giovedì 14 maggio 2015

Don Farinella: “Non lasciamo Liguria in mano a lanzichenecchi”

Don Farinella: “Non lasciamo Liguria in mano a lanzichenecchi”gazzettadellaspezia.it
"Per tutti gli indecisi o coloro che vogliono starsene a casa, disertando l'appuntamento elettorale del prossimo 31 maggio. L'invito è esteso in modo particolare a coloro (circa il 61%) che intendono astenersi dal voto alle prossime elezioni. Si ricordino che l'astensione è complicità con i corrotti e gli incompetenti che essi vogliono combattere". L'appello arriva dal focoso prete genovese Don Farinella.
"Chi si astiene - prosegue - lascia spazio ai politicanti e ai caimani dei partiti putrefatti che si arrampicano sempre più fino all'ultimo allo loro protervia di potere, incuranti dei veri interessi dei cittadini che si chiamano «Bene Comune e Partecipazione». Votare non è solo un dovere, ma anche un diritto per dire un sì, ma anche affermare l'esclusione di chi riteniamo indegni di rappresentarci con autorevolezza e onestà. Gli onesti e i giusti non possono disertare le urne perché diventeranno complici della «malapolitica» e si precludono ogni diritto di critica di fronte alle ingiustizie e ai soprusi che essi stessi subiranno.
Votare è esercitare la propria sovranità popolare, scegliendo. Anche oggi si può scegliere perché l'alternativa a Paita e a Pastorino (che sono due facce della stessa medaglia), della destra non parlo nemmeno, c'è ed è davanti a noi: Basta superare lo sconcio del voto utile che ha abbassato il livello etico della Politica, trasformandola in poltiglia e scegliere persone oneste, libere, senza interessi personali e di parte come sono i candidati di «Progetto Altra Liguria» che io scelgo consapevole. Non m'importa se si vince o si perde, m'importa che non tradisca la mia coscienza e il «Bene Comune» della mia Regione, la Liguria, che amo con tutta la mia vita. Se non si vince si può stare all'opposizione e fare i cani da guardia al potere di chiunque, imponendo trasparenza e denunciando soprusi.
Ogni sei mesi faremo la spending review a chiunque siederà sulla sedia della presidenza e pretenderemo risposte e resoconti. Non è più tempo di delega in binaco. Ora è il tempo della coscienza, del dovere e del diritto. Ora è il tempo della Liguria che non possiamo abbandonare nella mani dei lanzichenecchi".

Liceo intitolato al prete, fratello del boss: è polemica

Il liceo si trova a Caccamo, in provincia di Palermo. Il senatore Pd Giuseppe Lumia al ministro Giannini: è un'offesa alla memoria dell'eroe antimafia Mico Geraci.

"L'intitolazione del Liceo delle scienze umane di Caccamo (Palermo) a monsignor Teotista Panzeca, oltre ad essere clamorosamente inopportuna, offende la memoria di Mico Geraci". Lo ha scritto il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia, in un'interrogazione al ministro dell'Istruzione Stefania Giannini.

"Come risaputo da gran parte della popolazione locale - ha scritto Lumia - monsignor Panzeca era fratello del capomafia di Caccamo, Giuseppe Panzeca, ed in combutta con la mafia. La posizione di monsignor Panzeca è ribadita anche da alcuni documenti della Commissione d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari della X Legislatura in cui è riportata una informativa della legione Carabinieri di Palermo che, per l'appunto, definisce monsignor Panzeca 'mafioso'".

Nell'atto di sindacato ispettivo il senatore ha chiesto: "Se il Ministro non ritenga necessario intervenire affinché il nome di un personaggio definito 'mafioso', come monsignor Panzeca, non sia più accostato a quello di una scuola dello Stato; se intenda proporre l'intitolazione del Liceo delle scienze umane di Caccamo alla memoria di Mico Geraci, eroe civile contro la mafia, per la legalità ed il bene comune".
globalist.it