hanno attivato. Conclude Cuperlo.
"Caro Gianni, rispetto la Tua scelta". Così Matteo Renzi risponde alla lettera di dimissioni di Gianni Cuperlo. "Pensavo, e continuo a pensare, che un tuo impegno in prima persona avrebbe fatto bene alla comunità di donne e uomini cui ti riferisci nella tua lettera". Sono certo "che - pur con funzioni diverse - ripartiremo insieme". "Conosco - aggiunge Renzi - la fatica che hai fatto nell'accettare la mia proposta di guidare l'Assemblea del Pd, dopo le primarie. Con franchezza e lealtà, non me l'hai taciuta. Non volevi farlo, ma hai ceduto alla mia insistenza. Pensavo, e continuo a pensare, che un tuo impegno in prima persona avrebbe fatto bene alla comunità di donne e uomini cui ti riferisci nella tua lettera". "Ti ringrazio per il lavoro che hai svolto nel tuo ruolo - prosegue il segretario - e sono certo che insieme potremo fare ancora molto per il Pd e per il centrosinistra. Ci aspetta un cammino intenso che può finalmente cambiare l'Italia".
"Siamo il Partito Democratico non solo nel nome, del resto. Un partito vivo, dinamico, plurale, appassionato. Un partito vero, non di plastica. Un partito dove si discute sul serio, non si fa finta. A viso aperto". "La stessa franchezza e lealtà mi ha portato a criticare, nel merito, il tuo intervento. In un Partito Democratico le critiche si fanno, come hai fatto tu, ma si possono anche ricevere. Mi spiace che ti sia sentito offeso a livello personale''.