giovedì 23 gennaio 2014

L’abusivismo del potere

Il testo uscito dalla penna del sena­tore di Forza Ita­lia Ciro Falanga e votato a lar­ghis­sima mag­gio­ranza dal Senato della Repub­blica è qual­cosa di inau­dito. Il potere legi­sla­tivo si arroga la pre­ro­ga­tiva di indi­care ad un altro potere dello Stato indi­pen­dente dal primo l’ordine di prio­rità nella demo­li­zione dei casi di abu­si­vi­smo accer­tati e arri­vati fino all’atto con­clu­sivo pre­vi­sto dalle leggi, e cioè all’ordinanza di demolizione.
Per com­pren­dere il vul­nus che que­sto prov­ve­di­mento rischia di pro­durre nella strut­tura dello Stato si può pen­sare ad una serie infi­nita di altri reati. Per­ché non inter­ve­nire nella prio­rità di arre­sto per chi froda il fisco o per chi mette in com­mer­cio cibi adul­te­rati? Non è l’indipendenza della magi­stra­tura in forza della legi­sla­zione vigente che deve san­zio­nare i reati. E’ il Par­la­mento che detta le regole da rispet­tare sulla base della più asso­luta irra­zio­na­lità e discre­zio­na­lità dei cri­teri via via sta­bi­liti sulla base delle meschine con­ve­nienze poli­ti­che ed elettorali.
Se c’era un modo per demo­lire ulte­rior­mente la già scarsa fidu­cia che la quasi tota­lità del paese ha nei con­fronti del Par­la­mento, i sena­tori che hanno votato il prov­ve­di­mento hanno rag­giunto il loro scopo e c’è un unico rime­dio: disco­no­scerlo pub­bli­ca­mente e chiu­dere per sem­pre que­sta pagina buia.
Ma c’è anche una gra­vis­sima que­stione di merito che va evi­den­ziata. Il prov­ve­di­mento nella sua ipo­crita clas­si­fica di prio­rità parla ancora di «difen­dere il tetto» delle fami­glie che hanno subito l’ordinanza di demo­li­zione, quando tutti sanno che l’abusivismo di neces­sità è finito dagli anni ’90 dello scorso secolo. Da allora è sol­tanto un modo per inve­stire denaro di pro­ve­nienza ille­cita o per ten­tare spe­cu­la­zioni affa­ri­sti­che. Pur­troppo, da ven­ti­cin­que anni gra­zie alla cul­tura del con­dono e ai piani casa si con­ti­nua a sol­le­ti­care il fai-da-te nel governo del ter­ri­to­rio e il prov­ve­di­mento Falanga rap­pre­senta il ten­ta­tivo di appro­vare il quarto con­dono edi­li­zio. Dal primo con­dono (1985), gli altri si sono suc­ce­duti a distanza di nove anni. Sta­volta arriva con due anni di ritardo, ma fa lo stesso.
In que­sti giorni l’Italia che spera in un diverso futuro guarda con sgo­mento che un’intera regione, la Ligu­ria, sta sci­vo­lando a mare gra­zie al las­si­smo urba­ni­stico e all’abusivismo. Il senato della Repub­blica ha dimo­strato di non essere in sin­to­nia con que­sto sen­ti­mento dif­fuso. Il suo oriz­zonte si ferma alle con­ve­nienze elettorali.
 
di Paolo Berdini - ilmanifesto.it

#Italicum condono

L’incendio è stato domato, ma cova ancora sotto la brace. Il Ddl con­tro l’abusivismo appro­vato ieri dal Senato con 189 sì, 61 no e 7 aste­nuti — Ciro Falanga è il primo fir­ma­ta­rio (Forza Ita­lia) di un prov­ve­di­mento pre­sen­tato all’epoca delle «lar­ghe intese» tra Pd e Pdl (29 aprile 2013) — ha sca­te­nato una guerra di posi­zione nel Pd. Il pre­si­dente dei sena­tori demo­cra­tici Luigi Zanda è stato costretto a chie­dere una pausa di rifles­sione alla pre­si­dente di turno di Palazzo Madama Linda Lan­zil­lotta che ha riman­dato il voto sul provvedimento.
Nel par­tito di Mat­teo Renzi si è impo­sta l’opposizione dell’ala ambien­ta­li­sta e alcune indi­scre­zioni rife­ri­scono anche di ten­sioni con l’ala ren­ziana sugli equi­li­bri interni, dopo il sus­sulto pro­vo­cato dalle dimis­sioni di Gianni Cuperlo dalla pre­si­denza. Forte è stata la denun­cia con­tro il prov­ve­di­mento di Ermete Rea­lacci, pre­si­dente Pd della Com­mis­sione ambiente, ter­ri­to­rio e lavori pub­blici alla Camera: «Rende più dif­fi­cile la lotta con­tro l’abusivismo edi­li­zio in Cam­pa­nia. Alla Camera non pas­serà mai».
Sono inter­ve­nuti anche gli espo­nenti di «Green Ita­lia» Roberto Della Seta e Fran­ce­sco Fer­rante: «Il Ddl va fer­mato con ogni mezzo. È pen­sato per sal­vare migliaia di immo­bili abu­sivi in Cam­pa­nia e impe­di­rebbe alla magi­stra­tura di ese­guire cen­ti­naia di ordi­nanze di demo­li­zione di manu­fatti ille­gali e di fatto fer­me­rebbe la demo­li­zione degli abusi in tutta Ita­lia».
Il dise­gno di legge con­tro il quale ieri hanno votato Sel, Lega Nord e Movi­mento 5 stelle è nato per rime­diare alla «situa­zione pale­se­mente inge­sti­bile» della regione Cam­pa­nia: 700mila ordini di demo­li­zione e un numero tri­plo di pro­ce­di­menti avviati. Il testo pro­pone «l’istituzione di cri­teri di prio­rità per l’esecuzione delle pro­ce­dure di demo­li­zione cui si deve atte­nere il Pm com­pe­tente». Ven­gono così distinti diversi livelli di gra­vità, con­si­de­rando il valore sociale dell’immobile e la dispo­ni­bi­lità di un’altra solu­zione abi­ta­tiva per le fami­glie coinvolte.
«Defi­nire un ordine di prio­rità – sostiene il pre­si­dente di Legam­biente Vit­to­rio Cogliati Dezza, da giorni impe­gnata in un’operazione di contro-informazione sulla legge – può anche essere una scelta con­di­vi­si­bile, ma può diven­tare un vin­colo a cui le Pro­cure devono atte­nersi. È evi­dente anche al più inge­nuo osser­va­tore che que­sto signi­fica insab­biarsi nella buro­cra­zia e nei ricorsi giu­di­ziari. Di fatto bloc­care le demo­li­zioni e fare un regalo agli abusivi».
Secondo gli ambien­ta­li­sti, le prime case ad essere abbat­tute sareb­bero quelle peri­co­lanti, non ter­mi­nate o ina­gi­bili. Segui­reb­bero quelle usate per scopi cri­mi­nali o di pro­prietà delle orga­niz­za­zioni mafiose. Solo dopo si potrà pro­ce­dere all’abbattimento delle case vacanze al mare, di quelle costruite su mon­ta­gne a rischio frana o gli eco­mo­stri. «È una legge furba, che garan­ti­sce un argo­mento in più a chi vuole sal­vare le case abu­sive – ha aggiunto Cogliati Dezza — rischia di para­liz­zare l’attività delle Pro­cure che in que­sto Paese, spesso da sole, si occu­pano di demo­lire l’abusivismo edilizio».
Que­ste erano le posi­zioni con­trap­po­ste prima della riu­nione Pd che ha sciolto il nodo e ha deciso. Il prov­ve­di­mento è stato votato, con una pre­ci­sa­zione pole­mica rivolta agli oppo­si­tori interni accu­sati di «ine­sat­tezze»: «Con­fon­dono le pro­prietà immo­bi­liari con le solu­zioni abi­ta­tive», sosten­gono i sena­tori demo­crat. Que­ste ultime «hanno la loro tem­po­ra­lità». Inol­tre, i cri­teri adot­tati al Senato «sono quelli adot­tate dalle Pro­cure in Campania».
Il comu­ni­cato non ha affatto cal­mato gli animi. «Sem­brano già dimen­ti­cate frane e allu­vioni – hanno detto i sena­tori di Sel De Petris, Migliore e Cer­vel­lini – Invece di aiu­tare un pro­cesso di sele­zione dei manu­fatti da demo­lire, diventa un osta­colo per l’azione della magi­stra­tura. Non pos­siamo tol­le­rare l’aleggiante peri­colo di una sana­to­ria». Per Marco Di Lello, pre­si­dente dei depu­tati socia­li­sti e ex asses­sore cam­pano all’urbanistica «Forza Ita­lia si è fatta pala­dina degli abu­si­vi­sti ed era pre­ve­di­bile. Che lo fac­cia il Pd è incom­pren­si­bile. Sono basito». «La legge – ha com­men­tato il co-portavoce dei Verdi Angelo Bonelli – impe­di­sce il ripri­stino dei luo­ghi deva­stati dal cemento sel­vag­gio. La norma va ritirata».
Un fuoco di fila respinto da Chiara Braga, respon­sa­bile Pd dell’ambiente. «Il Ddl Fal­sca assi­cura gli abbat­ti­menti, altro che con­dono» ha detto Laura Pup­pato. La bat­ta­glia con­ti­nua. Alla Camera. Legam­biente ha aperto anche un altro fronte sul decreto Imu-Bankitalia, da appro­vare entro il 29 gen­naio al Senato. Nel pac­chetto è stata inse­rita una norma sul con­dono degli abusi com­piuti sugli immo­bili che lo Stato ha messo in ven­dita nel piano «Desti­na­zione Ialia» per col­mare un po’ l’abisso del debito pub­blico. Si tratta del con­dono voluto da Craxi nel 1985 e ripreso tre volte da Ber­lu­sconi. «È uno scan­dalo» accusa Cogliati Dezza.
ilmanifesto.it

Ruby-ter, indagati Berlusconi e i suoi legali. Indagate anche la stessa Ruby e alcune ragazze

MILANO - Silvio Berlusconi e i suoi difensori, gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo, sono indagati a Milano nell'inchiesta cosiddetta Ruby ter. La loro iscrizione segue la trasmissione degli atti da parte del tribunale di Milano con l'ipotesi di corruzione in atti giudiziari, in particolare dei testimoni.
Indagate nell'inchiesta anche Ruby e alcune delle ragazze che hanno partecipato alle serate ad Arcore. Le giovani sono state iscritte nel registro degli indagati perché, come ha indicato il Tribunale, sarebbero state corrotte del'ex premier Silvio Berlusconi per testimoniare a suo favore nei processi.
Il procuratore della repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati ha comunicato che sono 45 gli indagati nella inchiesta Ruby ter aperta a Milano in seguito alla trasmissione degli atti da parte dei due collegi del Tribunale di Milano che hanno giudicato rispettivamente Silvio Berlusconi, e Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti. "Si è proceduto - si legge nel comunicato di Bruti LIberati - alla dovuta iscrizione nel registro notizie di reato. Ora - ha detto poi Bruti - saranno fatte le indagini necessarie e non credo che ci sia una ragione per procedere con il rito immediato''
L'indagine è affidata al procuratore aggiunto Pietro Forno e al pm Luca Gaglio. "Ilda Boccassini - ha detto il procuratore della Repubblica - mi ha segnalato che ha altri impegni più pressanti in questo momento''. Quindo non sarà Boccassini a seguire l'inchiesta cosiddetta Ruby ter.
"Io - ha replicato Berlusconi - sono qui e resto qui, sentendo su di me chiara e forte tutta la responsabilità che mi viene dalla fiducia e dal voto dei cittadini. Resto in campo, più convinto che mai di dover combattere fino alla fine per veder prevalere quello in cui credo profondamente. Chiunque - ha proseguito - in Italia voglia "vedersi riconosciuta da un magistrato una propria ragione deve aspettare anni ed anni. Talvolta un decennio e più. E hanno il coraggio di chiamare tutto ciò giustizia!. Nell'Italia di oggi potremmo tranquillamente dire: 'La legge è ugualmente ingiusta per tutti i cittadini'".
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