lunedì 10 febbraio 2014

Forconi «occupano» una chiesa vicino alla Camera. Appello al Papa: ci dia asilo politico

Al termine di una giornata di manifestazioni e proteste nei pressi di piazza Montecitorio, nel cuore della capitale, segnata anche da alcune cariche di alleggerimento della Polizia per "allentare" la pressione dei manifestanti sulla Camera, una decina di attivisti del movimento dei Forconi appartenenti al coordinamento "9 dicembre" è entrata nella chiesa di Santa Maria in Aquiro, a due passi dalla Camera dei deputati, per manifestare contro il Governo italiano e chiedere asilo politico al Vaticano. Una decina di persone sono state fermate per l'identificazione. Durante i momenti di tensione è stato anche lanciato un sanpietrino verso la polizia. La situazione al momento appare sotto controllo, con i manifestanti che si sono dispersi per le vie del centro.
La richiesta di asilo politico al Vaticano
«Papa Francesco ci apra le sue porte», è l'appello lanciato da Gaetano Ferrieri, uno dei coordinatori del movimento. «Noi non abbiamo leader, siamo cittadini italiani e basta», spiega riferendosi a Danilo Calvani, principale leader dei Forconi e promotore della manifestazione di protesta partita questa mattina da Piazzale dei partigiani, che poco prima si è dissociato dalla protesta da cui sono scaturiti momenti di tensione con le forze dell'ordine».Resteremo qui ad oltranza - conclude Ferrieri -, fino a quando il Vaticano non ci concederà asilo politico».
Nel pomeriggio "occupata" anche Santa Maria Maggiore
A metà pomeriggio, ad essere "occupata" dai manifestanti è stata invece la Basilica di Santa Maria Maggiore, nei pressi della stazione Termini. Una ventina di partecipanti alla manifestazione promossa dal coordinamento "9 dicembre" ha avanzato la stessa richiesta al Vaticano: «Siamo qui per chiedere aiuto a un altro Stato, quello vaticano. Forse qualcuno ci ascolta». «Non so fino a quando staremo - ha spiegato uno dei manifestanti - io non ho lavoro, sto qua a oltranza. Staremo dentro la chiesa, in silenzio, vogliamo rivolgerci a Papa Francesco per mandare via questa classe politica che non fa gli interessi del popolo. Noi abbiamo pregato per il nostro Papa, lui adesso preghi per noi».
ilsole24ore.com

Scoop dagli Usa, presunta relazione Obama e Beyoncé

Paparazzo Pascal Rostaing: "scoop domani su Washington Post"

Barack Obama e Beyoncé avrebbero una relazione: lo afferma ai microfoni della radio Europe 1 il famoso paparazzo francese Pascal Rostaing, secondo il quale le indiscrezioni della presunta love story tra il presidente americano e la cantante saranno pubblicate domani dal Washington Post. "In questo momento negli Stati Uniti sta succedendo una cosa enorme - ha detto Rostaing alla radio Europe 1 - usciranno domani sul Washington Post le indiscrezioni su una relazione presunta tra il presidente Barack Obama e Beyoncé".
''La direzione del Washington Post smentisce formalmente'' la notizia che starebbe lavorando a uno scoop su una relazione tra Obama e Beyoncé: è quanto si legge su VanityFair.fr, che cita Kristine Coratti, direttrice della comunicazione del WP. ''Posso dirvi che è falso'', dice, aggiungendo: ''Il Post non prepara articoli'' di questo tipo.
ansa

 

La legge Fini-Giovanardi. Ille­gale è una legge appro­vata ille­git­ti­ma­mente

Stefano Anastasia, Luigi Mancon - ilmanifesto.it

"Ille­gale è la legge». Secco e pun­tuale è lo slo­gan, solo appa­ren­te­mente con­trad­dit­to­rio, che ieri ha por­tato in piazza alcune decine di migliaia di per­sone, per lo più gio­vani e gio­va­nis­simi, con­tro la legge Fini-Giovanardi. Ille­gale è una legge appro­vata ille­git­ti­ma­mente, sotto la forma di un emen­da­mento abnorme a un decreto-legge fina­liz­zato allo svol­gi­mento delle Olim­piadi inver­nali di Torino di otto anni fa.
Di que­sto dovrà discu­tere e deci­dere, mar­tedì e mer­co­ledì pros­simi, la Corte costi­tu­zio­nale, chia­mata a pro­nun­ciarsi sulla base di una serie di ordi­nanze, la prima delle quali arriva diret­ta­mente dalla Corte di cassazione.

Ille­git­tima è una legge che acco­muna in un unico furore puni­tivo con­dotte e sostanze diverse, dal traf­fico alla sem­plice deten­zione, dalle dro­ghe “leg­gere” alle dro­ghe “pesanti”.
Ille­git­tima è una legge che deter­mina gran parte degli ingressi in car­cere e del sovraf­fol­la­mento penitenziario.
Ille­git­tima è una legge che costringe migliaia di sem­plici con­su­ma­tori di sostanze stu­pe­fa­centi, pale­se­mente rico­no­sciuti come tali, a sot­to­porsi a un labi­rinto di con­trolli e san­zioni amministrative.
Ille­git­tima è una legge che impe­di­sce ai con­su­ma­tori di mari­juana di sot­trarsi al mono­po­lio delle orga­niz­za­zioni cri­mi­nali attra­verso la col­ti­va­zione per il pro­prio fabbisogno.
Ille­git­tima è una legge che impe­di­sce la spe­ri­men­ta­zione e la dif­fu­sione degli usi medici della cannabis.
Come gli ultimi adepti di una reli­gione miste­rica il cui fon­da­tore e pro­feta è scap­pato via con la cassa, Carlo Gio­va­nardi e il suo brac­cio destro Gio­vanni Ser­pel­loni, sor­pren­den­te­mente ancora a capo del Dipar­ti­mento anti­droga della Pre­si­denza del Con­si­glio, non hanno capito che il mondo sta cam­biando e che la loro war on drugs è ormai finita, denun­ciata dalla Glo­bal Com­mis­sion sulle poli­ti­che sulle dro­ghe, supe­rata dalla legi­sla­zione di molti paesi e, da ultimi, anche negli Stati Uniti che ne furono i pro­mo­tori a livello inter­na­zio­nale. Si affer­mano poli­ti­che nuove, cui la Corte costi­tu­zio­nale può aprire le porte anche in Italia.
Se la legge Fini-Giovanardi verrà dichia­rata ille­git­tima sarà più facile ria­prire la discus­sione sul futuro delle poli­ti­che sulle dro­ghe anche da noi. Non si tor­nerà in un ine­si­stente regno della libertà, ma solo a pene più miti, a una distin­zione tra le sostanze stu­pe­fa­centi e a una valu­ta­zione appro­priata delle sin­gole con­dotte. Si tor­nerà, insomma, a vent’anni fa, quando un refe­ren­dum popo­lare can­cellò i tratti più repres­sivi della legge pre­ce­dente. Un passo indie­tro, dun­que. Per poterne fare due in un’altra direzione.