giovedì 5 novembre 2015

Vaticano. Dopo il caso Vatileaks e la pubblicazione di documenti riservati che hanno portato all'arresto di un monsignore, ecco un altro scandalo scoperchiato

Alti pre­lati in car­cere. Ban­chieri amici messi all’indice. Cda rin­no­vati per soprav­ve­nuto scan­dalo. Ed è solo l’inizio. Quando il capo della chiesa ha detto che il “denaro è lo sterco del dia­volo” forse inten­deva dire che è arri­vato il momento di fare luce pro­prio sulle atti­vità finan­zia­rie del Vati­cano. Il mes­sag­gio non è nuovo, ma forse per la prima volta i desti­na­tari della pre­dica non se la cave­ranno con un’alzata di spalle. La mis­sione più dif­fi­cile per Papa Fran­ce­sco. Comin­ciata prima con la rior­ga­niz­za­zione della sua banca uffi­ciale (Ior) e poi con l’apertura di una inchie­sta sull’Apsa (Ammi­ni­stra­zione del patri­mo­nio della sede apo­sto­lica), un dipar­ti­mento che con­trolla il patri­mo­nio immo­bi­liare e gli inve­sti­menti del Vati­cano: è sospet­tato di aver rici­clato denaro e di aver gestito affari poco puliti anche per conto di per­sone non interne al mondo della chiesa cattolica.
E’ que­sto il con­te­sto, sto­ri­ca­mente più rile­vante della cro­naca spic­ciola, in cui si inse­ri­scono le nuove inchie­ste che stanno ter­re­mo­tando i sot­ter­ra­nei del Vati­cano, con il pre­ve­di­bile corol­la­rio di “corvi”, carte tra­fu­gate, noti­zie riser­vate e inter­cet­ta­zioni date in pasto ai gior­nali; e libri-inchiesta che scot­tano, come quello del gior­na­li­sta Gian­luigi Nuzzi, “Via Cru­cis”, in uscita oggi, dove sono tra­scritte tele­fo­nate riser­vate del Papa e ven­gono mosse accuse duris­sime alla gestione finan­zia­ria del Vati­cano total­mente fuori con­trollo (l’altro libro è “Ava­ri­zia” di Emi­liano Fit­ti­paldi). Da qui la coda vele­nosa del nuovo caso “Vati­leaks” che nei giorni scorsi, dopo una inda­gine della Gen­dar­me­ria vati­cana durata sei mesi, ha avuto come epi­logo l’arresto di mon­si­gnor Val­lejo Balda e di Fran­ce­sca Chaou­qui, una col­la­bo­ra­trice che lavo­rava nella santa sede e che è già stata scar­ce­rata per­ché è dispo­sta a col­la­bo­rare con le indagini.
Con mal­ce­lata supe­rio­rità nei riguardi dei fastidi ter­reni, il por­ta­voce del Vati­cano, padre Fede­rico Lom­bardi, ieri ha cer­cato di con­vin­cere che il nuovo scan­dalo non fa pia­cere ma è acqua pas­sata, anzi, testi­mo­nia l’impegno della chiesa che ha deciso di andare fino in fondo nell’opera di rin­no­va­mento. “Il Vati­cano — ha pre­ci­sato — non prende deci­sioni sulla base dei libri di Nuzzi e Fit­ti­paldi. Il Vati­cano cono­sce già molto bene la realtà e sa cosa deve fare. La strada della buona ammi­ni­stra­zione, della cor­ret­tezza e della tra­spa­renza con­ti­nua e pro­cede senza incer­tezze”. Que­sto è il pro­cesso che per padre Lom­bardi andrebbe apprez­zato, men­tre la pub­bli­ca­zione di docu­menti riser­vati “non rende in alcun modo ragione al corag­gio e all’impegno con cui il Papa e i suoi col­la­bo­ra­tori con­ti­nuano ad affron­tare la sfida di un miglio­ra­mento dell’uso dei beni tem­po­rali e di quelli spirituali”.
Sarà per dare con­ferma a que­sto impe­gno che lo stesso padre Lom­bardi, ieri, ha con­fer­mato un nuova azione del Vati­cano che non ha nulla a che fare con lo scan­dalo della fuga di noti­zie: l’ufficio del Pro­mo­tore di Giu­sti­zia presso il Tri­bu­nale dello Stato della Città del Vati­cano ha “avviato le inda­gini rela­tive ad ope­ra­zioni di com­pra­ven­dita di titoli e di tran­sa­zioni ricon­du­ci­bili a Gian­pie­tro Nat­tino”. Il Vati­cano, per que­sto nuovo filone di inchie­sta, ha chie­sto la col­la­bo­ra­zione dell’Italia e della Sviz­zera “mediante let­tere roga­to­rie inol­trate per vie diplo­ma­ti­che il 7 ago­sto 2015”.
Il nome di Nat­tino, pro­prie­ta­rio della banca Fin­nat Euroa­me­rica Spa, è emerso lunedì in un rap­porto di “inve­sti­ga­tori del Vati­cano” (reso noto da Reu­ters) in merito ad “even­tuale rici­clag­gio di denaro, insi­der tra­ding e mani­po­la­zione del mer­cato” in cui sarebbe stata uti­liz­zata l’Apsa, il dipar­ti­mento che si occupa di inve­sti­menti finan­ziari già finito nel mirino dai “rin­no­va­tori” del Vati­cano. Secondo gli “inqui­renti” della Santa Sede, il ban­chiere avrebbe uti­liz­zato conti Apsa per tran­sa­zioni per­so­nali sul mer­cato azio­na­rio ita­liano, con un saldo di oltre 2 milioni di euro spo­stati in Sviz­zera. Il ban­chiere, a sua discolpa, ha detto di aver “sem­pre ope­rato nel pieno rispetto delle nor­ma­tive in vigore, con la mas­sima tra­spa­renza e correttezza”.
Comun­que andrà a finire que­sta inchie­sta, l’idea è che ci sarà molto da lavo­rare per ripu­lire il Vati­cano dallo sterco del dia­volo. Lo si capi­sce anche dalla fre­ne­sia con cui la chiesa sta facendo puli­zia al suo interno, soprat­tutto in merito ad alcuni enti piut­to­sto chiac­chie­rati, come l’ospedale Bam­bino Gesù che aveva dirot­tato denaro desti­nato alle cure dei pazienti per ristrut­tu­rare l’attico del car­di­nale Ber­tone. Fatti risa­puti, anche in Vati­cano. Sem­pre Lom­bardi, pro­prio ieri, ha detto che “per garan­tire tra­spa­renza, soli­da­rietà ed inno­va­zione”, è stato rin­no­vato il cda dell’ospedale con la nomina di sei nuovi con­si­glieri, tra cui anche Fer­ruc­cio De Bor­toli, ex diret­tore del Cor­riere della Sera, Anna Maria Taran­tola, ex pre­si­de­dente Rai, e Maria Bianca Farina, mana­ger di Poste Italiane.
ilmanifesto.info

Forbes, 'Putin l'uomo più potente'

Vladimir Putin resta l'uomo più potente della Terra per il secondo anno consecutivo. Secondo la classifica della rivista Forbes, il presidente russo si piazza davanti a Angela Merkel, Barack Obama e papa Francesco. 'Solo' quinto Xi. Per Forbes, "Putin è uno dei pochi uomini al mondo tanto potente da fare quello che vuole. E cavarsela".
ansa

Aereo Sinai, per servizi Usa c'era valigia-bomba Isis

A far esplodere l'aereo russo precipitato nel Sinai sarebbe stata una bomba piazzata dentro una valigia o un bagaglio a mano. Lo riferiscono fonti dell'intelligence Usa citate dalla Cnn. Fonti che precisano come l'attentato potrebbe essere stato portato a termine dall'Isis o da un gruppo affiliato. Le fonti dei servizi Usa ascoltate dalla Cnn spiegano come ancora non ci sia una conclusione formale delle indagini da parte della comunità dell'intelligence. Ma l'ipotesi sarebbe quella di un bagaglio portato a bordo anche grazie alla complicità di un impiegato dell'aeroporto di Sharm el-Sheik e alla mancanza di controlli nello scalo della località turistica egiziana.
E l'Isis in un nuovo messaggio rilancia: "Non siamo obbligati a svelarvi il modo in cui abbiamo abbattuto l'aereo, ma ve lo diremo solo quando e come vorremo noi"."Voi controllate le scatole nere, visionate il relitto e provate a confermare che non è stato abbattuto, se ci riuscite". "Noi l'abbiamo abbattuto, voi morirete di rabbia", ed è stato pubblicato su Twitter in diversi siti jihadisti. Nel messaggio audio il jihadista aggiunge che l'abbattimento dell'aereo russo è avvenuto nello stesso giorno (il 17 del mese lunare di Muharram) in cui l'Isis giurò fedeltà al Califfato.
L'Irlanda ha dato istruzioni alle linee aeree nazionali di non volare da e verso Sharm el Sheikh fino a nuovo ordine. Lo riferisce la Bbc online. La Gran Bretagna ha sospeso i voli che dovevano partire in serata dalla località sul Mar Rosso in attesa di verificare la sicurezza dello scalo.
ansa