domenica 23 aprile 2017

Calcio SERIE A: NAPOLI FRENA E SCIVOLONE MILAN, LAZIO A VALANGA

MARTEDÌ FUNERALI DI SCARPONI, OMAGGIO DELLA 'LIEGI' AL VIA Serie A, solo un pari 2-2 per Napoli a Reggio Emilia col Sassuolo nell'anticipo dell'ora di pranzo. Nelle altre gare passo falso casalingo del Milan battuto 2-1 dall'Empoli. Lazio travolge Palermo 6-2. Samp ko al Marassi, Crotone vince 2-1 e spera ancora nella salvezza. Stasera il posticipo Juve-Genoa. Si svolgeranno martedì nel campo sportivo a Filottrano (Ancona), i funerali del ciclista Scarponi. Omaggio all'atleta anche al via della Liegi-Bastogne-Liegi.(ANSA).

TRE ITALIANI MORTI IN SVIZZERA, PER POLIZIA 'REATO VIOLENTO'

DA DECENNI RESIDENTI A UNTERSEEN, TROVATI IERI FERITI IN CASA Tre persone sono morte in circostanze ancora da chiarire ieri a Unterseen, nel cantone svizzero di Berna. Secondo la stampa elvetica si tratterebbe di italiani di origini napoletane, una coppia che risiedeva da anni nella zona ed il fratello di lei. I tre erano stati trovati gravemente feriti ieri mattina in un appartamento. La polizia locale ha parlato di un 'reato violento', si ipotizza un dramma familiare. 
ansa

SPARANO A SCRITTRICE KUKI GALLMANN, FERITA IN KENYA

COLPITA DA UOMINI ARMATI DAVANTI AL SUO RANCH, È GRAVE La scrittrice italiana naturalizzata keniota, Kuki Gallmann, è stata ferita a colpi di arma da fuoco nel suo ranch, a circa 300 km da Nairobi, forse da un gruppo di pastori in cerca di pascoli per salvare i loro animali dalla siccità. La Gallmann stava pattugliando il ranch insieme al suo autista quando è stata raggiunta da un colpo allo stomaco. Gallman, ribattezzata da molti la 'Karen Blixen italiana', ha scritto, tra gli altri, il romanzo 'Sognavo l'Africa' (1991), da cui e' stato tratto l'omonimo film con Kim Basinger protagonista. 
ansa

SERIE A: PASSO FALSO MILAN A SAN SIRO, GOLEADA DELLA LAZIO

MARTEDÌ FUNERALI DI SCARPONI, OMAGGIO DELLA 'LIEGI' AL VIA Serie A, passo falso casalingo del Milan battuto 2-1 dall'Empoli. Rossoneri falliscono anche un rigore con Suso. La Lazio travolge Palermo 6-2. Nell'anticipo dell'ora di pranzo 2-2 tra Sassuolo e Napoli. Si svolgeranno martedì nel campo sportivo a Filottrano (Ancona), i funerali del ciclista Scarponi. Omaggio all'atleta anche al via della Liegi-Bastogne-Liegi.(ANSA).

ADDIO ERIN MORAN, LA JOANIE DI HAPPY DAYS MORTA A 56 ANNI

IL DOLORE DI 'FONZIE', 'ORA TROVERAI LA PACE CERCATA INVANO' Addio a Erin Moran, la Joanie di Happy Days. L'attrice resa famosa dalla popolarissima serie tv degli anni '70 e '80 è morta all'età di 56 anni. Il corpo è stato ritrovato nella Harrison County, in Indiana. Ancora sconosciute le cause del decesso. Moran in Happy Days era la sorella più piccola di Ricky Cunningham, il miglior amico di Fonzie, interpretato da Ron Howard. Negli ultimi anni era caduta in disgrazia. 
ansa

FRANCIA AL VOTO. MEDIA BELGI: MACRON IN TESTA, SECONDA LE PEN

MA FILLON RISULTA TERZO STACCATO DI POCO. IN CALO L'AFFLUENZA Emmanuel Macron in testa con il 24%, Marine Le Pen seconda con il 22%. Sono questi, secondo la Rtbf, il servizio radiotelevisivo pubblico belga, i primissimi risultati di un sondaggio non ufficiale effettuato a metà giornata all'uscita dalle urne. Il candidato dei Républicains Francois Fillon, secondo questi primissimi dati, sarebbe terzo al 20,5% mentre Jean-Luc Mélenchon risulta quarto al 18%. Le indicazioni sono comunque da prendere con la massima prudenza. In calo dell'1% l'affluenza alle ore 17. 
ansa

SISMA: SCOSSE DI MAGNITUDO 4 IN PROVINCIA DI FOGGIA

SONO STATE AVVERTITE DALLA POPOLAZIONE, MA NESSUN DANNO Un evento sismico è stato registrato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in provincia di Foggia alle ore 6.25 con magnitudo 4.0 a 22 km di profondità. La Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile si è messa in contatto con le strutture locali del Sistema nazionale di protezione civile. Dalle verifiche effettuate, l'evento - con epicentro individuato tra i comuni di Cagnano Varano, Carpino e Ischitella - è risultato avvertito dalla popolazione, ma non sono stati segnalati al momento danni a persone o cose. 
ansa

COREA NORD AGLI USA, 'PRONTI CANCELLARVI DA FACCIA TERRA'

PYONGYANG ACCUSA WASHINGTON, 'PREPARA ATTACCO ARMI CHIMICHE' La Corea del Nord avverte l'America che è pronta a 'cancellarla dalla faccia della Terra', accusandola di pianificare un attacco con armi chimiche contro il Paese. Il monito è contenuto in un documento pubblicato ieri sul Rodong Sinmun, il quotidiano ufficiale del Partito dei Lavoratori, in cui Pyongyang afferma che Washington vuole 'infliggere sulla nazione coreana un orribile disastro senza precedenti'. 
ansa

Don Primo Mazzolari: vi presento i «lontani»

Don Primo Mazzolari è morto il 12 aprile 1959, ma quest’anno – data la concomitanza con Settimana Santa – la commemorazione liturgica del servo di Dio è stata posticipata a domenica. Per l’occasione arriverà a Bozzolo il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, che alle 17 presiederà la Messa e poserà sulla tomba del sacerdote – custodita nella chiesa parrocchiale – una rosa d’argento donata da papa Francesco. Dalle 15.20 di martedì 25 aprile, poi, nell’ambito della trasmissione «Siamo noi quel giorno» dedicata alla Resistenza cattolica, Tv2000 presenterà anche la figura di don Mazzolari. Venerdì 5 maggio invece Agnese Moro – figlia dello statista Aldo – dialogherà con il giornalista Rai Luciano Ghelfi sul carteggio del padre con don Primo (Bozzolo, sala civica, ore 21). Domenica 21 maggio, infine, sarà presentata a Hong Kong la prima traduzione in cinese del mazzolariano «Tu non uccidere».

Sarà presto pubblicato Un’obbedienza in piedi (Edb), un’antologia di circa 300 scritti che ricostruirà per la prima volta in modo completo l’epistolario tra don Primo Mazzolari e i suoi vescovi Geremia Bonomelli, Giovanni Cazzani e Danio Bolognini.
Pubblichiamo qui sotto integralmente l'inedito sui «lontani» nel quale don Primo Mazzolari risponde amonsignor Giovanni Cazzani, che – dopo aver letto il suo I lontani – aveva invitato il sacerdote a «discendere un po’ più al pratico e al concreto per dire come si possano praticamente attuare certi suoi bellissimi suggerimenti».

Candalino, 29 luglio 1938 
Caro Arciprete, ricevo dal sig. Gatti di Brescia i suoi I lontani e Tra l’argine e il bosco, penso me li abbia mandati o fatti mandare lei, e ne la ringrazio. Ho letto subito, con piacere, I lontani. Ma lei che è il parroco dei lontani, dovrebbe qualche volta discendere un po’ più al pratico e al concreto per dire come si possano praticamente attuare certi suoi bellissimi suggerimenti. Pure noi a Cremona non sappiamo come accostare o chiamare per parlarci ed acquistarci la grande massa dei lavoratori e delle lavoratrici. Che cosa suggerirebbe lei per potere 'lasciarli parlare e parlare ad essi' – come lei suggerisce – cioè prima di tutto averli o accoglierli? La saluto e benedico di cuore con l’augurio sincero che i suoi scritti raccolgano il frutto da lei inteso, di richiamare i lontani e meglio orientare i vicini, senza invertire la parabola delle pecorelle smarrite. Aff.mo in Cristo
+ Giovanni Vescovo
Bozzolo, 5 agosto 1938

Eccellenza, La ringrazio d’aver letto benevolmente I lontani. Ella invita il parroco dei lontani 'a discendere un po’ al pratico e al concreto per dire come di possano praticamente attuare certi bellissimi suggerimenti'. L’invito mi viene da parecchie parti, specialmente da sacerdoti. Da tempo mi domando: cosa potrei fare per concretizzare il metodo d’accostamento appena designato nei miei scritti? Ho l’impressione – V. E. mi perdoni la franchezza – che tra noi si esageri il concetto di pratico fino a confonderlo col 'menar la mano' a chi deve fare, sollevandolo dallo sforzo di disporre animo e facoltà personali di fronte al mutevole materiale da elaborare spiritualmente. I suggerimenti, che mi son permesso di stampare, non sono costruzioni della mia fantasia, ma frutto d’esperienza sui lontani. Un’esperienza è sempre qualchecosa d’incomunicabile, cioè non si può copiare materialmente. Se, per esempio (perdoni se debbo ancora parlare di me) dovessi pubblicare gli appunti di certe mie conversazioni di quest’anno con gli intellettuali e gli operai di Bologna, Verona, Legnago ecc., molti – ne sono sicuro – li troverebbero stonati. Eppure, i 'lontani' capivano e seguivano. Dio mi guardi dal pensare che bisogna fare così: dico solo che bisogna mettersi sovra una strada che forse non è quella usata dai più: che anch’io sto cercando questa strada e che vorrei essere aiutato. La 'strada dei lontani' nessuno la può tracciare toponomasticamente, poiché, dopo aver visto o meglio intuito, il camminare è questione d’anima, di temperamento, di calore, di comprensione, d’audacia. Quello che va bene sulla bocca di uno, non può andar bene sulla bocca di un altro; quello che va bene oggi non va bene forse domani… C’è una tale varietà di bisogni nell’unico bisogno: di pregiudizi, di opinioni, di esigenze… Per me la 'pratica' è fare l’animo dell’apostolo: e l’animo può essere suggerito e guidato da indirizzi e suggerimenti altrui e da proprie esperienze, ma non imprestato. Purtroppo, oggi, ha preso piede un concetto di 'pratica' non spirituale, con danno immenso dell’iniziativa e spontaneità personale. Lo schema, la traccia, lo svolgimento, la strada già tracciata: ecco dove arriva la scuola, la rivista, il manuale. non va bene forse domani…». Tutte cose belle, perfette e scritte da grossi calibri della nostra coltura: ma sono appunto i grossi calibri che raramente raggiungono il bersaglio. Anche per la ragione che spesso non si mira alla vera conquista ma a un effetto esteriore, e quasi sempre precario anche se accompagnata da un episodio sacramentale. Chi sa di preciso dov’è 'religiosamente' il nostro popolo? Da quali lontananze bisogna farlo ritornare? Chi ha misurato la devastazione di certi pregiudizi politici derivanti da una confusione che non torna a bene e a onore di nessuno? La fatica del vivere quotidiano? Le ingiustizie spudorate e acclamate? I 'lontani' vogliono essere capiti: non importa se noi non siamo in grado di aiutarli. Non lo pretendono neanche: pretendono soltanto di vedere in chiarezza il volto di una religione, che in fondo stimano ancora e dalla quale si sono staccati per delusione d’innamorati. La prova è nell’esempio del Papa e di alcuni cardinali. Certe parole dette ultimamente a Roma e altrove hanno avvicinato più anime che non mille corsi di missioni e di settimane. M’avvedo che il discorso, appassionandomi, mi prende la mano. V(ostra) Eccellenza mi perdoni. Non cerco una mia giustificazione. Confesso una mia pena, non per quello che ha di personale, ma per quello che spesso ci impedisce di essere verso i 'lontani', invitanti e accoglienti. Con affettuosa venerazione.
Suo sac. Primo Mazzolari
da Avvenire

Plastica, le nuove vie del riciclo a Cinecittà World

Riciclare il divertimento (e per divertimento). E' l'iniziativa di Corepla (il consorzio nazionale per la raccolta della plastica) e Cinecittà World: in occasione della Giornata mondiale della Terra è possibile oggi, sabato 22 aprile (e lo è stato ieri), entrare gratis nel parco a tema sul cinema che si trova alle porte di Roma, pagando il biglietto con bottiglie di plastica usate. Questo grazie a "Greeny", un eco-compattatore messo a punto dalla ditta Eurven, collocato vicino all'ingresso: inserendo 48 bottiglie, che torneranno così a nuova vita, si ottiene un bonus da 24 euro, la somma necessaria per il prezzo di un biglietto (e con 24 pezzi se ne avrà uno da 12 euro, per il pomeridiano). Con l'occasione il parco inaugura anche l'area "MagicaMente Plastica", realizzata con Corepla: uno show di magia per raccontare ai più piccoli tutti gli utilizzi della plastica, anche grazie a Junker, l'app per telefonini che aiuta a fare la differenziata indicando dove cestinare ogni rifiuto tramite la lettura del codice a barre.
«L'iniziativa mira a sensibilizzare su questo tema, partendo dai più giovani e insegnando gesti concreti per trasformare il rifiuto in risorsa», afferma l'amministratore delegato (ad) di Cinecittà World, Stefano Cigarini. «I sistemi di raccolta ideati e prodotti da Eurven - dice l'ad Carlo Alberto Baesso - sono in grado di raccogliere mediamente 1.000 bottiglie di plastica al giorno». In circa 5 anni di attività l'azienda ha già installato circa 700 di queste macchine, in molti casi in supermercati dove erogano buoni-sconto per ogni bottiglia. Un'attività che va incontro agli sforzi di Corepla, il cui presidente, Antonello Ciotti, sottolinea che il consorzio «punta a sviluppare, insieme alla quantità, ance la qualità della raccolta. Nel 2016 sono circa 960mila le tonnellate di imballaggi conferite a Corepla. E la plastica - per Ciotti - ben si presta a essere rappresentata come un mondo magico, come si fa appunto a Cinecittà World».
avvenire

Il «lavoro che cambia» apre le porte in Rete

Il lavoro cambia. E deve fare i conti con l’automazione, il digitale, la robotica, la flessibilità e la mobilità. Tutte sfide che spingono politici, sindacalisti, imprenditori, associazioni di categoria, studiosi e gli stessi lavoratori a interrogarsi. In occasione del centenario dell’Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro) e dei prossimi G20 e G7, il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha lanciato il portale www.lavorochecambia. lavoro.gov.it, messo a disposizione di tutti coloro che, a partire dalla documentazione che viene pubblicata e utilizzando un’area 'forum' dedicata, vorranno dare un contributo, esprimere una propria valutazione, offrire un suggerimento, proporre idee sul tema di come cambia il lavoro in relazione alla crescente diffusione dell’automazione e della digitalizzazione nella società e nei processi produttivi.
Al tavolo istituzionale partecipa anche il Comitato delle Settimane sociali della Cei. Un riconoscimento al lavoro svolto in questi anni per la preparazione degli eventi, in particolare in vista della 48esima Settimana sociale che sarà ospitata a Cagliari dal 26 al 29 ottobre prossimi. «È una bella apertura da parte del ministro – spiega suorAlessandra Smerilli, economista e membro del Comitato delle Settimane sociali della Cei –. Abbiamo cercato di dare un contributo alle direttrici delineate da Ilo. Soprattutto abbiamo ribadito l’importanza del capitale umano. La rivoluzione tecnologica può aiutare chi è impegnato in lavori usuranti. Bisogna, però, salvaguardare la dignità delle persone e offrire opportunità lavorative per tutti, anche a tempo parziale. Mentre con l’invecchiamento della popolazione vanno dedicate maggiori attenzioni alle attività di cura per gli anziani, i bambini e le categorie svantaggiate».
Proprio in vista del prossimo G7 che quest’anno si svolgerà in Italia e sarà dedicato al rapporto tra Scienza, tecnologia e lavoro, il ministero ha deciso di promuovere una riflessione organica e strutturata su un tema sul quale si sta sviluppando il dibattito in tutto il mondo: come cambia il lavoro in relazione alla crescente diffusione dell’automazione e della digitalizzazione nella società e nei processi produttivi. «L’obiettivo – dice il ministroGiuliano Poletti – è quello di tracciare un quadro del lavoro che cambia, con una particolare attenzione all’impatto che la trasformazione tecnologica, determinata dall’intreccio di digitalizzazione e automazione, ha e potrà avere sul lavoro, valutando da un lato le grandi opportunità che offre, dall’altro la sfida che pone in termini di sostenibilità sociale. Una trasformazione che non è neutrale, ma investe tutti gli aspetti della vita della nostra comunità, dal lavoro, al welfare, alle relazioni sociali. Per questo la nostra iniziativa non punta a definire soluzioni normative per situazioni specifiche e contingenti, ma a creare un quadro di riferimento per una strategia di lungo respiro che aiuti a governare i processi di cambiamento prevenendone le distorsioni e cogliendone le opportunità».
Una riflessione che è in corso anche in altri Paesi europei, per esempio la Germania e la Francia, e che il ministero del Lavoro intende sviluppare coinvolgendo tutti i soggetti interessati attraverso un confronto aperto, plurale e partecipato, a partire dalla costituzione di un 'tavolo istituzionale', affiancato da un comitato scientifico che ha il compito di assicurare un contributo di carattere tecnico e di approfondimento a supporto dell’attività di elaborazione.
avvenire

Giornata della Terra, il mondo in campo difende l'Ambiente

Il mondo torna in campo per difendere l'Ambiente. La tutela delle risorse naturali, sempre più sovrasfruttate, e le minacce al Pianeta sempre più concrete a causa dei cambiamenti climatici, sono protagoniste della 47/a Giornata della terra (Earth Day), che si celebra il 22 aprile. Obiettivo della più grande manifestazione ambientale per la salvaguardia della Terra è diffondere nell'arco dei prossimi tre anni una "alfabetizzazione" sui temi chiave, perché tutti hanno diritto a un ambiente sano e sostenibile, ma occorre anche responsabilizzare tutti alla tutela delle risorse. Oltre un miliardo di persone in 193 Paesi partecipa all'evento, una voce unica contro l'inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, di migliaia di piante e specie animali, e l'esaurimento delle risorse non rinnovabili.

"Il rispetto della Terra e dell'ambiente è un valore fondamentale e noi dobbiamo cominciare dai giovani, con l'educazione ambientale. Forse è quello che serve di più" ha detto il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti. "Noi dobbiamo mettere a posto tutti i disastri che sono stati fatti negli anni passati, penso alle bonifiche, alle depurazioni, al dissesto idrogeologico - ha aggiunto Galletti -. Ma soprattutto dobbiamo fare in modo che un certo modo di comportarsi e di fare impresa non si ripeta più. Quindi dobbiamo cominciare proprio dai giovani, insegnando loro il rispetto dell'ambiente. Questa manifestazione va in quella direzione: l'educazione ambientale credo che sia il maggior contributo alle politiche ambientali che possiamo dare".

Dal 22 aprile 1970, molte questioni restano irrisolte, come inquinamento, rifiuti, pesticidi, desertificazione, estinzione della fauna selvatica, ma molti passi avanti sono stati fatti sul fronte di energie rinnovabili, consumi sostenibili, sviluppo della green economy. Numerose le iniziative nel mondo e anche in Italia per sensibilizzare quante più persone possibile alla tutela del Pianeta. In particolare, dal 21 al 25 aprile a Roma l'associazione Earth Day Italia organizza insieme al Movimento dei Focolari di Roma e con la collaborazione del Ministero dell'Ambiente "il Villaggio per la Terra", che ospiterà sport, concerti, esposizioni, mostre, convegni, spettacoli, laboratori didattici, attività per bambini, adulti e sportivi. 

"Quest'anno Earth Day Italia vuole lanciare un messaggio forte e di stimolo nei confronti di tutte quelle politiche che, cavalcando il generale clima di sfiducia e rabbia, alzano muri e continuano a sfruttare senza remore le risorse naturali - spiega Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italia -. Con il Villaggio per la Terra vogliamo mettere in festa il sentimento di solidarietà universale che esiste ancora, potente, tra le persone, e che è capace di generare il cambiamento". 

Anche il mondo scientifico si mobilita con "La Marcia per la scienza", a sostegno della ricerca e in difesa del metodo scientifico contro interferenze esterne, in primo luogo rispetto al cambiamento climatico. Anche la Nasa celebra l'Earth Day e fra le varie iniziative dà "in adozione il Pianeta", 64.000 pezzi di Terra (con annesso certificato nominativo da condividere sui social media) visti dallo Spazio, con relativi dati, come ad esempio vegetazione e qualità dell'aria.
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Calcio Serie A:la Fiorentina batte l'Inter 5-4

Festival del gol al Franchi di Firenze nel secondo dei due anticipi della 33/a giornata del campionato di calcio di Serie A. La Fiorentina ha superato l' l'Inter 5-4 (1-2) grazie alle doppiette di Vecino (23' pt e 19' st) e Babacar (25' e 34' st) e al gol di Astori (17' st). Per l'Inter gol di Perisic (28' pt) e tripletta di Icardi (34' pt, 43' 47' st).
   
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MotoGp: Usa, Marquez parte in pole Seconda la Yamaha di Vinales, terzo Velentino Rossi

Marc Marquez su Honda ha conquistato la pole position nel Gp degli Stati Uniti ad Austin in Texas.
    Dietro allo spagnolo campione del mondo, il connazionale della Yamaha Maverick Vinales e Valentino Rossi. Quarta l'altra Honda di Dani Pedrosa. In sesta posizione la Ducati di Jorge Lorenzo che ha preceduto il compagno di scuderia Andrea Dovizioso.
   
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I santi del 23 Aprile 2017 DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA


DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA    - Festa
"Desidero che la prima domenica dopo Pasqua sia la Festa della Mia Misericordia. Figlia Mia, parla a tutto il mondo della Mia incommensurabile Misericordia! L'Anima che in que...
www.santiebeati.it/dettaglio/92639
Santi GIORGIO, MARTIRE E ADALBERTO DI PRAGA, VESCOVO E MARTIRE    - Memoria Facoltativa
Il 23 di aprile la Chiesa ricorda la memoria liturgica di due santi: San Giorgio, martire, e Sant'Adalberto di Praga, vescovo e martire.
www.santiebeati.it/dettaglio/94041
Sant' ADALBERTO DI PRAGA   Vescovo e martire - Memoria Facoltativa
Libice, attuale Repubblica Ceca, ca. 956 - Tenkitten, Prussia, 23 aprile 997
Boemo di origine, aveva un nome slavo: Voytèch. Poi, studente a Magdeburgo, è stato cresimato dall'arcivescovo locale Adalberto, sicché ha deciso di chiamarsi come lui. A 27 anni è...
www.santiebeati.it/dettaglio/50550
San GIORGIO   Martire di Lydda - Memoria Facoltativa
Cappadocia sec. III - † Lydda (Palestina), 303 ca.
Giorgio, il cui sepolcro è a Lidda (Lod) presso Tel Aviv in Israele, venne onorato, almeno dal IV secolo, come martire di Cristo in ogni parte della Chiesa. La tradizione po...
www.santiebeati.it/dettaglio/26860
Santi 48 MARTIRI MERCEDARI FRANCESI   
† Linguadoca, Francia, 1563
Il Linguadoca, Francia, 48 Santi padri dell’Ordine Mercedario, per la difesa della fede cattolica, furono uccisi in diversi modi dagli eretici Ugonotti nell’anno 1563. Con il marti...
www.santiebeati.it/dettaglio/93712
Sant' EULOGIO DI EDESSA   Vescovo
www.santiebeati.it/dettaglio/50560
San MAROLO DI MILANO   Vescovo
www.santiebeati.it/dettaglio/50570
San GERARDO DI TOUL   Vescovo
Colonia, 935 c. - Toul, 23 aprile 994
www.santiebeati.it/dettaglio/50580
San GIORGIO DI SUELLI   Vescovo
Cagliari, XI sec. – Suelli (CA), 23 aprile 1117
www.santiebeati.it/dettaglio/92153
Sant' ETELREDO   Re dei Sassoni Occidentali, martire
† 871
www.santiebeati.it/dettaglio/93951
Beato EGIDIO D’ASSISI   
m. Monteripido, Assisi, 23 aprile 1262
Egidio fu il terzo compagno di san Francesco e si associò a lui nel 1208. Condusse una vita semplice e mite. Spinto da vera devozione peregrinò ai più noti san...
www.santiebeati.it/dettaglio/90369
Beata ELENA VALENTINI DA UDINE   Religiosa
Udine, 1396/7 - 23 aprile 1458
Tra le penitenze che la beata friulana Elena Valentini si infliggeva vi erano trentatré sassolini messi nelle scarpe. Il numero simbolico rimanda già alla spiegazione che lei dava:...
www.santiebeati.it/dettaglio/90153
Beata MARIA GABRIELLA SAGHEDDU   
Dorgali, Sardegna, 17 marzo 1914 - 23 aprile 1939
La beata Maria Sagheddu nacque a Dorgali, in Sardegna, nel 1914, da una famiglia di pastori. Dopo aver fatto parte dell'Azione Cattolica, entrò tra le Trappiste di Grottaferrata (R...
www.santiebeati.it/dettaglio/50475
Beato SEBASTIANO DE RICCAFONT   Mercedario
Missionario infaticabile, il Beato Sebastiano de Riccafont, combatté il demonio che spadroneggiavva fra gli indios idolatri, convertendone un numero incalcolabile. Distrusse gli id...
www.santiebeati.it/dettaglio/94111

Beata TERESA MARIA DELLA CROCE (TERESA MANETTI)   
Campi Bisenzio, Firenze, 2 marzo 1846 - 23 aprile 1910
www.santiebeati.it/dettaglio/50625

SI VOTA IN FRANCIA PER IL PRIMO TURNO DELLE PRESIDENZIALI

CONSULTAZIONE IN STATO EMERGENZA, FAVORITI LE PEN E MACRON Seggi aperti oggi in Francia per il primo turno delle presidenziali. La consultazione in un clima senza precedenti, con lo stato d'emergenza dopo l'assassinio di un agente di polizia nel cuore di Parigi, i servizi segreti in allarme e i seggi considerati obiettivi ''vulnerabili'' e difficili da proteggere. I quattro candidati Emmanuel Macron, Marine Le Pen, Franois Fillon e Jean-Luc Mélenchon arrivano in volata. I sondaggi prevedono un duello Macron-Le Pen ma non e' escluso un testa a testa fra estrema destra ed estrema sinistra Le Pen- Mélenchon, il piu' temuto per l'ordine pubblico. Tensione anche ala vigilia, a causa di un uomo che ha tirato fuori un coltello alla Gare du Nord di Parigi e ha scatenato il panico fra i viaggiatori. ''Temevo per la mia vita'', avrebbe detto agli agenti che lo hanno arrestato.
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GENTILONI SU ALITALIA, SENZA INTESA NON PUO' SOPRAVVIVERE

TESTO MANOVRA TRASMESSO DA PALAZZO CHIGI AL QUIRINALE Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni interviene sul voto in corso all'Alitalia sul nuovo piano industriale. ''So bene che ai dipendenti vengono chiesti sacrifici, ma so che senza l'intesa l'Alitalia non potra' sopravvivere'', ha avvertito il premier. ''Mentre e' in corso la consultazione - ha proseguito Gentiloni - sento il dovere di ricordare a tutti la gravita' della situazione in cui ci troviamo''. Intanto Palazzo Chigi ha trasmesso al Quirinale il testo della manovra, il decreto con la correzione dei conti da 3,4 miliardi che aumenta le tasse su giochi e tabacchi. Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, a margine dei lavori del Fmi, spiega che l'economia ''sara' piu' forte nel 2018 e nel 2019'' ma i rischi politici sono una minaccia per l'economia globale e l'Italia non e' esentata. 
ansa

ANTICIPI SERIE A: ATALANTA-BOLOGNA 3-2, FIORENTINA-INTER 5-4

MOTOGP: MARQUEZ IN POLE POSITION A AUSTIN, ROSSI TERZO L'Atalanta batte il Bologna per 3-2 nel primo anticipo della 33/a giornata di serie A e scavalca momentaneamente al quarto posto la Lazio, che oggi ospita il Palermo. Nel secondo anticipo tante reti tra Fiorentina e Inter e vittoria dei viola per 5-4. La Fiorentina e' ora a -1 dai nerazzurri, che rimangono al settimo posto e vedono piu' lontana la possibilita' della qualificazione all'Europa League. Nella MotoGp Marc Marquez ha conquistato la pole position nel Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin in Texas. Terzo tempo per Valentino Rossi.(ANSA).

QUATTROMILA PERSONE ALLA MANIFESTAZIONE SUDISTA A PONTIDA

SI AUTODEFINISCONO TERRONI, FESTA IN LUOGO SIMBOLO LEGA Quattromila persone, autodefinitesi 'terroni', hanno partecipato alla manifestazione ''sudista'' con birra e musica in uno dei luoghi simbolo della Lega Nord, Pontida, dove per decenni si e' svolto il raduno annuale del Carroccio. La manifestazione voleva essere una risposta alla 'discesa' a Napoli di Matteo Salvini il mese scorso. In una Pontida blindata con strade, scuole e negozi chiusi per un'ordinanza del sindaco, il clima e' stato quello della festa. Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha invitato sui social i ''terroni'' a unirsi da Lampedusa a Pontida. 
ansa

GENOVA, MORTO BAMBINO LANCIATO DA GENITORI DA CASA IN FIAMME

MADRE IN OSPEDALE CONCEDE ESPIANTO ORGANI, PADRE IN COMA Ha concesso l'autorizzazione all'espianto degli organi del figlio la madre del bambino di 6 anni lanciato dal padre dalla finestra della casa in fiamme a Casella, in provincia di Genova, e di cui e' stata dichiarata la morte cerebrale. La donna ha concesso il benestare dal letto dell'ospedale Villa Scassi di Sampierdarena, nonostante lo stato di choc. Il marito e' in coma all'ospedale Galliera. Prigionieri delle fiamme divampate in piena notte nella propria casa al secondo piano, i coniugi erano stati costretti a lanciare il bimbo dalla finestra, sotto la quale erano accorsi dei vicini di casa con una coperta, prima di gettarsi a loro volta nel vuoto. Nella caduta il bambino aveva riportato ferite gravissime.
ansa

Quelle chiese vuote e il segnale che il clero non vuole vedere per aprire ai preti sposati



Le percentuali sono sempre scivolose: sintetizzano una grande massa di numeri, ma spesso nascondono anche corposi pezzi della realtà. Specialmente quando si applicano alla frequenza alla messa domenicale. In numeri dicono che un'Italia in cui il consenso per papa Francesco crescere senza freni, vede la pratica domenicale scendere ancora.

Il che è senz'altro "vero", a leggere le tabelle istat. A patto però di ricordarsi che comunque, alla fine delle fini, il vecchio e stanco clero italiano porta a messa nelle feste comandate il doppio di quelli che la Cgil portò in piazza in difesa dell'articolo 18,  25 volte a settimana il meeting di CL, 3 primarie e mezzo del Pd ogni domenica che Dio manda in terra.
Questo clero - lo vedono tutti - oggi non è numericamente sufficiente per fornire la cura ad un tessuto comunitario disegnato dai secoli. Ma anziché interrogarsi su come nutrire le comunità territoriali, la chiesa cattolica fa da decenni orecchie da mercante. I vescovi dividono i pochi preti fra le comunità, come fossero fette di colomba: e trattano le comunità da consumatori e i preti da dolciumi da consumare in fretta. Il gergo chiama "unità" pastorali (la parola unità meriterebbe un po' più di rispetto) questi aggregati di comunità: la cui sola reazione è la disaffezione del popolo e il lento scivolare di credenti anoressizati fuori dall'orbita della pratica, con rischi gravi per loro e per il clero anoressizzante.
La cosa che, per quanto paradossale possa sembrare, è attutita, se non favorita, proprio dal carisma missionario ed evangelico di papa Francesco. La domenica, ad esempio, il papa dedica l'Angelus o il Regina coeli di mezzogiorno al vangelo del giorno: e offre a tutti una lettura il cui calore apostolico viene dalla trasparente autenticità della sua vita interiore. Un bene insostituibile per chi ha dovuto sopportare le prediche scipite di chi sale il pulpito per esibire i propri studi, o la propria appartenenza o la propria vacuità interiore. Aumentato dalla disponibilità quotidiana di omelie e gesti.
L'esito è che comunità trascurate non producono preti e preti trascurati non producono comunità. Finendo per credere creduli che l'ala marciante della chiesa sia data da movimenti o stili che hanno notevole familiarità coi media, notevoli istinti di visibilità e notevoli capacità di gestire politicamente gruzzoli elettorali venduti cari su poiù tavoli.
Così si arriva alla serrata di un parroco che sembra non aver capito che celebrare l'eucarestia non è un servizio al pubblico, ma un'attesa di grazia di cui beneficia chi non ci va tanto quanto chi ci va.
La via d'uscita la sanno tutti: e richiede una inversione di priorità. Partire dal bisogno della eucarestia e di una vita comunitaria, senza il quale la vita cristiana diventa fai-da-te dell'individualismo religioso, concime pregiato per la seminagione fondamentalista in corso dentro il cristianesimo, e da noi occultata dalla persona di Francesco. Da questa inversione ministero-comunità discende il riconoscimento che tutta la tradizione sa che il dono di tener viva una comunità e di dare alla vita comune un ritmo eucaristico, non è peculio dei maschi vocati al celibato.
I vescovi saprebbero cosa fare: ma aspettano un segno del papa.

Il papa punzecchia i vescovi, ma aspetta. Intanto i cartelli ci raccontano un paesaggio desolante, su cui si staglia l'autoironia del santo parroco che ha lasciato in bacheca un cartello così: "la messa è qui ogni terza domenica del mese; per i funerali avvertire prima".
di Alberto Melloni - repubblica.it

Il vescovo di Melfi lascia la diocesi


Il vescovo di Melfi lascia in anticipo il governo della diocesi e l'episcopio per andare a fare il missionario. L'annuncio è arrivato a sorpresa con il bollettino vaticano che, stranamente, annunciava la rinuncia di Gianfranco Todisco senza però collegarla ai due canoni consueti: quello per motivi di salute o quello per le gravi ragioni che in genere sono correlate agli scandali nella gestione della curia. E la verità, in effetti, era completamente diversa. Todisco, che ha 71 anni ed è quindi lontano dalla soglia dei 75 fissata per le dimissioni, ha fatto un passo indietro in anticipo per seguire la vocazione che lo ha sempre portato ad operare in terre di frontiera per l'evangelizzazione.

Lo aveva scritto il 7 novembre in una lettera indirizzata a papa Francesco. Aveva confidato il suo disagio per la nomina episcopale arrivata nel 2002: "Non ho mai sognato né desiderato questo incarico. L’ho accettato, perché ho sempre visto nelle decisioni dei superiori la volontà di Dio", si leggeva nel testo arrivato sulla scrivania di Bergoglio. Todisco aveva trascorso i 21 anni precedenti in missione: prima in Canada e poi in Colombia, nelle comunità avviate dalla congregazione religiosa alla quale appartiene, che è quella ardorina erede del carisma rurale di monsignor Gaetano Mauro, sacerdote calabrese in odore di santità. "I continui inviti rivolti ai nostri sacerdoti di spendere alcuni anni del loro ministero,  in Svizzera o in America Latina, dove scarseggia il clero, testimoniano la mia particolare attenzione a un problema che è di capitale importanza per la Chiesa: annunciare il Vangelo a tutti, specialmente ai lontani", ha affermato il vescovo nel suo messaggio al pontefice, aggiungendo il suo desiderio interiore di "tornare in missione, anche da semplice presbitero". Parole davanti alle quali raccontano che il Papa si sia commosso.

Bergoglio gli ha subito scritto, ringraziandolo per la sua lettera: "Mi ha fatto bene. Ci penserò, pregherò e cercherò una risposta concreta". E alla fine la risposta concreta è arrivata presto. Il 13 dicembre, nell'anniversario della sua nomina episcopale, papa Francesco gli ha telefonato: "Sei ancora disposto a partire?". Al suo assenso, gli ha annunciato che aveva la benedizione del pontefice: per Todisco è pronto un biglietto aereo per l'Honduras dove andrà ad operare nella diocesi di Tegucigalpa, quella retta dal cardinale Maradiaga che è un amico di Bergoglio. "Lì c'è una città da 500mila abitanti nella quale operano solo due preti: io sarò il terzo", racconta Todisco. Il 2 febbraio è stato convocato in gran segreto dal cardinale Ouellet, prefetto della congregazione per i vescovi e il 18 marzo ha incontrato il nunzio in Italia per concordare le modalità del passaggio di consegne. Resterà a Melfi come amministratore fino alla nomina del suo successore.

Ai fedeli e al clero della diocesi oggi ha scritto: "Qualcuno potrebbe pensare che, dietro questo mio desiderio di tornare in missione, si nasconda qualche altra motivazione legata a difficoltà, insoddisfazioni o desiderio di cambiare aria. Nulla di tutto ciò. Il vero ed unico motivo della mia richiesta a papa Francesco è stato sempre lo stesso: dedicare alla missione tutte le mie energie che, nonostante l’età, sono ancora buone e possono ancora fare tanto bene". Anche a Melfi, in effetti, Todisco era stato molto attivo. Sulla ribalta nazionale era arrivato in particolare per due casi. Il primo nell'agosto del 2015, quando scrisse una lettera in cui chiedeva all'amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne, di bloccare la produzione nello stabilimento di Melfi dalle ore 22 del sabato alle 22 della domenica "per permettere a tutti i lavoratori di trascorrere l'intera giornata di riposo festivo assieme ai loro familiari". Richiesta caduta nel vuoto, ma sufficiente a rianimare un dibattito sempre molto infiammabile. A febbraio scorso, invece, Todisco aveva abolito padrini e madrine: "Pur essendo brave persone, non hanno però piena consapevolezza del ruolo da svolgere come testimoni della fede perché scelti con criteri parentali, amicali o sociali". E aveva affidato l'accompagnamento di battezzandi e cresimandi a genitori, catechisti e parrocchiani. "Un esperimento", disse. Prima di tornare a fare il missionario.
repubblica.it

Siti: "Ho creduto che don Milani somigliasse al mio prete pedofilo"


ROMA - "Come per Flaubert Madame Bovary c'est moi, don Leo c'est moi". E don Leo, il prete pedofilo protagonista dell'ultimo romanzo di Walter Siti "Bruciare tutto", "forse forzando l'interpretazione" assomiglia a don Milani a cui il libro è dedicato: "Perché - spiega Siti, citando a modo suo alcune lettere scritte dal sacerdote di Barbiana - mi è parso che don Milani ammettesse di provare attrazione fisica per i ragazzi". Don Milani potenziale pedofilo, allora? "Ma se ho sbagliato l'interpretazione, allora la dedica è fuori bersaglio".

Siti, premio Strega, autore di libri come Troppi paradisi e Il contagio, è uno dei più prestigiosi collaboratori di questo giornale. La settimana scorsa Repubblicaha stroncato Bruciare tutto. Per giorni la critica si è divisa tra difensori del diritto della letteratura di poter trattare qualsiasi argomento e lettori disgustati. Si è assistito a una guerra per bande sui social scattata quando il libro non era ancora arrivato in libreria e quindi non ancora letto. Si è assistito a un linciaggio sul web nei confronti dell'autrice della recensione accusata, quando non insultata con una innegabile dose di sessismo, di non essere una critica letteraria, ma una "moralista". Ci si è chiesto se fosse accettabile oltreché verosimile la storia di un bambino che - viste respinte le sue avance sessuali dal sacerdote - si uccide. Si è discusso della conseguenza filosofica: meglio non salvare la propria anima che permettere la morte di un innocente, meglio pedofili che assassini. Ma la questione che, salvo rare eccezioni, non è stata affrontata come se fosse un rimosso o un quesito senza diritto di cittadinanza quando ci si occupi di critica letteraria è quella relativa a don Milani, di cui ricorre proprio tra poche settimane il cinquantesimo anniversario della morte. Perché un libro su un prete pedofilo è dedicato al prete di Barbiana? In questa intervista Siti ammette di aver "forse" forzato l'interpretazione di alcune lettere in cui il linguaggio di Milani è al solito crudo e paradossale. Ora vedremo se la casa editrice Rizzoli, fragorosamente silente fino a oggi, deciderà se è il caso di mantenerla e se sentirà il bisogno di discuterne con l'autore.

Si aspettava questa reazione al suo romanzo?
"La temevo, l'ho anche anticipato in una nota del libro".

La letteratura non si giudica in termini etici, ma solo artistici. Lei pensa di avere scritto un bel libro?
"Se non lo pensassi non lo avrei pubblicato, mi creda".

Se le dicessi che il suo personaggio non è credibile, che mai ci si immedesima nei suoi tormenti, che i suoi conflitti sono da laboratorio?
"Vediamo: i "conflitti" in cui don Leo si dibatte sono molti e diversi. Il primo è quello tra una religione accomodante, che facilita la conciliazione dei fedeli col consumismo, e una religione spietata, che esige dai fedeli anche il disumano. Il secondo conflitto è quello, vecchio quanto la Chiesa, tra una teologia ostile all'umanesimo e una che vuole conciliare in Cristo le due nature, scoprendo nella fede l'esaltazione e il culmine dell'umanesimo e dell'arte. Il terzo è quello più privato, tra un desiderio ossessivo da cui non riesce a distogliersi e la ferma decisione di reprimerlo ad ogni costo; contraddizione tra un'indole che ama la vita e un Dio che lo costringe a temerla. Quarto, e forse non ultimo, quello tra il non poter fare a meno di Dio e la voglia di bestemmiarlo. Nessuno di questi conflitti mi pare "da laboratorio", e non mi pare impossibile identificarvisi".

Un critico ha detto che il suo libro è pieno di luoghi comuni e mal scritto.
"Fortunatamente altri critici non la pensano così".

Michela Marzano ha scritto su "Repubblica" che la debolezza del suo romanzo è anche che si tratta di un libro a tesi.
"Ci sono romanzi a tesi che sono ottima letteratura, penso al Candido di Voltaire o alla Fattoria degli animali di Orwell. Ma non credo che il mio sia un romanzo a tesi (e quale sarebbe la tesi, poi?)".

Che è meglio cedere al desiderio pedofilo che resistere e provocare la morte di un bambino che si sente rifiutato.
"Ma Leo non nutre nessun desiderio pedofilo nei confronti di Andrea: si trattava semmai di permettere al bambino un minimo gesto, e spiegargli con dolcezza che una carezza affettuosa sarebbe stata meglio; Leo però è spaventato dai discorsi che gli hanno fatto altri personaggi e risponde con una frase troppo dura. Non c'è tesi, c'è intreccio. Il legame narrativo tra Leo, che mette a rischio la sua vita fisica all'inizio e non riesce a mettere a rischio la sua vita eterna alla fine, mi è arrivato, s'immagini, da una analoga soluzione narrativa in Ragazzi di vita".

Lei scrive nelle note finali al libro di avere costruito il suo personaggio dall'esterno non avendo lei il dono della fede. Ma non è questo il compito di un romanziere? Sapere inventare vite che non sono la sua?
"Infatti: Flaubert costruisce Emma dall'esterno, a partire da un fatto di cronaca, perché non è lui stesso una signora sposata scontenta del marito. Leo c'est moi, mi sembra evidente".

La trama sembra ricalcata su "Corydon" di Gide: un adulto che rifiuta le avance di un bambino, il bambino che si uccide. È così?
"Non ho pensato al Corydon; ho avuto invece molto presente l'episodio della bambina suicida nei Demoni, e il suicidio del bambino in Giuda l'oscuro di Hardy".

Mi scusi, nei "Demoni" la bambina si uccide dopo essere stata violentata da Stavroghin. È la storia opposta.
"Avevo in mente il momento in cui, prima che Stavroghin compia il suo orribile proposito, è la bambina che spontaneamente gli butta le braccia al collo e lo bacia furiosamente. Si tratta di uno dei vertici della letteratura mondiale, con cui nessun confronto è possibile".

Lei però lo ha ambientato nella chiesa. Scandalo garantito, copie garantite?
"Questa storia delle copie è l'unica che mi fa un poco arrabbiare; ho 70 anni, mai mi sono occupato del successo materiale di un mio libro, non sono fatto così. Mi permetta un poco di stupore per questa concentrazione assoluta della polemica sul quinto e sul nono capitolo; anch'io, ricordo, saltavo le descrizioni di Parigi in Tropico del cancro e andavo dritto ai fatti sessuali, ma avevo dodici anni ".

Anche lei come Gide e Foucault pensa che la legge non può ostacolare un desiderio?
"Penso che fin che un desiderio non danneggia gli altri, la legge non ha niente a che farci; ma se la realizzazione di questo desiderio fa danni, la legge è obbligata a intervenire. La pedofilia, in quanto "filia", cioè desiderio, non è reato; molestare i bambini lo è".

Già in greco antico il verbo paidofiléo è sinonimo di paiderastéo (ossia descrive l'atto sessuale tra un adulto e un bambino). E in ogni caso Pais era l'adolescente, non il bambino prepubere.
"Volevo solo dire che il suffisso italiano "filia" indica una passione, e le passioni senza attuazione pratica non sono sanzionabili per legge".

Un'ampia letteratura psicanalitica sostiene che c'è una differenza abissale tra il fatto che il bambino chieda affetto e protezione e il pedofilo che lo trasforma in desiderio. Si chiama perversione. Che cosa ne pensa?
"I bambini conoscono bene il desiderio, o la libido, come la chiamerebbe uno psicanalista; e il primo a parlare di "perversione polimorfa" nei bambini è stato proprio Freud".

Ma si tratta della teoria dello sviluppo sessuale, precede la pubertà e la fase genitale. Come può essere paragonato al desiderio dell'adulto?
"Non paragono: dico solo, e posso testimoniarlo personalmente, che alcuni bambini possono nutrire un desiderio apertamente sessuale nei confronti di adulti inconsapevoli".

Che cosa ha pensato mentre scriveva le pagine sulle foto del piccolo Aylan trovato morto su una spiaggia, l'apologia della pedofilia del prete anziano o la scena di abuso di don Leo verso un ragazzino?
"Sono tre passi molto diversi: nel primo caso ero soffocato, come Leo, dall'indignazione per l'uso "pornografico" che di quella foto si era fatto sui media. L'episodio del prete che diventa pazzo è la trascrizione fedele di un "decalogo del perfetto pedofilo" che avevo letto sul deep web, e da cui ero uscito come se mi avessero picchiato di brutto. La scena dell'atto d'amore tra Leo e Massimo è filata via liscia, l'ho pensata con molta castità".

Castità? In che senso?
"Castità stilistica: mi è venuta raccontata con molta naturalezza e, mi pare, senza compiacimenti ".

Che cosa vuol dire la dedica: all'ombra ferita e forte di don Milani?
"Tutto nasce, mentre stavo covando il libro, dall'aver letto in un vecchio e quasi introvabile libro di Santoni Rugiu (Il buio della libertà, De Donato-Lerici 2002) alcune frasi dell'epistolario di don Milani, che ora dovrebbero figurare nel Meridiano di prossima uscita: "E so che se un rischio corro per l'anima mia non è certo di aver poco amato, piuttosto di amare troppo (cioè di portarmeli anche a letto!)" - e poco più avanti, in una lettera a un giornalista poi suo biografo: "E chi potrà amare i ragazzi fino all'osso senza finire di metterglielo anche in culo, se non un maestro che insieme a loro ami anche Dio e tema l'Inferno ?" - già anni prima in una lettera a un amico, aveva scritto: "Vita spirituale? Ma sai in che consiste oggi per me? Nel tenere le mani a posto". Forse forzando l'interpretazione, mi è parso che don Milani ammettesse di provare attrazione fisica per i ragazzi, e ho trovato eroica la sua capacità di tenersi tutto dentro il cuore e i nervi, senza mai scandalizzarne nessuno. La dedica è un modo per dichiarare la mia stima e la mia ammirazione profonda per lui".

La lettera a cui si riferisce era a Giorgio Pecorini, che stava facendo un'inchiesta su scuola confessionale e scuola laica. Don Milani, con il suo linguaggio sempre ai limiti del paradosso rispondeva che la distinzione era fasulla e che la base pedagogica dovesse essere l'amore. E lui di amore ne aveva così tanto che... E riguardo al tenere le mani a posto, nell'altra lettera nulla fa pensare che parlasse di bambini.
"Proprio per l'abitudine di don Milani di parlar franco e crudo, mi pareva che la precisione del lessico segnalasse che quei pensieri gli erano venuti alla mente; se ho sbagliato l'interpretazione, la dedica è fuori bersaglio".

Ha ricalcato la
figura di don Leo su quella di don Milani?
"No, gli ho solo rubato qualche frase".

Perché ha scritto il libro? Per autoassolversi? Per sentirsi un martire come Pasolini?
"Mi spiace, non capisco la domanda ".
 repubblica.it

Walter Siti, don Milani e il rischio di «Bruciare tutto»


Il rischio maggiore in cui può incorrere a questo punto il nuovo libro di Walter Siti, Bruciare tutto (Rizzoli, pagg. 372, euro 20), è quello di essere riduttivamente semplificato dalle stesse polemiche che prima ancora d'essere letto ha innescato sulla stampa (e sui social con la consueta virulenza tra pro e contro), per il modo in cui viene rappresentato il tema della pedofilia.

E in tal senso le ultime dichiarazioni dello scrittore modenese sui motivi che lo hanno spinto a dedicare il libro a don Lorenzo Milani, alla sua «ombra ferita e forte», per la presunta pedofilia repressa del prete di Barbiana, non hanno contribuito a rasserenare il clima, provocando reazioni indignate pressoché unanimi.

Ma che libro è, infine, Bruciare tutto? La prima sorpresa che abbiamo leggendolo è che per quasi metà romanzo ci troviamo più nei paraggi di un casto e problematico Bernanos che di uno «scandaloso» Genet, come ci si sarebbe aspettati. Il protagonista, don Leo, è un giovane sacerdote di una parrocchia milanese, intellettuale progressista e assediato da misteriosi sensi di colpa (che cerca di sopire perfino con il cilicio), lettore di Clemente Rebora, animato da una fede tormentata e fiero oppositore di «un cristianesimo senza lische, a pronta digeribilità»: i suoi sermoni hanno qualcosa della furia luterana e soprattutto il sacerdote è convinto che l'Avversario sia «strettamente implicato con Dio», un Dio con cui il prete ha ingaggiato un estenuante confronto, dietro il quale si cela il segreto di una «biografia occultamente sanguinosa».

Di quale segreto si tratti, Siti lo rivela quasi preparando il lettore alla traumatica scoperta, in uno dei suoi rari interventi diretti (la seconda sorpresa riservata al lettore è, infatti, che per la prima volta in un libro di Walter Siti non compare mai il personaggio-Walter Siti, e l'autore è presente solo nelle note disseminate nel testo, o in qualche paragrafo in corsivo): don Leo è attratto dai ragazzini e attorno ai vent'anni, prima di farsi prete, ha abusato di un undicenne. Da allora ha evitato qualsiasi contatto fisico, represso qualsiasi stimolo, votandosi a una castità punitiva, ma non si è mai liberato dalle sue fantasie ossessive.

Finché non incontra sul cammino dapprima la sua vittima cresciuta e poi il biondo Andrea, un ragazzino «nevrastenico», trascurato dai genitori, che con la sua domanda d'amore farà crollare quel muro di difesa e contrizione costruito negli anni, con conseguenze tragiche. Va detto subito che la dedica a don Milani (al quale sarebbe ispirato il personaggio di don Leo), è da rubricare come un infelice passo falso dell'autore, e tuttavia sarebbe fuorviante affermare che questo libro giustifichi la pedofilia, come pure è stato scritto.

C'è semmai un uso del tema narrativamente strumentale, nel senso che se da un lato come atto la pedofilia è condannata senza alcuna ambiguità - agghiaccianti le parole del vecchio prete che accoglie la confessione del pentito Leo - come «stortura» del pensiero è utilizzata per sondare le tracce di umano che possono nascondersi - dostoevskianamente - nel fondo dell'abiezione (il riferimento è, naturalmente, ai «Demoni»), nonché il legame tra religione e perversione (in senso lacaniano, come abdicazione alla Legge superiore).

Per questo motivo scambiare, come è stato fatto, la considerazione finale di don Leo sull'atto pedofilo come atto potenzialmente salvifico per un'aberrante complicità da parte dell'autore, è sbagliato, trattandosi, com'è evidente, di un tragico double mind tutto interno al personaggio-Leo con il suo Dio. In fondo, il vero orrore che interessa raccontare a Siti non è quello che alberga nell'anima del prete, ma quello che emerge tutto attorno a lui, nello «scenario progressista» di una Milano asserragliata nelle «torri dell'opulenza», popolata da broker finanziari, industriali senza scrupoli, artiste fallire riciclate alla politica, su cui incombe la fallica torre dell'Unicredit, totem di una pervasività finanziaria che usa il cinismo come arma di sopraffazione.

È qui il nucleo apocalittico di un romanzo irrisolto e intenso, vitale e difficile, dove non è prevista salvezza se non nell'olocausto, nell'offerta sacrificale a un «Dio impossibile», o nella fuga (esotica e a tempo determinato) che chiude il libro, con un'amarissima ironia.

Il Mattino