mercoledì 12 febbraio 2014

Libertà stampa, Italia migliora

(ANSA) - PARIGI, 12 FEB - Migliora la situazione della libertà di stampa in Italia. Secondo l'indice 2014 di Reporters sans frontières il nostro Paese progredisce di 9 punti rispetto al 2013 ed esce da una ''spirale negativa'', tornando tra gli Stati in situazione ''piuttosto buona'', al 49/o posto su 180.
Usa e Gran Bretagna perdono invece posizioni, soprattutto per l'atteggiamento rispetto alle rivelazioni della 'talpa' Snowden.

In fondo alla lista la Siria, che precede solo Turkmenistan, Nord Corea ed Eritrea.

Compravendita senatori: Di Pietro torna in toga

E' stato il vero protagonista della prima udienza del processo che coinvolge Silvio Berlusconi per la presunta compravendita di Senatori cominciato a Napoli. Antonio Di Pietro torna ad indossare la toga in un'aula di tribunale per assistere in qualità di avvocato l'Italia dei Valori, che si è costituita parte civile al processo. "E' la prima volta che mi trovo dall'altra parte", ha commentato l'ex pm di Mani pulite.
Botta e risposta Di Pietro-Ghedini - E in Aula è subito botta e risposta con gli avvocati di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Michele Cerabona su presunti difetti di notifica. Gli avvocati del Cavaliere, hanno eccepito una serie di presunti difetti di notifica, cui l'ex pm ha risposto sostenendo che a suo avviso c'è stato addirittura un "eccesso" di notifiche.
Secondo gli avvocati le irregolarità si riferiscono al fatto che la notifica dell'udienza è avvenuta ad Arcore e non a palazzo Grazioli, dove di recente il Cavaliere ha trasferito la sua residenza. Inoltre l'atto è stato consegnato nelle mani di Marinella Brambilla, segretaria di Berlusconi. Sulle questioni sollevate dalla difesa ha replicato Di Pietro, per il quale c'è stato, al contrario, addirittura un eccesso di notifiche, visto che l'atto è stato ricevuto dai due avvocati del Cavaliere e che la Brambilla è da vent'anni la sua segretaria. Inoltre per Di Pietro "lo sanno pure le pietre che Berlusconi ha una dimora ad Arcore". L'udienza è ora sospesa, i giudici si sono ritirati in camera di consiglio per decidere sulle eccezioni della difesa.
Il processo al palazzo di giustizia di Napoli viene seguito da una folla di giornalisti, fotografi e troupe televisive, provenienti anche dall'estero. Microfoni e flash sono puntati soprattutto su Di Pietro, che in una pausa dell'udienza Di Pietro ha sottolineato ai cronisti che, a suo avviso, tali eccezioni "sono solo un espediente per arrivare prima alla prescrizione".
Domani costituzione parti civili, anche Senato - Il Tribunale di Napoli ha poi respinto le eccezioni sollevate dalla difesa ha dichiarato la contumacia di Berlusconi, ritenendolo regolarmente avvisato. Nella prossima udienza, domani, sarà dedicata alla costituzione delle parti civili tra cui quella del Senato. Tra i motivi per i quali il trivunale ha stabilito la regolarità delle notifiche anche il fatto che "la notifica deve ritenersi regolarmente effettuata se avviene presso il luogo abituale di dimora, cioè Arcore".
A conclusione della prima udienza del processo il tribunale ha comunicato che è stata accettata l'astensione di uno sei componenti del collegio (il presidente Loredana Acierno) e ha trasmesso gli atti al collegio C della prima sezione davanti alla quale domani mattina comincerà il dibattimento. Il presidente del collegio, Loredana Acierno, aveva chiesto e ottenuto dal presidente del tribunale di potersi astenere dal processo per ragioni di opportunità, essendo la moglie dell'ex procuratore di Bari, Antonio Laudati, finito al centro di procedimenti penali e disciplinari a causa della gestione dell'inchiesta su Tarantini ed escort.
"Secondo l'accusa, Berlusconi con fior di milioni ha comprato il voto di parlamentari, tradendo la democrazia e mortificando lo stato di diritto" ha detto intervenendo in Aula Di Pietro. E ai cronisti ha aggiunto che "fino a un certo punto si può prendere in giro la giustizia se no si diventa azzeccagarbugli: mi riferisco a Berlusconi e non ai suoi avvocati". Commentando la possibilità che l'avvocato Niccolò Ghedini possa essere sentito come teste, dal momento che sarebbe a conoscenza di particolari sulla vicenda giudiziaria, Di Pietro ha osservato: "Bisogna riflettere sulla possibilità che chi ha conoscenza dei fatti possa anche assistere e difendere. Anch'io mi trovo in questa situazione, perché sono a conoscenza di fatti: la mia toga oggi sta a significare anche questo, o facciamo gli avvocati o i testimoni".
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Bocciato ricorso Cota, Piemonte torna al voto

Il Consiglio di Stato, a quanto si apprende, ha respinto il ricorso presentato dal governatore del Piemonte Cota contro la sentenza del Tar che ha annullato le regionali 2010 e confermato la sentenza di primo grado. L'esito delle consultazioni per rinnovare gli organi della Regione resta quindi annullato e si devono indire nuove elezioni.

Il pronunciamento del Consiglio di Stato è una sentenza definitiva, che tiene conto anche dell'esame nel merito della causa. Seguiranno nel giro di 8-9 giorni le motivazioni più estese.

La sentenza del Consiglio di Stato che manda il Piemonte al voto con un anno di anticipo è la "morte della democrazia". Lo afferma il governatore Roberto Cota. La "sinistra vuole il Piemonte - aggiunge - pur avendo perso le elezioni". "E' un affronto ai piemontesi, che hanno espresso il loro voto chiaramente".  "Un sistema che fa questo dopo quattro anni, - prosegue - quando non è mai stato in discussione il risultato delle elezioni, non è credibile".

Avvocato Bresso, restituita democrazia a piemontesi  - "Il Consiglio di Stato accogliendo le nostre richieste per il rigetto del ricorso di Cota, ha definitivamente ristabilito la democrazia in Piemonte che era stata incredibilmente ferita ingannando gli elettori con una lista farlocca dove nemmeno i candidati avevano mai accettato di essere candidati a sostegno del centrodestra". Questo il commento dell'avvocato Gianluigi Pellegrino, legale che ha presentato il controricorso al Consiglio di Stato per conto di Mercedes Bresso nella vicenda relativa alle regionali 2010 del Piemonte. "Il Consiglio di Stato - ha aggiunto - decidendo nel breve volgere di un mese ha anche dimostrato che il grave ritardo con cui si era concluso il giudizio al Tar non è dipeso dalla giustizia amministrativa, ma da un sistema vetusto e da riformare che ha imposto al Tar di Torino di aspettare che pure per dichiarare un falso conclamato e noto a tutti, ci fossero prima tre gradi di giustizia ordinaria che ha obbligato il Tar ad attendere. Comunque ora grazie anche alla doverosa rapidità con cui abbiamo ottenuto di concludere il giudizio innanzi al Consiglio di Stato in Piemonte si vota subito. E' una vittoria della democrazia e della caparbietà con cui Mercedes Bresso l'ha perseguita ed è una vittoria dei torinesi e piemontesi che credono nello stato di diritto e che attendevano questa sentenza".

Salvini, è una vergogna ma vinceremo - ''La sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato le elezioni in Piemonte ''è una vergogna'': lo dice il segretario della Lega Salvini aggiungendo che, con le elezioni, ''torneremo a vincere alla faccia dei poteri forti''. Secondo Salvini ''in Piemonte non decidono i cittadini, ma i giudici, i giornali e le banche torinesi''. ''Arrendersi? Mai - ha proseguito Salvini - Torneremo a vincere alla faccia dei poteri forti, che non hanno digerito i 30 milioni di euro di taglio annuo ai costi della politica regionale e il ripianamento dei buchi della sanità''.

Chiamparino, finalmente Regione avrà certezze 
- "Sono contento come cittadino: che vinca il centrodestra o il centrosinistra, tra pochi mesi il Piemonte tornerà ad avere certezze". Così Sergio Chiamparino, candidato in pectore del centrosinistra, interpellato dall'ANSA sulla sentenza del Consiglio di Stato che manda il Piemonte al voto con un anno di anticipo. "Ho già detto di essere disponibile a candidarmi e, se il Pd lo deciderà, anche a fare le primarie, a condizione che siano vere". "Ora aspettiamo solo - aggiunge - di conoscere le date del voto".

Radicali, giustizia è fatta con 4 anni di ritardo
- "Giustizia è fatta anche se con quattro anni di ritardo. Quattro lunghi anni nei quali, al fianco di Mercedes Bresso, abbiamo aspettato di vedere riconosciute le nostre ragioni". Così gli Radicali Sivio Viale, Igor Boni e Giulio Manfredi. "Lo abbiamo invocato in ogni sede e in ogni modo - proseguono - e non l'abbiamo fatto contro Cota ma per la legalità elettorale violata da una truffa intollerabile. Resta il rammarico di non aver visto la decadenza di Michele Giovine protetto vergognosamente fino all'ultimo dalla maggioranza di centrodestra. Ora si vada al voto con le elezioni europee per risparmiare decine di milioni di euro e per ripartire. Il Piemonte si merita un cambio di passo e faremo di tutto per contribuire a realizzarlo".

Fds-Pdci-Prc, al voto subito con sinistra unita 
- "Andare al voto subito, e con la sinistra unita": questo chiedono i referenti di Fds, Pdci e Prc in Piemonte, alla luce della sentenza del Consiglio di Stato. "Il Piemonte - affermano congiuntamente la capogruppo Fds in Regione Eleonora Artesio, il segretario regionale Pdci Stefano Barbieri, e il segretario regionale Prc Armando Petrini - ha bisogno di un'altra politica, di altre prospettive e di risollevarsi dalla crisi violenta che lo sta attraversando". "Per farlo - aggiungono - è necessario mettere in campo una sinistra forte e unita, in grado di far valere le proprie istanze. Va quindi incoraggiato un percorso di progressiva unità fra le varie parti in cui oggi la sinistra è divisa, sul modello di quello che sta accadendo per le europee, dove le ragioni dell'unità hanno saggiamente prevalso sui motivi di divisione".
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