lunedì 1 maggio 2017

TENSIONI A CORTEO TORINO, ANTAGONISTA TRAVISATI E CON BASTONI

POLIZIA BLOCCA CENTRI SOCIALI. SCONTRI ANCHE A PARIGI Lancio di uovo al corteo del Primo Maggio a Torino contro le forze dell'ordine, che hanno impedito ad una cinquantina di manifestanti dei centri sociali l'accesso a piazza San Carlo dove sono previste le orazioni ufficiali dei sindacati. I tentativi di raggiungere la piazza, secondo la Questura, sono stati tre. Ad attuarli una ventina di persone, travisate e armate di bastoni, che si muovevano in testa allo spezzone antagonista, composto da circa 200 persone. Scontri anche a Parigi tra polizia e black bloc incappucciati: secondo i quotidiani online, ci sarebbero almeno due poliziotti feriti.
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PRIMO MAGGIO: MATTARELLA, MANCA LAVORO DOBBIAMO FARE DI PIU'

SINDACATI A PORTELLA DELLA GINESTRA, GENTILONI CON I MILITARI Monito del presidente Sergio Mattarella in occasione della Festa del Lavoro: 'dopo lunga recessione gli indicatori dell'economia sono tornati al segno positivo' ma la disoccupazione resta 'ancora troppo elevata'; per questo 'tutti dobbiamo sentire il compito di fare di più'. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha festeggiato il primo maggio nella base di Ali Al Salem 'con i militari che lavorano contro Daesh e per la nostra sicurezza'. Corteo dei sindacati a Piana degli Albanesi (Palermo) per la celebrazione della festa del Lavoro, presenti i segretari di Cgil, Cisl e Uil. In testa anche la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi. Poi la celebrazione a Portella della Ginestra, sul Memoriale della strage di 70 anni fa, per i discorsi dei segretari confederali. A Roma via al Concertone senza problemi.
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Alpinismo: Messner, Steck uno degli alpinisti più forti

(ANSA) - TRENTO, 1 MAG - "Ueli Steck era senza dubbio uno dei più forti alpinisti degli ultimi due decenni". Reinhold Messner, al 65/mo Trento Film Festival, ha ricordato così l'alpinista svizzero morto sull'Everest. "E' un fatto molto drammatico - ha aggiunto - tragico anche perché Steck aveva l'età di non fare più errori. Steck aveva tanta esperienza: aveva fatto grandi scalate e in tutte le montagne del mondo. Era senza dubbio uno dei più forti alpinisti degli ultimi due decenni". "Forse - ha detto Messner - era sotto pressione, ma questo non lo posso sapere. Tentava una delle più grandi sfide dell'alpinismo, il primo concatenamento Everest e Lhotse". "Questo percorso è stato pensato da molti ma nessuno aveva realmente una chance. Steck, secondo me, con la sua velocità, la sua esperienza e con il materiale molto leggero, teoricamente poteva compiere l'impresa", ha concluso Messner, che è al Trento Film Festival con il suo primo film come regista "Still Alive - Dramma sul Monte Kenya".

Maltempo sul Piemonte, neve in montagna

(ANSA) - TORINO, 1 MAG - Pioggia e neve sul Primo Maggio in Piemonte, con vento e temperature in forte calo.
    Piove, anche intensamente, dalla scorsa notte e nevica in montagna - dieci i centimetri caduti al Sestriere - a causa della depressione atlantica che da ieri pomeriggio si è estesa dalla Francia sulle regioni nord occidentali. Nevica anche nel Cuneese, sopra Limone Piemonte, al Colle di Tenda. Al momento non si segnalano particolari disagi per la viabilità.
   
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Primo maggio, scontri tra polizia e centri sociali a Torino

Lancio di uova al corteo del Primo Maggio a Torino contro le forze dell'ordine, che hanno impedito ad una cinquantina di manifestanti dei centri sociali l'accesso a piazza San Carlo dove sono previste le orazioni ufficiali dei sindacati. La polizia è stata costretta ad effettuare alcune cariche di alleggerimento. I centri sociali hanno sfilato al fondo del corteo, dietro uno striscione con la scritta "Poletti infame" e un furgone con la bandiera No Tav.  Una manifestante è stata fermata. 
ansa

Dal Cairo Francesco lancia una proposta di pace per il Medio Oriente

Egitto 
 
Internazionale 

(Francesco Peloso) Prendendo la decisione di andare in Egitto contro ogni prudenza o convenienza, Jorge Mario Bergoglio ha scelto di dirigersi direttamente nell’occhio del ciclone; non ha infatti avuto importanza che la meta fosse considerata ad alto rischio, che poche settimane fa due attentati abbiano colpito le chiese e le comunità cristiane copte facendo strage, che insomma il paese si trovi, e non da oggi, nel mirino del terrorismo.

Il primo maggio di Sant'Egidio con i poveri

Italia

Comunità sant'Egidio
A Roma appuntamento per volontari, senza dimora e anziani alle 12.30 nel giardino del Collegio Irlandese di via dei Santi Quattro. Lunedì 1° maggio, la Comunità di Sant’Egidio farà festa con i poveri. L’appuntamento per il pranzo è alle 12,30 nel giardino del Collegio Irlandese di Roma, in via dei Santi Quattro 1, vicino a San Giovanni.

Armi, cresce la spesa in tutto il mondo. Italia da record in Europa: +11%

Mondo
Repubblica.it

(Andrea Tarquini) Il rapporto annuale dello Stockholm International Peace Research Institute. A livello globale il livello sale dello 0,4%. Boom di Russia e Cina, in crescita anche Stati Uniti. Paesi in forte espansione economica e paesi in grave crisi, democrazie e regimi autoritari, superpotenze industriali-postindustriali, paesi emergenti, paesi poveri. Il mondo è composto da tante realtà diverse, ma quasi tutte con un dato in comune

Papa propõe reflexão sobre «trabalho justo» e dignidade humana

Vaticano
Agência Ecclesia
O Papa Francisco defendeu a necessidade de uma reflexão sobre global sobre o “trabalho justo” e o respeito pela dignidade humana, a começar no “processo produtivo”. “O trabalho justo é aquele que não só assegura uma remuneração com equidade mas também o que corresponde à vocação da pessoa e, por isso, é capaz de desenvolver as suas capacidades”, referiu, numa mensagem enviada à reunião plenária da Academia das Ciências Sociais.

Primo Maggio, concerto a Roma. Gli artisti sul palco

Alle 15 parte la maratona musicale del Concertone in piazza San Giovanni a Roma, trasmesso in diretta da Rai3 e condotto da Camila Raznovich e Clementino. Questo l'ordine di esibizione degli artisti che saranno protagonisti della giornata: Après la Classe, Amarcord (1mnext finalista), Incomprensibile Fc (1mnext finalista), Doro Gjat (1mnext finalista), Braschi, Geometra Mangoni, Ara Malikian, Rocco Hunt, Orchestra di Saltarello abruzzese, Mimmo Cavallaro, Teresa De Sio, Giovanni Guidi, Marina Rei, Artù, Sfera Ebbasta, Ladri di Carrozzelle, Ex-Otago, Motta, Le luci della centrale elettrica, Bombino, La Rua, Levante, Editors, Lo Stato Sociale, Francesco Gabbani, Brunori sas, Ermal Meta, Edoardo Bennato, Maldestro, Fabrizio Moro, Samuel, Planet Funk, Public Service Broadcasting.
Musica, tanta e che strizza l'occhio al mercato di oggi, ma anche l'impegno, quello che da sempre caratterizza il Concertone del Primo Maggio a Roma, in piazza San Giovanni, promosso come da tradizione dai sindacati e che quest'anno ha come titolo: "Il lavoro: le nostre radici, il nostro futuro". Ricco, come ogni anno, il cast, che più del solito ha puntato sui giovani, pescando molto anche dall'ultimo festival di Sanremo. Ci sarà il vincitore Francesco Gabbani, ma anche Fabrizio Moro, Ermal Meta, Samuel. Rocco Hunt torna per presentare in anteprima il suo nuovo singolo Kevvuò. In scaletta anche alcuni dei protagonisti della scena live, da Brunori sas a Lo Stato Sociale, passando per Le luci della centrale elettrica, Ex-Otago, Sfera Ebbasta.
In un evento, volutamente svecchiato dagli organizzatori (iCompany e Ruvido Produzioni) e decisamente poco revival rispetto al passato, la vecchia guardia è rappresentata da Edoardo Bennato e da Teresa De Sio. Ospiti internazionali gli Editors. E ancora Planet Funk, Public Service Broadcasting, Bombino, Levante, Motta, La Rua, Ara Malikian, Marina Rei + Benevegnù, Mimmo Cavallaro, Aprés la Classe, Maldestro, Artù, Braschi, Geometra Mangoni, Ladri di carrozzelle, Orchestra popolare del saltarello, Giovanni Guidi. Le misure di sicurezza, contro l'allerta terrorismo, ci saranno (già l'anno scorso si sperimentarono un'area di sicurezza transennata e varchi con metal detector), ma non scoraggeranno le migliaia di giovani che riempiranno la piazza, dove nel ruolo di padroni di casa troveranno l'inedita (e strana) coppia Camila Raznovich, alla sua seconda esperienza al Primo Maggio ("la prima volta mi salvò l'incoscienza, stavolta sono più consapevole"), e Clementino, il rapper dall'energia e dall'entusiasmo incontenibili.
"La piazza se ne deve cadere", ha detto in napoletano il cantante, ricordando come nel '99 fosse tra il pubblico, nel 2014 tra gli ospiti e ora sul palco a condurre senza troppi timori, forte di una esperienza decennale come animatore ei villaggi turistici. "L'anno prossimo diventerò direttore di Rai3", ha scherzato. Daria Bignardi, direttore della rete che dal 1999 trasmette l'evento in diretta, non si è scomposta e ha spiegato: "Quello di piazza San Giovanni è un concerto che parla alle persone e delle persone, con storie sul lavoro e di vita".
A raccontarsi, tra una canzone e l'altra, ci saranno Abdul, avvocato milanese arrivato dal Senegal con un padre che vendeva accendini; Franco, vigile del fuoco intervenuto ad Amatrice dopo il terremoto; Massimiliano, disabile che ha trovato lavoro dopo 21 anni; Marilena che raccoglie fragole a Caserta e ha aiutato a uscire dal lavoro nero molte donne immigrate; Sigh che raccoglie meloni a Mantova. A parlare delle difficoltà delle giovani coppie a inserirsi nel mondo del lavoro ci saranno anche Isabella Ragonese e Francesco Montanari, protagonisti del film Sole Cuore Amore (in sala dal 4 maggio). Interverrà anche Gad Lerner. Ognuno di loro darà lo spunto per cercare di capire cosa è oggi il lavoro, come hanno tenuto a sottolineare Cgil, Cisl e Uil. La lunga maratona, al via dalle 15 fino a mezzanotte, sarà trasmessa in diretta da Rai3, con Radio2, tra le voci ufficiali del'evento. 
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Primo Maggio, a Portella della Ginestra la manifestazione i Cgil, Cisl e Uil

Il Primo Maggio dei sindacati nazionali con i segretari generali di Cgil, CIsl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo sarà celebrato a Portella della Ginestra, in provincia di Palermo, a 70 anni dall'eccidio avvenuto nella località siciliana. L'esigenza di lavoro per il riscatto dalla povertà, è il messaggio che viene dai sindacati con la scelta di celebrare la Festa dei lavoratori proprio a Portella, vale oggi come allora, soprattutto in una terra dove i livelli di disoccupazione sono un'emergenza.
Oggi l'urgenza non è come nel 1947 la richiesta dei braccianti di riforma del latifondo, con i latifondisti pronti ad avvicinarsi alla mafia per difendere lo status quo. Ma per i confederali l'allarme è quello di una imprenditoria rivolta allo sfruttamento e alla precarizzazione del lavoro, a volte con gli stessi interessi della criminalità, in un legame tra lavoro, mafia ed elite dominanti che ancora si ripropone dopo 70 anni. L'appuntamento di domani nella località siciliana vuole essere insomma un modo per rimettere il lavoro al centro, dell'economia e dell'attenzione della politica, con un richiamo alla lotta contro i soprusi, le disuguaglianze, un richiamo per la giustizia sociale.
"La parola d'ordine di questo Primo Maggio è lavoro. Lavoro come necessità, lavoro che manca, lavoro di qualità, lavoro come risposta ai giovani, che altrimenti sono costretti a fare le valigie", ha ricordato solo ieri Camusso. "Portella della Ginestra fu una strage contro il movimento contadino, e fu la reazione di un blocco sociale che non voleva la distribuzione delle terre e la riforma agraria. Quindi non solo un tema di schieramenti politici, ma un grande tema economico di quale era la prospettiva dello sviluppo della Sicilia e delle sue possibilità. Se non si legge nella chiave degli interessi che si muovono e si coalizzano rispetto alla collusione, o utilizzazione della mafia, e della criminalità organizzata, si rischia di parlare molto, ma concretamente non cambiare nulla".
"Bisogna continuare a lottare per affermare i valori della legalità sempre, contro tutte le mafie e contro tutti i soprusi - ha affermato Barbagallo -. In questo senso, anche il mondo del lavoro ha rappresentato un argine alle ingiustizie sociali, ma il lavoro oggi non è giustamente e adeguatamente valorizzato. Il lavoro oggi non è giustamente e adeguatamente valorizzato. Il lavoro è l'architrave su cui è fondata la nostra Costituzione e in cui affondano le nostre radici. Dobbiamo recuperare il senso profondo di quel valore per puntare allo sviluppo di tutto il Paese. Perché questa speranza si trasformi in realtà, occorre cominciare dal nostro Mezzogiorno". "Il lavoro è il dna dei valori di una comunità e della persona, perché racchiude in sé anche i concetti di solidarietà, giustizia, eguaglianza e crescita di un Paese - ha dichiarato Furlan all'Avvenire -. Certo, l'emergenza di maggiore attualità oggi è proprio il lavoro: la sua mancanza, il lavoro che si perde, che si ha paura di perdere o che non si trova. Al centro del Paese occorre rimettere crescita, sviluppo e 'buon lavoro' ".
La commemorazione inizierà a Piana degli Albanesi alle 8.30 con la deposizione di una corona di fiori al cimitero in memoria dei caduti, alla presenza delle autorità civili e religiose. Il corteo partirà quindi alle 9.30 dalla Casa del Popolo, lungo il corso principale di Piana degli Albanesi, via Giorgio Kastriota, per sfilare nelle strade della cittadina siciliana e dirigersi quindi a Portella della Ginestra al Memoriale dell'eccidio, dove si terranno gli interventi dei tre segretari, dopo gli interventi di tre lavoratori, la lettura dei nomi delle vittime e un breve intervento del superstite Serafino Petta.
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AUTO SI RIBALTA SULLA VARIANTE AURELIA, 2 MORTI E 3 FERITI

NEL LIVORNESE:NON COINVOLTE ALTRE AUTO,UNO SBALZATO FUORI Due morti e tre feriti il bilancio di un incidente stradale avvenuto stamani dopo le 5 in provincia di Livorno, lungo la variante Aurelia, tra Donoratico e la California in direzione nord. I cinque viaggiavano a bordo di un'auto che, per cause in corso d'accertamento, si è ribaltata. Uno degli occupanti è stato sbalzato fuori dall'abitacolo ed è morto. La seconda vittima è deceduta dopo l'intervento dei soccorsi. Non risulterebbero altre vetture coinvolte. (ANSA).

PENTAGONO, IN 3 ANNI DI RAID ANTI-ISIS 352 CIVILI MORTI

NOTEVOLE AUMENTO RISPETTO AI 229 FINO A FEBBRAIO SCORSO I raid anti-Isis in Iraq e Siria della coalizione internazionale guidata dagli Usa hanno provocato la morte di almeno 352 civili sin dall'inizio delle operazioni, quasi tre anni fa. Lo rende noto il Pentagono, in un rapporto citato dalla Cnn online. Il bilancio, nota la Cnn, segna un notevole incremento rispetto alle 229 vittime civili che erano state registrate fino alla fine del febbraio scorso.
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COREA NORD: UNITÀ GIAPPONESE SCORTA NAVI DA GUERRA USA

LEGGE DEL 2015 CONSENTE INTERVENTO A DIFESA DI ALLEATO Il Giappone ha inviato il suo maggior cacciatorpediniere portaelicotteri in missione di scorta alle navi da guerra americane che incrociano al largo nell'ambito della crisi con la Corea del Nord. L'Izumo dovrà scortare, riferiscono i media nipponici, una nave appoggio americana con i rifornimenti per la flotta Usa nella regione. Una missione resa possibile da una legge approvata nel 2015 che consente alle forze armate di Tokyo di intervenire a sostegno di un alleato sotto attacco, in base ad un concetto definito "autodifesa collettiva". 
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OMICIDIO A ROMA, UCCIDE LA COMPAGNA E VA DAI CARABINIERI

DONNA TROVATA MORTA IN ABITAZIONE AL CENTRO, "L'HO UCCISA" Omicidio in un appartamento nel centro di Roma. Una donna è stata trovata morta, riversa sul letto, in un'abitazione di vicolo del Babuino. A dare l'allarme il compagno, un 55enne italiano incensurato, che poco prima delle 6 si è presentato a una caserma dei carabinieri dicendo di aver ucciso la convivente, un'italiana di 47 anni. Sul corpo sarebbero state riscontrate ferite alla testa provocate da un corpo contundente. Sono intervenuti i carabinieri della compagnia Roma centro e del Nucleo radiomobile.
ansa

I SINDACATI CELEBRANO IL 1. MAGGIO A PORTELLA DELLA GINESTRA

70 ANNI FA LA STRAGE. IL LAVORO COME RISCATTO DALLA POVERTA' Corteo dei sindacati a Piana degli Albanesi (Palermo) per la celebrazione della festa del Lavoro, presenti i segretari di Cgil, Cisl e Uil. In testa al corteo anche la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi. La celebrazione si sposta poi a Portella della Ginestra, sul Memoriale della strage di 70 anni fa, per i discorsi dei segretari confederali. Il lavoro per il riscatto dalla povertà il messaggio dei sindacati. Nel 1947 l'urgenza sulla riforma del latifondo, con i latifondisti pronti ad avvicinarsi alla mafia per difendere lo status quo. Oggi l'allarme è sullo sfruttamento e la precarizzazione del lavoro. Tensioni al corteo di Torino tra le forze dell'ordine e un gruppo di aderenti ai centri sociali.
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Ai giovani, "sogno europeo va coltivato. Solo insieme si cresce"


 "I nati sul finire degli anni '40 abbiamo conosciuto la prima guerra mondiale sui libri di storia.

Non abbiamo vissuto la seconda guerra, ma da bambini ne abbiamo ascoltato il racconto spezzato ed a volte commosso dei nostri genitori. Comportamenti eroici, carichi di significati patriottici quelli che emergevano dalle letture sulla prima guerra; storie un po'più reticenti quelli che i genitori provavano a raccontarci della seconda, probabilmente per il peso che ancora ne portavano e la voglia di tornare a vivere senza comunicare angoscia. Una grande confusione accompagnava i nostri studi negli anni 60'". La riflessione è di Ernesto Morici, magistrato messinese, in pensione da alcuni anni, Morici nel corso della sua carriera tra la Sicilia, la Calabria e la Toscana, si e' a lungo occupato di criminalità organizzata, di reati contro la Pubblica amministrazione, di due maxiprocessi alla 'ndrangheta (ai clan Piromalli e Pesce) ed è stato il primo in Italia ad applicare la legge sul sequestro dei beni ad imputati per mafia, la Rognoni-La Torre, che nel 1982 introdusse per la prima volta nel codice penale la previsione del reato di "associazione di tipo mafioso" (art. 416 bis) e la conseguente previsione di misure patrimoniali applicabili all'accumulazione illecita di capitali.

"Le sfumature di patriottismo e le reticenze dei nostri genitori - ricorda il magistrato - vennero meno quando emersero più chiaramente e vennero divulgate le conseguenze tragiche dei conflitti, dell'olocausto, delle dittature, dell'utilizzo delle bombe atomiche, dei rischi della guerra fredda. Ai mutilati della generazione dei nonni si aggiungevano i mutilati del secondo conflitto, donne e uomini costretti a convivere con le conseguenze delle guerre. Mentre si ricostruivano le città distrutte dai bombardamenti e bombe inesplose continuavano a fare vittime tra i ragazzini che giocavano tra le macerie, i più grandicelli tra noi coglievano sui volti dei genitori paura ed ansia ogni qualvolta si percepivano presagi di una guerra non fredda".

"Al tempo stesso cominciammo a renderci conto che tutte le famiglie italiane ed europee, direttamente o indirettamente, avevano partecipato al sacrificio umano che le due guerre avevano richiesto, a capire anche noi che la prima guerra mondiale in Europa aveva contato 16 milioni di morti e 20 milioni di feriti. Apprendevamo che la seconda, sempre limitandosi al territorio europeo, aveva prodotto circa 40 milioni di morti e 50 milioni di feriti, per considerare infine l'inimmaginabile, disumano destino di circa 6 milioni di Ebrei sacrificati dal delirio che aveva sconvolto l'Europa".

"La Marna, l'Isonzo, il Piave, le Dolomiti teatri di furiose battaglie, Guernica Londra, Berlino, Dresda, Varsavia, Stalingrado devastate dai bombardamenti, le follie di quegli anni emergevano sempre più evidenti. Per due volte gli americani e gli inglesi, anche a prescindere dalle motivazioni, erano venuti in soccorso del vecchio continente, a confondere i loro giovani morti con i nostri, e molti di noi cominciavano a considerare come fosse facile rimanere vittime di totalitarismi e quanto fosse poi difficile liberarsene, quanto fossero costate le laceranti guerre di resistenza in Italia e nel resto d'Europa".

"La barbarie delle guerre per la prima volta veniva percepita da una generazione che guerre non ne aveva fatte. La fame che le generazioni dei nostri nonni e dei nostri genitori aveva conosciuto prima e durante le guerre era per gran parte di noi un fenomeno sconosciuto. Abbiamo vissuto in un'Europa sempre più libera ed integrata, prima ad ovest e poi ad est.

Per non correre il rischio di scivolare nella retorica proviamo a rileggere in modo attento alcuni numeri che la storia ha provato a contare in Europa: durante la prima guerra la Francia ha perso il 20% degli uomini in età militare e la Germania il 13% e sono stati contati tra 4 e 5 milioni di profughi. Durante la seconda, URSS, Polonia e Jugoslavia persero dal 10 a 20% della popolazione, Germania e Italia circa il 4,50, Gran Bretagna e Francia l'1%. Le stime parlano di 40 milioni di profughi".

"I nati negli anni '70 hanno studiato le guerre mondiali solo sui libri. A loro è mancata anche l'informazione diretta che noi avevamo ricevuto da nonni e genitori.

Siamo cresciuti noi e loro, almeno nell'Europa occidentale, al riparo di costituzioni moderne che hanno posto la pace come valore fondante di una crescita comune ed integrata tra Stati e popoli diversi. Dopo il 1989 - riflette Morici - si è realizzata una ulteriore integrazione, perseguita da un'Europa saggia e vigile. Molti dei paesi che come il nostro hanno conosciuto dittature vivono libertà acquisite a prezzi altissimi. Molti degli uomini politici alla guida dell'Europa di oggi vengono da paesi dell'est. Forse non dovremmo considerare la pace e la libertà come valori acquisiti per sempre. Tragedie come quella che ha travolto i paesi della ex Jugoslavia ci dimostrano che non sono ammissibili distrazioni e che pace e libertà vanno coltivate. Donne e uomini illuminati ci hanno consentito di vivere un mondo diverso: abbiamo sostituito giovani cittadini d'Europa a generazioni di giovani destinati a morire per le follie delle guerre". "Non ha dunque senso limitarsi ad una lettura in chiave economica e finanziaria dell'essere Europa e non ha parimenti senso contrastarne questa lettura poiché ci sentiamo soffocati da patti di stabilità e diseguaglianze tra popoli costituenti", fa notare Morici. "Al di là di contingenti e reali problemi che si pongono bisogna ripartire nella consapevolezza che solo insieme si può crescere e prosperare, perché altrimenti i pericoli di catastrofi si riproporranno, anche se non sappiamo ora quale sarà il tipo, il teatro e il momento. I nostri quarantenni di oggi, in gran parte, a differenza delle passate generazioni sono dunque lontanissimi dalla realtà delle guerre, non immaginano neppure cosa possa significare un lutto diffuso e generalizzato nelle famiglie e nella società e non hanno vissuto in città distrutte.

Quando immaginano un mondo migliore con Brexit, Grexit, Frenxit riflettano sulle possibilità di allontanarsi da coetanei, parenti, amici e di dover poi lottare nuovamente per riconquistare valori universali quali pace, amicizia, solidarietà, libertà e giustizia".

"Custodire questi valori e coltivarli oggi, rinunciando a nazionalismi e protezionismi e riconoscendo i propri errori nella costruzione comune, ci metterà al riparo da guasti poi difficilmente riparabili. I giovani della generazione Erasmus che hanno avuto la fortuna di vivere un'Europa da intellettuali protagonisti, i giovani emigranti che hanno trovato un lavoro in un paese diverso da quello d'origine dovrebbero coltivare il sogno europeo. L'alternativa è un vivere male, un vivere separati, con il rischio che i lutti e i disastri frutto delle follie umane si possano ripetere. Sembra uno scenario inimmaginabile, ma lo stesso si riteneva prima che l'Europa precipitasse nella follia delle due guerre".

"Il non essere preparati ad una guerra, a nessun tipo di stupida e maledetta guerra, per il solo fatto di non averne mai vissute non può essere un motivo per escludere razionalmente il rischio di causarne di nuove. Il populismo montante non ha niente a che fare con un'Europa unita e sovrana e rischia di distruggerla, travolgendo anche le identità nazionali che si vorrebbero tutelare", conclude Morici.

(ANSA).

Al via il 1 giugno a Palermo "Musica e legalità"

 L'associazione "Legalità è Libertà" della testimone di giustizia Valeria Grasso si prepara per un grande appuntamento con i giovani "Musica e legalità": ad ospitare la manifestazione ed i suoi scopi sociali, sarà un concerto, Unlocked Music festival, con migliaia di giovani riuniti. L'appuntamento è fissato per il 1 giugno a Palermo al Castello a Mare.

I temi centrali di quest'anno saranno la lotta alla mafia alimentare, la salvaguardia della biodiversità autoctona, ed una rinnovata fiducia verso la propria terra, ricordando come questa oggi "vanti" il primato di giovani in partenza, alla ricerca di opportunità fuori dall'Isola. Sul palco di "Musica e Legalità" ci sarà spazio per diverse eccellenze dell'imprenditoria siciliana di successo, siciliani che hanno fatto parlare di se, riuscendo ad avviare un business nella propria terra attraverso la valorizzazione dei prodotti nostrani. In questa edizione saranno affrontate tematiche attuali come la salvaguardia della biodiversità autoctona di beni come il grano, l'allevamento, il vino e l'acqua, beni primari e fonti di vita. Tra gli ospiti dell'evento lo chef Bonetta dell'Oglio, celebre promotrice della "sicilianità" a tavola, mamma, cuoca, professionista appassionata e sensibile, ha creato un movimento culturale chiamato la "Rivoluzione in un chicco", un movimento di pensiero, partendo da un cambiamento: libertà dell'uomo, libertà agricola, conoscenza approfondita del territorio, rispetto per gli animali, salvaguardia della biodiversità.

Tantissime live band del territorio si esibiranno nelle prime ore della manifestazione, accompagnate dalla voce di Othelloman, rapper siciliano simbolo della legalitàgià dal suo esordio con "u tagghiamu stu palluni", brano di denuncia contro il declino delle città del sud. In serata poi spazio alla star Paul Kalkbrenner.
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Il 3/5 Giornata Mondiale libertà di stampa indetta dall'ONU


"Informazione. Diritto violabile?": questo il tema della conferenza, che si svolgerà mercoledì 3 maggio, dalle 15:00 alle 19:00, nella Sala Zuccari del Senato, a Palazzo Giustiniani in via della Dogana Vecchia 29. A tenere il discorso di apertura sarà il presidente del Senato, Pietro Grasso. Interverranno esperti europei e italiani. Marco Tarquinio, direttore del quotidiano Avvenire, svolgerà una relazione. L'Osservatorio sui giornalisti minacciati Ossigeno per l'Informazione aggiornerà i che segnalano il Lazio come la regione in cui ci sono più giornalisti minacciati.

L'appuntamento, accreditato dall'Ordine dei Giornalisti come seminario di formazione, è una delle tre iniziative con cui Ossigeno celebra a Roma la Giornata Mondiale della libertà di stampa indetta dall'ONU.

Lo stesso mercoledì 3 maggio, alle ore 12.30, presso al Casa del Jazz in viale di Porta Ardeatina 55, Ossigeno e il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo, renderanno omaggio alla lapide in memoria delle vittime innocenti della criminalità organizzata - tra cui nove giornalisti - con la donazione del Pannello della memoria dell'Osservatorio.

La giornata si concluderà con il concerto in memoria dei giornalisti che hanno perso la vita a causa del loro lavoro "Musica e libertà", presso la Sala Europa dell'Ufficio di Rappresentanza della Commissione Europea in via 4 Novembre 149, alle ore 20:30. Ingresso gratuito con obbligo di registrazione.

Le iniziative hanno il patrocinio, fra gli altri, di: Senato della Repubblica, Regione Lazio, Comune di Roma, Ordine dei Giornalisti, Ordine dei Giornalisti del Lazio, Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Associazione Stampa Romana, Associazione Giornalisti Europei, Università Tor Vergata di Roma.

(ANSA).

Mafia: sondaggio, per 47% giovani è più forte dello Stato

"Il mafioso è irrazionale perché non agisce da uomo negando con i suoi comportamenti violenti e delittuosi il fattore distintivo dell'uomo che è la ragione; il concetto di legalità più che il semplice rispetto della legge deve essere legato alla dignità e alla moralità dell'essere umano". Questo il commento da parte di uno degli oltre tremila studenti che hanno partecipato all'indagine sulla percezione mafiosa condotta per il decimo anno dal Centro studi Pio La Torre di Palermo, tra i ragazzi che partecipano al Progetto educativo antimafia, i cui risultati sono contenuti in un numero speciale della rivista "ASud'Europa" che sarà presentata il 28 aprile alle 11 al Teatro Biondo di Palermo, alla presenza del Capo dello Stato, in occasione della manifestazione per i 35 anni dell'uccisione di La Torre e Rosario Di Salvo.

Sono stati 3.061 gli studenti che hanno risposto alle quarantasette domande del questionario. La sfiducia degli intervistati nei confronti della classe politica è elevata (84.53% nei confronti dei politici nazionali, 79.91% nei confronti di quelli locali); il 47.27% ritiene che la mafia sia più forte dello Stato, e solo il 29.8% considera possibile sconfiggerla definitivamente.

"Non c'è differenza significativa tra i giovani del Centro-Nord e del Sud sulla percezione della corruzione delle classi dirigenti locali - sottolinea Vito Lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre -. La mafia è forte perché si infiltra nello Stato che è più forte delle mafie solo per un 13% dei giovani. Ma la stragrande maggioranza dei giovani, oltre il 90%, ripudia la mafia e ritiene che sia più forte il rapporto tra mafia e politica. I giovani non si rivolgeranno a un mafioso o a un politico per un lavoro, assimilando l'uno all'altro".

"L'indagine nel suo insieme - continua Lo Monaco - appare preoccupante e incoraggiante. Incoraggiante è la fiducia riposta negli insegnanti (83%), seguono magistrati, forze dell'ordine, giornalisti, sindacalisti. I giovani del Meridione sono meno pessimisti dei loro colleghi del Centro-Nord riguardo all'esito della lotta alla mafia". (ANSA).
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1 MAGGIO, OGGI CELEBRAZIONI E CORTEI PER FESTA LAVORO

POVERTA', NUOVI CRITERI SIA. ALITALIA, CALENDA CONTRO MANAGER Oggi 1 maggio si celebra la Festa dei lavoratori: concerto in piazza San Giovanni a Roma; a Portella della Ginestra in provincia di Palermo manifestazione con Camusso, Furlan e Barbagallo; a Rignano Garganico in provincia di Foggia marcia dei braccianti. Entrano in vigore oggi intanto i nuovi criteri del Sostegno per l'inclusione attiva. Calenda bacchetta i vertici Alitalia: modello di business sbagliato e arroganza.
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Renzi e Di Maio chierichetti perfetti (e Salvini suona la campana oscurantista)

La piega retrograda della cultura italiana, in perfetta simmetria con l’involuzione controriformistica della politica, trova sintomi palesi in atti e prese di posizione che visualizzano in vari ambiti l’attuale riflusso.
Quando Luigi Di Maio spiega che l’apertura domenicale dei supermercati lesiona le famiglie non sembra interessato a contestare l’americanizzazione al ribasso dei consumi (la desertificazione dei negozietti di quartiere ad opera delle cosiddette “cattedrali dell’iperconsumismo”); fenomeno di cui probabilmente neppure si rende conto e che dalla fine degli anni Ottanta trovò il proprio alfiere nella TV commerciale di Silvio Berlusconi. Quanto fa scattare il rammarico del giovanotto è la cancellazione dell’immagine idilliaca di un desco domenicale che riunisca il consesso parentale rinverdendo i vincoli dell’appartenenza. Piccolo mondo antico rinserrato nei confini comunitari del familismo e delle sue soffocanti solidarietà premoderne, oltre e fuori dalle quali guata una realtà per definizione minacciosa e incomprensibile. Nell’ottica “amorale” dell’arretratezza. L’orizzonte chiuso e difensivo del regime patriarcale, soprattutto in quel Mezzogiorno dove le rivoluzioni che investirono (tardivamente) l’Italia del dopoguerra non hanno lambito i costumi rurali. Dove la posizione della donna è sottoposta ancora a subalternità arcaiche, le libertà in materia sessuale e relativi progetti individuali di vita sono conculcate, il disconoscimento delle istituzioni pubbliche nella privatizzazione delle relazioni sociali funge da inevitabile anticamera per l’instaurazione di poteri sostitutivi tendenti al malavitoso. Traslati nel mito del maschio alfa, l’uomo solo al comando (nelle declinazioni da Mussolini al Padrino).
Ma se a sud prosperano le varie Mafie, nel centro-nord operano le Massonerie, il cui sentore è percepibile nel familismo affaristico di cui abbiamo avuto contezza dalle parti di Rignano sull’Arno. Le tracce di paternalismo patriarcale che diventa paradigma organizzativo nella struttura di potere a clan con cui Matteo Renzi va – a sua volta -  all’assalto dei Palazzi, prima fiorentini e poi nazionali. Quella struttura a cricche e cordate con cui gli immigrati milanesizzati (provenienti dal sud o dalle valli, da Craxi a Bossi) conquistarono Milano nell’ultimo quarto del ‘900. Oggi capitale di curanderos e psicomaghe, dei Verdiglione e dei Recalcati.
Renzi e Di Maio esponenti della stessa cultura retroversa, che sta prendendosi robuste rivincite sui fenomeni di secolarizzazione/laicizzazione cresciuti all’ombra dell’industrializzazione; la stagione delle battaglie vittoriose per i diritti civili. Di cui oggi si registrano le battute d’arresto e le clamorose marce indietro, dalla sterilizzazione silente del diritto delle donne a governare la propria scelta di essere o meno madre all’occultamento delle obiezioni di coscienza pelose.
Operazioni retrograde compiute ancora una volta sotto l’egida protettiva di Santa Romana Chiesa. Non quella di Bergoglio, che poco interessa alla politica nazionale nella misura in cui il papa gesuita, in quanto tale intenzionato a salvare l’istituzione da se stessa, sposta l’ottica del magistero dalla regolazione dei comportamenti sessuali alle disuguaglianze globali. Una scelta lontana dalle priorità del ceto politico nostrano, interessato a ricostruire l’habitat a lui congeniale: l’Italietta di Monsü Travet e Policarpo de’ Tappetti, delle famigliole abbarbicate ai riti patriarcal-familistici, di cui il Cattolicesimo è stato il collante ideologico da quando il “lungo Rinascimento” dell’Italia civica regredì in un tardivo feudalesimo (e al modo di produrre latifondistico nelle aree a regime baronale). Che in questi anni ha mostrato il volto diafano di Ruini, quello robotico di Bertone e poi la faccetta cinguettante di Bagnasco. La Chiesa come aggregato di potere, con cui hanno cercato il dialogo partenariale (per il controllo repressivo di ogni aspirazione al disincanto) i piddini non meno dei Berlusconi; che oggi vede Beppe Grillo pappa e ciccia con i vescovi facendosi intervistare dall’Avvenire. L’Italia oscurantista celebrata dai chierichetti perfetti Matteo Renzi e Luigi Di Maio; con il rozzo Matteo Salvini campanaro che chiama a raccolta le moltitudini per crociate ottuse.
Nell’inarrestabile ritorno al passato che ci affligge, sarebbero questi giovanotti retrogradi i leader dell’inversione di tendenza?
Pierfranco Pellizzetti - Micro Mega

Molestie sessuali in tv e la retorica dello 'scherzo'

Siamo una società schizofrenica e ipocrita, che bandisce dalla sua vetrina principale il porno e il sesso esplicito, ma poi si sganascia dalle risate di fronte a delle pesanti molestie sessuali spacciate per “scherzo”, come accaduto nella puntata di Amici di sabato scorso. La categoria dello “scherzo” è pericolosissima, perché è il più banale ma anche più efficace degli argomenti che i violenti, i bulli, gli aggressori – di tutti i generi e verso tutti i tipi di vittime – usano per giustificarsi. Il bullo che se la prende con il disabile, l'uomo che molesta una donna, tutti la buttano sul ridere: “non te la prendere, era uno scherzo”, “non hai senso dell'ironia”, il che ovviamente per le donne si traduce immediatamente in “scopa che ti passa” e analoghe spiritosaggini. Ovviamente è sempre il “carnefice” a stabilire i criteri di questo umorismo, e infatti anche il razzista che racconta barzellette sui neri pensa di essere spiritosissimo. Il fatto che talvolta la vittima rida davvero non fa che rafforzare la relazione di asimmetria fra vittima e carnefice: non ridere, non “stare al gioco”, equivarrebbe a una espulsione dal gruppo, esporrebbe probabilmente la vittima a una peggiore ritorsione.
Noi donne questa “retorica dello scherzo” la conosciamo fin troppo bene. O meglio, la viviamo costantemente ma facciamo spesso fatica a metterla a tema e dunque a riconoscerla, e spesso ne siamo complici. A chi di noi non è capitato di fare buon viso a cattivo gioco di fronte a battute presuntamente “spiritose”? Non stare al gioco non è facile: da un lato implica innanzitutto la capacità di riconoscere la dinamica violenta e asimmetrica che si cela dietro il presunto umorismo e, in secondo luogo, comporta assumersi la responsabilità come minimo di “rovinare l'atmosfera”, di interrompere le fragorose risate e raggelare gli interlocutori. Cosa che non sempre e non tutte hanno la voglia e la forza di fare.
Uno degli argomenti ricorrenti nelle conversazioni fra genitori è la paura che i figli si imbattano in contenuti porno navigando in rete. Come se il problema fosse il cosa e non le condizioni di più o meno autonomia e libertà delle persone coinvolte. Una esplicita scena di sesso fra adulti consenzienti in prima serata su Raiuno non sarebbe affatto oscena, ma anzi forse auspicabile, in un paese in cui i ragazzi sono 'costretti' ad andare a cercare sul web quello che non trovano, per esempio, a scuola. L'oscenità dello “scherzo” a Emma non sta affatto nell'alludere a atti e desideri sessuali, ma nel farlo contro la volontà dell'interessata, nello sdoganare e nel normalizzare, buttandola sul ridere, le molestie. Il sesso è innanzitutto relazione fra persone, ed è l'autodeterminazione e la libertà dei soggetti coinvolti a definirne la natura. Pare banale, ma evidentemente non lo è: è sul consenso che passa il discrimine fra sesso e stupro.
Micro Mega

In Belgio gli ospedali cattolici rivedono i loro punti di vista sull’eutanasia


Una delle principali barriere per l’aumento dei casi di eutanasia per malati psichiatrici non terminali sembra essere stata sbriciolata in Belgio.

Un ordine religioso della Chiesa Cattolica, i Fratelli della Carità, è responsabile per una larga parte dei letti per malati psichiatrici, circa 5.000. Il capo internazionale dell’ordine, Padre René Stockmann è un belga che è stato fra i principali oppositori della eutanasia.

Tuttavia, con una mossa a sorpresa, l’Ordine ha annunciato che “d’ora in poi” sarà permessa l’eutanasia negli ospedali psichiatrici del gruppo.

Sul loro sito i Padri spiegano le ragioni della svolta. “Noi prendiamo seriamente le sofferenze insopportabili e senza speranza e la richiesta di eutanasia da parte dei malati. D’altro lato, vogliamo proteggere le vite ed assicurare che l’eutanasia sia posta in essere solo se non ci sono più possibilità ragionevoli di guarire il malato”.

L’eutanasia per pazienti psichiatrici è stata praticata dozzine di volte in Belgio. Ma d’ora in poi sarà probabilmente più facile ottenerla per la schizofrenia, la depressione, l’autismo e la solitudine. Sarà difficile trovare un istituto in cui l’eutanasia non sia offerta come una opzione. 

Padre Stockmann è sbalordito: “Noi deploriamo questa nuova visione”, ha detto ai media.

Le case di cura e gli ospedali che si oppongono alla eutanasia sono sempre più sotto pressione dopo che un tribunale ha condannato una clinica cattolica ad una multa di 6.000 euro per aver impedito ad un paziente di ottenere l’eutanasia. 

Tuttavia, padre Stockman ritiene che questo non è un caso “aperto e chiuso”: “Confido che potremo ancora avere il diritto di rifiutare l’eutanasia”, ha dichiarato al quotidiano “De Morgen”: “Noi vogliamo prendere sul serio i desideri dei malati, ma l’inviolabilità della vita è per noi valore assoluto. Non possiamo accettare che l’eutanasia sia praticata fra le mura delle nostre istituzioni”.

Il leader dei movimenti per l’eutanasia, il dottor Wim Distelmans, è felice: “Quindici anni dopo la legge sulla eutanasia, finalmente i Fratelli della Carità ammettono di avere escluso dalle loro istituzioni una legge sulla eutanasia democraticamente approvata e di aver proibito ai medici di seguire la loro coscienza e il loro giudizio professionale”.

Un membro del Parlamento belga, Jean Jacques De Gucht, riassume la situazione: “Gli ultimi residui di paternalismo fra i preti sono stati rimpiazzati dalla autodeterminazione individuale”. 

Raf De Rycke, un economista che ha lavorato per anni con i Fratelli della carità, nega che la morale dei loro ospedali sia cambiata: “Non è che prima eravamo contro l’eutanasia, ed ora siamo a favore, ha detto al “De Morgen”. Non abbiamo fatto una svolta a 180 gradi. Questa scelta è coerente con i nostri criteri. Noi offriamo entrambe le strade ai nostri pazienti: sia una prospettiva pro-life sia l’eutanasia”.

Benché ciò sembri strano per un gruppo cattolico – specie dopo che il Papa è stato esplicito nel denunciare l’eutanasia – De Rycke pensa che l’ispirazione dei Fratelli della Carità rimane più o meno la stessa: “Noi partiamo dagli stessi valori basici: l’inviolabilità della vita è per noi un valore basilare, ma non assoluto. Questa è la differente lunghezza d’onda rispetto a Roma”. 
mICROMEGA

Primo Maggio Festa del Lavoro, i leader di Cgil, Cisl e Uil a Portella della Ginestra

Il Primo Maggio dei sindacati nazionali con i segretari generali di Cgil, CIsl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo sarà celebrato a Portella della Ginestra, in provincia di Palermo, a 70 anni dall'eccidio avvenuto nella località siciliana. L'esigenza di lavoro per il riscatto dalla povertà, è il messaggio che viene dai sindacati con la scelta di celebrare la Festa dei lavoratori proprio a Portella, vale oggi come allora, soprattutto in una terra dove i livelli di disoccupazione sono un'emergenza.
Oggi l'urgenza non è come nel 1947 la richiesta dei braccianti di riforma del latifondo, con i latifondisti pronti ad avvicinarsi alla mafia per difendere lo status quo. Ma per i confederali l'allarme è quello di una imprenditoria rivolta allo sfruttamento e alla precarizzazione del lavoro, a volte con gli stessi interessi della criminalità, in un legame tra lavoro, mafia ed elite dominanti che ancora si ripropone dopo 70 anni. L'appuntamento di domani nella località siciliana vuole essere insomma un modo per rimettere il lavoro al centro, dell'economia e dell'attenzione della politica, con un richiamo alla lotta contro i soprusi, le disuguaglianze, un richiamo per la giustizia sociale.
"La parola d'ordine di questo Primo Maggio è lavoro. Lavoro come necessità, lavoro che manca, lavoro di qualità, lavoro come risposta ai giovani, che altrimenti sono costretti a fare le valigie", ha ricordato solo ieri Camusso. "Portella della Ginestra fu una strage contro il movimento contadino, e fu la reazione di un blocco sociale che non voleva la distribuzione delle terre e la riforma agraria. Quindi non solo un tema di schieramenti politici, ma un grande tema economico di quale era la prospettiva dello sviluppo della Sicilia e delle sue possibilità. Se non si legge nella chiave degli interessi che si muovono e si coalizzano rispetto alla collusione, o utilizzazione della mafia, e della criminalità organizzata, si rischia di parlare molto, ma concretamente non cambiare nulla".
"Bisogna continuare a lottare per affermare i valori della legalità sempre, contro tutte le mafie e contro tutti i soprusi - ha affermato Barbagallo -. In questo senso, anche il mondo del lavoro ha rappresentato un argine alle ingiustizie sociali, ma il lavoro oggi non è giustamente e adeguatamente valorizzato. Il lavoro oggi non è giustamente e adeguatamente valorizzato. Il lavoro è l'architrave su cui è fondata la nostra Costituzione e in cui affondano le nostre radici. Dobbiamo recuperare il senso profondo di quel valore per puntare allo sviluppo di tutto il Paese. Perché questa speranza si trasformi in realtà, occorre cominciare dal nostro Mezzogiorno". "Il lavoro è il dna dei valori di una comunità e della persona, perché racchiude in sé anche i concetti di solidarietà, giustizia, eguaglianza e crescita di un Paese - ha dichiarato Furlan all'Avvenire -. Certo, l'emergenza di maggiore attualità oggi è proprio il lavoro: la sua mancanza, il lavoro che si perde, che si ha paura di perdere o che non si trova. Al centro del Paese occorre rimettere crescita, sviluppo e 'buon lavoro' ".
La commemorazione inizierà a Piana degli Albanesi alle 8.30 con la deposizione di una corona di fiori al cimitero in memoria dei caduti, alla presenza delle autorità civili e religiose. Il corteo partirà quindi alle 9.30 dalla Casa del Popolo, lungo il corso principale di Piana degli Albanesi, via Giorgio Kastriota, per sfilare nelle strade della cittadina siciliana e dirigersi quindi a Portella della Ginestra al Memoriale dell'eccidio, dove si terranno gli interventi dei tre segretari, dopo gli interventi di tre lavoratori, la lettura dei nomi delle vittime e un breve intervento del superstite Serafino Petta.
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LA SFIDA NEL PD Due milioni al voto. Renzi: 'Non rivincita, nuova pagina'

Larga vittoria di Matteo Renzi alle primarie del Pd che, secondo fonti renziane avrebbe raggiunto il 73%. Il dato dell'affluenza sfata completamente i timori della vigilia: tra 1,9 e 2 milioni di votanti. "Il congresso segna l'inizio di una pagina nuova, non è al rivincita o il secondo tempo della solita partita", ha detto Renzi parlando alla sede del Pd. "Ha vinto tutto il Pd ma soprattutto quello che non si è vergognato delle cose fatte in questi anni, della legge sul dopo di noi, delle unioni civili, della legge sul lavoro, perché se ci sono 700mila posti di lavoro in più non possiamo far finta di vergognarcene, il Jobs act è una delle cose più straordinariamente di sinistra fatte", 
"Oggi - ha detto l'ex premier - abbiamo fatto qualcosa di straordinario, la democrazia è la possibilità di scegliere, grazie ai volontari, chi vi ha preso in giro non vi conosce. Il primo grazia ad Andrea Orlando e Michele Emiliano". "Grazie alla straordinaria passione con cui Emiliano ha posto alcuni temi a iniziare dal Sud, assolutamente prioritario per il Paese.E alla forza con cui Orlando ha insistito sulla necessità di unire il partito e il Paese. Abbiamo bisogno di imparare dalle altre mozioni e lo faremo".
 "Grazie a tutte le amiche e gli amici che lavorano nel governo del Paese a iniziare da Gentiloni, a cui tutto il sentimento della nostra vicinanza e amicizia. Ci attendiamo molto da tutti voi che lavorate nel governo e lavoreremo al vostro fianco con molta convinzione". 
"Non è un partito personale - ha detto - quando 2 mln di persone vanno a votare, come si fa a dire che è il partito di uno solo con un leader forte. Può essere che il leader è forte, lo vedremo ma sicuramente ha una comunità fortissima". "Nelle primarie del Pd c'è sangue vivo, storie in carne e ossa che lo rendono una comunità meravigliosa. E' il rapporto con il popolo che segna la diversità del Pd rispetto a tutti gli altri. Tutti parlano di populismi, ma l'alternativa non è nel salotto, nei tweet, ma nel popolo: non avere paura della democrazia, dei voti, di fare le primarie. Non c'è alternativa alle persone".
"A Bruxelles chiediamo un cambiamento vero, non ne possiamo più di un' Ue che non incrocia i desideri più belli di chi vuole l'ideale europeo. Non siamo contro l'Ue, ne vogliamo una diversa, l'alternativa a populismo è il popolo".
"Una responsabilità straordinaria!! Grazie di cuore a questa comunità di donne e uomini che credono nell'Italia. Avanti, insieme". Lo scrive Matteo Renzi postando su Instagram un biglietto firmato da lui e da Maurizio Martina
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I santi del 01 Maggio 2017


San GIUSEPPE   Lavoratore - Memoria Facoltativa
Nel Vangelo Gesù è chiamato 'il figlio del carpentiere'. In modo eminente in questa memoria di san Giuseppe si riconosce la dignità del lavoro umano, come dove...
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San TORQUATO   Vescovo di Guadix
Guadix (Granada) III-IV sec.
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San SIGISMONDO   Re dei Burgundi e martire
Nel giorno di san Giuseppe lavoratore la tradizione ha posto anche la festa di Sigismondo, re dei Burgundi. Figlio del re Gundobaldo, governava il territorio intorno a Ginevra. Si ...
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Sant' ANDEOLO   Martire
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Sant' ORENZIO (O ORIENZO) DI AUCH   Vescovo
m. 440 circa
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San BRIOCO   Vescovo e abate
m. 500 circa
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Sant' ASAF (O ASAPH)   Vescovo
† 610 circa
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San MARCULFO (O MARCOLFO)   Abate di Nanteuil
m. 558 circa
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Santa GRATA DI BERGAMO   
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San RICCARDO PAMPURI   Religioso
Trivolzio, Milano, 1897 - Milano, 1 maggio 1930
Erminio Filippo Pampuri, nella vita religiosa, frà Riccardo, nacque (decimo di undici figli) il 2 agosto 1897 a Trivolzio (Pavia) da Innocenzo e Angela Campari, e fu battezz...
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Santi GISTALDO E GUNDEBADO   
† La Beauce d’Orléans, Francia, 523
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Sant' ARIGIO   Vescovo
m. 604
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San TEODARDO DI NARBONNE   Vescovo
m. 893
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Sant' AGOSTINO SCHOEFFLER   Sacerdote e martire
Mittelbonn, Francia, 22 novembre 1822 - Sơn-Tâi, Vietnam, 1 maggio 1851
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Santi ORENZIO E PAZIENZA   Sposi e martiri
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Sant' IPOLISTO   Martire
Antiochia - † Abellinum (Atripalda), 1° maggio 303
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Santi GIOVANNI DE ZORROZA E GIOVANNI DE HUETE   Mercedari, martiri
XV secolo
Inviati a redimere schiavi dal Maestro Generale Beato Antonio Morell, i Santi Giovanni de Zorroza e Giovanni de Huete, operavano nel regno moro di Granada. Nel 1482 i mori, esasper...
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San GEREMIA   Profeta
Anatot, Gerusalemme, 650 a.C. - Egitto, 587 ca. a.C.
Geremia, uno dei quattro grandi profeti d'Israele. Nacque verso il 650 a.C. presso Gerusalemme; visse e predicò nel regno di Giuda tra il 622 fino oltre il 587 a.C.
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Sant' AMATORE DI AUXERRE   Vescovo
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San JEAN-LOUIS BONNARD   Missionario e martire
Saint-Christo-en-Jarez (Loire, Francia), 1 marzo 1824 – Nam-Dinh (Tonchino), 1 maggio 1852
Nato il 1° marzo 1824 a Saint Christo en Jarez, in Francia, quinto di sei figli, Jean Louis Bonnard entrò nel Seminario minore di Saint Jodard ad Alix dove fu considerat...
www.santiebeati.it/dettaglio/92871
San PELLEGRINO LAZIOSI   Religioso
Forlì, 1265 c. - 1 maggio 1345
Pellegrino non diventa sacerdote, non predica e non scrive. Arricchisce l’Ordine dei Servi di Maria con l’esempio di tutti i suoi giorni vissuti nella felicità del “servizio” in og...
www.santiebeati.it/dettaglio/50900
Beato CLEMENTE (KLYMENTIJ) SEPTYCKYJ   Sacerdote e martire
Prylbychi, Ucraina, 17 novembre 1869 - Vladimir, Russia, 1° maggio 1951
www.santiebeati.it/dettaglio/92934
Beata PETRONILLA DI MONCEL   Badessa
www.santiebeati.it/dettaglio/51580
Beato GIULIANO CESARELLO   
m. 1343/9
www.santiebeati.it/dettaglio/92039
Beato VIVALDO   Eremita
www.santiebeati.it/dettaglio/51850
Beata MAFALDA   Badessa di Arouca
1184 - 1257
Si ritirò nel celebre monastero di Arouca. Promosse la riforma del monastero chiamando le monache cistercensi, anch’essa vestì il loro abito. Ebbe molta notorietà la sua vita aust...
www.santiebeati.it/dettaglio/51600
Beato ALDEBRANDO   Vescovo di Fossombrone
Sorrivoli ? (Cesena), 1164 – Fossombrone (Pesaro), 30 aprile 1247 ca.
Se ne conosce la vita grazie a una leggenda composta verso il 1300. Nato nel 1164 in Romagna nei pressi di Cesena si formò presso la canonica di Porto a Ravenna. Dal 1222 al 1228 f...
www.santiebeati.it/dettaglio/91598

MESE MARIANO E ROSARIO   
www.santiebeati.it/dettaglio/96373

Direttore "Gazzetta di Parma" su posizioni tradizionaliste sui preti sposati

Egregio Direttore,
l'amico Giuseppe Pigozzi mi ha mostrato la lettera inviatele il giorno 24 u.s. nella quale si richiama l'intervista fatta da un incaricato del settimanale Panorama al Vescovo Gianfranco Girotti, riflettente il problema del celibato dei preti cattolici. Alla domanda se la pedofilia dei preti sia causata dal celibato, mons. Girotti risponde con un forte No! «La pedofilia è un orrendo delitto della nostra società...». Se mai l'attrattiva dell'altro sesso può essere causa di chiedere la dispensa dal sacerdozio, resa possibile da Papa Paolo VI. Molti sacerdoti l'hanno fatto.
Oggi, la scarsità del clero è molto sentita e vari vescovi auspicano che la Chiesa cattolica, pur conservando il celibato del Clero, si apra a conferire il Sacerdozio a persone sposate, qualificate per fedeltà alla chiesa e preparate con un Corso speciale.
Il nostro Papa, Francesco, potrebbe forse rimettere in discussione questo problema.

Dev.mo P. Augusto Luca - Missionario saveriano

Sopra è riportata una lettera al Direttore della Gazzetta di Parma. Il Direttore risponde con il testo tradizionalista riportato in basso che non tiene conto della ricerca teologica e sociologica sulle questioni della lettera (ndr)

Caro padre Augusto, 

anch'io non ho mai capito il nesso fra casi di pedofilia e celibato dei preti. Anzi la trovo una considerazione orribile. Come dire che, se un uomo non ha una moglie, è indotto ad avere rapporti sessuali con bambini o bambine. Follia. 
Quanto alla concessione del sacerdozio a uomini sposati, non ho certo l'autorità per esprimere pareri. Ma, anche qui, non credo che ci sia un nesso fra crisi delle vocazioni e celibato. Sarò un conservatore, ma sono convinto che un uomo che ha famiglia non riesce a dedicarsi interamente al gregge che la Chiesa gli affida (una parrocchia, ad esempio); e sono convinto anche che il sacerdozio debba richiedere una dedizione totale, assoluta. Un prete mi interessa se è un prete, se è il segno di qualcosa di diverso da me, che mi rimanda al Mistero. 
E poi, caro padre, lei sa bene che la Chiesa protestante, da sempre, ha concesso ai preti - anzi, ai pastori - di sposarsi, eppure oggi versa in una crisi di fedeli ben più grave di quella cattolica. No, il crollo delle vocazioni dei nostri tempi non dipende dalla mancanza di una moglie per i preti, ma dalla mancanza, ben più profonda, della fede, in un mondo che ripone la propria speranza di felicità in cose che passano.



A Venezia dal 13 maggio mostra spettacolo su Vivaldi


Viva Vivaldi

“Viva Vivaldi” apre le sue porte al pubblico il 13 maggio 2017 all’interno degli spazi del Museo Diocesano di Venezia, a pochi passi da San Marco, alle spalle del Ponte dei Sospiri. Un format artistico che rappresenta per la città, e non solo, una vera e propria primavera espositiva, un modo completamente nuovo di proporre la conoscenza dell’arte e della storia della musica attraverso un allestimento polimediale capace di immergere il visitatore in un’esperienza di straordinario impatto emotivo.

Non una mostra tradizionale

Non un concerto, non una mostra tradizionale, ma un concept del tutto nuovo, un percorso diviso in sequenze come fosse una partitura musicale, alla scoperta della vita e dell’opera del “prete rosso”, grande virtuoso del violino, il più importante ed originale esponente del tardo barocco. Un’esperienza musicale e sensoriale fruibile anche da parte di un pubblico poco avvezzo alla musica classica o ai musei.

Il format

"L’unicità artistica di Venezia – afferma il General Manager dell'iniziativa Gianpiero Perri - merita un format capace di esprimere tutte le potenzialità di un nuovo modo di avvicinarsi all’arte, più vicino alla sensibilità del nostro tempo. Con “Viva Vivaldi” si intende offrire una modalità nuova per valorizzare i capolavori che appartengono alla storia di Venezia e a quella universale, e permetterne il godimento di tutti. E’ la prima volta in Italia che le nuove tecnologie dell’immagine e del suono vengono utilizzate per raccontare di un musicista: la musica si trasformeràin colori e profumi e prenderà vita con modalità del tutto nuove, coinvolgenti ed emozionanti, per un’indimenticabile esperienza sensoriale".
radio vaticana