domenica 3 maggio 2015

Concertone del Primo Maggio fra retorica e talent


A Milano la Turandot per l'Expo. A Roma il Concertone dei sindacati. Le armonie di Puccini contro il rock, il rap e il reggae dei vari Alex Britti, Alpha Blondy, Irene Grandi e la Pfm. In termini di ascolti due eventi di nicchia, anche se 600 mila telespettatori per Rai5 non sono pochi. Ma l'Expo gongola soprattutto per gli oltre 6 milioni e 300 mila telespettatori della serata di giovedì su Raiuno con Bocelli & c. «La solidarietà fa la differenza è il tema della 25ª edizione del Concertone del Primo Maggio (quest'anno sotto al milione di telespettatori a fronte dei 700 mila in piazza) che Cgil, Cisl e Uil organizzano dal 1990 in San Giovanni in Laterano. La maratona televisiva presentata da Camila Raznovich in diretta su Raitre, parte poco dopo le quindici per concludersi a mezzanotte. Primo pensiero per le popolazioni del Nepal e i morti del Mediterraneo. Così il Concertone inizia con un minuto di silenzio. Molto meglio delle parole dei Kutso che annunciano che il loro nome si pronuncia all'inglese, con la “a” al posto della “u”. Meno male che prima di loro sul palco era salito il violinista Alessandro Quarta con i Bottari della canzone per una personalissima e apprezzabile Bella ciao quanto quella di Goran Bregovic nel finale. Le nove ore di diretta, con il solo intervallo del Tg3 e dei Tg regionali, filano a un buon ritmo grazie al palco girevole: mentre un gruppo si esibisce, sul retro si prepara il successivo. Tra le tante esibizioni (una quarantina) non mancano però le note stonate. Paolo Rossi a proposito della chiusura dei teatri parla di una criminalità che si chiama organizzata per differenziarsi dal Ministero della cultura. Mentre i Med free orkestra tra le cose negative dell'Italia elencano i messaggi di solidarietà del Papa. J-Ax infila una serie di frasi fatte sparando pure l'assurdità che «in Italia una donna non può abortire perché sarebbe un'assassina». Ma é soprattutto il gruppo bolognese Lo Stato sociale ad alzare il tono della polemica presentandosi con calzamaglie sul viso: «Oscurati e invisibili come i poliziotti non identificati in occasione di scontri di piazza e torture nelle scuole», oscurati anche perché negata all'ultimo momento una performance con nove coppie tra cui gay e lesbiche per un bacio collettivo sul palco. Nel voler sembrare alternativi a tutti i costi c'è anche molta retorica. Si fanno proclami in piazza per i cosiddetti diritti civili e poi si partecipa a qualsiasi talent. Forse è il caso che il Concertone abbandoni la residua patina politica e si trasformi totalmente in un puro evento musicale.
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