sabato 15 aprile 2017

Minore abusata per mesi da insegnante ripetizioni a Torino

Avrebbe dovuto dare ripetizioni a una ragazzina di tredici anni, invece ha abusato di lei. Più volte e per mesi, nel 2015. E' accaduto a Torino e, concluse le indagini della squadra mobile della polizia nei confronti dell'anziano insegnante, ora l'udienza preliminare è stata fissata per il 18 aprile. La vicenda sarebbe stata tenuta sotto silenzio anche dalla famiglia in quanto avvenuta nell'ambito di una comunità torinese dei Bahà'ì, una religione abramitica monoteistica nata in Persia.
Si tratta di una vicenda, come riporta anche il Corriere della Sera online, che le persone vicine alla ragazzina, familiari compresi, avrebbero cercato di tenere nascosta, fino a che la famiglia non si è trasferita nel Biellese, dove una psicologa ha consigliato alla ragazzina di sporgere denuncia. 
La ragione del silenzio potrebbe essere nel fatto che a dare le presunte ripetizioni era stato un anziano membro della comunità religiosa di cui la famiglia faceva parte, la comunità torinese dei Bahà'ì, una religione abramitica monoteistica nata in Persia, che conta 7 milioni di fedeli in duecento Paesi nel mondo.
Il tentativo di risolvere la faccenda all'interno si sarebbe concretizzato col fatto che l'Assemblea nazionale aveva allontanato l'anziano docente, mentre ai genitori dell'adolescente, anche loro appartenenti ai Bahà-ì, erano stati offerti dei soldi in cambio del silenzio.
   
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I santi del 15 Aprile 2017


SABATO SANTO    - Solennità
Nel Sabato Santo predomina il silenzio, il raccoglimento, la meditazione, per Gesù che giace nel sepolcro; poi verrà la gioia della sera con la Veglia Pasquale e co...
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San MARONE   Martire
Le più antiche notizie rinviano al tempo in cui a Roma sul trono imperiale sedeva Domiziano (81-96), della dinastia dei Flavi. Apparteneva alla famiglia dei Flavi anche Domi...
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Santi MARTIRI MERCEDARI REDENTORI D’AFRICA   
XIV secolo
Questi Santi mercedari, mentre stavano navigando verso l’Africa in missione di redenzione, furono catturati dai mori nell’anno 1393, dopo diversi tormenti, per odio della religione...
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San DAMIANO DE VEUSTER   Sacerdote
Tremenloo, Belgio, 3 gennaio 1840 - Molokai, Isole Hawaii, 15 aprile 1889
I coniugi fiamminghi De Veuster hanno otto figli. Due diverranno suore e due preti dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, detti anche «Società del Picpus», dall...
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Santi TEODORO E PAUSILOPO (PAUSILIPPO)   Martiri
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San CRESCENTE DI MIRA   Martire
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Sant' ABBONDIO   
m. 564 circa
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Sant' ORTARIO   Abate di Landelles
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Sante ANASTASIA E BASILISSA   Martiri
m. Roma, 68 circa
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San PATERNO DI AVRANCHES   Vescovo
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Beato LORENZINO SOSSIO   Martire
XV secolo
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Beato CESARE DE BUS   Sacerdote
Cavallion, 3 febbraio 1544 - Avignone, 15 aprile 1607
Nacque a Cavaillon, nei pressi di Avignone, il 3 febbraio 1544. Era il settimo di tredici figli. Passò la gioventù tra gli ufficiali di Carlo III e la corte reale, lontano dalla pr...
www.santiebeati.it/dettaglio/31900

Maturità 2017, 5 possibili temi su Dario Fo

Nell’ultima rilevazione effettuata da Skuola.net sul toto-maturità, è stato indicato da 1 studente su 10 come il probabile autore protagonista dell’analisi del testo nella prima prova d’esame. Stiamo parlando di Dario Fo. L’attore e commediografo è recentemente scomparso; in più, nel 2017, ricorrono i 20 dal conferimento del Premio Nobel. Due ottimi motivi per avvalorare la teoria dei maturandi. Ma se dovesse davvero uscire, quale potrebbe essere l’ipotetica traccia? La stessa Skuola.net riassume le tematiche principali sviluppate nelle sue opere. Tutte, in ogni caso, unite da un filo comune: l’ironia.
5. La politica
La lotta politica e l’attivismo sono sempre state delle costanti nella vita di Dario Fo. Ma, seguendo il suo stile, anche nell’attacco al potente ha sempre usato una vena comica, basata sullo sberleffo e sulla ridicolizzazione del bersaglio da colpire. Emblematica, in tal senso, la sua opera “Morte accidentale di un anarchico”, liberamente ispirata alla vicenda di Giuseppe Pinelli, l’anarchico precipitato dalla finestra della questura di Milano nel 1969. Un suicidio da sempre avvolto nel mistero che Fo ha voluto tingere d’ironia – caricaturizzando i personaggi protagonisti della storia - per far luce con un linguaggio diretto sulle omissioni emerse durante le indagini.
4. La religione
Profondamente anticlericale, Dario Fo ha spesso trattato gli aspetti più controversi della religione. In opere come “Il papa e la strega” del 1989 prende ad esempio spunto dalle cronache – in questo caso il dibattito sulle droghe – per fare della satira sociale su Vaticano e Governo. In altre, invece, difende chi incarna davvero lo spirito religioso; è il caso de “Lu santo jullare Francesco”, in cui San Francesco appare come un personaggio ‘puro’ e ribelle, circondato da un mondo di lupi.
3. Il Matto
Dario Fo, in quasi tutte le sue opere, utilizza questa figura per raccontare l’attualità. I suoi personaggi sono ironici, con il sorriso sempre stampato sulle labbra. Con questo stratagemma, l’autore, riesce a far passare in maniera non troppo aggressiva profonde accuse. Il tono scherzoso però nasconde la satira pungente. Il matto scardina l’autorità e ne coglie punti i punti deboli e i difetti. Ne viene fuori una costante demolizione di chi, invece, vorrebbe coprirsi con l’armatura del potere. Ma il mondo di Fo è popolato anche da ubriachi, prostitute, truffatori. Persone emarginate dalla società che, però, dimostrano di ragionare meglio dei ‘normali’.
2. La burocrazia
Anche la macchina dello stato non è sfuggita al ciclone Fo. In un’opera in particolare – “Gli arcangeli non giocano a flipper” - si narrano le vicende di un personaggio che scopre di essere iscritto all'anagrafe alla voce ‘cane bracco’. Non è un errore ma la vendetta di un impiegato impazzito per una mancata promozione. Nonostante ciò il protagonista è costretto a vivere come un vero cane per colpa, appunto, delle fiscali leggi della burocrazia. Solo dopo che, come cane randagio, sarà stato ufficialmente soppresso potrà tornare uomo. Un richiamo, più o meno esplicito, alla poetica di Pirandello nel Fu Mattia Pascal (altro autore molto gettonato per la Maturità 2017).
1. Il ritorno alle origini
Ma, senza dubbio, è il “Mistero Buffo” l’opera più famosa di Dario Fo, quella che probabilmente gli ha spianato la strada verso il Premio Nobel. Nel ‘Mistero’, infatti, ci sono tutte le caratteristiche della sua produzione: la satira, la farsa, la sperimentazione, i temi sociali e soprattutto il recupero delle tradizioni. L’intera opera è basata su una nuova lingua – il grammelot – che richiama i dialetti della pianura padana. Ma, in realtà, tutto si traduce in una serie di espressioni – vocali e facciali – che trasmettono sensazioni da interpretare e dietro cui si celano sempre denunce sociali. Per questo ci sono anche tutti i suoi personaggi, col giullare in prima fila e la corte di ‘emarginati’ a fargli da spalla. Smitizzando, ancora una volta, fatti storici del passato.
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Papa Francesco alla Via Crucis: "Vergogna per sangue migranti e scandali Chiesa"

"Vergogna per tutte le immagini di devastazione, di distruzione e di naufragio che sono diventate ordinarie nella nostra vita.Vergogna per il sangue innocente che quotidianamente viene versato di donne, di bambini, di immigrati e di persone perseguitate per il colore della loro pelle, oppure per la loro appartenenza etnica e sociale, e per la loro fede in te". E' il grido di papa Francesco, nella sua invocazione al termine della Via Crucis al Colosseo. 
"Vergogna - ha detto ancora - per tutte le volte che noi vescovi, sacerdoti, consacrati e consacrate, abbiamo scandalizzato e ferito il tuo corpo, la Chiesa, e abbiamo dimenticato il nostro primo amore, il nostro primo entusiasmo e la nostra totale disponibilità, lasciando arrugginire il nostro cuore e la nostra consacrazione".
"Vergogna - ha proseguito - per il nostro silenzio dinanzi alle ingiustizie, per le nostre mani pigre nel dare e avide nello strappare e nel conquistare". "Per la nostra voce squillante nel difendere i nostri interessi e timida nel parlare di quelli altrui. Per i nostri piedi veloci sulla via del male e paralizzati su quella del bene".
Decine di migliaia i fedeli presenti, tra imponenti misure di sicurezza.
I testi delle meditazioni e delle preghiere proposte per quest'anno per le stazioni della Via Crucis sono stati preparati dalla biblista francese Anne-Marie Pelletier.
Al suo arrivo al Colosseo per il rito della Via Crucis, papa Francesco è stato accolto tra gli altri dal sindaco di Roma, Virginia Raggi, con la quale si è intrattenuto per alcuni istanti scambiando con fare sorridente alcune cordiali battute.
Nel rito della Via Crucis al Colosseo, presieduto stasera da papa Francesco, a portare la croce nelle 14 stazioni, saranno prelati, laici, religiosi, famiglie di vari Paesi. Nella prima e nella 14/a il compito toccherà al cardinale vicario di Roma, Agostino Vallini. Gli altri portatori di croce saranno una famiglia romana, un disabile in carrozzina con i suoi assistenti Unitalsi, due studentesse (una polacca e una italiana), due altri laici da Rimini. Poi esponenti di Paesi che il Papa visiterà nelle prossime settimane o mesi: tre suore dall'India; due suore e due laici dall'Africa (Burkina Faso e Repubblica Democratica del Congo); una famiglia dall'Egitto, due laici dal Portogallo; una famiglia dalla Colombia. Quindi due coniugi francesi, due laici dalla Cina e due frati francescani, uno argentino e uno israeliano, della Custodia di Terra Santa.
 
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