giovedì 13 febbraio 2014

«Fiat non andare via» , Termini Imerese in piazza

PALERMO - Commercianti, parroci, sindacati, gli amministratori dei comuni del comprensorio madonita, studenti: ci saranno anche loro domani, al fianco degli operai di Termini Imerese, per la mobilitazione generale «Fiat non andare via». Una protesta, ma soprattutto un appello a sostegno della presenza produttiva industriale dell’indotto.
L'INCONTRO - Anche il sindaco Leoluca Orlando, attraverso una nota del Comune, ha confermato la sua presenza alla manifestazione. Un'adesione importante, in vista dell’incontro che avrà il primo cittadino al ministero per lo Sviluppo Economico con i rappresentanti del governo nazionale, il prossimo 14 febbraio: «Nei giorni scorsi ho sollecitato una più ampia attenzione sulla vertenza, ricevendo assicurazione dalla presidenza del consiglio dei ministri della presenza al tavolo tecnico di venerdì prossimo di un rappresentante di Palazzo Chigi a conferma del valore nazionale di questa vertenza che non può essere catalogata come una questione periferica o secondaria rispetto al quadro complessivo dello sviluppo industriale del Paese».
TERRITORIO IN GINOCCHIO - Salvatore Burrafato, sindaco di Termini Imerese, esprime tutta la sua amarezza nei confronti dello «Stato che si è assunto la responsabilità di sacrificare lo stabilimento di Termini Imerese, in cambio di soluzioni industriali credibili. Invitalia non ha centrato l'obiettivo assegnato e cioè la reindustrializzazione e il reimpiego degli operai. Il governo deve tornare a dialogare con Fiat, che nel frattempo è tornata a godere di buona salute. Le tute blu non possono vivere di ammortizzatori sociali.» E poi lancia un appello: «Mi aspetto tutta la città in piazza per richiamare l'attenzione delle istituzioni. Dall'incontro di venerdì a Roma ci aspettiamo risposte, non la solita litania».
corriere.it

Fiat: Termini Imerese si ferma Anche i parroci a manifestazione solidarietà con gli operai

(ANSA) - PALERMO, 13 FEB - Termini Imerese si ferma per manifestare solidarietà agli operai della Fiat e dell'indotto, scesi in piazza alla vigilia della riunione al ministero dello Sviluppo economico.
Per lo stabilimento siciliano, chiuso nel novembre 2011, non si intravedono ancora prospettive; gli ex operai sono in cig fino al 30 giugno.
Migliaia di persone stanno partecipando alla mobilitazione organizzata da Fim, Fiom e Uilm. In piazza anche i parroci, i sindaci delle Madonie con i loro gonfaloni e gli studenti.

Fiat, a Termini Imerese è il giorno della protesta

È il giorno della mobilitazione generale a Termini Imerese, nel palermitano. Alla vigilia del nuovo incontro al Mise per discutere della vertenza dello stabilimento abbandonato dalla Fiat da oltre due anni, la cittadina alle porte di Palermo raccoglie la solidarietà del comprensorio. Oltre cinquemila persone sono attese per il corteo, organizzato da Fim Fiom e Uilm, che partirà alle 9.30 da piazza della Vittoria per dirigersi a piazza Duomo.
Qui, tra gli altri, è previsto l’intervento del leader della Fiom, Maurizio Landini, ma spiega Vincenzo Comella, segretario della Uilm provinciale di Palermo, “un rappresentante di ogni categoria dirà qualcosa”.
Insieme alle tute blu, infatti, sfileranno per le strade cittadine anche gli studenti, i commercianti, gli artigiani, i sindaci del comprensorio ed i parroci del territorio. Proprio i parroci qualche giorno fa avevano chiamato alla raccolta la comunità: “Non possiamo e non dobbiamo rimanere immobili, perché senza lavoro non c’è futuro” avevano scritto in una lettera aperta ai fedeli.
“La crisi che attanaglia il nostro comprensorio è diventata sempre più grave – avevano aggiunto – noi cristiani, siamo chiamati ad agire, ad operare per il bene nostro e dei nostri figli. E’ in gioco il futuro dei nostri paesi, delle nostre famiglie. Non possiamo e non dobbiamo rimanere immobili, senza lavoro non c’è futuro”.
Anche il presidente dell’AnciSicilia, Leoluca Orlando, ha annunciato ieri la sua partecipazione all’iniziativa e la vicinanza al territorio.
siciliainformazioni.com

Fiat, cinquemila in piazza. Sfilano a Termini Imerese studenti, parroci, negozianti

Saracinesche abbassate e grande partecipazione alla manifestazione promossa alla vigilia di un vertice al ministero dello Sviluppo economico. In corteo anche i sindaci di tutto il comprensorio

A Termini Imerese un bel po' di saracinesche dei negozi sono abbassate, alcune lo sono da tempo perché non hanno retto al peso della crisi, altre lo sono oggi per manifestare solidarietà agli operai della Fiat e dell'indotto, scesi in piazza alla vigilia della riunione al ministero dello Sviluppo economico. Per lo stabilimento siciliano, chiuso nel novembre 2011, non si intravedono ancora prospettive e gli ex operai sono in cassa integrazione fino al 30 giugno.


Tutta la città è ferma: cinquemila persone stanno partecipando alla mobilitazione generale organizzata da Fim, Fiom e Uilm. In piazza ci sono i commercianti, i parroci delle chiese, gli artigiani, i sindaci delle Madonie con i loro gonfaloni, gli studenti, alcuni parlamentari nazionali e regionali. Due cortei stanno sfilando per le strade: quello dei sindacati, partito da piazzale Europa con in testa lo striscione dei metalmeccanici, e quello degli studenti si ricongiungeranno in piazza Duomo.

Nei
giorni scorsi anche la Chiesa si è schierata con gli operai, inviando ai fedeli una lettera per invitarli a aderire alla mobilitazione.
repubblica.it

Ultima proposta Pd a Letta, vai a Tesoro

(ANSA) - ROMA, 13 FEB - Ultima mediazione per evitare la resa dei conti in direzione tra Enrico Letta e Matteo Renzi.

Nell'incontro, spiegano fonti parlamentari, il portavoce della segreteria Pd Lorenzo Guerini e il capogruppo Luigi Zanda avrebbero spiegato al premier che Renzi è pronto a far suo "Piano Italia" se Letta accetta il ministero dell'Economia Nell'incontro, sempre secondo fonti parlamentari, il premier Letta non avrebbe preso posizione. Letta sta valutando se andare alla direzione del Pd.
a

Torino: affitti bassi per giovani coppie e famiglie

(ANSA) - TORINO, 12 FEB - Un minilocale di 80 mq in affitto a circa 400 euro mensili, un quadrilocale da 100 mq a poco più di 500 euro: in tutto 46 appartamenti (il 30% dei quali in vendita) all'interno di uno storico palazzo realizzato dal grande architetto Filippo Juvarra, in via Milano 20, nel centro di Torino. Saranno destinati a giovani coppie, a famiglie con bimbi e a single di età non superiore ai 40 anni. E' il progetto 'Vivo al venti' del Fondo Abitare Sostenibile Piemonte (Fasp), un fondo immobiliare nel quale confluiscono risorse promosse dalla Cassa Depositi e Prestiti e da diverse fondazioni bancarie (Compagnia San Paolo, Fondazione Crt, Fondazioni Casse di Biella, Asti, Fossano, Vercelli, Saluzzo). L'investimento di via Milano, il primo del fondo, è di circa 13 milioni di euro. "E' un progetto innovativo - spiega Fabio Carlozzo, amministratore delegato di Polaris Real Estate Sgr - in quanto consente di raggiungere due obiettivi apparentemente in antitesi tra loro. Da un lato infatti si ristruttura, restaura e valorizza un edificio di pregio, contribuendo a riqualificare una parte importante della città senza consumare territorio e senza utilizzare contributi pubblici; dall'altro lato si riesce a dedicare il 70% degli appartamenti all'affitto da destinare a giovani coppie, single, professionisti". "La Compagnia di San Paolo - sottolinea il segretario generale, Piero Gastaldo - interviene nell'housing sociale con strumenti a fondo perduto, ma anche con investimenti come questo. L'impegno complessivo è di 50 milioni di euro, metà nel fondo e metà con le erogazioni. Privilegiamo il patrimonio esistente, non nuovo consumo del suolo e mettiamo attenzione alla qualità dell'intervento architettonico". "La scelta compiuta con Vivo al Venti - sottolinea il vicesindaco Elide Tisi - risponde pienamente all'esigenza di aumentare l'offerta di soluzioni abitative a canone sostenibile in un momento in cui, anche a causa della crisi economica che fa sentire i suoi effetti sui redditi di tante giovani famiglie torinesi, la domanda di case risulta in crescita continua". (ANSA).

Scossa magnitudo 3.5 tra Rieti e Perugia

(ANSA) - ROMA, 13 FEB - Una scossa di terremoto di magnitudo 3.5 è stata registrata alle 5:38 tra le province di Rieti e Perugia. Secondo i rilevamenti dell'Ingv, il sisma ha avuto ipocentro a 9,5 km di profondità ed epicentro in prossimità del comune reatino di Cittareale e di quello perugino di Norcia. La scossa è stata seguita un minuto dopo da una replica di magnitudo 2.7. Non si hanno al momento segnalazioni di danni a persone o cose.