sabato 18 marzo 2017

BASTANO SEI DENTI MALATI PER METTERE A RISCHIO LA SALUTE

Bastano sei denti colonizzati dai batteri della placca per mettere a rischio la salute. Per avere un rischio fino a tre volte più elevato di malattie come diabete e patologie cardiovascolari. 
ansa

ITALIANA LA SCOPERTA DELLA PROTEINA NEMICA DEL TUMORE AL SENO

Il tumore al seno, che colpisce una donna su sette e solo in Italia riguarda circa mezzo milione di pazienti, ha un nuovo nemico. E' la proteina 'p140Cap', che è in grado di limitarne la crescita e diminuirne la capacità di dare origine a metastasi. A scoprirlo è stato uno studio del Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze della Salute dell'Università di Torino.
ansa

GRANA RAI NELLA CORSA TRA I CANDIDATI ALLA SEGRETERIA DEL PD

 Il Nuovo Centrodestra si scioglie, nasce Alternativa Popolare. 'Siamo alternativi ai lepenisti, alla sinistra dell'indietro tutto, a chi ha in mente solo a ruspa, a chi dice 'No', a chi non ha cura della Repubblica', annuncia il leader Alfano che lancia le primarie per la leadership dell'area liberal-popolare. Scontri e polemiche tra i candidati alla segreteria del Pd per la presenza sul piccolo schermo del servizio pubblico. E Valiante (Pd) chiede le dimissioni di Anzaldi dalla Commissione di vigilanza Rai perché responsabile comunicazione della campagna di Matteo Renzi per le primarie. 
ansa

FRANA SULLA STATALE DEL LAGO MAGGIORE, UN MORTO E DUE FERITI

CHIUSA LA STRADA CHE COLLEGA VERBANIA AL CONFINE SVIZZERO Un motociclista svizzero è morto travolto da una frana, che ha provocato anche due feriti, sulla statale 34 del Lago Maggiore, nei pressi di Cannero. Il motociclista è morto dopo essere stato elitrasportato in ospedale. Colpita dai massi anche un'auto. Sul luogo dello smottamento sono al lavoro vigili del fuoco e forze dell'ordine oltre a personale del 118. Chiusa la strada che collega Verbania al confine con la Svizzera. (ANSA).

AGNELLI, IO DEFERITO DA PROCURA FEDERALE. 'FANGO SU JUVENTUS'

INCHIESTA SU RAPPORTI TRA PRESUNTI BOSS CON CURVA BIANCONERA Il presidente della Juventus Andrea Agnelli è stato deferito dalla Procura federale, insieme a Francesco Calvo, ex direttore dell'area commerciale della società, Alessandro D'Angelo, security manager, e Stefano Merulla, manager della biglietteria. Lo ha reso noto lo stesso Agnelli secondo il quale c'è 'una lettura preconcetta' da parte della procura federale nel 'deferimento nel quale il mio nome e quello dei nostri dipendenti rivestirebbe un ruolo di collaborazione con la criminalità organizzata'. In particolare per rapporti tra presunti boss della 'ndrangheta e la curva bianconera. 
ansa

AGGREDITO DA BULLI, GENITORI POSTANO LA FOTO CHOC SU FB

MIGLIAIA CONDIVISIONI. 13ENNE È STATO PICCHIATO DA 3 COETANEI Il figlio è stato picchiato da tre bulli e, dopo aver denunciato l'accaduto ai carabinieri, il padre ha pubblicato la foto del volto tumefatto del tredicenne su Facebook lanciando un appello a quanti sono vittime di violenza a denunciare "perché gli autori di tali soprusi non devono passarla liscia". Il post ha raggiunto, finora, quasi diecimila condivisioni. L'aggressione è accaduta nel pomeriggio di ieri in via Cesare Pavese a Mugnano, un comune alle porte di Napoli. 
ansa

DUE EVASIONI IN 24 ORE. SAPPE, SMANTELLAMENTO DELLA SICUREZZA

ALBANESE DA CARCERE ALESSANDRIA E BOSS CAMORRA DA FROSINONE Due evasioni nell'arco di 24 ore, in Piemonte e in Lazio. Si tratta di un albanese di 35 anni scappato dal carcere di san Michele (Alessandria) e di Alessandro Menditti, 44 anni, boss della camorra appartenente al clan Belforte, fuggito dal carcere ad alta sicurezza di Frosinone. Il Sappe accusa: 'ogni giorno gravi eventi critici nelle carceri italiane, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall'amministrazione penitenziaria'. Negli istituti di pena del Lazio c'è un problema di sovraffollamento (984 reclusi in più) e di carenza del personale (276 unità in meno). 
ansa

A LEONARDO ARRIVA PROFUMO, DEL FANTE E FARINA ALLE POSTE

DESCALZI E STARACE CONFERMATI AI VERTICI DI ENI ED ENEL Al vertice di Leonardo il Tesoro indica l'ex banchiere Alessandro Profumo e l'attuale presidente De Gennaro, escono l'attuale a.d. Mauro Moretti e il consigliere Alessandro De Nicola. Confermati invece i vertici di Eni ed Enel. Al gruppo petrolifero Emma Marcegaglia e Claudio Descalzi e a quello elettrico Patrizia Grieco e Francesco Starace. Per Poste la scelta cade su Matteo Del Fante (a.d. di Terna) e Bianca Maria Farina. Ma arrivano anche Carlo Cerami, Antonella Guglielmetti e Francesca Isgrò. Confermato solo Roberto Rao. 
ansa

G20 GLISSA SU PROTEZIONISMO, RAFFORZARE SPINTA CRESCITA

SCHAEUBLE, AVREMMO VOLUTO ALTRO A VOLTE NON SI RIESCE Lavoriamo per rafforzare il contributo del commercio alle nostre economie': si limita a questa frase il comunicato finale del G20 sul commercio globale, che glissa sui temi che hanno diviso la delegazione Usa da gran parte dei partner e non fa più menzione alla rinuncia al protezionismo. Afferma che la ripresa globale continua a fare progressi, ma vi sono rischi al ribasso, impegna a usare tutti gli strumenti per stimolare la crescita e a rafforzare il contributo del commercio internazionale. Ribadito l'impegno contro le svalutazioni competitive. Lagarde (Fmi), l'economia globale è vicina a svolta. Schaeuble, su commercio avremmo voluto altro. 
ansa

GINO PAOLI OPERATO A MODENA AD AORTA ADDOMINALE, STA BENE

ARTISTA 83ENNE SCRIVE A RESTO DEL CARLINO E RINGRAZIA CLINICA Il cantautore 83enne Gino Paoli è stato colpito lunedì da un aneurisma all'aorta addominale: ricoverato nella clinica Hesperia Hospital, dove ha subito un intervento programmato, è stato dimesso e sta bene. Lo riferisce il quotidiano 'Il Resto del Carlino' di Modena, città dove Paoli trascorre molto del suo tempo da diversi anni. E' stato lo stesso cantautore ad inviare una lettera alla redazione modenese del giornale, dopo le dimissioni dalla clinica, avvenute ieri, per ringraziare l'ospedale e congratularsi con il personale che l'ha avuto in cura. "Adora questa città - spiega la moglie dell'artista - si sente a casa. Presto si rimetterà e tornerà in scena". (ANSA).

MIGRANTI TORTURATI IN LIBIA PRIMA DI PARTIRE, UN ARRESTO

DOPO SBARCO, PRESUNTO TRAFFICANTE SFUGGITO A LINCIAGGIO Avrebbe torturato e seviziato i migranti rinchiusi nella "safe house", prima della partenza dalle coste libiche verso quelle italiane. Arrestato un ventenne ghanese ritenuto un trafficante di uomini. Nei giorni scorsi l'uomo - sbarcato lo scorso 5 marzo a Lampedusa (Ag) - era stato sottratto ad un tentativo di linciaggio da parte di immigrati che lo avevano riconosciuto come responsabile delle torture subite in Libia. Fra le ipotesi di reato associazione per delinquere finalizzata alla tratta, sequestro di persona, violenza sessuale. 
ansa

GENTILONI PREPARA VERTICE UE, FRENATA SU 'DUE VELOCITA''

LIMATA BOZZA DOCUMENTO. TIMORI PER PROTESTA ANTAGONISTI L'Unione europea si prepara a celebrare i 60 anni dei suoi Trattati ripensando il suo ruolo: ieri a Roma, culla dell'Unione, ne hanno parlato i vertici istituzionali ospiti di Mattarella e Gentiloni, mentre a Bruxelles si metteva a punto una bozza di documento. Il premier sintetizza: "Questo è il momento di difendere i nostri valori per evitare di dover rimpiangerli". Intanto a Bruxelles si smorza l'idea di un'Europa "a due velocità". Appuntamento il 25 marzo a Roma, anche per la protesta degli antagonisti di tutto il continente. 
ansa

TRUMP-MERKEL, TESO FACCIA A FACCIA, GELO SULL'IMMIGRAZIONE

GIALLO STRETTA DI MANO MA AL G20 UN 'CLIMA COSTRUTTIVO' Grande freddo tra Donald Trump e Angela Merkel, durante il primo, teso faccia a faccia. Tra i due leader una mancata stretta di mano e opinioni diverse su quasi tutto, specie sui migranti, mentre al G20 i contrasti tra Usa ed Europa sul commercio sono stati inferiori alle attese. In casa, Trump annuncia appello contro i giudici che hanno bloccato il suo bando sugli immigrati e insiste nel dire che Obama lo spiò,nonostante le smentite del Senato, dell'intelligence inglese e dei media citati a sostegno della sua tesi. 
ansa

ETNA: ALTISSIMA COLONNA DI CENERE LAVICA, CHIUSO L'AEROPORTO

CATANIA, BLOCCATO FINO ALLE 12, VOLI CANCELLATI E DIROTTATI Un'altissima colonna di cenere lavica è emessa dal nuovo cratere di Sud-Est dell'Etna, che continua la sua attività eruttiva. La nuova fase ha fatto chiudere la notte scorsa l'aeroporto di Catania, che resterà non operativo fino a mezzogiorno. Voli cancellati, altri in forte ritardo e aerei dirottati su altri scali. Aperto lo scalo di Comiso (RG). L'attività del vulcano prosegue con la stessa energia di ieri: dal nuovo cratere continua l'attività 'stromboliana' con boati, esplosioni, fontane di lava, emissione di cenere e di una colata lavica. 
ansa

RUBA ARMA A SOLDATO DI GUARDIA AD ORLY, ASSALITORE UCCISO

PARIGI:ABBATTUTO MENTRE VA VERSO MCDONALD,TERMINAL EVACUATI Ha rubato l'arma ad un militare di guardia del dispositivo antiterrorismo nei terminal dell'aeroporto di Orly, ma è stato poi abbattuto da un agente della polizia di frontiera, mentre si dirigeva contro un McDonald's. Paura stamani per una sparatoria nello scalo parigino, evacuazioni e terminal bloccati. E a nord della capitale un agente è rimasto ferito dopo che un uomo gli ha sparato a un posto di bocco. Per gli inquirenti, l'episodio potrebbe essere legato a quanto avvenuto a Orly. Intanto si apprende che era schedato a rischio radicalizzazione l'uomo che ieri mattina ha sgozzato il padre e il fratello in un condominio di Parigi. Ora è ricoverato in un reparto psichiatrico. 
ansa

Tempo: previsioni delle ore 9 per domani

(ANSA) - ROMA, 18 MAR - 3bmeteo.com comunica le previsioni del tempo sull'Italia per la giornata di domani. Al Nord bel tempo prevalente seppur con veli e strati in transito e qualche nube bassa mattutina su Liguria e val Padana orientale. Temperature in rialzo, massime tra 18 e 24. Al Centro tempo stabile e in prevalenza soleggiato, pur con velature in transito e qualche nube sul versante tirrenico. Temperature in rialzo, massime tra 17 e 19. Al Sud qualche addensamento basso sulle regioni tirreniche ma senza fenomeni significativi, sereno o poco nuvoloso sulle altre zone. Temperature stazionarie, massime tra 15 e 19. (ANSA)

Traghetti: su Moby e Tirrenia si celebra la Festa del Papà

ANSA) - MILANO, 18 MAR - Uno speciale omaggio a tutti i papà in occasione della loro Festa. A chi acquisterà un biglietto il 19 marzo per qualsiasi destinazione di Moby e Tirrenia, in regalo uno sconto del 100% sulla tariffa di un adulto prenotato contemporaneamente ad almeno un figlio (di età compresa da 0 a 11 anni). Per usufruire della promozione, basterà inserire in fase di prenotazione il codice promozione "Dad2017". Lo sconto potrà essere utilizzato per ottenere una riduzione su un nuovo biglietto Moby o Tirrenia e non su una modifica.(ANSA).

“Non è un paese per giovani” e “Mister Universo”, due film sulla famiglia e i suoi guai

Ogni settimana ormai fioccano le uscite di film, italiani in modo particolare. E la famiglia è il grande tema onnipresente. Viva o moribonda o sul punto di dissolversi. Risultato: le vittime sono i figli. Tanto più che la società italiana costringe i giovani ad emigrare.
Non è un paese per giovaniGiovanni Veronesi registra che ogni anno oltre 100mila ragazzi se ne vanno all’estero, perchè da noi non hanno possibilità di lavoro o di esprimersi. Così oltre ad avere in casa gli immigrati, abbiamo la nuova emigrazione giovanile. Il film, in uscita il 23 marzo, Non è un paese per giovani, mescola analisi sociale, vita familiare, disagi e sogni giovanili. Due ragazzi, il sognatore Sandro (Filippo Scicchitano) e il brillante Luciano (Giovanni Anzaldo) a Roma ci vivono male, tanto più che i genitori o non ci sono o sono stravaganti come l’edicolante Sergio Rubini che per campare vende anche frutta, perché quasi nessuno compra i giornali.
I due vanno a Cuba e si incontrano con la società estroversa e ambigua dell’isola: avventure, sogni infranti, incontri con personaggi macchiettistici (il “pizzaiolo” Nino Frassica) o “eroi” locali come un pescatore solitario. In mezzo, una ragazza svitata ma sincera (Sara Serraiocco). Sandro sogna di fare lo scrittore, Luciano entra in un brutto giro, insomma i destini si separano. Cosa resta ai due che hanno delusioni alle spalle, famiglie che non esistono, tanto da dire che «i genitori sono quelli che noi scegliamo, non quelli che ci hanno concepiti?». Veronesi mette tanta, forse troppa carne al fuoco, ma il suo cinema ironico, divertente anche (Frassica è brillante), con punte sociali decise, è soprattutto un occhio di comprensione, di affetto anche, per i giovani italiani di oggi, sempre più smarriti, soli, ma anche decisi a non rinunciare ai sogni. Uno spaccato per nulla superficiale, anche se asciugare il film dai troppi effetti “turistici” non sarebbe stato un male.
Mister UniversoInvece è quasi perfetto un piccolo film di Tizza Covi e Rainer Frimmel, Mister Universo. Una commedia “felliniana” dove il giovane domatore Tairo perde il portafortuna e inizia un viaggio in Italia fra parenti e amici per ritrovarlo. Il mondo della grande famiglia del circo, così lontano da noi eppure tanto vivo, si svela di fronte allo spettatore, con i suoi affetti, ricordi, paure e problemi. È una società che si vuole fare scomparire, ma il ritratto di questa umanità vivida, legata a culti antichi e ad una religione popolare (la processione con la statua della Madonna) vibra fra tigri, vecchi leoni, pappagalli, e commuove. Tanto più che gli attori sono quanto mai spontanei e la regia è dinamica, asciutta, fatta di scene ad incastro perfette nella miriade di personaggi, tra cui spicca l’atleta MisterUniverso, gigante buono degli anni Cinquanta, ora in pensione, che regala al giovane consigli di vita: guardare sempre in avanti. Così che il viaggio del ragazzo è in realtà un viaggio di formazione – troverà forse anche l’amore? – \con ben altro stile e contenuto rispetto ad altri percorsi cinematografici, più complessi (se non più complicati). Un gioiello, premiato al festival di Locarno, a dire che quando vuole il nostro cinema sa ancora far poesia e verità e presentare dei giovani il lato migliore.
cittanuova.it

L'Isis non è l'Islam. 20 cose da sapere sul velo

Vogliono farci credere che si tratti di uno scontro tra civiltà e culture ma non dobbiamo credergli.
Vogliono farci credere che il nemico sia l’Islam, i musulmani, i rifugiati e noi non dobbiamo dargli retta.
Ci diranno che il problema sono le religioni e noi dobbiamo rispondere che l’unico colpevole è chi insegue il Dio Denaro e chi vende armi.
Vogliono metterci l’uno contro l’altro nascondendo il vero nemico, e noi non dobbiamo stare al loro gioco.
Politici e giornalisti sciacalli vogliono riempirci la testa di pregiudizi e luoghi comuni e noi non dobbiamo ascoltarli.

Ci sono 20 cose che dovete assolutamente sapere sulle ragazze con il velo (come me)…
1) Non siamo pelate.
2) Non dormiamo con il velo.
3) Non ci facciamo la doccia con il velo.
4) Non è incollato con il Super attack.
5) Dentro casa stiamo senza velo.
6) Quando piove usiamo l’ombrello, perché il velo non è un impermeabile.
7) D’estate abbiamo caldo (come tutti), non abbiamo un condizionatore incorporato in testa.
8) È una scelta, non un’imposizione (salvo casi rari e sfortunati).
9) È un atto di devozione, dopo un percorso spirituale interiore.
10) A tutte le donne è concesso vederci senza velo.
11) I papà, gli zii, i nipoti, i bambini, i nostri mariti possono vederci senza velo.
12) Siamo belle con o senza.
13) I capelli li curiamo, come qualsiasi altra donna.
14) Laviamo, stiriamo e profumiamo i nostri numerosi veli.
15) Il velo islamico non copre il viso.
16) Il Niqab, Chador, Burqa non sono una prescrizione islamica.

Per amor di chiarezza…
Hijab: il velo islamico prescritto nel Corano.
Niqab: il niqab è un indumento presente nella tradizione araba preislamica che copre l’intero corpo della donna, legato alla corrente Wahabita e Salafita e indossato anche dalle ebree ortodosse.
Burqa: conseguenza di tradizioni locali afgane indipendenti dalle prescrizioni religiose islamiche.

17) Non tutte le musulmane sono arabe e non tutte le arabe sono musulmane.
18) Indossare il velo non ci rende migliori di chi non lo indossa (né ci rende peggiori).
19) Se siamo in un posto con sole donne, possiamo tranquillamente toglierlo.
20) Andiamo anche noi dal parrucchiere (donna).

“Chiunque uccida un uomo sarà come se avesse ucciso l’umanità intera. E chi ne abbia salvato uno sarà come se avesse salvato tutta l’umanità”. Questo è un verso del Corano ed esprime perfettamente i precetti pacifici islamici.
La guerra, nell’Islam, esiste solo in ambito difensivo e anche in questo caso ci sono determinate regole da rispettare: non bisogna distruggere i luoghi di culto, abbattere alberi, attaccare solo se si viene attaccati, non attaccare donne, anziani e bambini.
Il Corano prescrive chiaramente che non vi è costrizione nella fede, nessuno ha il diritto di costringere qualcuno a convertirsi. Ogni uomo ha il proprio credo e deve essere rispettato. I militanti dell’Isis non sono musulmani, ma mercenari che distruggono non solo chiese ma anche moschee, uccidono donne e bambini anche musulmani, senza distinzione. I terroristi non hanno religione né conoscono valori.

“Allah akbar”, lo dico ogni volta che prego.
“Allah Akbar”, lo dicono 1,6 miliardi di musulmani nel mondo, ogni giorno per cinque volte, a ogni preghiera.
“Allah Akbar”, lo dicono i muazenin, nelle moschee, in ogni paese di questa terra.
“Allah Akbar”, noi musulmani, lo diciamo da secoli, da circa 1400 anni.

Vi presterei le scarpe di un musulmano per camminarci dentro, così potreste provare la pressione che sentiamo dopo ogni attentato.
Vi darei i nostri occhi per guardare i musulmani morti per mano dell’Isis, anche se un po’ lontani da questa Europa.
Vi darei le nostre orecchie, per sentire il suono delle bombe che cadono ogni giorno in testa ai nostri cari in Medio Oriente.
Vorrei farvi ascoltare e leggere gli insulti che ci vengono rivolti.

E non ditemi che cadiamo nel vittimismo, perché vittime lo siamo. Siamo vittime di questa disinformazione, del razzismo e dei luoghi comuni.
Siamo vittime dei Media che preferiscono sottolineare cosa urla un terrorista prima di uccidere vite innocenti, invece che darvi un quadro oggettivo del periodo storico che stiamo vivendo.
Il terrorista di Monaco non ha urlato “Allah Akbar”, questo è giusto sottolinearlo, anche se qualcuno avrebbe preferito che lo urlasse.
Poco mi importa cosa urla un terrorista e quali siano le sue origini. Quello che importa è che la gente smetta con questo continuo “Noi e Voi”.

Anche noi musulmani abbiamo paura di morire per mano di qualche squilibrato, che come vedete non sempre urla “Allah Akbar”.
farodiroma.it

Turchia minaccia guerra di religione: UE rispolveri radici cristiane

"La Turchia minaccia: 'presto in Europa inizieranno le guerre di religione'. È questa la naturale conseguenza dell'irresponsabile politica di chi ci ha governato fin ora e ha favorito l'immigrazione incontrollata e il processo di islamizzazione delle nostre Nazioni", denuncia Giorgia Meloni.

"Ormai la Turchia e gli altri Stati islamici vorrebbero dettare legge pure a casa nostra. - sostiene la leader di Fratelli d'Italia - C'è un solo modo per impedire che in Europa scoppino delle guerre di religione: fermare l'invasione dei fintiprofughi e ribadire le sue radici greche, romane e cristiane".
mainfatti.it

Il Papa ha già deciso chi sarà il cardinal vicario di Roma, anche se ha chiesto il parere del “pueblo” Roba da cambiare religione

Il Papa ha già deciso chi andrà a Milano al posto di Angelo Scola e chi a Roma al posto del vicario Agostino Vallini. Le primarie alla Casaleggio Associati, con tanto di ricorso al pueblo per farsi indicare i preferiti per le due grosse sedi episcopali, è niente di più che un segnale di buona volontà per dire che la gente comune, i fedeli tutti, il santo popolo di Dio è coinvolto nel lunghissimo iter canonico che porta alla selezione dei vescovi da mandare qua e là nel mondo. Poi, come sempre fa Francesco, sceglierà chi vuole lui. Senza troppo badare a rose, terne, sinodalità e rappresenatività, bigliettini, suggerimenti recapitati in sala mensa a Santa Marta tra una portata di rigatoni al sugo (il Mio Papa, rivista cool di questi tempi, ci ha fatto sapere che in Quaresima Francesco mangia molti rigatoni al sugo) e un’insalatina scipita.
Il nostro interlocutore, a dire il vero poco attento ai rigori alimentari quaresimali (sarà progressista, come si dice), ne è certo. Sciorina un nome dopo l’altro, dipingendo un quadretto mica male di scalatori in cerca della luce bergogliana, radiosi e santissimi al cospetto del Romano Pontefice e pronti quasi a maledirlo appena usciti dall’hotel dove abita il Papa. Una scenetta tragicomica da mettersi le mani nei capelli, roba da cambiare religione tanto oscena è la situazione che vede Francesco nei panni dell’agnello circondato da lupi famelici e desiderosi di sbranarlo. Ma siamo sicuri che il Papa è più furbo di loro: sorriderà molto, stringerà mani, darà tante pacche sulle spalle e poi colpirà andando (como siempre) a bersaglio. Lasciando schiere di delusi sull’uscio della porta sobria e pesante della sua suite. 
Il Foglio

I santi del 18 Marzo 2017


San CIRILLO DI GERUSALEMME   Vescovo e dottore della Chiesa - Memoria Facoltativa
Gerusalemme, ca. 315 - 387
Cirillo nacque verso il 315 probabilmente a Gerusalemme. Successore del vescovo Massimo dal 348 circa fino al 18 marzo 386, il suo episcopato fu segnato dalla grave crisi che coinv...
www.santiebeati.it/dettaglio/26450
Sant' ALESSANDRO DI GERUSALEMME (DI CAPPADOCIA)   Vescovo e martire
m. 250 circa
www.santiebeati.it/dettaglio/45870
San LEOPARDO (LEOBARDO) DI TOUR   
m. 593 circa
www.santiebeati.it/dettaglio/45880
San BRAULIO   Vescovo
590 circa - 651
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San FREDIANO DI LUCCA   Vescovo
Irlanda, prima metà del VI secolo - Lucca, ca. 588, il 18 marzo
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Sant' ANSELMO II DI LUCCA (O DA BAGGIO)   Vescovo
Baggio, Milano, c. 1040 - Mantova, 18 marzo 1086
Anselmo da Baggio, milanese, nato intorno al 1035, ricevette una solida formazione letteraria, filosofica, giuridica e teologica. Sotto la guida dello zio Anselmo, futuro papa Ales...
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Beati GIOVANNI THULES E RUGGERO WRENNO   Martiri
† 18 marzo 1616
Beatificati nel 1987 da Papa Giovanni Paolo II.
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NOSTRA SIGNORA DELLA MISERICORDIA   
Prima apparizione: 18 marzo 1536
"Mentre ci avviciniamo all’Anno Santo Straordinario in tutta la Chiesa si approfondisca e si diffonda l’affidamento alla Madre della Misericordia": così...
www.santiebeati.it/dettaglio/96670
San SALVATORE DA HORTA   Professo Francescano
Santa Coloma de Farnés, 1520 - Cagliari, 18 marzo 1567
Nacque nel dicembre 1520 a Santa Coloma de Farnés, in Catalogna (Spagna). Rimasto orfano molto presto, dopo un periodo di prova nell'abbazia benedettina di Montserrat, scelse defin...
www.santiebeati.it/dettaglio/90312
Sant' EDOARDO II IL MARTIRE   Re d’Inghilterra
962 circa - 18 marzo 979
www.santiebeati.it/dettaglio/92373
Beata CELESTINA DONATI   Fondatrice
Marradi, Firenze, 28 ottobre 1848 – Firenze, 18 marzo 1925
www.santiebeati.it/dettaglio/91472

Beata MARTA (AMATA ADELE) LE BOUTEILLER   Religiosa
Percy (Francia), 2 dicembre 1816 – St. Sauveur-le-Vicomte, 18 marzo 1883
www.santiebeati.it/dettaglio/92273

Vaticano bacchetta Luigi Di Maio


Città del Vaticano - Il Vaticano bacchetta Luigi Di Maio. Al di là del Tevere non sono sfuggite le vivaci dichiarazioni del vice presidente della Camera, il grillino di Maio, rilasciate ieri sul caso Minzolini. Di Maio è sembrato quasi incitare alla violenza con una frase sibillina che aveva lasciato interdetti parecchi parlamentari: «Non vi lamentate se i cittadini vengono a manifestare in maniera violenta».

L’Osservatore Romano, in un articolo, ha manifestato grande stupore:   sono «parole sorprendenti» scrive il giornale della Santa Sede, facendo riferimento al ruolo istituzionale del parlamentare e visto «il clima agitato» generale, che si respira un po' ovunque, in questo periodo. C'è «il timore che le dichiarazioni dell’esponente politico, che ha parlato addirittura di ’voto di scambio’, possano far alzare il clima di agitazione in vista non solo dello sciopero dei tassisti della prossima settimana, ma soprattutto delle celebrazioni dei Trattati di Roma previste per il 25 marzo>.
 Il Messaggero

Moro, Paolo VI e la trattativa del Vaticano

Quel che avvenne a via Fani la mattina del 16 marzo (la strage della scorta, il rapimento e la successiva uccisione di Aldo Moro) è stato passato al microscopio di cinque processi (i primi due vennero unificati) e di ben sei commissioni parlamentari (due, una delle quali ancora in attività, dedicate esplicitamente al “fatto” e altre quattro che lo incrociarono nemmeno tanto trasversalmente indagando su altri misteri italiani). Eppure non tutto è stato chiarito. Un po’ perché questo Paese è fatto di segreti inconfessabili a cominciare dai rapporti tra pezzi dello Stato deviati e pezzi della società degradati (organizzazioni criminali, reti politiche sotterranee che hanno sempre agito nell’ombra) e un po’ perché la ricostruzione storica è sta affidata quasi esclusivamente ai racconti dei “pentiti” che spesso hanno detto (o non detto) quel che a loro maggiormente conveniva.
C’è, ad esempio, un aspetto che non è mai stato completamente chiarito: quello della “trattativa”. Si sa che si mossero in tanti. Dai socialisti che si schierarono apertamente per un negoziato (ma all’area delle colombe aderivano anche il leader democristiano Amintore Fanfani, l’ex capo dello Stato, Giuseppe Saragat, uno dei fondatori del Pci, Umberto Terracini) che pensavano a un “atto umanitario” che mandasse in libertà un terrorista in precarie condizioni di salute (si parlò prima di Paola Besuschio poi di Alberto Buonoconto) e affidarono a un esperto come Giuliano Vassalli il compito di valutare da un punto di vista giuridico la questione; alla Chiesa investita del compito quasi direttamente dall’ostaggio.
Le lettere che pubblichiamo oggi in questo Blog fanno riferimento proprio a questo secondo tentativo che, peraltro, fu anche quello che alimentò le maggiori speranze e che addirittura a ventiquattro ore dal ritrovamento del cadavere nella famosa Renault Rossa in via Caetani fece sperare in un esito positivo della vicenda. Come ha rivelato Miguel Gotor, uno degli storici che maggiormente si è occupato della vicenda lasciandoci un bel libro che raccoglie le lettere scritte da Moro nel periodo della “prigionia”, nel frammento di una missiva il presidente democristiano si lamentava del comportamento di Paolo VI: “Il Papa ha fatto pochino, forse ne avrà scrupolo”. La lettera aperta “agli uomini delle Brigate Rosse”, sembra in qualche maniera confermare questa impressione: Montini, infatti, dà l’impressione di insistere sull’atto autonomo dei terroristi. Però vi può essere un’altra lettura che finisce per inquadrare la lettera in un contesto diverso, quello appunto della trattativa, soldi (cinquanta miliardi) contro la libertà di un uomo.
Quando il 13 maggio, in una atmosfera surreale (non c’era la bara della vittima, non c’erano i familiari che seguirono alla lettera l’indicazione data dal loro congiunto: “Chiedo che ai miei funerali non partecipino né autorità dello Stato né uomini di partito. Chiedo di essere seguito dai pochi che mi hanno veramente voluto bene”), nella Basilica di San Giovanni il vicario di Roma, Ugo Poletti officiò le esequie solenni, un Montini malato e ulteriormente provato (si sarebbe spento il 6 agosto successivo) manifestò tutta la sua tristezza, tutta la sua disperazione con queste parole: “E chi può ascoltare il nostro lamento, se non ancora Tu o Dio della vita e della morte? Tu che non hai esaudito le nostre suppliche per l’incolumità di Aldo Moro, di questo uomo buono, mite, saggio, innocente ed amico?” C’era in quell’ interrogativo tutta la disperazione per una strada battuta sino all’ultimo ma che non aveva portato alla meta sperata. Cosa impedì quell’esito?
Tre giorni dopo, nel corso di una messa a suffragio, qualche responsabile venne indicato dalla moglie di Aldo Moro, Eleonora: “Per i mandanti, gli esecutori, i fiancheggiatori di questo orribile delitto; per quelli che per gelosia, per viltà, per paura, per stupidità hanno ratificato la condanna, per me e per i miei figli perché il senso di disperazione e rabbia si tramuti in lacrime di perdono, preghiamo!” Perché, secondo le ricostruzioni a posteriori, quel negoziato venne accettato dallo Stato (che formalmente non veniva coinvolto) ma l’adesione alla soluzione scelta non fu mai incondizionata. D’altro canto ci furono comportamenti indicativi delle frattura che la strage e il rapimento avevano creato nei partiti. Amintore Fanfani ha raccontato che avrebbe voluto partecipare al funerale privato che si svolse nella cappella del cimitero di Torrita Tiberina, chiese l’autorizzazione al segretario della Dc, Benigno Zaccagnini, ottenendo questa risposta: “Sei libero, ma se ci vai ti denuncio ai probiviri”. Molti ecclesiastici provarono a intervenire per evitare l’epilogo più drammatico, tra gli altri Monsignor Bettazzi, vescovo di Ivrea e presidente di Pax Christi che molto più tardi ha ricostruito pubblicamente quel che avvenne in quei giorni quando si recò in Vaticano per farsi autorizzare a offrirsi come ostaggio al posto di Moro. Il cardinale Giuseppe Caprio gli avrebbe risposto: “Non vede che stiamo andando in braccio al comunismo? Ha già fatto fin troppo il Santo Padre con quella lettera alle Brigate Rosse”. Bettazzi avrebbe provato ad aggirare il rifiuto dicendo: “Facciamo che io non sia venuto”. La replica sarebbe stata raggelante: “No. Lei poteva non venire, ma ora che è venuto le proibiamo di farlo”. Le parole di Caprio pongo sullo sfondo uno dei temi spesso evocati: l’apertura al Pci promossa da Moro, i governi di solidarietà nazionale, una linea poco apprezzata anche dall’altra parte dell’Oceano. In quei giorni i rapporti del Papa con Giulio Andreotti (uomo da sempre con notevoli agganci in Vaticano) furono caratterizzati da forti contrasti. Ma tutto questo non impedì a Montini, pur con grande prudenza, di incaricare il suo segretario, Pasquale Macchi, e il collaboratore di questi, Carlo Cremona, di avviare quasi immediatamente un tentativo negoziale, provando a cercare quel canale che potesse portare con sicurezza agli “uomini delle Brigate Rosse”. Paolo VI non si mosse all’insaputa della politica italiana tanto è vero che vennero informati Zaccagnini, Enrico Berlinguer e Tonino Tatò, braccio destro del segretario comunista, ben visto anche nei corridoi vaticani. La ricerca del canale venne affidata al cappellano di San Vittore, Cesare Curioni che era anche il capo dei cappellani d’Italia e questi per prima cosa si rivolse all’avvocato dei brigatisti, Edoardo Di Giovanni. Curioni in quei giorni avrebbe compiuto diversi viaggi a Napoli dove avrebbe incontrato la persona (o una delle persone) che lo aiutarono a cercare il contatto giusto (forse un brigatista o un ex brigatista).
Testimoni che hanno atteso qualche anno per far sentire la propria voce, raccontano anche che il palazzo di Castel Gandolfo, residenza estiva del Papa, essendo provvisto di extraterritorialità fu uno degli snodi della trattativa e lì furono visti, custoditi in una stanza, dieci miliardi di vecchie lire in contanti che avrebbero dovuto far parte del riscatto. Così come si è parlato di venti milioni di dollari messi a disposizione dal parlamentare israeliano Shmuel Flatto-Sharon (metà li avrebbe versati immediatamente, metà entro dieci giorni). Secondo Gotor che ha studiato a fondo le lettere di Moro, lo stesso ostaggio era in qualche modo a conoscenza della trattativa e lo stesso riferimento a Giuliano Vassalli e all’intervento di Pio XII in favore della sua liberazione (un ruolo lo ebbe anche Montini all’epoca collaboratore del Papa) non va letto come un semplice esempio da seguire. D’altro canto, il Vaticano coinvolse in quei giorni convulsi anche il giurista socialista che, comunque, alla questione si stava dedicando per conto di Bettino Craxi.
Misteri svelati in tempi recenti hanno tirato in ballo un altro prelato: Enrico Zucca, uomo da sempre vicino ai servizi (sin dai tempi del fascismo), cappellano di quella struttura supersegreta chiamata “Anello” (costituita addirittura nel 1944 dal generale Roatta) che rispondeva soltanto ad alcuni presidenti del Consiglio e che è stata sciolta negli anni Ottanta. Padre Zucca avrebbe trovato in Adalberto Titta, capo della struttura segretissima, il canale (lo stesso che verrà più tardi attivato in occasione del rapimento di Ciro Cirillo e che porterà alla liberazione dell’esponente politico campano) per avviare un negoziato con le Br. Ma proprio i sottili messaggi che lanciava dalla “prigione del popolo” Moro, avevano indotto i protagonisti del complesso puzzle a cercare un’altra strada. Non quella della liberazione ma quella “dell’esilio” di un brigatista che invece di essere arrestato sarebbe stato fatto fuggire all’estero. E qui entra in ballo Alessio Casimirri, uno dei componenti del “gruppo di fuoco” che aveva operato in via Fani, figlio dell’ex capo dell’ufficio stampa della Santa sede, con una certa familiarità con i giardini vaticani tanto da giocarci a pallone e da essere bonariamente sgridato, negli anni infantili, da Giovanni XXIII per l’eccesso di chiasso. In effetti nei giorni del sequestro Casimirri venne tenuto un po’ in disparte perché le Br avevano appreso che su di lui erano stati avviati dei controlli sollecitati dagli stessi genitori. Non è da escludere, insomma, che in cambio della fuga, Casimirri potesse trasformarsi in una sorta di mediatore. Due cose, alla fine, sono certe: secondo quanto ha rivelato Moretti, il terrorista venne espulso dalle Br; tra i partecipanti all’agguato di via Fani è l’unico che non ha fatto nemmeno un giorno di prigione essendo fuggito in Nicaragua dove ora, con passaporto di quel paese, gestisce tranquillamente un ristorante.
I “sondaggi” discreti erano stati avviati da tempo quando il 18 aprile del 1978 arrivò l’annuncio che il cadavere di Moro sarebbe stato trovato nel Lago della Duchessa. La lettera agli “uomini delle Brigate Rosse” è in qualche maniera la conseguenza di quell’improvviso colpo di teatro nel senso che andrebbe interpretata come una sollecitazione a dare una prova certa dell’esistenza in vita dell’ostaggio. In realtà quel comunicato era un falso e l’autore era “Tony il falsario”, cioè Antonio Chiecchiarelli, uomo vicino alla banda della Magliana. Non è stato mai chiarito quale fosse l’obiettivo dell’operazione. Per alcuni serviva a distogliere l’attenzione da Roma per consentire alle Brigate Rosse di potersi muovere quel giorno con una certa serenità. Secondo altri un tentativo per inserirsi nella trattativa e raggiungere proditoriamente i miliardi del riscatto. Giulio Andreotti in una intervista del 2003 ha sostenuto che sarebbe stato un terrorista detenuto a San Vittore a svelare la falsità del comunicato del 18 aprile e, proponendosi come intermediario, ad annunciare che il 20 aprile l’organizzazione avrebbe reso pubblico un nuovo documento (cosa che in effetti fece).
Fatto sta che la trattativa della Santa Sede prende impulso proprio dopo la vicenda del lago della Duchessa, anche in virtù dell’autorizzazione concessa dai segretari dei cinque maggiori partiti in occasione di una riunione che si era svolta a Palazzo Chigi il 3 aprile. D’altro canto, non è che i quattrini fossero disprezzati dalla Br che in qualche modo dovevano finanziare la loro “attività”. Lo scambio a sfondo economico venne successivamente accettato con Cirillo. Ma precedentemente, cioè nei primi mesi del ’77, con un riscatto (un miliardo e 350 milioni di lire) e la liberazione si era concluso il sequestro dell’industriale genovese Pietro Costa: quei soldi servirono tra l’altro proprio per acquistare quella che è ufficialmente considerata “la prigione del popolo” di Aldo Moro, l’appartamento in via Montalcini. A tre, quattro giorni dalla tragica conclusione del rapimento, nelle stanze del potere romano si respirava aria di ottimismo: la trattativa avviata dal Vaticano sembrava in grado di riportare a casa sano e salvo Aldo Moro. Anche nelle prime ore del mattino del 9 maggio Macchi e Curioni erano in attesa della telefonata liberatoria (in tutti i sensi) dell’intermediario. Arrivò, invece, la mortale “gelata”: non se ne sarebbe fatto nulla, l’ala dura delle Br voleva il riconoscimento politico dello scambio di prigionieri: la vita di Moro in cambio della liberazione di tredici brigatisti; una sola alternativa al rifiuto: l’esecuzione della condanna a morte annunciata con il comunicato numero 9 del 5 maggio.
Fondazione Nenni

Per sopravvenuti e inderogabili impegni del Santo Padre si è dovuta spostare l'Udienza con l'AC al 30 aprile


Azione Cattolica 
Il nostro incontro con Papa Francesco, che attendiamo tutti con gioia e gratitudine, è spostato a Domenica 30 aprile. Orari, modalità e contenuti dell’incontro rimangono invariati: sarà una bella mattina di festa, di riflessione e di preghiera. Ieri, infatti, ci è stato comunicato che per sopravvenuti e improrogabili impegni il giorno 29 Papa Francesco non avrebbe potuto essere presente in Piazza San Pietro per fare festa e pregare con noi. Gli siamo davvero grati di aver deciso immediatamente di dedicare a noi la mattina seguente.

Frontiera Messico-Usa: già operativa la commissione Pro-Migrante in 18 diocesi


Fides

Diciotto diocesi di confine, in Messico e negli Stati Uniti d’America, hanno costituito le commissioni per la consulenza legale ai migranti in pericolo di essere deportati o in transito verso gli Stati Uniti. La nota pervenuta a Fides segnala che in Texas le commissioni sono operanti a Chihuahua, Coahuila, Nuevo Leon e Tamaulipas.

Tra la Suburra e Trastevere resta ipotetica l’ubicazione della casa dove abitò l’apostolo San Paolo a Roma

 L'Osservatore Romano 
(Enrique Mena Salas) Pubblichiamo le conclusioni di un lungo studio appena apparso sulla rivista «Anales Valentinos» (III, 2016, pp. 253-309). L’autore insegna nella facoltà di teologia San Vicente Ferrer di Valencia.
Secondo gli Atti degli apostoli 28, 16-30, una volta giunto a Roma, Paolo di Tarso ottenne dalle autorità romane il permesso di risiedere fuori dall’accampamento carcerario, in un locale affittato a sue spese. Così va inteso il termine utilizzato,mìsthoma, secondo la versione latina conductum, casa affittata, che indica che siamo di fronte a una notizia tradizionale, anteriore alla redazione lucana, proveniente da circoli probabilmente romani o italici, che si distacca dal significato comune di salario o paga dei Settanta.

Le bugie del Vaticano sul sabotaggio del tribunale anti-pedofili


Lettera 43 
(Francesco Peloso) IJ'accuse diMarie Collins, la donna che è stata membro della Pontificia commissione per la tutela dei minori, contro la Curia vaticana, non si ferma e conosce anzi nuovi importanti capitoli. Il tribunale per giudicare i vescovi responsabili di aver insabbiato i casi di abusi sessuali sui minori - ha detto la Collins -, nonostante sia stato voluto e approvato da papa Francesco non è mai stato istituito dalla Congregazione per la dottrina della fede guidata dal cardinale Gerhard Müller. 

Papa Francesco in Egitto a fine aprile


Ansa - GdP 
Sarà in Egitto, al Cairo, il primo viaggio internazionale dell'anno di papa Francesco. E la visita, che secondo quanto apprende l'ANSA, avverrà nell'ultimo fine settimana di aprile, segnerà un passo cruciale nel dialogo che papa Bergoglio sta intessendo con l'Islam. Francesco compirà infatti una visita all'università di Al-Azhar, la più prestigiosa istituzione religiosa dell'Islam sunnita, dove sarà accolto dal grande imam, Ahmad Al-Tayyib.

A Bolzano la beatificazione di Josef Mayr-Nusser. Martire della fedeltà


L'Osservatore Romano 

(Carlo Calloni, Postulatore generale) Il rifiuto di giurare fedeltà a Hitler costò la vita a Josef Mayr-Nusser (1910-1945), laico, padre di famiglia, presidente dell’Azione cattolica dell’arcidiocesi di Trento e membro delle conferenze di San Vincenzo de’ Paoli. Per questo gesto venne condannato all’internamento nel lager di Dachau, ma a causa delle angherie subite morì martire prima di giungervi. Sabato mattina, 18 marzo, viene beatificato nel duomo di Bolzano, dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, in rappresentanza di Papa Francesco. 
Osservatore Romano

Scontri soldati Israele, ucciso 16enne

(ANSA) - RAMALLAH, 18 MAR - Un adolescente palestinese di 16 anni è rimasto ucciso in Cisgiordania durante scontri con i militari israeliani, secondo quanto reso noto dal ministero della sanità dell'Autorità palestinese. I militari dello Stato ebraico da parte loro hanno dichiarato che "bottiglie incendiarie sono state lanciate contro veicoli di passaggio" e che come risposta a quella "improvvisa minaccia gli uomini hanno sparato" verso gli autori di queste azioni. Dal 2015 le forze israeliane hanno ucciso almeno 239 palestinesi, identificati per lo più come "aggressori", mentre 41 israeliani e due cittadini americani sono stati assassinati da palestinesi, quasi tutti in attacchi con coltelli, ma anche travolti da veicoli lanciati contro i passanti.
   
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Uccide ex a colpi pistola e si suicida

 I corpi di due giovani - un ragazzo e una ragazza - sono stati trovati oggi pomeriggio all'interno di un'auto lungo la strada Valleranese, in provincia di Viterbo. Da una primissima ricostruzione si ipotizzerebbe un omicidio-suicidio. Il ragazzo avrebbe prima sparato dei colpi di pistola verso la giovane e poi si sarebbe tolto la vita. Si erano lasciati da poco e forse si erano incontrati per un chiarimento, secondo le prime testimonianze. Sul posto il 118 e i carabinieri, che indagano sulla vicenda. Dalle primissime informazioni sembra che il giovane sia di Amelia, in provincia di Terni, e la ragazza della provincia di Viterbo.
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ADDIO A DEREK WALCOTT, IL NOBEL ERA L'OMERO DEI CARAIBI

POETA DEL METICCIATO, DI SE' DICEVA: 'DIARISTA DELLA SABBIA' E' morto a 87 anni il poeta Derek Walcott, premio Nobel per la letteratura nel 1992. Nelle sue opere Walcott è riuscito a cogliere l'essenza della sua isola natale, Santa Lucia, nei Caraibi e a diventare uno dei più importanti narratori del XX secolo. Considerato il più grande poeta della storia dei Caraibi, ha pubblicato, tra l'altro, 'In A Green Night: Poems 1948 - 1960' e l'opera epica 'Omeros'. 
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SALTA IL REFERENDUM, CGIL SODDISFATTA. PRODI, UN ERRORE

Abrogati dal 2018. Pronto il decreto legge che abolirà i voucher. Fino al 31 dicembre potranno essere usati quelli già acquistati. Gentiloni: 'l'Italia non aveva bisogno' di 'una campagna elettorale su temi come questi' comunque in linea con le 'scelte dela Parlamento'. E annuncia 'una regolazione seria del lavoro saltuario e occasionale'. Camusso: 'un grande risultato', deluse le imprese. L'ex premier Prodi: 'abolirli completamente non mi sembra saggio'. Alfano: risparmiati 300 milioni. La Cisl, 'abolizione incomprensibile'. 
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