martedì 24 marzo 2015

Afghanistan: bomba fra bimbi che giocano a cricket, 6 morti

Almeno 6 bambini sono morti ieri nella provincia meridionale afghana di Khost, quando un ordigno è esploso sul terreno su cui avevano appena cominciato una partita di cricket. Altri 10 i bimbi rimasti feriti. Secondo la polizia, la responsabilità dell'attentato va attribuita ai talebani, per i quali il cricket non è compatibile con l'Islam e quindi i giovani non dovrebbero giocarlo. Gli insorti non hanno tuttavia commentato l'episodio.

   Lo scoppio, si e' appreso, e' avvenuto poco dopo mezzogiorno a Qala-i-Qazi, il capoluogo provinciale. Immediatamente dopo l'attentato un gruppo di amici e parenti delle vittime hanno formato un corteo e trasportato i cadaveri dei piccoli davanti alla sede del governo provinciale, chiedendo una severa punizione dei colpevoli. Il vice capo della polizia di Ghazni, Asadullah Insafi, ha sostenuto che l'ordigno esplosivo era stato collocato su una bicicletta e che e' stato attivato a distanza non appena il gruppo di bambini ha cominciato una partita di cricket. Secondo Insafi la responsabilita' dell'attentato va attribuita ai talebani, per i quali il cricket non e' compatibile con l'Islam e quindi i giovani non dovrebbero giocarlo. Gli insorti non hanno tuttavia commentato l'incidente.
Attacco armato a autobus, 13 morti. Forse opera di un gruppo legato all'Isis
Un commando armato ha aperto il fuoco la notte scorsa contro un autobus in viaggio nella provincia centrale afghana di Maidan Wardak, uccidendo 13 persone. Il responsabile ha precisato che l'attacco e' avvenuto verso l'1 locale nel distretto di Sayeed Abad, lungo la statale fra Kabul e Ghazni. 'L'attacco - ha aggiunto - e' stato realizzato da uomini armati e mascherati con un bilancio di 13 civili uccisi e tre altri feriti, mentre un bambino di nove anni e' l'unica persona rimasta miracolosamente illesa". Il governatore non ha chiamato in causa direttamente i talebani per la responsabilita' dell'attacco, lasciando aperta la possibilita', visto che i militanti avevano il volto coperto, che possa essersi trattato dell'opera di un gruppo legato all'Isis, che sta cercando di consolidarsi in Afghanistan.
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Aereo della Germanwings si è schiantato nel Sud della Francia, 148 morti

Un Airbus A320 della Germanwings, compagnia low cost della Lufthansa, si è schiantato nei pressi di Barcelonette, nel sud della Francia. A bordo c'erano 148 persone, 142 passeggeri e sei membri dell'equipaggio,  non ci sono sopravvissuti.  Tuttavia il ministero dell'Interno da Parigi spiega che fino a che il relitto non sarà raggiunto non ci può essere ceretezza che non vi siano sopravvissuti. L'aereo collegava Dusseldorf e Barcellona. Il relitto, individuato da elicotteri della gendarmeria, è quasi intatto.
Il governo di Madrid rende noto che le vittime spagnole sono 45
France Info, volava troppo basso
Linea telefonica unità crisi in Germania  Una linea telefonica di emergenza è stata messa a disposizione dal ministero degli esteri tedesco per le persone colpite dalla tragedia della caduta dell'aereo di Germanwings. Il numero è 03050003000. 
Airbus A320 individuato da elicotteri gendarmeria - "Due elicotteri della gendarmeria hanno confermato alla Direzione generale dell'Aviazione civile (Dgac) di aver individuato l'apparecchio nei pressi di Prads-Haute-Bléone, tra Digne-les-Bains e Barcelonnette": è quanto scrive radio Europe 1. 
L'apparecchio è scomparso dai radar alle 10,40. 
Il luogo del disastro aereo è stato localizzato fra i 900 e i 1.450 metri nel massiccio dei 'Trois evechés'. E' una zona di difficile accesso, impervia, dicono alcuni responsabili dei soccorsi intervistati alla tv. Circa 240 pompieri e tre squadroni della gendarmeria mobile sono partiti in direzione della zona ma non è certo che saranno in grado di raggiungerla entro la giornata. Il velivolo era decollato dall'aeroporto El Prat di Barcellona alle 8,57 del mattino diretto a Dusseldorf, secondo un portavoce di Aena, l'ente di gestione aeroportuale spagnola. Aena ha confermato che la comunicazione con l'aereo si è interrotta alle 11,20. Nell'aeroporto barcellonese è stata convocata un'unità di crisi dalle autorità del governo e della prefettura, per dare informazioni e assistenza ai familiari dell'aereo precipitato, riuniti al Terminal 2, dove ha uffici la compagnia Germanwings, filiale di Lufthansa.
France Info, volava troppo basso
Volava troppo basso l'A320 della Germanwings precipitato nel sud della Francia. Lo sostiene France Info. L'aereo si è schiantato a circa 1.800 metri contro una montagna alta quasi 3mila metri.
Rotta anomala,secondo sito specializzato  Fin dall'inizio la rotta dell'Airbus A320 precipitato era "anomala" rispetto alla norma dei voli Barcellona-Dusseldorf. Lo afferma il sito specializzato nel monitoraggio voli aerei Flightradar24. L'aereo sarebbe salito a 38.000 piedi prima di scendere inspiegabilmente. A 6.800 piedi il segnale è stato perso.
Lufthansa, giorno nero nostra compagnia  - "Un giorno nero per la nostra compagnia di volo". Lo ha detto il capo della Lufthansa Carsten Spohr, sottolineando che non è ancora chiaro quello che è accaduto.
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Gender a scuola? La diocesi dice no

«Gender a scuola? Decisamente no». È questo il titolo di un editoriale in prima pagina di La Libertà, organo di informazione diocesano della chiesa reggiana, che si schiera contro quella che lo stesso Papa Francesco ha definito «la colonizzazione ideologica della cultura gender».
Nell’editoriale vengono criticate iniziative scolastiche basate su «infiltrazioni di testi didattici portatori di un pansessualismo senza etica». Una realtà presente anche nelle scuole reggiane, nell’ambito di corsi di educazione sessuale, mal visti dalla diocesi che invece applaude all’attività svolta dall’Osservatorio permanente sull’educazione costituito in diocesi dal Forum Famiglie e daAssociazioni genitori.
Una presa di posizione netta contro la cultura gender, alla quale si aggiunge anche l’appello a votare una petizione online, sul sito citizen.org, nella quale si chiede al presidente della Repubblica di disapplicare quanto previsto nella “Strategia nazionale per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere”.
Gazzetta di Reggio

Renzi potrebbe essere ribaltato. Ma gli avversari preferiscono continuare a temporeggiare

di Marco Bertoncini 

Se volessero, i numerosi gruppi che nel Pd si agitano contro Matteo Renzi potrebbero perfino mettere in crisi il governo. Di fatto, come si è ben visto in quelli che potremmo definire i loro stati generali, l'unico elemento che pare unire (quasi) tutti gli anti renziani è la volontà di restare nel partito.
Dopo di che, ciascuno è libero di agire. Conseguenza: R. continuerà a patire fastidi, ma in certo modo non più di quanto abbia dovuto finora soffrirne.
Agiscono molti fattori disgreganti in questa pur corposa opposizione interna. I personalismi abbondano, con un rosario di gruppi, gruppetti, correnti, talora solo territoriali. L'unico che potrebbe forse tenerli uniti è Pier Luigi Bersani; ma, come si è visto, un esagitato Massimo D'Alema aspirerebbe a essere lui il persecutorio rottamatore del segretario del partito. Anche gli obiettivi politici non si identificano. Senza dubbio, tutti, dalla Bindi a Civati passando per Fassina, chiedono più sinistra: però, in buona sostanza, contestano decisioni già assunte (lavoro, legge elettorale, riforme ) piuttosto che avanzare proposte unitarie.
Inoltre, c'è una dose massiccia di nostalgia o, meglio ancora, di nostalgismo. Molti sognano ancora la segreteria di Enrico Berlinguer: eppure, R. ha ottenuto una percentuale di ben più di cinque punti superiore alla massima spuntata dal santificato segretario. Proprio i voti riportati da Renzi, oltre che la vittoria interna per la segreteria, fanno scattare in molti un sentimento di obbedienza al partito: conviene mandare a carte quarantotto un governo retto dal proprio segretario? A impedire di procedere troppo oltre con la contestazione a R. c'è pure un fattore che sempre condiziona le minoranze interne di un partito: non si può causare la sconfitta della propria formazione, con l'obiettivo di assumerne la guida, perché potrebbe voler dire ridursi a raccoglierne brandelli.

Quindi, singoli uomini o singoli gruppi della sinistra democratica parteciperanno a iniziative di svariato tipo contro Renzi e contro il governo. Ma non vi sarà una manovra unita, ragionata, compatta. Ci saranno perfino coloro che guarderanno a qualche papa straniero, attendendo che un Maurizio Landini o una Laura Boldrini (!) scenda in campo agitando la bandiera con la falce e il martello. Ciò non significa che il presidente del Consiglio possa star tranquillo, perché noie alle Camere continuerà a riceverne. Meno, però, molto meno di quelle che una sinistra interna coesa potrebbe causargli.
italiaoggi.it

Isola dei Famosi, vincono le Donatella: Non sono né sexy né lagnose. E neppure bollite. Ridono, hanno una soglia di resistenza alla fatica fisica da fachiro

Milano, 24 marzo 2015 - Non sono né sexy né lagnose. E neppure bollite. Ridono, hanno una soglia di resistenza alla fatica fisica da fachiro, e ridono. Non hanno fidanzati piagnucolosi ad attenderle. Il vincitore dell’Isola dei Famosi 2015 è il concorrente a due teste, le Donatella, Silvia e Giulia Provvedi. Uno spritz corretto al ginseng che non s’è mai sgasato per tutta la durata del programma. Le gemelle faccia pulita, bassine, secche secche, senza tette rifatte, e nemmeno labbra a canotto. Maschiacce. Modenesi, 22 anni a testa. 57 mila e passa like su Facebook contro il 350 mila di Valerio Scanu, per alcuni il favoritissimo abbattuto invece senza pietà con tutto il suo corredino di maniera, canottiera costumino e muta di chihuahua.
Ad aspettare le Donatella in studio, prima ancora della vittoria, una volta eliminati i due galli del pollaio Scanu e Siffredi, e fatto fuori il modello-bello Brice Martinet, la Rettore, che per questa sera si fa chiamare Donatella. Via via le ragazzacce struccate hanno mandato a casa tutti gli altri, Ceciliona Rodriguez compresa, accolta a Milano da mamma e fidanzato e - dietro le quinte - da Belen che forse in uno slancio magnanimo da presunta diva lascia la scena tutta ala sorellina. Scena insulsa, in una serata in cui di scene patetiche se ne sono viste: una per tutte, la moglie di Martinet, la fotografa Elena Falbo, calata sul palco con l’abito da sposa fino a far singhiozzare il marito provato dalla lontananza.

Scanu, l’amico di Maria, si è ritrovato sul ring con la vecchia nave scuola - di celluloide - di generazioni di ma(s)chi aspiranti sciupafemmine. Il ragazzo timido e incerto ha la sua rivincita di fronte alla platea televisiva, cosa che non gli è riuscita cantando soltanto. Ma la scuola De Filippi ha insegnato a lui la potenza del televoto e le furbizie da volponi, qualche momento di autenticità e molte strategiche ambiguità che in televisione funzionano quasi sempre. stavolta no. 
A proposito di ingenue ambiguità, da notare nel gran finale la santarella Marcuzzi in nude look inguinale targato Versace e gli 'zii' Mara (Venier) e Alfonso (Signorini) dietro il paravento senza traccia apparente di vestiario. 

Tornando a Scanu, in questa mandata del reality - per la prima volta su Canale 5 dopo nove edizioni di appartenenza a Raidue e a Simona Ventura - si deve aggiungere la forza decisiva dei social network, davvero determinanti in ogni pubblica esibizione. Ma non è bastato nemmeno tutto questo ben d’iddio a salvare il ragazzo: uscito al televoto contro Cecilia Rodriguez. Non è bastata l’Isola con vocazione eco friendlyal riciclaggio a Valerio che i suoi atout li ha giocati tutti: la fragilità a Cayo Paloma, le discussioni sulla sua identità sessuale - gay, non gay, un po’ sì, anzi no, e anche se fosse? - e perfino la liposuzione che avrebbe dovuto snellirlo definitivamente (ma la fame in Honduras ha fatto di meglio). Facile vittoria, sulla carta, per folle di teenager che vedono Siffredi come un insignificante, vecchio porno-babbione. 

Ma ieri sera Rocco, il pornodivo più amato dagli italiani, classe 1964, con la moglie (pornoattrice) di altera bellezza e due splendidi figli adolescenti ha figurato in studio come un lord inglese al circo bagonghi. Cancellata di colpo la palapa honduregna e pure la succursale milanese. Anche per lui i social insorgono però, il tenore dei commenti dei machi italiani è questo: "Se Rocco lascia il porno mi faccio prete". Figuriamoci, perfino fare il papa è oggi un incarico a termine... Da capirli però, perché Rocco in realtà è agli uomini che piace tanto tanto: ha incarnato nello show quella che dovrebbe essere una naturale parabola di vita. Ovvero: esuberanza e ottima dotazione fisica da giovani, utilizzo più cerebrale della sfera sessuale in età adulta, infine bilanciamento fra sesso e tenerezza nei dintorni della mezza età. Rocco ha voluto sottolineare - pure se fra ammiccamenti e battute da spogliatoio - che anche il sessuomane professionista si può ritrovare con un 'coso' bollito e dedicare la residua baldanza alla moglie a lungo cornificata. Scandalosissimo, il copione benpensante scritto per l’attore tv Siffredi Rocco, altrimenti detto 'colosso di Ortona'. Una vittoria con coriandoli e trofeo sarebbe stata di troppo. 

di ANNALISA SIANI - quotidiano.net