sabato 29 novembre 2014

Una famiglia su 4 senza tredicesima, allarme...

Aumentano le famiglie che non possono contare sulla tredicesima. Un italiano su quattro, secondo un sondaggio Confesercenti-Swg, dichiara infatti di non avere nel proprio nucleo familiare nessuno che benefici dello stipendio in più, contro il 22% dello scorso anno. In generale, comunque, grazie alla bassa inflazione e agli aumenti contrattuali le tredicesime quest'anno ammonteranno a 42,3 miliardi, in aumento dello 0,6%, pari a 8 euro in più per ogni lavoratore. 12,8 miliardi finiranno però in mutuo e conti in sospeso.

Il 2014 - per il sondaggio - è stato un anno difficile in cui la situazione dell'Italia è peggiorata, ma il Natale è sempre il Natale e le famiglie spenderanno per i regali 7 miliardi di euro, 270 milioni in più rispetto allo scorso anno, anche se preferiranno la convenienza alla qualità. Il 47% degli italiani si avvicinano alle festività con un atteggiamento "speranzoso". A dare una mano saranno le tredicesime, pari a 42 miliardi (in media +8 euro a lavoratore)
Malgrado l'aumento della spesa, solo il 14% degli intervistati del sondaggio afferma di voler spendere di più per i regali rispetto alle festività dello scorso anno, mentre il 31% opta per una spesa in linea con il 2013 ed il 55% sceglie invece, per quest'anno, di spendere meno. Tra gli italiani permane, quindi, un atteggiamento di grande prudenza e quest'anno la convenienza sarà la parola d'ordine per destreggiarsi tra le vie dello shopping natalizio: il 71% del campione risponde, infatti, che si potrà permettere regali convenienti per festeggiare, mentre solo il 16% preferirà regali di qualità per i propri cari ed, infine, un 13% ammette che non potrà permettersi nessun regalo.
Per i più piccoli si tenderà, però, ad orientare la scelta verso regali utili, come evidenzia la scelta del 43% del campione, ma un 31% non rinuncia alla tradizione dei giochi di una volta ed, infine, un 12% che opterà per sorprese tecnologiche. Il 60% degli italiani, comunque, ridurrà le spese natalizie. Il piccolo aumento delle tredicesime, dovuto alla bassa inflazione e agli aumenti contrattuali, sarà un sollievo, ma solo per alcuni: ben un italiano su quattro, infatti, dichiara di non avere nel proprio nucleo familiare una persona che beneficia dello stipendio in più. Inoltre ben 12,8 miliardi serviranno a pagare mutui e conti in sospeso. Ma i regali che gli italiani vorrebbero trovare sotto l'albero non si comprano con le tredicesime: il 35% vota per la riduzione della disoccupazione, il 30% per un calo delle tasse, il 24% per un contenimento di privilegi e abusi.
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Scie chimiche, ebola e vaccini. Quando la politica strizza l’occhio ai creduloni Il web è il medium perfetto per il complottismo

di
Fabio Tognetti - greereport
complotto cospirazione
Non abbiamo più scampo, è la fine. Centinaia di aerei cisterna solcano quotidianamente i nostri cieli rilasciando nell’aria un reticolo sterminato di scie bianche. Pensate che siano semplici scie di condensa? Macché, il vapore acqueo non c’entra niente! Quelle scie sono composte da tonnellate di metalli pesanti, virus letali, batteri contaminanti e altre orribili schifezze. Sono le scie chimiche, il più terribile complotto che la storia umana ricordi, frutto di un piano segretissimo portato avanti da un Governo ombra, che spietatamente persegue il suo obiettivo: instaurare un nuovo ordine mondiale, rappresentato dall’acronimo NWO (New World Order). Per fare questo, occorre, nell’ordine: sterminare gran parte della popolazione umana, perché siamo ormai troppi sulla faccia della terra. Controllare le menti, per indurre tutti alla cieca obbedienza ogni umano. Manipolare a proprio piacimento il clima, scatenando uragani o siccità a seconda dell’occasione, per colpire nazioni e città nemiche.
E le scie chimiche sono lo strumento per compiere tutto questo. I cambiamenti climatici, mi spiace dirlo, non sono certo dovuti alle emissioni in atmosfera di CO2 e di altri gas serra, come credono gli sciocchi. Tutt’altro. I cambiamenti climatici proprio non esistono, sono solo una bugia, diffusa ad arte dai disinformatori prezzolati, dagli ambientalisti corrotti, dagli scienziati indottrinati per mascherare e nascondere la terribile verità delle scie chimiche.
Questa è, più o meno, la teoria delle scie chimiche (in inglese chemtrails): una delle tante bufale – una volta si diceva leggende metropolitane – che circolano sul web, insieme ad altre amenità sull’11 settembre, HAARP, i Rettiliani, i vaccini, ebola, ecc. 
E’ una teoria priva di fondamento scientifico, ma per sbugiardarla non serve essere scienziati, basterebbe un po’ di buonsenso. Infatti, un complotto globale di così larga scala, implicherebbe il coinvolgimento di milioni di persone: le compagnie aeree, i piloti, gli aiuto piloti e gli assistenti di volo, i controllori, gli addetti ai trasporti, gli addetti alla manutenzione degli aerei, i tecnici, i progettisti. E poi le industrie chimiche e quelle farmaceutiche produttrici dei veleni irrorati nei cieli, e quindi la dirigenza delle aziende, gli operai, i ricercatori, gli addetti al trasporto dei materiali e al carico sugli aerei. Ma anche i governi, nazionali e locali, le forze dell’ordine, gli eserciti, l’aviazione, gli addetti delle dogane, i magistrati. Senza contare tutti i tecnici delle ASL, delle Arpa, delle Università, delle stazioni meteorologiche, pagati per tacere sulla terribile verità. E poi i giornalisti, i divulgatori scientifici, i conduttori TV, gli ambientalisti pagati per raccontare frottole. Infine, ovviamente, i familiari di tutte queste persone. Tiriamo le somme: come minimo siamo, appunto, a qualche milione di persone.  Possibile che un complotto così immenso, macchinoso, spietato, costosissimo e anti-economico, possa realmente funzionare? Ma per piacere.
Come per tutte le altre teorie del complotto, quella delle scie chimiche può essere presa per boutade sulla quale farsi qualche sana risata, come fa l’esilarante pagina Facebook Protesi di Complotto. Però, ci sono aspetti non secondari sui quali soffermarsi.
Il primo è lo stretto legame tra il complottismo e i social media. Digitate le parole scie chimiche su Google: avrete 575.000 risultati. Prima dell’avvento di Facebook, Youtube, ecc., le teorie del complotto, che, si badi bene, sono sempre esistite, erano limitate a una nicchia abbastanza ristretta di popolazione, potendosi “trasmettere” per lo più oralmente. Oggi invece si assiste a un’incredibile diffusione di queste teorie che sfruttano perfettamente il connubio di possibilità offerte dalla rete: le teorie trovano spazio su siti e blog, vengono approfondite su Youtube e trovano la cassa di risonanza ideale in Facebook, diffondendosi in modo virale. Ma ancora non basta a spiegare il successo dei complottisti. Infatti, se la rete è il medium perfetto, va detto che molte persone sono ben predisposte ad accogliere queste teorie. La diffidenza (e in molti casi l’aperta ostilità) nei confronti di ogni forma di mediazione culturale o scientifica (insegnanti, medici, scienziati, giornalisti, politici), il senso di angoscia e di paura delle persone – legato anche alla crisi economica in corso – spalancano le porte alle teorie del complotto. Esse forniscono una chiave di lettura facile per spiegare praticamente ogni cosa: dal mal di pancia alla guerra in Iraq.
Risultato: le teorie complottistiche hanno raggiunto una popolarità molto elevata (si veda questo recente studio sulla diffusione delle teorie del complotto negli USA), tale da modificare significativamente i comportamenti della popolazione. Si veda, per esempio, il crollo delle vaccinazioni in Italia a causa della disinformazione, oppure si pensi a come lo sciachimismo implichi il negazionismo dei cambiamenti climatici antropogenici.
Il secondo è che non è raro che il complottismo trovi una sponda, più o meno consapevole, più o meno interessata, nella politica. Wikipedia elenca ben 14 interrogazioni parlamentari sul tema in Italia, quasi tutte del Pd, l’ultima dell’onorevole Scilipoti. Lo scettro del partito maggiormente complottista è però attualmente detenuto dal Movimento 5 Stelle, che ospita campioni del calibro di Paolo Bernini, Carlo Sibilia, Monia Benini.
Ma l’ultimissima chicca è quella del consigliere della Regione Toscana, Gabriele Chiurli (già in forza alla Lega Nord, ora gruppo misto, ecco qui il suo significativo curriculum vitae), che il prossimo 19 dicembre organizzerà un convegno sul tema, presso nientepopodimeno che la Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio, a Firenze.
Del resto cosa non si farebbe, pur di raccattare qualche voto? E il voto di un complottista vale quanto quello di una persona di buonsenso.