venerdì 2 ottobre 2015

Viaggi all'estero, ecco tutte le spese di Marino. Voli in business class cene pagate anche a deputati e senatori. E spunta il rimborso della colazione al reduce dell'Olocausto

«Il sindaco della Capitale d’Italia, perché si sappia, per le spese di rappresentanza in due anni ha speso una media di 773 al mese». Lo ha rivelato Ignazio Marino ieri ai microfoni della trasmissione televisiva Piazzapulita in onda su La7. Eppure, spulciando uno per uno gli scontrini e le ricevute di ristoranti, biglietti aerei e alberghi che il primo cittadino si è fatto rimborsare dal Campidoglio, ci si accorge subito che i conti non tornano. Considerando un esborso totale di 28.515 euro solo per le missioni in Italia e all’estero, la media sale a 1.188 euro al mese. Marino, evidentemente, non considera le sue spese di missione nella voce «rappresentanza». Eppure, quando viaggia, il sindaco si tratta piuttosto bene. Per la trsferta a Washington di maggio dell’anno scorso ha speso più di 6.000 euro. Per quella a San Francisco di settembre 2014 altri 6.000. Indubbiamente gli Stati Uniti d’America, dove è volato in due anni per ben 6 volte e dove tornerà il 6 novembre prossimo, sono la meta preferita. Così, per due giorni a New York dove si è recato per incontrare il presidente giallorosso, James Pallotta, ad agosto del 2014, ha scelto di alloggiare al Citizen, in Times Square, al costo di 554 euro. Tema del viaggio il nuovo stadio della Roma. Proprio in quei giorni, al ristorante Milos, con tre commensali ha bevuto vino bianco per 220 euro. Si trattava di due bottiglie di ottimo Sauvignon. Anche quando resta a Roma Marino ama trattare bene sé e i suoi ospiti, soprattutto medici e giornalisti, anche se poi «con i giornali ci incarta il pesce». Una per tutte la cena da 1.270 euro offerta il 18 settembre 2014 a «chirurghi di fama internazionale presenti a Roma per essere accolti da Papa Francesco», almeno così è ripartato nella giustifica del pagamento consegnata alla ragioneria generale del Campidoglio. Poi ci sono pranzi pagati a non meglio specificati «rappresentanti dello sport, della cultura e del commercio, per discutere di nuove iniziative da organizzare», oppure offerti ad anonimi «sottosegretari e senatori» che godono già di un lauto rimborso spese messo a disposizione del Parlamento. Tra le pietanze più servite al primo cittadino e ai suoi numerosi ospiti compaiono aragoste e tartare, bistecche di mucca fassona quando è in Italia, di Black Angus quando intorno al tavolo si parla in inglese. Addirittura Marino appare talmente generoso da non consentire a don Damiano Modena di mettere mano al portafogli per pagare la cena in occasione della presentazione del suo libro (del prete) ad Alessandria. Ma c’è di più. Ma è quando annusa la possibilità di attirare investimenti esteri per la cultura romana la sua genorosità non conosce confini. Addirittura il 5 maggio scorso ha pagato una cena da 1.620 euro al ministro dell’Informazione dello Stato del Kuwait e alla sua delegazione al ristorante dell’hotel Palazzo Manfredi di Roma. Tanto paga il Comune. L’oculato sindaco-chirurgo genovese non tira fuori i suoi soldi neanche quando si tratta di offrire la colazione da 8,63 euro a un reduce dell’olocausto durante il viaggio della memoria a ottobre 2013 o per il bouquet di fiori deposto sotto la redazione di Charlie Hebdo a Parigi.
Valeria Di Corrado
Il Tempo Roma