venerdì 8 luglio 2016

Unipvm pagherà studi Medicina Chynery. Don Albanesi, ateneo ha offerto iscrizione a Medicina

Nella tragedia di Emmanuel Namdi, il migrante ucciso a bastonate a Fermo, c'è anche uno spiraglio di speranza: ''L'Università Politecnica delle Marche - ha detto ai giornalisti don Vinicio Albanesi - si è offerta di sostenere le spese per gli studi di Medicina di Chynery'', la compagna del giovane nigeriano, che vorrebbe diventare medico.
    ''In Nigeria - spiega il sacerdote - Chynery era iscritta al secondo anno della Facoltà di Medicina. Il problema ora è ottenere il riconoscimento di quel percorso di istruzione anche in Italia''.
ansa

Presidente Ars nega aula a Cuffaro per convegno su detenzione

«La decisione di Ardizzone è un problema suo e non mio, suo e della sua coscienza. Io non voglio fare nessuna polemica, però penso che la politica debba prendersi le sue responsabilità. Victor Hugo ha scritto che detenuti si rimane tutta la vita. Io non mi vergogno di esserlo stato e Ardizzone mi ha ricordato quanta verità ci sia nella amara affermazione dello scrittore». Così l’ex presidente della Regione, Totò Cuffaro, replica al presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone che si è assunto la responsabilità della revoca della concessione per l’utilizzo della sala Mattarella di palazzo dei Normanni per un incontro sul tema dei diritti dei detenuti. 
 «Ho affrontato cose molto peggiori di questa - ha proseguito - il mio obiettivo è quello di far conoscere la condizione delle carceri italiane per renderla più umana. I preti, che sono sempre più comprensivi, ci hanno accolto e per me non è cambiato nulla. Sono però preoccupato dal fatto che le istituzioni, che dovrebbero occuparsi della vivibilità degli istituti di pena, si dimostrino così intransigenti in occasioni come questa». «Evidentemente - ha concluso - la soglia della sensibilità di Ardizzone è molto basso ed è stato urtato dalla possibilità che l'incontro si tenesse a palazzo dei Normanni. Se lo ha fatto per paura di essere sommerso dalle critiche, ha sbagliato. La politica deve cercare di fare la cosa che ritiene più giusta, a prescindere delle eventuali polemiche».
E sulla scelta di Ardizzone non sono mancate una serie di reazioni a cominciare daI parlamentare Saverio Romano che al presidente dell'Ars ha scritto una lettera per chiedere se «corrisponda al vero la revoca della concessione di una sala di Palazzo dei Normanni per un convegno ala quale era previsto l’intervento di Salvatore Cuffaro». Sulla vicenda interviene anche Gianfranco Miccichè, commissario regionale di Forza Italia: «Sono certo che la scelta di Ardizzone di negare una sala dell’Ars per un convegno con Cuffaro non sia una scelta politica, che sarebbe eticamente meschina. Immagino che qualcuno, nei suoi uffici, gli abbia suggerito questa follia, per una qualche oscura motivazione, regolamentare o giuridica, che però mi sfugge».
Sulla polemica di queste ore intervengono anche due parlamentari di Forza Italia: l’ex ministro Stefania Prestigiacomo e il senatore Francesco Scoma.  «Ardizzone dimentica - afferma Prestigiacomo - che uno dei principi fondanti la nostra democrazia e le civiltà moderne è il diritto di parola, che ha negato, ieri, a Cuffaro e, adesso, a Miccichè, rivangando una polemica sterile di qualche anno fa. Questo è esecrabile, al di là delle idee, delle appartenenze e delle scelte d’opportunità, politica e non». 
 Per Scoma «Il presidente dell’ars ha perso la sua grande occasione nel tacere. Ha tentato in tutti i modi di cercare di far capire a tutti che c'è un presidente dell’ars che si chiama Ardizzone. Ma nessuno se ne è accorto». 

lasicilia.it

martedì 5 luglio 2016

Birra con acqua mare, prezzo segue maree

(ANSA) - MILANO, 5 LUG - L'acqua è un ingrediente fondamentale della birra, ma nessuno prima d'ora aveva usato l'acqua del mare per imbottigliarla, dandole quantomeno un sapore 'inconsueto'.
    L'idea, raccontata dal sito In a Bottle (www.inabottle.it) è venuta a un mastro birraio della Galizia, Oscar Cascellana: e la sua particolarità è che il prezzo di vendita delle bottiglie lo decide la marea, momento per momento. La birra all'acqua (filtrata) di mare è stata chiamata Mustache (Negra Marinera) e, come spiega il suo creatore, "è un omaggio ai marinai. Secoli fa, nei borghi di pescatori si accompagnava la birra con le ostriche".La produzione è limitata a circa 3000 litri all'anno (9mila bottiglie da 33cl), ma viene esportata anche all'estero.
    Il prezzo è stabilito in base alle maree grazie all'Instituto Hidrográfico de la Marina spagnolo: si abbassa quando la marea è alta "perché aumenta l'acqua a disposizione", con il prezzo che oscilla da un minimo di 2,90 euro a 3,50 euro nella stessa giornata.
ansa

Berlusconi dimesso da ospedale, prova molto dolorosa

"E' stata una prova molto molto dolorosa, non credevo di affrontare molto male. Ora sto un po' meglio". Lo ha dettoSilvio Berlusconi uscendo dall'ospedale San Raffaele dove era ricoverato dal 7 giugno scorso per un intervento di sostituzione della valvola aortica.
"In Italia c'è una preoccupante carenza di leader", ha detto ancora Berlusconi al momento delle dimissioni dall'ospedale. "Spero di essere ancora utile agli italiani", ha anche detto l'ex premier. Si sente ancora un leader? gli è stato chiesto. "Uno sente se poter dare ancora un contributo al proprio Paese. Io spero non ce ne sia bisogno, se ce ne fosse spero di averne la forza".
"Mi sento un po' meglio, mi aspettano due mesi di riabilitazione e poi potrò di nuovo essere utile all'Italia e agli italiani", ha detto Berlusconi. Ad attenderlo fuori dall'ospedale una trentina di sostenitori che al suo arrivo hanno urlato "Auguri presidente".
Zangrillo, è andato tutto nel modo migliore - "Dal punto di vista sanitario è andato tutto nel modo migliore", ha detto il medico personale di Silvio Berlusconi dopo le dimissioni dell'ex premier dall'ospedale San Raffaele. Zangrillo ha confermato che Berlusconi dovrà fare riabilitazione per altri due mesi "sotto la guida del personale medico del San Raffaele".
ansa

Tangenti, nelle intercettazioni anche il nome di Alfano. Ministro è citato per l'assunzione di suo fratello alle Poste

Ci sarebbe anche il nome del ministro dell'Interno Angelino Alfano, citato per l'assunzione di suo fratello alle Poste, nelle intercettazioni allegate all'inchiesta della Procura di Roma per corruzione e riciclaggio. Lo riportano oggi diversi quotidiani nazionali, fra cui Repubblica, Corriere della Sera, Il Fatto quotidiano, Mattino e Messaggero.
"Siamo di fronte al ri-uso politico degli scarti di un'inchiesta giudiziaria. Ciò che i magistrati hanno studiato, ritenendolo non idoneo a coinvolgermi in alcun modo, viene usato per fini esclusivamente politici. Le intercettazioni non riguardano me, bensì terze e quarte persone che parlano di me. Persone, peraltro, che non vedo e non sento da anni". Così il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. 
Nell' ordinanza citati anche Sarmi e Boeri -  Si parla anche di una proroga di un mega appalto Inps ad un consorzio di imprese nelle carte dell' inchiesta della procura di Roma su mazzette e riciclaggio: una proroga - come riferiscono oggi alcuni quotidiani - sul cui esito positivo il faccendiere Raffaele Pizza (fratello dell'ex sottosegretario Giuseppe) rassicura il referente del consorzio, Roberto Boggio, sottolineando le sue ottime "entrature". In particolare, scrivono gli inquirenti nell'ordinanza, "Pizza tranquillizzava Boggio circa il positivo esito anche della proroga, facendogli intendere di poter influire favorevolmente in ordine alla decisione grazie alle sue altolocate conoscenze nell'ambiente, citando espressamente Sarmi (Massimo Sarmi, ex ad di Poste italiane spa - ndr) come persona in grado di 'arrivare' a Boeri, attuale direttore dell'Inps". E quando Boggio gli dice di aver sentito Boeri, Pizza replica: "Boeri ci penso io quand'è il momento, è amico di...ma siamo a livelli altissimi....con Sarmi se gli dico una cosa la fa....capito, non rompesse il c. ... quand'è il momento, io sono in grado di intervenire, amico amico suo proprio....è anche una persona di grandi qualità...".
ansa

sabato 2 luglio 2016

Omicidio #Yara Gambirasio, #Bossetti condannato all'ergastolo

I giudici della corte d'assise di Bergamo, presieduta da Antonella Bertoja, hanno condannato Massimo Bossetti all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio, la 13enne di Brembate di Sopra (Bergamo) scomparsa il 26 novembre 2010 e trovata morta tre mesi dopo. La sentenza è arrivata dopo oltre 10 ore di camera di consiglio. Il 13 maggio scorso il pm Letizia Ruggeri aveva chiesto per l'imputato l'ergastolo e sei mesi di isolamento diurno.
ansa

ISIS ASSALTA CAFFÈ A DACCA Blitz 100 teste di cuoio, cessata sparatoria

E' cessata la sparatoria cominciata dopo il blitz delle teste di cuoio bengalesi al ristorante di Dacca dove terroristi islamici tenevano in ostaggio da dieci ore almeno una ventina di persone. Lo riferisce la CNN, che parla di un ostaggio giapponese fuggito durante la sparatoria e di almeno una persona che è stata portata via con un'ambulanza. Media locali parlano di un argentino e due bengalesi soccorsi. Il blitz è cominciato alle 7:40 di sabato mattina ora locale, le 3:40 in Italia.
"I nostri commando hanno assaltato il ristorante. E' in corso una intensa sparatoria", ha dichiarato il vicecapo del Battaglione di azione rapida, Mizanur Rahman Bhuiyan, secondo quanto riferisce il sito del quotidiano indiano Hindustan Times. Per la CNN sono entrati in azione oltre 100 teste di cuoio. Testimoni riferiscono ai media di sentire spari ed esplosioni.
"Vogliamo risolvere questa situazione pacificamente - aveva detto in nottata ai media il capo delle teste di cuoio bengalesi, Benazir Ahmed -. Cerchiamo di parlare con gli assalitori, vogliamo sentire da loro cosa vogliono. La nostra priorità è salvare le vite delle persone intrappolate all'interno". Ahmed non aveva detto quante persone sono tenute in ostaggio. Secondo indiscrezioni, sarebbero dai 20 ai 60. Un altro ufficiale bengalese ha riferito che i tentativi di avviare un negoziato non hanno dato risultati.
Sette italiani sono tra le decine di ostaggi - tra i 20 e i 60 - presi da un commando jihadista che ha assaltato ieri pomeriggio un popolare caffé nella zona diplomatica della capitale Dacca. L'ansia è forte, anche per il rischio di eventuali vittime durante un possibile blitz, tanto che il premier Matteo Renzi è rientrato a Palazzo Chigi per seguire la vicenda, in contatto con la Farnesina. E' stato l'ambasciatore italiano a Dacca, Mario Palma, a chiarire al TG1 il numero degli italiani coinvolti dopo che per tutto il pomeriggio e la serata di ieri si erano rincorse voci sul numero e la nazionalità di morti - almeno due tra gli agenti - e decine di feriti, 11 in gravi condizioni.
Secondo il diplomatico, da parte degli assalitori "non c'è alcuna volontà di negoziare alcunchè" perché si tratta di una "missione suicida" e "vogliono attuare un'azione molto forte e cruenta in cui non c'è spazio per il negoziato". Gli ostaggi italiani sono imprenditori e commercianti del settore dell'abbigliamento, ha precisato l'ambasciatore spiegando che ad allertare la sede diplomatica è stato un connazionale che era nel gruppo di italiani e che al momento dell'assalto era uscito nel giardino del locale per fare delle telefonate. Ora lui, ha riferito ancora l'ambasciatore, "è stato tirato fuori".
ansa