lunedì 27 febbraio 2017

Vitalizi, la proposta M5S: 'Basta, sono privilegio medievale'

"E' una balla quando ci dicono che i vitalizi sono stati aboliti: questo è un vitalizio mascherato. Questo è privilegio medievale che noi vogliamo abolire con 20 righe ed una semplice delibera". Così il vicepresidente M5s della Camera, Luigi Di Maio, presentando la proposta del Movimento sui vitalizi. "Abbiamo bisogno di fare pressione per evitare l'ennesimo privilegio" rincarano il deputato M5s Riccardo Fraccaro assieme alla senatrice Laura Bottici che leggono, durante la presentazione della proposta M5s sui vitalizi, i nomi di tutti i componenti degli uffici di Presidenza. "Sono poche persone, non serve una proposta di legge, basta un regolamento e queste persone da sole possono consentire che si arrivi ad un cambio radicale" affermano i due parlamentari.
"Oggi - prosegue - doveva arrivare il Aula la legge elettorale, qualcuno se lo ricorda? Nel silenzio generale è stata fatta slittare e ci hanno detto chiaramente che non si deve andare a votare a giungo e che questi signori si vogliono prendere la pensione a settembre".
Sulla proposta di lavoro di cittadinanza fatta da Matteo Renzi, Di Maio sostiene che l'ex premier "non abbia ancora capito la portata della batosta di dicembre: prende il reddito cittadinanza, la nostra proposta e la sostituisce con lavoro cittadinanza: queste sono solo operazioni di marketing politico che lo continuano a danneggiare: i cittadini lo hanno capito". Così il vicepresidente M5s della Camera, Luigi Di Maio, commenta la proposta di lavoro di cittadinanza fatta da Matteo Renzi. "Non c'è bisogno di arrivare in California per ammiccare alle nostre proposte e farne uno slogan" aggiunge Di Maio.
ECCO LA PROPOSTA M5S, PARLAMENTARI COME CITTADINI - Armonizzare il regime previdenziale dei deputati e dei senatori con quello dei lavoratori pubblici e privati, anche in relazione all'età di maturazione del trattamento pensionistico: è l'obiettivo della proposta del M5s che intende agire non con una proposta di legge ma per la via di una delibera dell'Ufficio di Presidenza di Camera e Senato.
I due organismi parlamentari dovrebbero approvare un regolamento ad hoc per il trattamento previdenziale dei deputati o dei senatori eletti nella XVII legislatura. La proposta prevede che "il regolamento entra in vigore il giorno successivo della sua approvazione" e che le disposizioni vengano applicate ai deputati e ai senatori "in carica". Entro 30 giorni dall'entrata in vigore della delibera i presidenti Boldrini e Grasso dovrebbero, sentito il collegio dei questori, provvedere con un decreto all'attuazione delle norme che parificano il trattamento pensionistico dei parlamentari alle prescrizioni introdotte sia dalla riforma Dini sia da quella Fornero.
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Terrorismo: 007, per l'Italia rischio sempre più concreto

E' "sempre più concreto" il rischio che alcuni soggetti "radicalizzati in casa" decidano di non partire verso Siria ed Iraq determinandosi "a compiere il jihad direttamente in territorio italiano". Lo segnala la relazione annuale dell'intelligence inviata oggi in Parlamento, che parla di "pronunciata esposizione dell'Italia alle sfide rappresentate dal terrorismo jihadista".
Alle minacce alla sicurezza "non si risponde chiudendosi ma accettando la sfida. Più sicurezza non vuol dire meno libertà", dice il premier Paolo Gentiloni, presentando con il direttore del Dis Pansa la relazione annuale sull'intelligence. "I cittadini italiani possono essere certi, non della mancanza di minacce perché sarebbe un'illusione ma della la qualità molto alta di chi lavora per contrastarle".
La relazione annuale sulla politica dell'informazione per la sicurezza "racconta pur tra mille contraddizioni la capacità che c'è stata di conoscere, prevenire e contrastare sfide e minacce di vario tipo anche relativamente nuove per noi. E' motivo di soddisfazione", ha detto Gentiloni.
"L'Italia deve difendersi e difendere la propria sovranità. Non è nessuna concessione a strane idee di voler riportare in Ue dinamiche conflittuali nei singoli paesi, noi crediamo nell'Europa ma difendiamo tuttavia i nostri interessi tecnologici e strategici", ha detto ancora il premier alla presentazione, a Palazzo Chigi, della Relazione annuale sulla politica dell'informazione per la sicurezza, a cura del Dis.
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Eutanasia, morto dj Fabo. L'ultimo viaggio in Svizzera. Cappato, ha morso un pulsante per morire

Dj Fabo e' morto alle 11,40, ha scelto di andarsene rispettando le regole, di un paese che non e' il suo''. A dare la notizia è Marco Cappato sul suo profilo Facebook. Nella struttura svizzera dove Fabiano è morto - la clinica Dignitas di Forck - ci sono la mamma, la fidanzata e alcuni amici.
Cappato, domani andrò ad autodenunciarmi - "Al mio rientro in Italia, nella giornata di domani, andrò ad autodenunciarmi, dando conto dei miei atti e assumendomene tutte le responsabilità". Lo ha detto Marco Cappato all'ANSA. Il reato che si configurerebbe sarebbe quello di 'aiuto al suicidio', ha detto. Cappato, dell'Associazione Luca Coscioni, ha accompagnato Dj Fabo in Svizzera per ottenere il suicidio assistito in una clinica specializzata.
Dj Fabo "ha morso un pulsante per attivare l'immissione del farmaco letale: era molto in ansia perche' temeva, non vedendo il pulsante essendo cieco, di non riuscirci. Poi però ha anche scherzato". A raccontare all'ANSA gli ultimi momenti di vita del Dj Fabo, che ha ottenuto il suicidio assistita in una clinica svizzera, è Marco Cappato dell'Associazione Coscioni, che ha accompagnato Fabo in questo suo ultimo viaggio.
Il giovane, cieco e tetraplegico dal 2014 a causa di un incidente stradale, ha anche scherzato poco prima di dare avvio alla procedura: "E se non ci riesco? Vorrà dire - ha detto Dj Fabo, come racconta Cappato - che tornerò a casa portando un po' di yogurt, visto che qui in Svizzera è molto più buono". Appena terminate le procedure preliminari però, ha proseguito Cappato, "Dj Fabo ha voluto procedere subito, ha voluto farlo subito senza esitare".
Dj Fabo agli amici, 'fatemi un favore,mettete sempre cinture' - "Non prendetemi per scemo ma devo chiedervi un favore: mettete sempre le cinture. Non potete farmi un favore più grande". Sono le parole che Dj Fabo ha detto ai tre amici che lo hanno accompagnato nella clinica svizzera dove ha ottenuto il suicidio assistito e che sono rimasti con lui fino alla fine. Lo riferisce all'ANSA Marco Cappato, dell'Associazione Coscioni, che ha seguito ed accompagnato Dj Fabo nella clinica oltralpe. Dj Fabo è rimasto cieco e tetraplegico dopo un grave incidente stradale nel 2014. Il giovane, racconta Cappato, "ha pronunciato queste parole da solo, senza aiuti. Ha trascorso i suoi ultimi momenti in vita con gli amici ed i familiari più stretti. Fino a poco prima che ci lasciassimo - afferma Cappato - ha continuato a ringraziarmi".
ansa